Riciclaggio, frode fiscale e finanziamento occulto al Latina Calcio: tra gli arrestati un ex deputato Fdl

LATINA – Tredici persone arrestate per associazione a delinquere, frode fiscale e riciclaggio aggravato dalla transnazionalità con la finalità di arricchirsi, acquisire immobili e finanziare in maniera occulta la società sportiva di serie “B” U.S. Latina Calcio.

L’operazione è stata condotta dalla Polizia e dalla Finanza. A capo dell’organizzazione c’è un commercialista pontino che ha movimentato capitali milionari mettendo piedi una rete di fiduciari attraverso la costituzione di diverse società sia in Italia che in Svizzera. Il Procuratore capo di Latina Andrea De Gasperis ha fatto i nomi dei vertici: l’ex deputato di Fratelli d’Italia ed ex presidente del Latina Calcio Pasquale Maietta, la ex presidente del Latina Calcio Paola Cavicchi e il figlio Fabrizio Coletti.

Gli agenti di polizia finanziaria hanno accertato un giro di fatture false per 200 milioni di euro e hanno sequestrato beni agli indagati per un totale di 40 milioni di euro. Le indagini si intrecciano anche con un’altra storia, quella del suicidio dell’avvocato Paolo Censi, il noto penalista di Latina che si è tolto la vita due anni fa nel suo ufficio del capoluogo.

Nel corso delle indagini, iniziate ad aprile del 2015, ci sono state due rogatorie internazionali con l´autorità giudiziaria svizzera.  Nel territorio elvetico sono state costituite 4 società anonime con sede a Lugano riconducibili a una fiduciaria svizzera che si occupa di consulenza e gestione patrimoni.

Con questa formula sono state aperte in Italia altrettante società a responsabilità limitata, partecipate al 100 per cento dalle società svizzere, con oggetto sociale la gestione di beni immobili propri.  Tutte iscritte alla camera di commercio di Latina ed amministrate da residenti nel capoluogo pontino. Questo sistema ha consentito il rientro in Italia dei soldi depositati in Svizzera a favore delle società italiane con bonifici a titolo di “finanziamento soci”. I capitali costituiti all’estero sono stati utilizzati per comprare immobili e partecipazioni societarie.

Le indagini patrimoniali, condotte da specialisti del Servizio Centrale Operativo e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine ad ulteriori ipotesi di intestazione fittizia di beni nonché di addivenire al sequestro di ingentissimi patrimoni illecitamente accumulati in evidente sproporzione con i redditi dichiarati dagli indagati. Si tratta di 20 fabbricati di civile abitazione, di cui 2 ville; 19 immobili commerciali, magazzini ed autorimesse; 3 appezzamenti di terreno; 8 veicoli; 7 società e 1 quota societaria, per un valore complessivo stimato in 25 milioni di euro circa.

Gli indagati riciclavano e reimpiegavano i capitali di provenienza illecita in Italia con la cessione delle quote delle società anonime svizzere a prestanome a prezzi irrisori rispetto all´effettivo patrimonio immobiliare accumulato dalle persone giuridiche, grazie all’evasione fiscale e previdenziale