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Latina

LATINA, NOMINATO IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PRESSO IL COMUNE

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Tempo di lettura < 1 minuti La legge 190/2012 prevede che, oltre all’Autorità Nazionale Anticorruzione, sia previsto anche un responsabile della prevenzione della corruzione per ogni amministrazione pubblica

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Redazione

Latina – Il Sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi ha recentemente nominato, agli effetti della legge 190/2012, il Segretario Generale Avv. Pasquale Russo quale responsabile della prevenzione della corruzione del Comune.

Il responsabile dovrà provvedere alla efficace attuazione del piano triennale di prevenzione della corruzione, di cui il Comune deve dotarsi, e della sua idoneità, nonché a proporre la modifica dello stesso quando sono accertate significative violazioni delle prescrizioni, ovvero quando intervengono mutamenti nell’organizzazione o nell’attività dell’amministrazione.

Dovrà verificare, d’intesa con il dirigente competente, dell’effettiva rotazione negli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione e dovrà individuare il personale da inserire nei programmi di formazione.

La legge 190/2012 avente ad oggetto “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” è stata emanata in attuazione dell’articolo 6 della Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 31 ottobre 2003. Tale legge prevede che, oltre all’Autorità Nazionale Anticorruzione, sia previsto anche un responsabile della prevenzione della corruzione per ogni amministrazione pubblica, sia centrale che territoriale che, di norma, negli enti locali, è individuato nel segretario.

[ LEGGE ANTICORRUZIONE – 192/2012 ]

Castelli Romani

Banca Popolare Valconca, salta la fusione col gruppo Banca Popolare del Lazio: l’analisi di un clamoroso “no”

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Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa

È clamorosamente saltata la fusione tra la Blu Banca (gruppo Banca Popolare del Lazio) e la Banca Popolare Valconca. Messi i pro e i contro sulla bilancia (e anche il nostro giornale è uscito con diversi interrogativi sul tema) i soci con la schiena dritta hanno impedito che questo matrimonio si perfezionasse, nonostante il bene placido di Banca D’Italia che in maniera fulminea aveva benedetto l’unione e sembra così voler proseguire a recitare il ruolo da protagonista di una tra le fiabe più famose al mondo: “La bella addormentata nel bosco”. Questo perché mentre dorme o peggio ancora finge di sonnecchiare, il gruppo Bpl continua a fare un po’ come gli pare, tentando gesta che vanno oltre le più temerarie intenzioni.


Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa quando la governance era composta da elementi con la schiena dritta che proprio per questa conformazione sono stati sbattuti fuori in favore di modellanti e accomodanti uomini mutanti (o mutandis) stampati sul modello delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.


Il 50,44 per cento dei soci, pari a 3.586.255 azioni, si è espresso contro la fusione, mentre il 46,74 per cento, pari a 3.323.169 azioni, a favore

«Si tratta di una vittoria abbondante – ha spiegato l’ex presidente Valconca Gianfranco Vanzini in un articolo di Corriere Romagna, contrario al progetto di fusione –. Con questo voto abbiamo sventato la morte della Banca Popolare Valconca. Ora vedremo se riusciamo a farla continuare a vivere», e sull’attuale Cda aggiunge: «Vedremo quali scelte prenderanno, se non faranno nulla oppure si dimetteranno. Certamente, almeno una riflessione dovranno farla».
E adesso Banca d’Italia come si muoverà? Il 5 ottobre scorso aveva rilasciato l’autorizzazione all’operazione di fusione e ora, terminata l’assemblea straordinaria dei soci e raccolto il sonante NO, chissà se la strada indicata verrà definitivamente archiviata (ricordiamo che la fusione era vista da tutti, direttore generale della Valconca Dario Mancini in testa, come l’unica possibile soluzione per dare un futuro alla Valconca).

Ebbene i soci Valconca, diversamente dai tanti Bpl, non hanno digerito la palese malconvenienza del cambio con le azioni Blu Banca. L’ex Vanzini ha spiegato chiaramente come con la fusione, il 93 per cento del capitale sarebbe stato di proprietà dei soci della Blu Banca, mentre ai soci dell’istituto di credito morcianese, sarebbe rimasto un 7 per cento. Un rapporto che si sarebbe senz’altro ripercosso sui dividendi futuri.

Nel frattempo a Mancini sembra non restare altro che addrizzare il tiro. Lui che due anni fa decantava la sana gestione Valconca e il bilancio in buona salute, lui che prima della fusione parlava di situazione compromessa a tal punto da vedere nella fusione la sola via d’uscita. Le sue prime parole a caldo dopo aver incassato la sonante stangata dai soci sono state: «La fusione non è passata e andremo avanti con le nostre forze». (Sicuramente la Valconca andrà avanti ma più di qualcuno non disdegna un periodo di commissariamento letto quasi come il classico periodo di riflessione tra due ex innamorati che preferiscono non rincollare i pezzi di una relazione ormai rotta. Mancini per mantenersi almeno apparentemente coerente ha aggiunto «Il fronte del no ha prevalso ma senza un motivo. Evidentemente la trasparenza non ha pagato. Andremo comunque avanti con forza».

E il presidente della Bpl Capecelatro che si era già “apparecchiato” nel Cda Valconca nonostante l’evidente conflitto d’interessi che cosa farà? Assaporato il pre aperitivo, non ha potuto apprezzare le portate più ricche… i soci hanno tenuto ben salde le redini di una banca che vuole mantenere la propria autonomia senza essere fagocitata da chicchessia o da certi strani soggetti il cui modus operandi poco trasparente è stato già messo nero su bianco in un verbale stilato, sembrerebbe obtortocollo, da Banca d’Italia che ha bacchettato la governance Bpl senza prendere provvedimenti concreti per “punire” gli errori commessi dai singoli. Anzi c’è anche chi aveva il dovere di investigare ma ahinoi, invece, ha trovato un posto sicuro in banca per il suo pupillo. D’altronde non è la prima volta che lo diciamo: «I figli so’ piezz’e core».

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Cronaca

Latina, Comando provinciale dei Carabinieri: celebrata la commemorazione della strage di Nassyria

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LATINA – Anche quest’anno presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, in Largo Caduti di Nassirya, si è celebrata la commemorazione del tragico evento che, la mattina del 12 novembre 2003, nella omonima cittadina Irachena, con una violenta esplosione dilaniò la base militare italiana nell’attentato più grave subito dai nostri contingenti schierati nelle missioni di pace, condotte in tante aree di crisi e contro il terrorismo transnazionale.

A seguito dell’attentato persero la vita 19 italiani, tra cui 12 carabinieri, 5 militari 2 civili, e 9 iracheni (tra cui i due autori dell’attentato), simbolo dell’impegno profuso dall’Arma per la sicurezza, la pacificazione e la stabilità in aree sensibili, consentendo alle popolazioni oppresse di poter sperare nel futuro.

Il Comandante Colonnello Lorenzo D’Aloia, alla presenza del Prefetto, S.E. Prefetto Maurizio Falco, dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dei militari del locale Comando Carabinieri e del Cappellano Militare Don Eugenio Campini, ha commemorato il tragico evento, con una breve e toccante cerimonia tenutasi nel corso della odierna mattinata, deponendo una corona al monumento dedicato alle vittime della strage.

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Cronaca

San Felice Circeo, ruba l’anta del portone della Chiesa: aggredisce i Carabinieri dopo essere stato scoperto

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SAN FELICE CIRCEO (LT) – Arrestato un 49enne del posto e con precedenti per aver rubato l’anta del portone di ingresso della Chiesa di San Felice Martire.

I Carabinieri di San Felice Circeo nel primo pomeriggio di giovedì scorso dopo aver ricevuto la denuncia del furto del bene ecclesiastico hanno avviato immediate indagini che si sono subito indirizzate nei confronti dell’uomo. Così dopo qualche ora, i militari hanno rinvenuto la refurtiva, nascosta nel garage di proprietà del sospettato.

Vistosi scoperto, l’uomo ha iniziato ad inveire contro i Carabinieri, dando in escandescenze, ed aggredendoli fisicamente, anche con un grosso masso, con cui è riuscito a colpirne uno alla testa.
I militari dopo averlo immobilizzato, hanno richiesto l’intervento di personale sanitario, che ha dovuto sedare il 49enne. Anche per i Carabineiri è stato necessario ricorrere a cure mediche.

L’autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari, in attesa di rito direttissimo, fissato per la mattina di domani. L’uomo dovrà rispondere anche del reato di ricettazione
di bene culturale ecclesiastico, condotta specifica, recentemente contemplata nel Codice Penale.

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