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Latina, ospedale Goretti. Simeone (FI): “Primo in Italia nella cura dell’infarto”

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“Con enorme soddisfazione apprendo che il S.M. Goretti di Latina è risultato il primo ospedale in Italia per il trattamento dell’infarto miocardico acuto secondo la classifica stilata dalla Società Italiana di Cardiologia e Emodinamica. Un successo reso ancor più prestigioso dal fatto che l’ospedale di Latina si colloca anche fra i primi dieci in Europa, quarto in Italia e primo nel Lazio per angioplastiche coronariche. Si tratta di un traguardo che il Goretti ha inseguito da molto tempo. Siamo davanti ad un’eccellenza che ha prodotto risultati importanti in termini di vite salvate, sul piano dell’efficienza e della qualità del sistema. Il riconoscimento di queste ore è il frutto di un’azione certosina portata avanti da diversi anni. In particolare l’ente Provincia di Latina ha creduto fortemente in questo importante servizio per tutta la comunità pontina. La rete per l’infarto miocardico acuto, operativa dal 2012 nella provincia di Latina, offrendo ai cittadini un servizio efficiente e all’avanguardia è considerato un modello da esportare in tutta Italia. Non va dimenticato il lavoro iniziato già con l’approdo a Latina del dottor Edoardo Pucci, per alcuni anni primario dell’Emodinamica e della Cardiologia del Goretti.
Onore al merito del dottor Francesco Versaci che ha saputo raccogliere la sua eredità, centrando obiettivi importanti e tali da dare lustro alla sanità pontina, portandola al vertice del panorama nazionale per quanto concerne la cura dell’infarto. E scusate se è poco” Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare

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Football Club Frascati, un futuro avvocato in casa. Tonicello: “Qui si può lavorare molto bene”

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Frascati (Rm) – Ha superato brillantemente l’esame di abilitazione sostenuto presso la Corte d’Appello di Roma e, definiti alcuni aspetti burocratici, sarà avvocato a tutti gli effetti. Il Football Club Frascati applaude il tecnico dei Pulcini 2010 Cristiano Tonicello che sta affrontando il suo secondo anno all’interno del club tuscolano. Un giovane allenatore stimato e ben voluto dai suoi piccoli calciatori che ha saputo integrarsi bene nello staff tecnico voluto dal responsabile del settore di base Lorenzo Marcelli. “La possibilità di venire qui è nata durante un torneo organizzato dal Football Club Frascati: quel giorno parlai con il co-presidente Claudio Laureti e da lì ci promettemmo di risentirci. Qui ho trovato un ambiente molto sereno dove si può lavorare con profitto. Fare da avvocato alla società? Speriamo non serva mai – sorride il tecnico che in passato ha allenato quattro anni al Kolbe Ponte Mammolo – Scherzi a parte, vengo qui solamente per coltivare la mia grande passione per il calcio e per trasmettere questo amore ai miei piccoli allievi”. Tonicello ha instaurato un ottimo rapporto con l’altro tecnico Marco Martini che già nella passata stagione lavorava con lui: “C’è grande sintonia tra noi e ci integriamo alla perfezione. Da quest’anno, inoltre, lavoriamo assieme a mister Marco Salvatore e anche con lui i rapporti sono decisamente positivi. Il gruppo a nostra disposizione era molto numeroso all’inizio della stagione, poi nelle ultime settimane qualcuno si è fermato per le problematiche relative al Covid, ma comunque abbiamo tanti piccoli calciatori in organico”. Anche i Pulcini 2010 hanno “testato” il calcio balilla umano: “Un esperimento che ha riscosso tanto divertimento tra i ragazzi e che è sicuramente utile per alcuni aspetti tecnici”. Un passo indietro per parlare del suo doppio impegno studio-sport: “Nell’ultimo periodo non è stato semplice gestire la preparazione dell’esame di abilitazione con gli allenamenti e anche col corso di Uefa C che sto seguendo e che dovrebbe terminare prima di Natale. Ma ci ho messo tanto impegno e il primo obiettivo l’ho centrato”. Chiusura sul suo futuro: “Al momento preferirei continuare a lavorare su queste categorie, poi in futuro magari sarebbe bello provare anche un’esperienza nell’agonistica”.



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Pol. Borghesiana (calcio, I cat.), Cecili: “Il mister mi ha arretrato a centrocampo, sono a disposizione”

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Roma – E’ uno dei “fedelissimi” del presidente-allenatore Enrico Gagliarducci che l’ha conosciuto al Torbellamonaca e l’ha voluto alla Polisportiva Borghesiana. Andrea Cecili, mezzala classe 1996 della Prima categoria del club capitolino, è stato arretrato di qualche metro proprio da Gagliarducci. “Il mio ruolo originario era quello di esterno alto, ma il mister ha scelto di giocare con il trequartista alle spalle delle due punte e così mi ha chiesto la disponibilità di fare la mezzala. Ho accettato volentieri perché anche agli esordi in una prima squadra avevo giocato in quella posizione: mi piace inserirmi e questo aspetto ha convinto il mister”. Cecili parla del futuro di questa tormentata stagione che la Polisportiva Borghesiana aveva cominciato benissimo, con tre vittorie in altrettante partite. “Onestamente non ho grande fiducia che si possa riprendere in tempi rapidi. Speriamo di poter tornare ad allenarci a gennaio e di ricominciare con le gare ufficiali qualche settimana dopo. Se ci fosse da giocare fino a luglio, comunque, non avrei problemi. Ma è chiaro che con il Covid non si scherza e io lo so bene”. Il giovane atleta, infatti, è bloccato da ormai venticinque giorni a casa e aspetta di negativizzarsi: “Inizialmente la paura è stata tanta, dopo una giornata di lavoro ho avuto improvvisamente dei sintomi che poi per fortuna pian piano sono spariti. Ma non bisogna abbassare la guardia”. Cecili e tutto il gruppo della Polisportiva Borghesiana, comunque, non vedono l’ora di poter tornare in campo: “Quest’anno la società ha allestito un gruppo di primissimo livello. Avevo già giocato con Federici, ma anche con Dantimi e poi conosco di fama Barile, uno che è veramente sprecato in questa categoria. Avevamo cominciato benissimo e soprattutto c’era una bella sintonia tra di noi: un gruppo sano dove non prevalgono individualismi come magari è capitato in passato. Siamo consci del nostro valore e non ci nascondiamo, sperando di poter dimostrare sul campo la nostra forza”.



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Frascati Scherma, la colombiana Gonzalez: “Questo club mi ha accolto alla grande, sono felice”

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Frascati (Rm) – Un’altra atleta internazionale in rampa di lancio. Da settembre, il Frascati Scherma ha accolto nella sua famiglia sportiva la colombiana Linda Gonzalez, 24enne sciabolatrice nata a Bogotà che già da qualche anno fa parte della nazionale del suo Paese.
“Sono stata accolta benissimo da tutti qui alla “Simoncelli”, sono molto contenta di come vanno le cose – racconta – Quando c’è stata l’opportunità di allenarmi a Frascati non ci ho pensato un solo momento: questo è uno dei migliori club al mondo dove allenarsi, ci sono bravissimi tecnici e grandi atlete. Ho un ottimo rapporto col maestro Lucio Landi, una bravissima persona che ti fa sentire a tuo agio ed allena tanti atleti molto forti. Mi dice di migliorare sotto tanti aspetti, ma in particolare di essere più decisa quando scelgo una soluzione in pedana”.
La Gonzalez non ha iniziato giovanissima a fare scherma: “Avevo 12 anni e non avevo mai sentito parlare di questa disciplina, fu una professoressa di scuola a convincermi. Già dal primo momento, però, mi sono innamorata di questa disciplina, della maschera, della tuta, dell’arma. Poi ho cominciato a vincere qualche gara e mi sono sentita sempre più coinvolta. In Colombia non c’è una grande tradizione, anche se la Federazione si sta impegnando tanto per far crescere tutto il movimento. Per me è davvero un onore rappresentare i colori della mia nazione, ogni volta che ce n’è la possibilità”.
Il periodo è molto particolare e delicato e anche la Gonzalez non vede l’ora che passi: “Come si vive la questione del Covid in Colombia? Più o meno come qui in Italia, speriamo di tornare presto alla normalità. A noi atleti manca tanto la gara perché questa è come una medicina che ti aiuta a capire dove poter migliorare. Ma questo periodo rappresenta anche l’opportunità di curare meglio la base tecnica e la preparazione fisica che in altri momenti si trascurano un po’. Il mio obiettivo è quello di provare a qualificarmi per la prova pre-olimpica e poi magari provare l’assalto alla qualificazione olimpica. So che c’è tanto lavoro da fare, ma sono nel luogo giusto. La gara che ricordo con più affetto? Il secondo posto di squadra ai Giochi centramericani e caraibici del 2018 in cui perdemmo per poco la finale con il Venezuela. Ma fu un bellissimo risultato frutto di una grande prestazione di squadra”.
La chiusura della sciabolatrice colombiana è sul suo impegno universitario: “Frequento la facoltà di Scienze naturali della “Sapienza” a Roma. Non è facile portare avanti lo sport e lo studio, ma si può fare se non si è pigri e se si calcolano i tempi al meglio”.



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