Connect with us

Calcio

Le squadre che si contendono lo scudetto e le rivelazioni di Serie A

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La serie A è ripartita nonostante qualche difficoltà dovuta alle precauzioni per impedire la diffusione della pandemia, e subito si stanno delineando le compagini favorite che combatteranno nella lotta scudetto.

Anche le sorprese di questa stagione 2020 – 2021 sembrano diverse e inaspettate. Sono sempre di più i giocatori che si interessano a seguire le quote di scommessa per diversi sport, ma sicuramente il calcio è quello preferito dalla maggior parte della popolazione mondiale, perché riesce a dare maggiori emozioni e coinvolgere la più alta percentuale di pubblico: allo stadio, in Tv e nelle sale scommesse.

Le squadre che si contendono lo scudetto in Serie A

Il Milan di Pioli e Ibrahimovic è attualmente la squadra che sta dimostrando più carattere sia in Serie A che in Europa League. Nel campionato italiano ha subito pochissimi gol vincendo più partite consecutive ed è nelle zone alte della classifica. Un ottimo inizio che fa ben sperare per il piazzamento in Champions League e soprattutto per la lotta scudetto.

L’Atalanta di Gasperini promette spettacolo anche quest’anno, infatti, è andata in doppia cifra già nelle prime 3 partite, segnando 13 gol. Peccato per il match perso contro il Napoli, ma i bergamaschi non vogliono demordere, sono pronti a lottare per i piani alti della classifica e persino ad essere una delle pretendenti dello scudetto.

Il Napoli è una squadra che potrebbe stare a pieno punteggio se non fosse per la sconfitta a tavolino contro la Juventus, senza quei tre gol invisibili avrebbe subito pochissime reti e si candita per raggiungere un posto in paradiso o magari il primo a fine stagione.

Anche se la Juventus ha cambiato organico negli ultimi mesi, nonostante il suo rendimento altalenante delle prime giornate, rimane la squadra più motivata per vincere lo scudetto, stesso discorso per l’Inter di Conte che al di là della piccola crisi dovuta ai risultati negativi, si prepara ad attaccare la vetta.

Non pervenuta la Roma, nonostante la buona prestazione in Europa League, la sconfitta a tavolino contro il Verona pesa come un macigno, per scacciare via una probabile crisi dovrà impegnarsi molto nelle prossime gare.

Le squadre rivelazioni della Serie A

Come l’anno scorso, il Sassuolo di De Zerbi sta ottenendo degli ottimi risultati, il pericolo è che più in avanti possa subire delle battute d’arresto, una volta ottenuta la salvezza matematica, ma potrebbe anche lottare per l’Europa League e giocarsela con le grandi.

Il Benevento ha invertito la rotta rispetto a qualche anno fa, la filosofia di Inzaghi di giocarsi sempre la partita sta ripagando, bisognerà vedere nelle prossime gare come si comporteranno i giallorossi nei match contro squadre del loro stesso livello.

Anche il Verona è partito alla grande, ma vale lo stesso discorso fatto per il Sassuolo e non appena raggiunti i punti salvezza, la squadra potrebbe crogiolarsi sugli allori. Se invece l’atteggiamento continuerà ad essere lo stesso di inizio campionato, gli scaligeri potrebbero togliersi qualche soddisfazione.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Calcio

Cynthialbalonga (calcio), la gioia di Barbarossa: “Che emozione il primo gol in serie D”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Genzano (Rm) – La Cynthialbalonga si è subito (ri)fermata. Dopo il bel successo esterno contro il Real Giulianova (2-0 con la squadra che è stata a lungo addirittura in nove uomini nel secondo tempo), gli azzurri del presidente Bruno Camerini avrebbero dovuto giocare domenica scorsa il big match contro il Città di Campobasso.

Nulla da fare, invece: il Covid ha creato problemi alla squadra avversaria e la sfida è stata rinviata a data da destinarsi. Sullo sfondo è rimasto il successo in terra abruzzese, caratterizzato dalle reti di Federico Cardella e del giovane Alessandro Barbarossa. Quest’ultimo ha segnato il suo primo gol in serie D e ovviamente conserverà a lungo questo ricordo: “E’ stata un’emozione forte anche perché è arrivata dopo un lungo stop da gare ufficiali per via della pandemia – spiega l’attaccante classe 2001 – Devo ringraziare Oggiano per l’assist e poi spero che sia il primo di una lunga serie, ma ciò che più conta è il successo che siamo riusciti ad ottenere su un campo non semplice”. Il giovane attaccante è arrivato alla Cynthialbalonga a gennaio di questo strano 2020 dopo aver “accarezzato” il calcio professionistico con le esperienze nelle giovanili alla Roma (fino agli Allievi nazionali), al Perugia (in Primavera) e alla Reggina (alla Berretti).

“Ma quando è capitata l’opportunità di venire qui, ho subito pensato che fosse un’ottima soluzione per me, tra l’altro vicino casa – dice Barbarossa – Da quando sono arrivato mister Venturi mi impiega sull’esterno: io per caratteristiche sono un attaccante centrale, ma mi sto adattando e cerco di dare il massimo quando vengo chiamato in causa. L’importante è farsi trovare pronti”. La concorrenza nel reparto avanzato è davvero agguerrita: “Non ci sono solo i “grandi”, ma abbiamo anche degli “under” molto bravi, pure in altri reparti. Sono felice di far parte di questo organico: dobbiamo fare un grande campionato”. Per domenica il calendario prevedeva il ritorno all’attività “regolare” e quindi per la Cynthialbalonga la delicata trasferta di Rieti, ma tutto è slittato di una settimana per disputare una serie di recuperi (ovviamente non quello dei castellani contro il Città di Campobasso): “Speriamo di poter giocare – dice Barbarossa – E’ difficile trovare il ritmo giusto in queste condizioni, ma il gruppo si è sempre allenato con grande impegno e ci faremo trovare pronti per i prossimi impegni”.



Continua a leggere

Calcio

Anzio, rugby: Cristian Stoian convocato per il match di sabato allo Stade de France di Parigi tra Francia e Italia

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ANZIO (RM) – Continua senza sosta la scalata ai vertici del rugby internazionale di Cristian Stoian, giocatore di mischia che ha iniziato la propria carriera nel Rugby Anzio Club. Dopo la recente chiamata nel gruppo della nazionale maggiore per il Sei Nazioni, è arrivata la convocazione tra i 23 giocatori che saranno a disposizione del coach Franco Smith in vista della sfida di sabato tra Italia e Francia, incontro valido per la Autumn Nations Cup.


Una grandissima occasione per il nostro Cristian per dimostrare tutto il suo valore, qualora il coach riterrà opportuno farlo entrare dalla panchina. La partita si terrà sabato 28 novembre alle ore 21:10 allo Stade de France di Parigi e sarà trasmessa in diretta su Mediaset, canale 20 del digitale terrestre.
La telecronaca della partita sarà a cura del direttore del mensile AllRugby Gianluca Barca, con commento tecnico della leggenda Azzurra Mauro Bergamasco.

«Tutto il Rugby Anzio Club è fiero ed orgoglioso dei risultati che Cristian ha raggiunto, in questi ultimi anni ha potuto giocare e a vivere esperienze sportive di primissimo livello – ha detto il presidente del Rugby Anzio Club, Simone Petraccini – traguardi simili corrispondono esattamente alla mission del nostro club che da più di 15 anni lavora incessantemente per far divertire ed appassionare i nostri ragazzi allo sport più bello del mondo. Cristian Stoian il nostro “Gigante Buono” è un ragazzo stupendo, umile, serio e rispettoso. Personalmente non sono sorpreso dei traguardi che sta raggiungendo perché credo che siano indubbiamente frutto dell’impegno, del sacrificio e della passione che ogni vero giocatore di rugby come Cristian dedica a questo sport. Passerò questo sabato sera incollato al televisore per seguire questo match, nella speranza di vedere finalmente Cristian all’esordio con la maglia della nazionale e con la certezza che se l’esordio non si verificherà sarà solo questione di tempo. A tutti gli Azzurri, ma in particolare a Cristian, un grosso in bocca al lupo da parte di tutto il Rugby Anzio Club per la sfida con i Bleus».

Continua a leggere

Calcio

Diego Armando Maradona, per sempre nel cuore di tutti i napoletani

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Con Maradona va via il Calcio vero, quello fatto di uomini capaci di sbeffeggiare il potere, di ribellarsi alle ingiustizie, di affondare nel fango e poi essere capaci di riemergere, più forti e fieri di prima

di *Marco Martone

Diego è morto! È’ accaduto davvero. L’ha detto la tv, lo scrivono i giornali e allora deve essere proprio vero. È andato via, non c’è più. Sono rimaste le bandiere maltrattate dal passare del tempo, le sciarpe scolorite, i cori e gli slogan, le lacrime, il fango, le impronte dei sui scarpini sul prato del San Paolo.

Maradona, l’immortale, ha tradito le aspettative di noi tutti, che pensavamo non potesse mai morire. Lo ha ucciso il suo cuore, come accaduto a Massimo Troisi e Pino Daniele e non poteva che essere così. Il grande cuore dei grandi napoletani, (perché Diego era napoletano, più di tanti altri).

Un cuore tanto grande da non poter resistere troppo tempo al carico d’amore che è in grado di regalare alla gente. Un cuore che si ferma all’improvviso e che, nonostante tutto, continua a battere, sempre più forte tanto da farti girare la testa. È morto Diego, perché i miti non durano mai tanto, vanno via presto, per poter diventare leggenda, per poter essere eterni. Con Maradona va via il Calcio vero, quello fatto di uomini capaci di sbeffeggiare il potere, di ribellarsi alle ingiustizie, di affondare nel fango e poi essere capaci di riemergere, più forti e fieri di prima.

L’editoriale di Marco Martone dedicato a Diego Armando Maradona trasmesso a Officina Stampa del 26/11/2020

Maradona è stato un ossimoro fatto uomo e calciatore. Una vita trascorsa tra i campi di calcio e il buio della droga, nell’alcol e nella sregolatezza. Infiniti errori pagati sulla propria pelle e le cui conseguenze sono ricadute su lui e sulla propria famiglia, mai sugli altri. Non su quelli che oggi fanno la retorica del “santino”, dopo averlo mortificato per anni, quelli che lo accusavano di essere un drogato, un buono a nulla un esempio da non seguire. L’eletta schiera degli ipocriti che con Maradona e grazie a Maradona hanno riflesso di luce non propria, diventando ricchi e anche famosi, senza avere un straccio di merito. Diego ha vissuto il proprio inferno, per dare a chi lo ha amato una parvenza di paradiso. Dalle sue ombre ha irradiato la luce. L’ha fatto con i tifosi, del Napoli e dell’Argentina, con i giornalisti, che hanno lucrato sulla sua gloria, con gli sponsor e con i tanti personaggi da quattro soldi, trasformati in eroi di cartone e che oggi pontificano in tv. Un gigante da amare, proprio perché cocainomane e fragile. Da difendere nella sua incapacità di difendersi, da stringere forte nei momenti di solitudine e depressione. Napoli ci ha provato ma non è bastato.

Per quelli della nostra generazione Diego era un fratello maggiore, per qualcuno un figlio, l’amico immaginario. Diego era uno di noi, Diego eravamo noi, che gioivamo dei gol del Napoli ma piangevamo di gioia se quel gol lo segnava lui. Perché gli volevamo bene e non c’è una ragione perché questo sia accaduto. È stato così e basta e spiegarlo, oggi, a chi non ha vissuto quei momenti è impossibile, superfluo. Maradona si è identificato con la nostra città, diventandone parte integrante e sentendo il dovere di doverla difendere dai soprusi e dalle ingiustizie, anche nel più sperduto angolo del mondo. Ha dribblato la vita e ha dribblato anche la morte, fin quando ha potuto, con i suoi riccioli neri al vento e la Dieci sulle spalle. Ora è morto, ed anche quel tempo è morto con lui. Diego è adesso tutto quello che non saremo mai più. Ma ora più che mai abbiamo la consapevolezza che non sbagliavamo.

Diego era immortale!

*Direttore Responsabile Scrivonapoli.it

Continua a leggere

I più letti