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LATINA, RIUNIONE DEI SINDACI PER AIUTARE IL PERSONALE IN MOBILITA’ DEL COMUNE DI SAN FELICE CIRCEO

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La situazione si è creata conseguentemente al dissesto finanziario del Comune guidato dal sindaco Gianni Petrucci.

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Redazione

Latina – Su iniziativa del sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, si è tenuta questa mattina, nell’aula consiliare del Comune di Latina, la riunione dei sindaci della provincia di Latina. Tema della riunione la possibilità di aiutare il Comune di San Felice Circeo e i suoi dipendenti, a seguito della situazione venutasi a creare come conseguenza del dissesto finanziario del Comune guidato dal sindaco Gianni Petrucci. Alcuni dipendenti comunali, infatti, risultano essere in esubero rispetto all’organico previsto per i comuni in dissesto, in particolare si tratta di 31 persone.

Le disposizioni del Ministero dell’Interno prevedono, in tale situazioni, adempimenti di carattere obbligatorio con un tetto massimo di personale in rapporto al numero degli abitanti, 1 dipendente ogni 144 abitanti. Nelle scorse settimane, appresa tale circostanza, il sindaco Giovanni Di Giorgi ha offerto la sua disponibilità al sindaco Petrucci per cercare di venire incontro alle esigenze del personale in esubero e per cui sarebbe prevista la mobilità. Presenti diversi sindaci o rappresentanti dei Comuni pontini: Bassiano, Cisterna, Itri, Norma, Pontinia, Prossedi, Sabaudia, Sezze, mentre altri comuni, pur non essendo presenti, hanno dato la loro disponibilità ad iniziative concordate. Nel corso della riunione è stato fissato l’apposito percorso tecnico attraverso il quale i Comuni interessati potranno assorbire parte del personale in esubero proveniente da San Felice Circeo, con relativi costi di retribuzione che, come prevede la normativa, sono a carico dello Stato centrale e non pesano sui bilanci del Comune che assorbe tale personale. In particolare il sindaco di Latina ha messo a disposizione gli uffici comunali che, con il coordinamento dell’assessore al personale, Rino Cecere, e del segretario generale, Pasquale Russo, d’intesa con il Comune di San Felice Circeo, fungeranno da riferimento e coordinamento per gli altri comuni.Inoltre il sindaco Di Giorgi, che è anche componente dell’assemblea nazionale dell’Anci, si adopererà presso l’Anci affinché l’associazione dei Comuni chieda che i casi di mobilità del personale, come per San Felice Circeo, siano esclusi dai vincoli di bilancio sul personale, fissati dal DL 78 e successivi.

“Ritengo importante che anche altri Comuni pontini, oltre a Latina, davanti  alle difficoltà a cui vanno incontro decine di dipendenti del Comune di San Felice Circeo per cui a breve scatterà la mobilità – afferma il sindaco Di Giorgi – abbiano offerto piena collaborazione e solidarietà. Stiamo studiando al meglio la possibilità di poter assorbire nei nostri Comuni  il personale in esubero a San Felice Circeo e sono contento della sensibilità degli altri amministratori. Questa solidarietà istituzionale è un ottimo segnale per la nostra provincia anche per iniziative future che possono coinvolgere altre istituzioni pubbliche in diversi settori”. Il sindaco di San Felice Circeo, Gianni Petrucci (ex presidente del Coni) ha voluto ringraziare il sindaco di Latina: “Ringrazio Di Giorgi per la meravigliosa e spontanea iniziativa che, forse, non ha eguali in Italia. Ringrazio anche gli altri sindaci e sono davvero commosso per questa disponibilità. La legge sul dissesto purtroppo ci impone la bruttissima realtà di mettere in mobilità molti dipendenti comunali e questo mi dispiace tantissimo. Sarò eternamente riconoscente al sindaco Di Giorgi per questo aiuto che gli altri Comuni vorranno dare a tante famiglie”. L’assessore al personale del Comune di Latina, Rino Cecere, che coordinerà il percorso tecnico ha affermato: “Ci fa molto piacere che anche comuni piccoli e geograficamente distanti da San Felice Circeo abbiano offerto piena disponibilità. Approfondiremo insieme tutti gli atti e le procedure per attuare al meglio questa iniziativa di grande importanza”.               
                                                                   
 

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A Cori arrivano i Re Magi a dorso di veri cammelli: domenica 5 gennaio la rievocazione in costumi d’epoca

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CORI (LT) – Domenica 5 gennaio i tre Re Magi arriveranno a Cori a dorso di veri cammelli, accompagnati da un corteo di popolani, in costumi d’epoca, tra musiche e canti della tradizione natalizia, organizzati dalla compagnia “Tres Lusores” e dal complesso strumentale “Fanfarra Antiqua”, con la collaborazione di giovani volontari della Città di Cori, in particolare del comitato di quartiere di Porta Romana, del parroco don Angelo Buonaiuto e del vicario parrocchiale don Giovanni Grossi.

I Re Magi arriveranno presso la chiesa di Santa Maria della Pietà dove faranno visita alla Sacra Famiglia e adoreranno il Bambino Gesù portando oro, incenso e mirra al Re dei Re, e piccoli doni a tutti i bambini che incontreranno nel centro storico del paese, presso il sagrato della chiesa.

Seguirà il concerto del coro polifonico “Lumina Vocis”.

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Ambiente

Formia, 280 alberi e mille semi di roverella: nasce il bosco dei primi nati

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Una vera e propria festa quella che ieri mattina ha visto nascere il “Bosco dei primi nati” 2019 a Formia. Presso la strada che collega Maranola al monte Redentore, li dove tanti alberi sono stati incendiati questa estate, volontari grandi e piccoli, associazioni ambientaliste, Protezione Civile e Parchi hanno tutti dato il loro contributo per mettere a dimora 280 essenze arboree autoctone e mille semi di roverella.
“Un grande risultato raggiunto oggi, dai nostri concittadini – sottolinea l’Assessore alle politiche ambientali Orlando Giovannone – Grandi e piccoli con impegno e passione, hanno contribuito a perfezionare questo prezioso dono che l’Amministrazione Comunale di Formia ha voluto per i 280 nuovi nati in quest’ultimo anno. Un grazie al Parco naturale dei Monti Aurunci e al Parco Riviera d’Ulisse , alla splendida Protezione Civile con il Ver Sud Pontino, all’Assemblea ecologica popolare che ha donato 1000 germogli di roverella, e alle molte fantastiche associazioni che hanno aderito all’iniziativa. Un contributo significativo per l’ambiente che si ripeterà ogni anno. Il nostro impegno su questi temi continua con l’iniziativa “dona un albero”, dove ogni persona potrà sempre donare un albero alla sua città, tramite i vivaisti aderenti. Certamente c’è molto da fare per riqualificare e valorizzare il nostro territorio, ognuno per la sua parte ripeto, ognuno per la sua parte. I disastri dei cambiamenti climatici sono appena iniziati e saranno sempre più catastrofici. Oggi una piccola comunità, armata di vanghe e picconi ha iniziato la sua battaglia.

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Castelli Romani

Enogastronomia e turismo nel Lazio: il rilancio parte dalla cura del territorio

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Lazio in Movimento, questo il nome del progetto che ha come obiettivo quello di far conoscere, in modo sistematico e organizzato, i prodotti dell’agricoltura laziale e le loro trasformazioni, valorizzandoli e promuovendoli attraverso manifestazioni, percorsi conoscitivi, seminari formativi, progetti didattici interattivi e mostre.

Un’iniziativa che nasce da un’idea di Michela Irione, maturata in sette anni di attività come proprietaria di un’enoteca con cucina a Grottaferrata e che da sempre ha avuto una grande passione per il mondo del cibo e del vino.

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Enogastronomia e valorizzazione del territorio laziale. In studio il giornalista Luigi Jovino, Luigi Caporicci presidente della storica cantina Gotto d’Oro, Michela Irione fautrice dell’iniziativa Lazio in Movimento, Luigi Fragiotta “socio della cantina Gabriele Magno” e Federico Artico “Viticoltore”

Lazio in Movimento si propone dunque come mission quella di far cambiare la percezione generale, sia a livello nazionale e internazionale, che oggi vede la regione Lazio ancora poco conosciuta e considerata sia in Italia che all’estero sotto il profilo enogastronomico.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 21/11/2019

Un processo, quello della valorizzazione dei prodotti dell’enogastronomia laziale, che deve necessariamente partire dalla valorizzazione di questi ultimi proprio nella regione d’appartenenza.

La mission è quindi fattivamente rivolta ad accendere i riflettori sulla valorizzazione della filiera laziale: un percorso che inizia dal produttore e arriva fino al consumatore. Un’operazione che punta a mettere in luce la qualità dei prodotti della gastronomia e dei vini del Lazio, che dovrebbe essere amplificata e abbracciata dalle Istituzioni e anche dagli organismi rappresentativi delle categorie che ruotano attorno al mondo dell’enogastronomia.

Enogastronomia e Made in Italy

Un brand quotato in tutto il mondo e che dal 2015 ha assistito all’ingresso della cucina italiana nel mondo accademico del Lazio.

L’università Roma Tre, infatti, all’interno del dipartimento di scienze ha messo in tavola, prima nella nostra regione, un corso di laurea triennale legalmente riconosciuto in scienze e culture enogastronomiche.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 21/11/2019

E gli ingredienti del piano di studio sono rappresentati dai processi di produzione fino alla trasformazione degli alimenti di origine animale e vegetale, sicurezza igienico-sanitaria, valutazione e valorizzazione della qualità delle materie prime dal punto di vista nutrizionale ed economico, ma anche cicli di seminari con professionisti e laboratori dove sperimentare la preparazione dei piatti tipici della gastronomia italiana e internazionale, oltre alla gestione della cucina professionale di alta qualità inclusi gli aspetti legislativi. Un percorso formativo che è stato preparato in collaborazione con l’Università della Tuscia e con l’istituto alberghiero Tor Carbone. Un corso accademico che vede sfornare figure altamente professionali, specializzate anche nel campo del marketing e della gestione della comunicazione del turismo di settore.

Il Lazio una regione ricca di storia

Numerose culture hanno lasciato il segno e tantissime testimonianze del loro passaggio.

Una regione dove importanti dominazioni si sono succedute, in particolare, quella Etrusca e quella Romana.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 21/11/2019

Questo susseguirsi di occupazioni e di epoche molto diverse tra di loro hanno consentito a questo territorio di arricchirsi di tradizioni sia storiche che enogastronomiche.

Così ogni borgo ha custodito la propria cultura culinaria e creato un ventaglio di prodotti enogastronomici che ancora oggi si possono assaporare e gustare.

Molto del turismo dei borghi si concentra sull’aspetto enologico e gastronomico che unito a quello artistico e storico fanno dei borghi laziali dei veri e propri scrigni. La popolazione locale infatti è legata alla propria terra e gelosa delle proprie caratteristiche storiche e culturali.

Partendo da questo fondamentale punto che sono nate le Strade del Vino e dei Sapori del Lazio.
Queste sono costituite in associazioni e hanno come obiettivo primario la valorizzazione e promozione del territorio, dei borghi toccati dall’itinerario e dai prodotti tipici enogastronomici da proporre al turista e al viaggiatore buongustaio che desidera conoscere le Strade del Vino e dei Sapori del Lazio.

Cantine, aziende agricole, agriturismi, ristoranti, enti ed associazioni concorrono affinché la Strada del vino e dei Sapori sia un veicolo determinante per uno sviluppo sostenibile della zona.

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