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Redazione Lazio

LAZIO, ARSIAL: "MOZZARELLA DI BUFALLA CAGLIATA SURGELATA, SÌ AD UN PIANO RIGOROSO DI CONTROLLI"

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Tempo di lettura 2 minutiMazzocchi: “Anche per la mozzarella di bufala deve essere ripreso, con la nuova consigliatura,un progetto concreto per arrivare ad identificare il prodotto della nostra Regione,"

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Redazione

No alla cagliata surgelata, sì ad un piano rigoroso di controlli e presto un marchio di identità della mozzarella di bufala laziale. Tutto questo in sintesi i temi della conferenza stampa svoltasi stamane presso l’Enoteca Regionale Palatium sulla “Valorizzazione dei prodotti bufalini ciociari” alla quale sono intervenuti il Presidente dell’Arsial Erder Mazzocchi, il Consigliere dell’Arsial Mauro Buschini, ed il sindaco di Amaseno Giannantonio Boni.

“La Regione Lazio deve opporsi in maniera ferma al tentativo di introdurre nel disciplinare della mozzarella di bufala campana DOP l’utilizzo della cagliata congelata” ha tuonato Giannantonio Boni, interpretando l’umore dei molti allevatori intervenuti alla conferenza.“E con la nuova legislatura dobbiamo riproporre in maniera forte il tema dell’identità della mozzarella di bufala della nostra regione”, gli ha fatto eco Mauro Buschini, che vuole ricostruire una propria identità legata ai territori di produzione.

Il tema della necessità di un piano rigoroso di verifica sanitaria è stato richiamato nel corso del dibattito come uno strumento che non solo tutela i consumatori, tanto più quando si è di fronte ad un prodotto tutelato a livello europeo, ma garantisce anche il reddito agli allevatori onesti che lavorano non solo nei piani di qualità, ma che controllano anche scrupolosamente la salute degli animali e quindi delle produzioni.

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Richiamato da Mauro Buschini il forte valore “identitario” della mozzarella di bufala per il territorio ciociaro. La questione di una certificazione che identifichi e valorizzi la mozzarella di bufala laziale è stata ripresa dal Presidente dell’Arsial Erder Mazzocchi, che ha richiamato la positiva esperienza seguita dall’Arsial con la doppia cappatura del pecorino romano che oggi identifica la produzione laziale rispetto a quella sarda, sottolineando come “anche per la mozzarella di bufala deve essere ripreso, con la nuova consigliatura,un progetto concreto per arrivare ad identificare il prodotto della nostra Regione, perché, solo così, – ha proseguito Mazzocchi – le risorse e l’impegno nelle attività promozionali possono tornare utili e proficui ai nostri allevatori”. “Ma per arrivare a questo importante risultato – ha proseguito Mazzocchi – è indispensabile la capacità aggregativa degli allevatori ciociari e laziali che arrivino a supportare organismi unitari in grado di portare avanti anche progetti di autocontrollo capaci di rappresentare in maniera forte alla politica regionale l’istanza del comparto”.

E sul tema della cagliata artificiale Salvatore Rinna, Presidente del Cab, Consorzio Allevatori Bufalini della valle dell’Amaseno, ha lanciato una proposta alternativa al tema della cagliata congelata per aiutare a gestire meglio la produzione lattiera. “Con la destagionalizzazione dei parti – ha dichiarato Rinna – è possibile evitare i picchi produttivi di latte concentrati nei mesi invernali ed evitare così di avere una sovrapproduzione di latte nella stagione autunno-inverno quando il mercato della mozzarella cala le vendite. La destagionalizzazione dei parti permetterà di rispondere in maniera efficace alle esigenze dei consumatori e nel contempo garantire l’autenticità e genuinità della nostra mozzarella di bufala.” “Tre temi – ha concluso Buschini – l’opposizione alla cagliata congelata, la necessità di controlli rigorosi e la costruzione di un percorso d’identità della mozzarella di bufala su cui continueremo ad impegnarci in futuro lavorando anche per potenziare i compiti e le competenze di Arsial in questo settore.”
 

Castelli Romani

Rocca di Papa, fede e tradizione nel segno di Sant’Antonio Abate

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Nel suggestivo scenario del Parco La Pompa a Rocca di Papa, si è svolta la tradizionale benedizione degli animali in onore di Sant’Antonio Abate. Questo evento annuale è un momento di raccoglimento e celebrazione che unisce la comunità locale all’insegna della fede e della tradizione.

Il rito della benedizione, che vede protagonisti animali di ogni tipo, dai cavalli ai piccoli animali domestici, attira numerosi partecipanti e spettatori da tutta la regione. È un’occasione per ricordare l’importanza del rapporto tra esseri umani e natura, sottolineando il rispetto e la cura per tutte le creature viventi.

La festa di Sant’Antonio Abate è particolarmente sentita nella comunità di Rocca di Papa, dove le radici storiche e culturali si intrecciano con le tradizioni contadine. L’evento al Parco La Pompa rappresenta così un ponte tra passato e presente, mantenendo vive usanze che affondano le loro origini in tempi antichi.

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Castelli Romani

Sant’Antonio Abate, a Marino don Faustino benedice gli animali a cavallo di Lady

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Nel piccolo comune di Marino, la celebrazione di Sant’Antonio Abate ha visto un momento di particolare emozione quando Don Faustino ha impartito la tradizionale benedizione agli animali. Quest’anno, il sacerdote ha scelto un modo unico per svolgere il rito: a cavallo di Lady, una maestosa giumenta che ha contribuito a rendere l’evento ancor più speciale.

La comunità ha partecipato con entusiasmo all’evento, portando i propri animali domestici e da fattoria per ricevere la benedizione. L’iniziativa ha sottolineato l’importanza del legame tra uomo e natura, celebrando la figura di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali e protettore del mondo rurale.

Lady, la giumenta che ha accompagnato Don Faustino, è stata la protagonista indiscussa, attirando l’attenzione di grandi e piccini. La sua presenza ha simboleggiato la pace e l’armonia che la festa intende promuovere, rendendo la giornata indimenticabile per tutti i presenti.

L’evento si è concluso con un momento conviviale, dove i partecipanti hanno potuto condividere storie e aneddoti sui loro amati animali, rafforzando lo spirito di comunità che caratterizza il piccolo centro di Marino.

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Litorale

Cisterna di Latina, nuova luce per l’ex palazzo comunale

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L’ex Palazzo Comunale di Cisterna di Latina si appresta a vivere una nuova era grazie a un progetto di rinnovamento che promette di dare nuova linfa al centro cittadino. L’intervento di restauro, che ha riportato alla luce dettagli architettonici dimenticati, rappresenta un altro tassello fondamentale nel percorso di rilancio del cuore storico della città.

Il progetto, che ha visto la collaborazione di esperti in architettura e urbanistica, mira non solo a valorizzare un edificio di grande importanza storica, ma anche a creare nuovi spazi per eventi culturali e sociali. L’obiettivo è quello di trasformare l’ex Palazzo Comunale in un polo attrattivo per turisti e residenti, capace di ospitare mostre, conferenze e altre iniziative che possano arricchire la vita culturale locale.

Gli abitanti di Cisterna di Latina attendono con entusiasmo l’inaugurazione del rinnovato edificio, prevista per i prossimi mesi, che rappresenta un simbolo di rinascita e di investimento nel futuro della città.

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