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Roma

Lazio, emergenza rifiuti: Rida Ambiente paralizza i servizi in decine di Comuni

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Tempo di lettura 2 minutiC'è il rischio tilt dei servizi.Tra Roma e Lazio il caso rifiuti è veramente fuori controllo e in più c'è la questione dell'individuazione delle aree idonee ad accogliere impianti

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di Chiara Rai

 

LAZIO – E’ emergenza rifiuti nel Lazio e soprattutto nell’hinterland della Capitale. Il motivo? La chiusura improvvisa del sito di conferimento dell'indifferenziato di Rida Ambiente che ha mandato in tilt decine di Comuni che che conferiscono i rifiuti nell'impianto di Aprilia. Parliamo di oltre un milione e settecentomila cittadini interessati da questo mancato conferimento. I disservizi sono stati improvvisi, dall’oggi al domani e all’origine ci sarebbe un contenzioso sorto tra Rida e la Regione Lazio. Quest’ultima a seguito dei controlli dell’Arpa, aveva intimato l’azienda di mettersi in regola rispetto ad 1 codice Cer nella linea di produzione cdr/css. Elementi che non incidevano assolutamente sull’operatività dell’impianto stesso per gli altri codici. La stessa Regione ha diffidato Rida ambiente parlando di “situazione di grave inadempienza venutasi a creare a causa della decisione della società che, arbitrariamente ed in maniera del tutto ingiustificata, ha interrotto il servizio di conferimento e trattamento dei rifiuti”. Dal canto suo in una nota la Rida ha sostanzialmente detto che ha dovuto prendere questa decisione perché altrimenti si sarebbe trovata a produrre contro legge e per questo si è "vista costretta a chiedere nuovi controlli urgenti e a bloccare temporaneamente l’impianto“

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Perciò è arrivato il fermo improvviso: L’impianto di conferimento dei rifiuti RIDA AMBIENTE S.r.l. ha comunicato, senza preavviso alcuno, ai Comuni convenzionati di Albano Laziale, Anzio, Aprilia, Ariccia, Artena, Bassiano, Campo di Mele, Capranica Prenestina, Carpineto Romano, Cerveteri, Cisterna, Colleferro, Colonna, Cori, Fonte Nuova, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Gorga, Labico, Lanuvio, Lariano, Latina, Maenza, Marino, Monte San Biagio, Nemi, Nettuno, Olevano Romano, Pontinia, Priverno, Prossedi, Rocca Massima, Rocca Priora, Rocca Gorga, Rocca Secca, Sabaudia, San Felice Circeo, San Polo dei Cavalieri, San Vito Romano, Segni, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Sperlonga, Tivoli, Valmontone e Velletri l’immediata interruzione del servizio. Nel frattempo il Comune di Albano Laziale ha fatto sapere che La Regione Lazio ha individuato l’impianto di Viterbo come alternativa. Nella giornata di ieri, il servizio è stato garantito almeno nel territorio di Albano. Oggi è stata ritirata regolarmente la frazione di umido, mentre l’indifferenziato è stato raccolto solo per il 60% delle utenze interessate. Tra Roma e Lazio il caso rifiuti è veramente fuori controllo e in più c'è la questione dell'individuazione delle aree idonee ad accogliere impianti di gestione dei rifiuti che pesa come un macigno sulle amministrazioni locali alle porte di Roma, a questo proposito i Consiglieri metropolitani Federico Ascani, Mauro Alessandri, Massimiliano Borelli, Flavio Gabbarini, Svetlana Celli, Pierluigi Sanna e Valeria Baglio hanno chiesto e ottenuto una seduta ad hoc. Infatti, il 26 giugno è stato convocato il Consiglio Metropolitano per discutere della situazione della gestione rifiuti