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LEGA NORD, PONTIDA: CON MATTEO SALVINI DA VERDE A TRICOLORE

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Reading Time: 3 minutes Salvini, in barba alla Padania e alle parole dI Bossi, viaggia a bordo di un'altra barca, punta alla nazione e rincara la dose esortando i sostenitori alla libertà nazionale.

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di Matteo La Stella

Dopo le campagne, vittoriose o meno, del segretario leghista Matteo Salvini in giro per l'Italia, la banderuola del Carroccio torna a Pontida, ultimo baluardo del feudo leghista nella bergamasca, vegliato dalla spada del patriarca Alberto da Giussano. Il “prato sacro”, dove nel 1167 i lombardi giurarono per la loro Lega, dove Bossi cantava le politiche autonomiste padane del dopo tangentopoli, apre oggi le sue porte al seguito italiano del Matteo antagonista, alla sua seconda Pontida da segretario, che oggi più che mai la fa da protagonista.

“La Lega non cambia?" “La Lega non cambia”, questo il tormentone del novizio Matteo Salvini, a cui si accodano i: “Non diventeremo mai un partito nazionale” dei mostri sacri, Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Le parole però, se le porta via il vento, e così, alle bandiere con la croce di San Giorgio e il Leone di San Marco, si aggiungono bandiere pugliesi, abruzzesi e di “Noi con Salvini”, movimento con cui la Lega si è presentata al centro sud. E così, nei vari interventi la Padania si sostituisce all' Italia, eccezzion fatta per le graffianti parole del nostalgico Umberto Bossi che, lacrimuccia sulla guancia, vede la sua creatura ormai cresciuta, autosufficiente e pronta a spiccare il volo per qualcun altro, anche se come un “padre”, la vorrebbe ancora piccola e secessionista. Infatti, anche oggi ha ricordato urlando “Padania”, in attesa del “libera” che non tutti i militanti hanno accolto. Oltretutto, il pilastro lombardo ha risposto alla stoccata lanciata sabato dal gioiellino di casa Lega, che alla domanda sulle differenze tra la lega di Bossi e quella attuale aveva risposto :”I voti, che in politica contano”.”La Lega non ha bisogno di allearsi”, ruggisce il fondatore della Lega Nord. Un'eventuale alleanza è possibile solo con chi “è ragionevole” e “con chi capisce che il Nord non può essere schiavo dello Stato italiano, che non è mai uscito dallo Stato fascista”. “I voti non sono niente, anche in democrazia, se non sono finalizzati a cambiare il Paese. Per fare alleanze con noi ci vogliono i voti, non chiediamo voti per i voti ma per fare le riforme. Spero che la Lega sia ancora cosi”chiude il senatur.
Salvini, in barba alla Padania e alle parole del suo antico predecessore, viaggia a bordo di un'altra barca, punta alla nazione e rincara la dose esortando i sostenitori con un “liberare l'Italia e le Italie”.

La ruspa contro tutti. La Lega non rottama, rade al suolo. La bandiere di Alberto da Giussano sventolano sullo sfondo di una ruspa posta di fianco al palco, simbolo della Lega che è. Il nuovo emblema “salviniano” compare sulle t-shirt, coniate in onore dello scandalo posto in essere dopo l'evocazione di Salvini che con queste intende radere al suolo i campi rom. “Ruspe in azione”, dallo slogan sulla maglietta, indossata anche dalla figlia di 2 anni del leader leghista, alle parole dello stesso tuonate nei confronti del presidente del Consiglio:” La ruspa fa giustizia di tanti errori: la ruspa la uso per Renzi, non per qualcun altro”, assicura, e' un “simbolo di lavoro”.

Dal Papa a Renzi, non risparmia nessuno. "Mi fa piacere" che, nel corso della sua visita in Piemonte, "abbia trovato il tempo di incontrare dei rom: sono sicuro che avra' incontrato anche torinesi sfrattati ed esodati", dice provocatoriamente. "Non mi permetterei di attaccare mai il Papa", prosegue, autodefinendosi "ultimo dei buoni cristiani"; però, "rispetto chiama rispetto: e' giusto che il Pontefice chiami aiuto per tutto il mondo, ma altrettanto giusto che chi è pagato dai cittadini italiani pensi prima ai cittadini italiani. Uomo si' ma fesso no, cristiano si ma autolesionista no”. Bambini e mamme chiamati intorno al palco insieme a lui, Salvini insiste piu' volte sull'esempio di “normalità” che vuole dare con la sua Lega. "Qui non c'è rabbia, né rancore: siamo qui per costruire la speranza e il futuro dei nostri figli. La paura la lasciamo a Renzi e alle sue damigelle” sostiene. “La scelta della Lega e' una scelta di normalità – sottolinea, citando anche San Francesco -. Noi non proponiamo cose irrealizzabili e non compriamo i voti con 80 euro”.

Programma “new age” alla Salvini.
Per chiudere il leader riparte con il suo programma, sparando tutte le cartucce, anche quelle che non ha. Parla di asili nido alla francese, gratuiti fino ai due anni, parla di Europa, che definisce:”Unione sovietica criminale, che vuole ammazzare le nostre identità e le diversità”, ma anche di servizio civile per i giovani, di flet tax al più 15% e della battaglia filorussa, contro le sanzioni dirette a Mosca. Frizzante, continua sui diritti civili e le unioni, avallando il riconoscimento di alcuni diritti per tutti, ma il:”matrimonio si fa tra un uomo e una donna e i bimbi vengono adottati dalla mamma e dal papa”.”E se dalle parti del Pd si dice che questo e' un concetto medievale- chiude sull'argomento Salvini- io dico “Viva il Medioevo”, piuttosto che la barbarie che qualcuno a Bruxelles ci vuole imporre”. Salvini dice anche di sognare un'altra Pontida, una “Pontida del sud” su cui dice:”stiamo lavorando”.

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Attacco hacker alla Siae: “Pagate o pubblichiamo i conti correnti degli artisti, contratti, fatture”

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La Siae (Società italiana degli autori ed editori) è finita nel mirino di un gruppo hacker Everest che ha sottratto 60-70 Gigabyte di informazioni inclusi dati dei conti correnti, fatture e contratti. I computer non sono stati bloccati, nessun server criptato con chiavi indecifrabili, ma i dati sono stati sottratti dai server. Il furto di dati è stato scoperto ieri e sono già in corso le indagini per cercare di identificare gli autori che hanno già chiesto un riscatto in bitcoin per non diffondere i dati.

“La Siae non darà seguito alla richiesta di riscatto” – Il dg della Siae Gaetano Blandini sottolinea: “Abbiamo già provveduto a fare la denuncia alla polizia postale e al garante della privacy come da prassi. Verranno poi puntualmente informati tutti gli autori che sono stati soggetti di attacco. Monitoreremo costantemente l’andamento della situazione cercando di mettere in sicurezza i dati degli iscritti della Siae”.

La Polizia postale indaga sul caso, attraverso il compartimento di Roma del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche). 

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Campagna vaccinale: Italia prima in classifica in Ue

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Draghi: “Curva epidemiologica sotto controllo grazie al senso di responsabilità dei cittadini”

“Dopo un’avvio stentato la campagna di vaccinazione europea ha raggiunto risultati molto soddisfacenti” e “in Italia la campagna procede più spedita della media Ue: a oggi l’86% sopra i 12 anni almeno una dose e l’81% è completamente vaccinata”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi nelle comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio europeo del 20-21 ottobre.

“Voglio ringraziare tutti i cittadini – ha proseguito il premier – che hanno scelto di vaccinarsi, in particolare i giovani e giovanissimi, e chi ha deciso di farlo nelle scorse settimane dopo aver superato le proprie esitazioni.

La curva epidemiologica è sotto controllo grazie al senso di responsabilità dei cittadini. Questo ci permette di mantenere aperte le scuole, le attività economiche e i luoghi della nostra socialità. Voglio ricordare che prima dell’ultimo Consiglio europeo, a fine giugno, meno di un terzo della platea aveva completato il ciclo vaccinale. Negli ultimi quattro mesi, l’Italia ha dunque vaccinato metà della popolazione con più di 12 anni. Uno sforzo straordinario, per cui dobbiamo essere grati al nostro sistema sanitario, a partire da medici e infermieri, e all’immane opera logistica compiuta sin dall’inizio di questo governo”. Un applauso dell’Aula ha sottolineato il passaggio su medici e infermieri.

“Il Consiglio europeo – ha detto ancora Draghi – riaffermerà il proprio impegno a contribuire alla solidarietà internazionale in materia di vaccini. Dobbiamo incrementare la fornitura di dosi ai Paesi più fragili, perché possano proteggere i loro cittadini e per impedire l’insorgenza e la diffusione di nuove e pericolose varianti. Solo il 2,8% di chi vive in un Paese a basso reddito ha ricevuto almeno una dose di vaccino, a fronte di quasi il 50% della popolazione mondiale”. 

“Al Consiglio, discuteremo inoltre dell’approccio europeo per affrontare e superare eventuali future pandemie”, “dobbiamo investire nella scienza e nella ricerca, che ci hanno permesso di avere vaccini efficaci e sicuri in pochi mesi”. Draghi ha sottolineato che “dobbiamo evitare il ripetersi dei pericolosi episodi di protezionismo sanitario a cui abbiamo assistito nei primi mesi della pandemia. Continueremo a lavorare per migliorare la risposta globale a future crisi sanitarie anche in tutte le sedi multilaterali appropriate. Dobbiamo migliorare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE nel digitale. Vogliamo trovare soluzioni condivise su quattro versanti: la sicurezza cibernetica, la concorrenza, i servizi digitali e l’intelligenza artificiale. Sul fronte della cybersicurezza, il nostro obiettivo è garantire un quadro normativo chiaro e identificare risposte rapide e coordinate. Per quanto riguarda l’agenda digitale, il Consiglio intende definire la tabella di marcia per gli obiettivi del 2030, anche con l’indicazione di scadenze e di un sistema di monitoraggio. Gli obiettivi europei per il 2030 riguardano quattro aree prioritarie: infrastrutture digitali sicure, efficienti e sostenibili; trasformazione digitale delle imprese; digitalizzazione dei servizi pubblici; competenze digitali. L’Italia ha fatto propri questi obiettivi (dell’agenda digitale ndr) e ne ha anticipato il raggiungimento al 2026, anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Siamo ancora indietro, ma intendiamo colmare rapidamente il divario che ci separa dal resto d’Europa, e in alcuni settori arrivare a guidare la transizione digitale europea”.

“L’Italia sostiene il Regolamento UE sui servizi digitali, anche per proteggere efficacemente prodotti e contenuti realizzati in Italia. La nostra convinzione è che quello che è illecito off line debba essere illecito anche on line“. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, riferendo in Aula al Senato in vista del Consiglio europeo. “Sulla concorrenza – ha spiegato -, lavoriamo sulle proposte di regolamentazione europea per il mercato e i servizi digitali. L’Italia sostiene la proposta di Regolamento sui mercati digitali e ne auspica la pronta adozione”.

“Il Governo si è impegnato a contenere il rincaro delle bollette. Lo scorso giugno avevamo già stanziato 1,2 miliardi per ridurre gli oneri di sistema. Poche settimane fa, siamo intervenuti ulteriormente, con più di 3 miliardi, per calmierare i prezzi nell’ultimo trimestre dell’anno, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione”

“Per quanto riguarda le migrazioni – ha poi ricordato Draghi –  l’Italia aveva promosso una discussione sul tema nel Consiglio europeo di giugno, con l’obiettivo di incoraggiare una gestione davvero europea dei flussi. Anche i Paesi preoccupati dai cosiddetti ‘movimenti secondari’ hanno preso atto dell’importanza di prevenire e contenere i flussi irregolari e di incentivare i canali di migrazione legale. Su quest’ultimo aspetto, l’Europa dovrebbe impegnarsi di più, seguendo ad esempio il modello dei cosiddetti corridoi umanitari”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, riferendo in Aula al Senato in vista del Consiglio europeo. “Perché la riconversione del nostro sistema economico abbia successo, è necessario il sostegno di tutti: istituzioni, imprese, cittadini. Dobbiamo portare avanti un’agenda climatica ambiziosa e fare in modo che le nostre scelte siano accettate e condivise in maniera ampia dalla popolazione. La transizione ecologica non comporta una riduzione dei posti di lavoro ma un aumento”.

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Ambiente

Ambiente, mancano 72 giorni al DE-Day: Deflusso Ecologico sempre più vicino

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Francesco Vincenzi, presidente Anbi: “Sarà un capestro per molti territori italiani. Il governo chieda una moratoria alla Ue”

“Si dia incarico ad ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, di redigere le proposte da presentare in sede comunitaria per modificare la normativa europea sul Deflusso Ecologico che, a partire dal prossimo 1 Gennaio, prevede un maggiore rilascio di portata nei fiumi, riducendo fortemente i prelievi per innervare idricamente il territorio e causando così gravi danni all’ambiente ed all’economia locali, ad iniziare dall’agricoltura, che produce cibo”: a reiterare la richiesta è Francesco Vincenzi,  Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), recentemente audita anche in Commissione Agricoltura del Senato.

“Siamo fortemente preoccupati per il trascorrere dei giorni verso un inizio d’anno, che rischia di rappresentare una data capestro per vaste aree del Paese come la Pedemontana Veneta dove, in provincia di Treviso, tre anni di sperimentazioni permettono di indicare, in 530 milioni di euro, i danni che arrecherebbe la prevista riduzione di prelievi dal fiume Piave, poiché ne conseguirebbe un calo del 70% nella presenza d’acqua all’interno del reticolo idraulico, comportando insostenibili riduzioni nell’irrigazione, ma anche nella produzione di energia idroelettrica, senza considerare le conseguenze ambientali e turistiche – aggiunge il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – Non andrebbe meglio per le aree afferenti al fiume Brenta, né per molti altri territori italiani, cresciuti grazie agli apporti di corsi d’acqua ormai sempre più simili a torrenti e con portate ben diverse dalla realtà dei grandi fiumi del Nord Europa, cui perlopiù guardano le scelte operate a Bruxelles.”

“Di fronte a questo scenario – indica ancora il Presidente di ANBI –  è indispensabile che il Governo chieda alla U.E., sulla base dei dati in possesso, la prevista moratoria sull’applicazione del Deflusso Ecologico per evitare di indebolire la resilienza delle comunità locali di fronte ad una situazione climaticamente già difficile. E’ necessario adeguare la condizione idrica dei territori ai parametri indicati dalla Direttiva Quadro Acque, ma servono tempo e risorse.  Nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno avuto ammessi progetti esecutivi per 1 miliardo e 600 milioni di euro, ma sul capitolo acqua ci sono disponibili solo 520 milioni; ciò significa che bisogna già guardare oltre, programmando nuove investimenti per la salvaguardia idrogeologica del territorio ad iniziare da un Piano Nazionale Invasi, fatto soprattutto di bacini medio-piccoli, capaci di superare la sindrome del Vajont in una logica di multifunzionalità, perché la crisi climatica non ammette ulteriori ritardi.”

“Condividendo l’obbiettivo del benessere dei corpi idrici, cui i Consorzi di bonifica concorrono con la progressiva riduzione dei prelievi irrigui grazie alle moderne tecnologie e ad una continua ricerca agronomica, va evidenziato che l’applicazione attualmente prevista del Deflusso Ecologico non migliorerebbe, ma anzi peggiorerebbe la qualità delle acque interne, creando difficoltà all’equilibrio ambientale del nostro Paese. Non si possono omologare i territori di una realtà articolata come l’Italia, che fa della distintività, una caratteristica ammirata nel mondo” conclude il DG di ANBI.

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