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Redazione Lazio

Lazio, tromba d'aria del 6 novembre e vittime dell'Erasmus: La Regione approva due mozioni

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La prima mozione prende in considerazione i danni della tromba d'aria che ha colpito il Lazio e la seconda sulle studentesse Erasmus vittime di un incidente del marzo scorso in Spagna

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Due mozioni sono state approvate oggi dall'Aula al termine della seduta. Una prima relativa ai danni prodotti dalla tromba d'aria che ha colpito il Lazio il 6 novembre e una seconda sulle studentesse Erasmus vittime di un incidente del marzo scorso in Spagna. Il Consiglio regionale del Lazio ha impegnato il presidente della Regione Zingaretti e la giunta a predisporre gli atti per stanziare le risorse necessarie per le zone di Ladispoli e Cesano colpite dalla tromba d'aria, ove non intervenisse la dichiarazione – accolta dal governo – dello stato di calamità naturale. Il voto è arrivato su una mozione, di iniziativa di alcuni consiglieri di opposizione, che intende destinare questi fondi per garantire gli interventi di ricostruzione o messa in sicurezza delle strutture danneggiate. Si tratta di abitazioni private, scuole, casema dei carabinieri e linee elettriche. Secondo l'atto di indirizzo i danni subiti dai territori a causa della tromba d'aria che ha anche provocato la morte di due persone possono essere quantificati in diversi milioni di euro.
 
Sempre oggi pomeriggio l'Aula della Pisana ha approvato un'altra mozione, promossa dai banchi della maggioranza, che impegna, in questo secondo caso, presidente e giunta a sostenere le famiglie delle studentesse italiane Erasmus che hanno perso la vita in un incidente in pullman verificatosi il 20 marzo scorso in Catalogna. Tra le vittime anche una ragazza laziale, Elisa Scarascia Mugnozza, studentessa di Medicina alla "Sapienza". La mozione impegna Zingaretti anche a perorare le richieste dei familiari presso le autorità in Spagna. Sdegno è stato espresso nei confronti della sentenza dei magistrati spagnoli nella quale non si evidenziano responsabilità per la tragedia.
 

 

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Varianti covid – 19, Marco Manzo: “Nel Lazio la legge regionale mette in sicurezza i tatuatori regolari e l’intero settore”

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Approvata dalla Regione Lazio la legge n. 2 del 03/03/2021 che disciplina tutti gli aspetti legati alla pratica di tatuaggi e piercing. Nella Regione Lazio sono stimati 1350 studi di tatuaggi regolari e 30000 abusivi.

Come sappiamo i rischi in strutture non regolari possono essere molto alti: si possono rischiare malattie infettive come epatite ed Aids; inoltre i pigmenti utilizzati potrebbero essere non a norma e quindi potenzialmente tumorali. 

A ciò si aggiunga che in questo momento, col Coronavirus, i rischi sono ancora maggiori. L’obiettivo è far sì che gli operatori del settore lavorino alla luce del sole e siano controllati. Una legge era necessaria perché gli operatori lavorano basandosi sulle linee guida del Ministero della Sanità del 1998. Un altro aspetto che viene regolamentato è quello relativo alla durata dei corsi obbligatori, che passa dalle attuali 90 ore complessive a 800 ore per i tatuaggi e 300 per i piercing.

Sono esclusi dall’obbligo di frequentare i percorsi formativi coloro che abbiano frequentato e superato un corso di formazione regionale di almeno novanta ore istituito ai sensi della normativa vigente in materia ovvero che, alla data di entrata in vigore della legge , certifichi di avere esercitato l’attività di tatuaggio o piercing in modo continuativo per almeno cinque anni.

Le sanzioni previste per gli abusivi in assenza della SCIA o dei percorsi formativi vanno dai 3000 ai 15000 Euro , col sequestro delle attrezzature e dei materiali utilizzati; inoltre restano ferme le sanzioni amministrative e penali in tema di rifiuti previste dal decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 ( Norme in materia ambientale) e successive modifiche.

La regione Lazio, inoltre, stanzierà dei contributi per le donne che hanno subito una mastectomia e volessero ricorrere ad un tatuaggio per nascondere gli esiti cicatriziali.

La Giunta regionale del Lazio ha trattato con competenza i vari aspetti riguardanti la nostra attività, a cominciare dall’aumento di ore dei corsi obbligatori portate ad 800 per i tatuaggi e 300 per i piercing, oltre ai corsi d’aggiornamento per i professionisti. Lo dichiara Manco Manzo ,storico tatuatore romano famoso in Italia e nel mondo, titolare del Tribal Tattoo Studio di Via Cassia, uno dei primi e più frequentati della capitale anche per i suoi elevatissimi standard di igiene e sicurezza e tatuatore di fiducia di personaggi noti come Asia Argento, Max Gazzè, Gabriel Garko e tanti altri da noi intervistato,  commenta :

“Molto apprezzabile lo stanziamento di fondi per le donne che abbiano subito una mastectomia e vogliano coprirne gli esiti cicatriziali con un tatuaggio.

D’altra parte, il tatuaggio è già frequentemente utilizzato per coprire cicatrici di varia natura: questo tipo di lavoro personalmente mi da molta soddisfazione perché oltre a realizzare un tatuaggio si aiuta una persona che a volte ha difficoltà a mostrare alcune parti del corpo.

Vengono inoltre disciplinate le manifestazioni pubbliche

Personalmente, auspico una futura legge nazionale , con le stesse regole su tutto il territorio, con corsi professionali di durata triennale come già avviene per gli altri servizi di cura alla persona come estetica o parrucchieri,  per consentire una formazione che possa dare uno sbocco lavorativo più facile a chi aspira a questa professione con adeguata preparazione e competenza “

Prosegue Manzo, che è anche primo docente nei corsi professionali obbligatori in materia di igiene e sicurezza del lavoro e tecnica di tatuaggio e piercing sin dalla loro istituzione:

“Avevamo bisogno di una legge: io ho aperto la mia attività ben prima delle linee guida del Ministero della Sanitàdel 1998 , ed all’epoca tutto era molto complicato poiché non si sapeva come autorizzare l’inizio dell’attività, le regole ce le auto imponiamo per etica o competenza specifica , avevamo sempre timore di eventuali chiusure o divieti; avere regole certe consente di poter investire sulla propria attività e di condurla facilmente.

Per quanto riguarda un altro aspetto della Legge della Regione Lazio, ossia il divieto di tatuaggio e piercing ai minori di 14 anni , fatto salvo il lobo dell’orecchio , era una prassi già consolidata tra i professionisti del settore che non accontentano i minorenni, soprattutto in zone del corpo visibili che potessero costituire una limitazione per l’approccio ad alcuni ambienti di lavoro.

E’ necessario quindi ribadire quanto sia importante rivolgersi esclusivamente a tatuatori e piercer professionisti , cha abbiano le qualità per condurre queste pratiche in sicurezza: scegliere un tatuatore qualificato a Roma è molto facile data l’abbondanza di offerta a qualunque prezzo e per qualunque stile di tatuaggio si desideri.

La Regione Lazio durante l’emergenza Covid aveva già dato linee guida per l’esecuzione di tatuaggi  e piercing in sicurezza che hanno permesso agli operatori di lavorare con più tranquillità e dare garanzie ai propri clienti: al Tribal Tattoo Studio e negli altri studi professionali le applichiamo scrupolosamente: è stato imposto di far entrare un cliente alla volta, gli accompagnatori sono consentiti solo in caso di minorenne o di persona disabile, a tutti viene misurata la temperatura, vengono igienizzate le mani e gli ambienti di lavoro, vengono forniti dispositivi di protezione individuale e si cerca di evitare assembramenti lavorando solo su appuntamento.”

Marco Manzo , a cui si deve l’ingresso del tatuaggio nel mondo dell’arte contemporanea, nei Musei, nelle loro collezioni, nelle grandi mostre e nei monumenti pubblici, segnando così una nuova tappa nella storia dell’arte conclude: “La prima garanzia che si deve dare ad un cliente non è la capacità artistica ma la sicurezza igienico sanitaria”.

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Castelli Romani

Nemi, il lago custode di scienza ed enogastronomia

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Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale

NEMI (RM) – Il cuore del Lago di Nemi, dopo aver custodito per secoli le maestose opere di ingegneria navale fatte costruire da Caligola in onore della dea Diana, accudirà anche prodotti tipici dell’enogastronomia locale. Il fondo del lago infatti, grazie alla sua temperatura costante, la scarsità di luce e ossigeno, si pone come cantina perfetta per la conservazione di cibi e vini. L’idea nasce nel 2019 da Josè Amici, proprietario de “Il Borgo Ariccia” e istruttore di sub presso l’Underwater Team, il quale aveva già sperimentato l’affinamento di 500 bottiglie del suo vino Roma DOC Bio.

Insieme al nuovo partner Castelli Romani Food and Wine e grazie alla preziosa collaborazione di Simone Bozzato ed Ernesto Di Rienzo, docenti presso il Dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale.

Lo chef Alain Rosica del Ristorante Belvedere di Frascati ha realizzato artigianalmente anfore in terracotta, smaltate sia all’esterno che all’interno per evitare proliferazione batterica e chiuse con tappi di sughero sigillati da ceralacca, utilizzate per conservare i prodotti. I cibi sono stati, inoltre, impagliati e ricoperti di sale così da provvedere all’assorbimento dell’umidità. All’interno delle anfore, oltre ai vini e all’olio di produzione delle aziende Merumalia, Casale Mattia, Azienda Biologica De Sanctis e Gabriele Magno sono state poste forme di formaggio dell’Azienda Agricola Depau di Grottaferrata, i prodotti de Il Norcino Bernabei di Marino, il miele prodotto dall’Agriturismo Monte Due Torri di Genzano, la marmellata realizzata dal Bar Spartaco Il Grottino con le fragoline di Nemi e del “garum” la salsa tipica della Roma Antica a base di interiora di pesce, utilizzata per condire i cibi.

La cassa contenente le anfore in cui sono stati riposti questi cibi, grazie all’ausilio di sub esperti dell’Underwater Team, è stata depositata sul fondo del lago a circa una decina di metri di profondità.

Tra sei mesi o più – sarà fatta una valutazione in relazione alla temperatura esterna che influenza quella del lago, per evitare la eventuale compromissione dei prodotti – verranno fatti riemergere.

Non resta quindi che lasciarli riposare e attendere. E l’appuntamento è fissato per la cerimonia di fine affinamento, per assaggiare insieme tutto il gusto della tradizione del territorio dei Castelli Romani.

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Castelli Romani

Grottaferrata, rifiuti: il sindaco punta i piedi sull’isola che ancora non c’è! Diffidata la soprintendenza

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A undici mesi dalla vittoria del ricorso da parte del Comune di Grottaferrata contro il parere negativo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, l’Amministrazione comunale sta ancora attendendo il nuovo parere, citato come obbligatorio in sentenza dal Tar, da parte dello stesso organismo ministeriale.

Il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti per la seconda volta in data odierna ha inviato alla Soprintendenza una diffida ad adempiere.

Ciò considerando che il mancato rilascio del parere sta comportando nocumento al Comune, causando notevole ritardo nella realizzazione di un’opera strategica per Grottaferrata che si inserisce in un più ampio progetto di riorganizzazione ecosostenibile del sistema urbano di smaltimento dei rifiuti.

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