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Redazione Lazio

LAZIO ELEZIONI REGIONALI: AL MOMENTO OTTO CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE

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Tempo di lettura < 1 minuto Tutti i candidati e gli ultimi sondaggi

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Angelo Parca

Lazio – Le elezioni regionali nel Lazio si svolgeranno il 24 e il 25 febbraio, unitamente alle politiche 2013.

I Candidati:

Il candidato del Centrosinistra è Nicola Zingaretti, già presidente della Provincia

Il candidato del Centrodestra per la Regione Lazio. Si tratta di Francesco Storace, leader della Destra. Storace comunque non sarà capolista del suo partito, lasciando spazio a Teodoro Buontempo per la Camera e a Roberto Buonasorte per il Senato.

Giorgia Meloni, già Ministro della Gioventù, potrebbe candidarsi alla Presidenza della Regione. La Meloni ha fondato insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa il movimento Fratelli d’Italia.

Il Centro ha deciso di puntare su Giulia Bongiorno

Il Movimento 5 Stelle annuncia Davide Barillari.

Fiamma Tricolore candida Luca Romagnoli

CasaPound candida Simone Di Stefano

Il Movimento Fare per Fermare il declino di Oscar Giannino propone Alessandra Baldassari.

 

I sondaggi: 

Si profila un braccio di ferro tra Zingaretti e Storace, anche se per il momento Zingaretti è in vantaggio.

Sembrerebbe che da gli ultimi sondaggi di Euromedia Nicola Zingaretti è dato al 44,8%, seguito da Francesco Storace al 32%.

In terza posizione la candidata del Terzo Polo Giulia Bongiorno, che arriva all’11,2%, seguita dall’esponente del Movimento 5 Stelle Davide Barillari al 8,4%.

I nomi che seguono quelli dei candidati principali: Roberto Fiore di Forza Nuova (1%), Simone Di Stefano di Casa Pound (1%), Luca Romagnoli della Fiamma Tricolore (0,4%). Ancora un dato non certo per Alessandra Baldassari di Fare per fermare il Declino che comunque oscillerebbe tra lo 0,5 e l’1%.

Cronaca

Turismo lento, tra Itri e Campodimele nasce “Ostello ossigeno”: l’eco-albergo pensato per i giovani

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La struttura è stata inaugurata dall’ente Parco Naturale Monti Aurunci e dall’associazione Naturae APS alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

CAMPODIMELE (LT) – Partita ufficialmente l’avventura dell’ostello ossigeno, inaugurato ieri mattina dall’ente Parco Naturale Monti Aurunci e dall’associazione Naturae APS alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Un evento che ha visto la partecipazione di moltissimi sindaci del comprensorio dell’ente Parco ma anche numerosi operatori turistici e rappresentanti di associazioni giovanili locali. 

Prima di raggiungere l’ostello sito in località San Nicola tra Itri e Campodimele, la delegazione regionale ha inaugurato anche un’area play ground adiacente il vivaio dell’ente parco e resa possibile grazie ad un finanziamento regionale rivolto alle aree naturali protette.

Del resto, anche l’apertura dell’ostello ossigeno è stata possibile grazie ad un ingente finanziamento regionale, ricevuto dall’ente parco gestore della struttura ex Villa Iaccarini grazie al progetto Itinerario Giovani, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Un progetto di eco-albergo pensato per i giovani la cui ambizione è di far diventare questa struttura ora totalmente ristrutturata punto di partenza di un turismo slow, eco-sostenibile, esperienziale.

Dopo la visita alla struttura e alle sue 39 camere, tanti i rappresentanti delle istituzioni che hanno voluto manifestare il proprio apprezzamento per il progetto vinto dall’ente Parco e per l’ambizione dell’associazione giovanile Naturae Aps, vincitrice del bando di gestione emanato dall’ente.

Sono intervenuti il Prefetto di Latina Sua Eccellenza Maurizio Falco, il Sindaco di Itri Giovanni Agresti, il Presidente della provincia di Latina Gerardo Stefanelli, oltre al presidente dell’ente Parco Marco Delle Cese ed il Direttore Giorgio De Marchis.

“Il nostro territorio -ha detto il Presidente Nicola Zingaretti- deve cogliere opportunità come gli investimenti della Regione per farsi conoscere dal pubblico internazionale, ed ora che si vede un ritorno alla nuova normalità grazie alla vaccinazione, i viaggiatori saranno pronti a premiare le strutture e le attività come l’Ostello Ossigeno che si faranno trovare pronte per rispondere ai nuovi bisogni del mercato. Scegliere di investire sui giovani per noi non è mera retorica, anzi, rappresenta un motivo di orgoglio per me che sono al secondo e ultimo mandato da Presidente della Regione: sapere che abbiamo investito risorse pubbliche in strumenti innovativi concreti dedicati a promuovere le bellezze del Lazio, ripaga gli sforzi fatti da tutti coloro che hanno collaborato a questa inaugurazione, dai lavoratori del Parco, alla direzione delle Politiche Giovanili del Lazio.”

Dopo gli apprezzamenti delle istituzioni è la volta dell’associazione Naturae APS, i veri protagonisti della giornata di oggi.

“Troppo spesso si sente dire di voler credere nei giovani, di puntare su di loro, di dargli spazio, senza che quanto detto corrisponda minimamente alla realtà dei fatti – dichiara la giovane presidente Noemi Fabrizio – Non è questo il caso. Tutto questo è la prova che qualcuno crede realmente nei giovani, punta su di loro, e gli dà fiducia. Ci state affidando uno stabile ristrutturato, arredato, un investimento che nessun giovane avrebbe potuto permettersi. Ci avete concretamente messo nella posizione di poter diventare imprenditori.”  

“Vogliamo ringraziare gli operai, che hanno ridato vita alla struttura, insieme a tutti i dipendenti del parco – continua Michele Palumbo socio di Naturae APS –  senza il loro impegno un progetto simile, ambizioso, non avrebbe mai visto la luce. Ma le squadre per essere affiatate e funzionare bene hanno bisogno di un’ottima dirigenza, grazie quindi al Presidente Marco delle Cese e al Direttore Giorgio de Marchis per la loro lungimiranza.  Lungimiranza che ci porta oggi, dopo varie vicissitudini, ad inaugurare uno spazio che senza l’interessamento negli anni della regione, dei suoi dirigenti e dei suoi enti, sarebbe rimasta molti probabilmente un rudere.”

Da parte del Presidente dell’Ente Parco e del Direttore Giorgio de Marchis un ringraziamento va ad Albino Ruberti, che ha seguito con competenza e passione tutto l’iter degli atti e dei lavori, un regista straordinario di questo successo a vantaggio esclusivo delle nostre nuove generazioni. 

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Roma

Roma, smantellate 2 organizzazioni criminali italo albanesi in conflitto tra loro

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27 arresti per traffico di droga, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco

ROMA – In manette 27 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione, danneggiamento a seguito di incendio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco. A eseguire l’ordinanza di arresto, emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma.

Le contestazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare scaturiscono da due indagini, confluite successivamente in un unico procedimento penale. La prima riguarda il gruppo criminale facente capo al cittadino albanese ARAPAJ Ermal e avviata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati dopo il brutale omicidio di DI LAURO Cristian, avvenuto a Velletri il 27.12.2017. La seconda, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha avuto origine dall’attività svolta a carico di DEMCE Elvis, malvivente di nazionalità albanese, iniziata nell’aprile del 2020 subito dopo la sua scarcerazione con la concessione degli arresti domiciliari.

Le investigazioni, condotte nel periodo 2017 – 2020, hanno consentito di ipotizzare l’ininterrotta operatività nel comune di Roma di due gruppi italo-albanesi, in conflitto tra loro, dotati di una solida struttura organizzativa e con la disponibilità di armi da fuoco pronte all’uso, entrambi stabilmente dediti all’attività di smercio di consistenti quantitativi di sostanza dei tipi cocaina e hashish destinati alle più fiorenti piazze di spaccio.

L’attività investigativa sul sodalizio capeggiato e promosso da DEMCE Elvis è iniziata con il controllo discreto dell’abitazione di quest’ultimo, ubicata nel quartiere “Prenestino”, i cui esiti hanno permesso di riscontrare un immediato riavvicinamento del predetto a diversi personaggi con pregiudizi penali, tra cui alcuni inseriti nella cerchia del noto PISCITELLI Fabrizio, assassinato nel mese di agosto dell’anno 2019. Sulla base di tali sviluppi investigativi, è iniziata un’attività tecnica che ha confermato l’elevato profilo criminale di DEMCE Elvis, caratterizzato dalla volontà di realizzare rapidamente, attraverso il rifornimento di ingenti quantitativi di stupefacenti e il recupero di crediti con modalità violente, la liquidità necessaria per consolidare la forza criminale della sua associazione. Un episodio degno di rilievo è avvenuto il 27.07.2020, quando dall’attività tecnica sono emersi chiarissimi elementi relativi all’imminente acquisizione di un ingente carico di stupefacente che è stato poi successivamente sequestrato in data 07.08.2020, in occasione del controllo di un’autovettura Porsche Macan con a bordo due giovani, organizzato mentre percorrevano l’autostrada A1, all’ altezza di Orvieto; all’interno del bagagliaio furono rinvenuti 900 panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di circa 90 Kg. Per il sodalizio criminoso investigato viene, inoltre, ipotizzata l’aggravante dal metodo mafioso consistita nell’imporre il predominio sul territorio a scapito di altri gruppi criminali, avvalendosi della forza di intimidazione, in particolare ponendo in essere atti intimidatori ai danni di rivali o di acquirenti morosi. A tal proposito è opportuno menzionare l’estorsione consumata ai danni di due fratelli residenti nel quartiere di San Basilio, considerata una delle piazze di spaccio più fiorenti della Capitale, per il recupero di un credito ammontante a 100.000 euro, derivante da una partita di stupefacente non corrisposta.

L’organizzazione riconducibile, invece, ad ARAPAJ è collocata in un ambito territoriale specifico, ma è gravemente indiziata di essere fornitrice di numerosi acquirenti procurando anche considerevoli quantitativi di narcotici, destinati alla successiva immissione in diverse piazze di spaccio, pur mantenendo come centro delle proprie attività criminali la città di Velletri (RM). Da quanto accertato, il gruppo criminale è accusato essere solito svolgere la propria attività illecita mediante consegne di narcotico effettuate in forma itinerante e “a domicilio”, modalità adottata anche per evitare di incorrere in frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine. Dagli elementi acquisiti, inoltre, per l’approvvigionamento della “cocaina”, il gruppo di ARAPAJ Ermal è indiziato di rifornirsi in Italia da connazionali domiciliati nella zona di Porto S. Elpidio (FM) nelle Marche, mentre all’estero faceva riferimento alla tratta olandese e colombiana. Il sodalizio in argomento risultava attivo a Roma, nei Castelli Romani, fino al Litorale Pontino, mentre, come base di appoggio, gli indagati utilizzavano sia le proprie abitazioni, dove custodivano parte dei quantitativi di narcotici da consegnare ai clienti, sia garage utilizzati per la specifica attività illecita.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e quelli del Nucleo Investigativo di Frascati, lavorando in stretta sinergia, hanno ricostruito, dettagliatamente, la vicenda che ha visto DEMCE Elvis reclamare il controllo delle piazze di spaccio di Velletri, gestite, sino al giorno della sua scarcerazione, da ARAPAJ Ermal. Le conversazioni intercettate hanno confermato l’astio nutrito da DEMCE Elvis nei confronti del connazionale, il quale, dopo il suo arresto, ne aveva acquisito la gestione, senza riconoscergli alcun ristoro economico. I mancati indennizzi hanno portato il DEMCE a progettare un agguato nei confronti del rivale in data 09.07.2020 nel comune di Lanuvio (RM), al quale la vittima riusciva a sottrarsi sparando per primo e attingendo ad una gamba uno degli esecutori incaricati da DEMCE.

Successivamente a tale episodio, sono stati raccolti indizi che portano a ritenere che la mattina del 05.09.2020, il sodalizio di DEMCE avrebbe appiccato un incendio, a Velletri, ai danni della villa e delle auto in uso proprio ad ARAPAJ Ermal e alla compagna.

A seguito dei diversi atti intimidatori subiti, ARAPAJ Ermal decideva di fuggire in Spagna per il timore di ritorsioni violente da parte del gruppo avversario per poi rientrare, dopo un breve periodo, in Italia, quando iniziava a pianificare, in modo molto dettagliato, l’assassinio di DEMCE Elvis. Il predetto non riusciva però a realizzare l’intento omicidiario perché colpito nel frattempo da un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita il 9.02.2021 dai Carabinieri di Latina. Nelle fasi esecutive del citato provvedimento restrittivo si procedeva ad una perquisizione all’interno dell’abitazione sita in Fermo, dimora di fatto di ARAPAJ Ermal e della compagna, dove veniva rinvenuta una pistola mod. STEYR cal.40 con matricola abrasa, un caricatore contenente 12 proiettili ed una maschera in silicone riproducente un volto maschile; equipaggiamento che, è ipotizzabile, fosse destinato ad essere utilizzato per consumare l’omicidio del rivale.

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Latina

Latina, in manette 44enne accusato di aver picchiato la suocera fino a farla morire

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LATINA – Avrebbe violentemente picchiato la suocera provocandone la morte: con quest’accusa un 44enne di Latina, originario della Sicilia, è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile e della squadra volante del capoluogo pontino.

L’uomo, già noto per alcuni precedenti, è indagato per quanto accaduto venerdì pomeriggio in un appartamento alla periferia della città, dove abitava la vittima.

La figlia della donna, rientrando a casa, l’aveva trovata agonizzante e con chiari segni di lesioni da trauma. Nell’abitazione c’era anche il suo compagno, che non avrebbe saputo riferire le cause del ferimento della suocera perché “non completamente lucido”, riferiscono gli agenti. Soccorsa e trasportata in ospedale, la donna è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico, per rimuovere un vasto ematoma cerebrale ma, nonostante tutti i tentativi dei medici, è deceduta poche ore dopo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 44enne avrebbe picchiato la donna, per motivi ancora non chiari (anche se gli agenti avanzano l’ipotesi di un “raptus”), sino a farla cadere a terra, procurandole così le gravi lesioni che poi ne avrebbero causato la morte. Dopo le prime indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, sono emersi gravissimi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo, in stato di arresto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Gli inquirenti sono a lavoro per cercare di ricostruire l’intera vicenda, avvenuta all’interno di un contesto familiare conosciuto: la coppia è proprietaria di un bar sul lungomare del comune pontino.

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