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L'AUSTRIA INNALZA LE BARRIERE: COMMISSARIO UE "COSÌ SI METTE A RISCHIO SCHENGEN"

di Angelo Barraco
 
Roma – Si continua a parlare delle barriere che sta issando l’Austria per impedire l’accesso ai profughi, indignazione e scalpore in merito a tale iniziativa, che si è ulteriormente incrementata in seguito alle esternazioni provenienti dal fronte austriaco in merito ad una situazione volta all’evoluzione costante che potrebbe portare  alla chiusura del Brennero. L’annuncio era stato dato da Hans Peter Doskozil, ministro della Difesa austriaco, nel corso di una riunione del suo partito, lo Sphe. Ha detto inoltre che se l’Italia non si dovesse prendere i profughi respinti “ chiederemo all'Italia di poter controllare noi anche sul suo territorio”, ribadendo il concetto che sono pronti a chiudere i confini. Ma sembrano essere giunte le risposte in merito a queste esternazioni, a darle è Dimitris Avramopoulos, commissario Ue per gli Affari Interni, nel corso di un’intervista a La Stampa. Nel corso dell’intervista ha riferito “La mia linea è chiara: non abbiamo bisogno di politiche che portino alla chiusura delle frontiere, perché così si mette a rischio Schengen”. Ha chiesto inoltre “alla ministra Mikl-Leitner un testo che spieghi cosa stanno facendo e perché. Lo aspettiamo da un attimo all'altro. Anche noi invieremo una lettera formale. Non è la giusta risposta ai problemi. Spero che la decisione non sia attuata e che il dialogo prevalga. Dobbiamo fare tutti il possibile perché Schengen torni alla normalità entro fine anno. I Ventotto devono mantenere gli impegni. Nel momento in cui lo faranno, quando ogni decisione presa verrà attuata non avremo problemi fra gli Stati”. Aggiunge inoltre “Lo scorso anno, potevano anche avere ragione nell'esprimere il dubbio che quelli che entravano fossero davvero identificati e registrati. Ora la verifica è totale, al momento non ci sono prove che il flusso dei migranti si sposti dalla Grecia all'Italia, anche se gli arrivi dalla Libia aumentano. L'Italia ha il nostro sostegno e continuerà ad averlo. Siamo pronti ad aumentare la presenza di Frontex sulle coste, se necessario”.