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Politica

Lega presenta mozione di sfiducia a Conte. Salvini: “Chi perde tempo vuole solo salvare la poltrona”

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Rotti gli indugi, la Lega deposita in Senato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte, chiedendo di metterla ai voti ‘al più presto’. E il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo per lunedì 12 agosto alle ore 16. La data della discussione della mozione di sfiducia al premier sarà fissata in quella circostanza.

La Lega rimarca anche che Conte non era in Aula sulla Tav a ribadire il sì, e ha così creato ‘il paradosso della spaccatura, come su altri temi’. Salvini, da Termoli, afferma: ‘Sento toni simili tra Pd e Di Maio, sarebbe incredibile che ci fosse un governo così. Conte mi ha sempre detto: mai un altro governo’. Pronta la replica di M5s: “Caro Salvini stai vaneggiando, inventatene un’altra per giustificare quello che hai fatto, giullare”. “Questa storia di Di Maio-Renzi è una fake news di Salvini per nascondere il tradimento del contratto di governo e del Paese”, conclude la nota M5s.

E da Facebook anche Davide Casaleggio attacca il ministro dell’Interno: “Salvini sta giocando d’azzardo con la vita degli italiani per un (presunto) tornaconto personale, ma soprattutto perché non vuole tagliare le poltrone” in Parlamento.

“Le ultime elezioni fatte in autunno sono quelle nel 1919, proprio perché non avere un governo mentre si fa la legge di bilancio espone al rischio concreto di far scattare” gli aumenti Iva. “Se dobbiamo andare a elezioni andiamo il prima possibile. Prima si faccia il taglio dei parlamentari, anche ad agosto, servono due ore”, scrive Casaleggio.

Salvini intanto chiama tutti i parlamentari della Lega lunedì a Roma. ‘Spero che Conte arrivi in Parlamento già la prossima settimana’, annuncia il leader leghista replicando al premier Conte che aveva chiesto di chiarire le ragioni della crisi davanti alle Camere.

E M5s valuta la possibilità di chiedere la convocazione straordinaria della Camera, prima che venga votata la mozione di sfiducia al governo, per approvare in via definitiva la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.

Il M5s potrebbe farlo a norma dell’articolo 62 della Costituzione, che stabilisce che ciascuna Camera possa essere “convocata in via straordinaria per iniziativa di un terzo dei suoi componenti”. Il gruppo M5s è composto da 216 deputati: ne bastano 210. Salvini invece vuole stringere i tempi: “Chi perde tempo vuole solo salvare la poltrona”. In vista delle elezioni, con la Lega si fa avanti Giorgia Meloni: “Noi le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo – dice la leader di FdI – perché vogliamo essere chiari. Non avrebbe senso rischiare – sostiene – di fare un altro governo con un gioco di palazzo dopo il voto, piuttosto che un’alleanza che gli italiani invocano da mesi”. Entra in campagna elettorale anche Zingaretti, secondo il quale la sfida “non è persa: il populismo al governo ha fallito – sostiene – e Salvini ha accelerato la crisi perché ha paura di fare la manovra”. Dal centrodestra, Toti assicura che il suo movimento ‘Cambiamo’ parteciperà alle elezioni. “Siamo con chi difende gli interessi nazionali del Paese – dice – e vogliamo cambiare il centrodestra: nessuno pensi di tornare a coalizioni del passato. Secondo l’Osservatore Romano, “il Paese si prepara a una campagna elettorale che si prevede senza esclusioni di colpi”, che evidenzia come l’ipotesi di tornare alle urne ad ottobre “confliggerebbe con le scadenze legate al bilancio”.
La Borsa di Milano peggiora, lo spread tra Btp e Bund sale. Colano a picco le banche.

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Editoriali

Anguillara Sabazia, disamina politica tra Genoveffo, Anastasio e… Cenerello

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Da fine maggio sono iniziati i tavoli del centrodestra, tavoli difficili, animati da personalismi e da tanti protagonisti non disposti a fare il famoso passo indietro per il bene del Paese e dopo due mesi tondi tondi di riflessioni e pensieri, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno deciso di convergere sulla candidatura dell’avvocato Angelo Pizzigallo, figlio del pediatra Antonio Pizzigallo che dal ’95 è sulla scena politica di Anguillara. Una persona stimata da tanti senza dubbio ma certamente non un volto nuovo della politica.

Chi alla scorsa tornata elettorale aveva fatto l’ennesimo passo indietro “per il bene di Anguillara”, parliamo di Sergio Manciuria, a questo giro si è sfilato senza se e senza ma

La ragione predominante, secondo chi scrive s’intende, è stata che Pizzigallo quando nel 2016 chiese a Manciuria di sostenerlo promise altrettanto “per la prossima tornata elettorale” con una stretta di mano e di amicizia come si fa tra persone legate da una reciproca stima personale che tutt’ora rimane in piedi, non abbiamo dubbi, nonostante lo strappo. Le parole hanno un peso e Manciuria, nonostante non fosse entrato in consiglio comunale ha fatto una strenua opposizione ai pentastellati, ha messo la faccia su tante questioni senza risparmiarsi e come abbiamo sempre sostenuto anche pubblicamente, insieme a Silvio Bianchini sono stati le voci strenue e solitarie di opposizione e presenza costante ad Anguillara. Bianchini e Manciuria, senza se e senza ma.

La politica delle vecchie logiche di partito che decide dall’alto cosa deve avvenire in un campo già martoriato dai danni dei Cinque Stelle

Ma torniamo alla disanima politica. Pizzigallo (senior) che promise pieno sostegno a Sergio Manciuria ha probabilmente perso la memoria o attuato il principio molto in auge in alcuni ambienti per cui in amore e in politica tutto è concesso e il “tradimento” è una delle varianti più presenti.

Dunque Pizzigallo Junior è il candidato ufficiale del centrodestra mentre “Cenerentola Manciuria” è stato lasciato fuori da qualsiasi analisi ma, come insegna la celebre novella, potrebbe essere proprio lui a finire dritto al gran ballo del principe anche se non è il figlio legittimo della politica ma un civico che ha scelto di correre con la sua AnguillaraSvolta e lasciare da parte quelli che definisce i “riciclati”, la “politica delle vecchie logiche di partito che decide dall’alto cosa deve avvenire in un campo già martoriato dai danni dei Cinque Stelle”.

Manciuria a Falconi: “Ci vediamo al ballottaggio”

Immediate le reazioni, anche inaspettate da parte di persone che avrebbero dovuto obbedire come soldati per spirito di politica e di appartenenza. Parliamo del giovane e valente Antonio Fioroni, colui che in tempi non sospetti, per pura coerenza e onestà intellettuale, ha lasciato la maggioranza pentastellata e si è seduto all’opposizione non condividendo più le azioni dell’amministrazione Anselmo perché totalmente opposte al programma elettorale con cui i pentastellati erano arrivati al governo della città. Fioroni, tempo dopo, si è avvicinato a Fratelli d’Italia, il suo ingresso (non sappiamo se poi veramente effettivo) era stato festeggiato alla Pisana dai vertici regionali del partito della Meloni. Ebbene Fioroni, dopo pochi minuti dall’ufficializzazione di Pizzigallo Junior è uscito con un post inequivocabile su Facebook, condividendo la candidatura a sindaco di Sergio Manciuria: “Per me è una questione di rispetto della parola d’onore che cercherò di affrontare con cuore, competenza e coraggio, rimettendomi alle decisioni degli elettori e non sottostare alle vecchie logiche politiche – impostate solo per stare insieme per vincere e non per fare squadra – di coloro che i problemi di Anguillara li hanno letti sui giornali lasciando ad altri l’onere di provare a risolverli”.

Altri fermenti, altri auguri sono arrivati a Manciuria ma probabilmente per spirito di cordialità politica e stima: Giovanni Chiriatti (purgato dai Cinque Stelle nonostante abbia contribuito in maniera determinante alla vittoria della Anselmo) anche lui coerente con le idee e distante dai pseudo pentastellati che hanno malgovernato Anguillara.

E gli auguri a Manciuria sono arrivati anche da Francesco Falconi, l’avvocato che ha ufficializzato qualche giorno fa la sua scesa in campo con una lista civica. Emblematico il riscontro agli auguri di Falconi da parte del presidente di Anguillara Svolta: “Ci vediamo al ballottaggio”.

I Cinque Stelle è assai probabile che non riusciranno a fare una lista e non si presenteranno alla imminente tornata elettorale. Ed è anche probabile che, anche se rimasti una manciata disallineata e disorganizzata, riservino colpi di scena mettendosi a stampella di candidati insospettabili.

Nel centrosinistra forse aspettavano le mosse del centrodestra

Anche da quelle parti si nota paralisi e confusione. Ci sarebbero le persone valide da candidare e con ottime possibilità di vincere ma per strani influssi astrali le carte jolly non vengono ancora calate e probabilmente non verranno calate. Ancora non c’è alcuna ufficializzazione ma soltanto un gran parlare.

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Cronaca

Pamela Mastropietro, violentata e fatta a pezzi: la famiglia si appella alla politica per colmare un vuoto normativo

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La richiesta di archiviazione, presentata dalla Procura, è stata formulata sulla base del fatto che mancava la denuncia, ovvero la querela di parte necessaria a perseguire il reato

Sono trascorsi più di due anni dalla morte di Pamela Mastropietro, la diciottenne uccisa nel 2018.

La Procura di Macerata ha archiviato le indagini sui due uomini accusati di violenza sessuale per mancanza della querela di parte

L’Avvocato Marco Valerio Verni zio di Pamela Mastropietro a Officina Stampa del 23/07/2020 si appella alla politica per colmare il vuoto normativo relativo alla procedibilità d’ufficio per i reati di violenza sessuale

Si tratta di un uomo di Mogliano che aveva dato un passaggio in auto alla ragazza, dopo che si era allontanata dalla comunità Pars di Corridonia e di un tassista di origini argentine che la avrebbe ospitata a casa sua la notte del 29 gennaio poche ore prima dell’omicidio per cui è stato condannato all’ergastolo Innocent Oseghale. Entrambi gli indagati erano accusati di aver avuto rapporti sessuali con la diciottenne approfittando del suo “evidente stato di difficoltà” e di “minorata difesa“.

La richiesta di archiviazione, presentata dalla Procura, è stata formulata sulla base del fatto che mancava la denuncia, ovvero la querela di parte necessaria a perseguire il reato

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 23/07/2020

La famiglia di Pamela – rappresentata dallo zio della ragazza, l’avvocato Marco Valerio Verni, si era opposta: come avrebbe potuto sporgere denuncia Pamela, uccisa nemmeno 24 ore dopo? 

Un vuoto normativo, come ha spiegato l’avvocato Verni, in cui nemmeno un tutore o un familiare può sostituirsi alla vittima e presentare querela al suo posto. Lo stesso giudice che ha accolto la richiesta di archiviazione ha evidenziato il difetto normativo che, in casi come questi, impedisce di fatto a terze persone di cercare e magari ottenere giustizia.

L’appello dei familiari di Pamela è ora rivolto alla politica affinché si colmi questa lacuna e che la morte di Pamela serva anche a questo.

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Politica

Zingaretti e Raggi accusati di danni all’erario per 90 milioni di euro

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Danni all’erario per 90 milioni di euro. Questa l’accusa formulata dalla Procura della Corte dei Conti del Lazio nei confronti del segretario PD e Governatore del Lazio Nicola Zingaretti e della sindaca di Roma e della Città Metropolitana Virginia Raggi che sono stati raggiunti dall’invito a dedurre e che ora hanno trenta giorni per depositare le proprie deduzioni ed eventuali documenti.

L’accusa riguarda anche altri 24 politici che ricoprono o hanno ricoperto, nei rispettivi mandati, ruoli all’interno dell’ex Provincia di Roma, oggi Città Metropolitana.

Nel computo dei 90 milioni di euro sono compresi i 20 milioni di euro contestati agli 11 ex componenti del cda di Bnp Paribas. La vicenda relativa il palazzo “inagibile” di Luca Parnasi all’Eur Castellaccio, venduto all’ex Provincia nel 2012 per una cifra di circa 220 milioni di euro, quando presidente dell’Ente era proprio Nicola Zingaretti. In Bnp confluirono 20 immobili in parte rimasti invenduti e in parte svalutatisi.

L’accusa specifica per Virginia Raggi è invece quella di aver rinnovato l’affare “concludendo la procedura per selezionare la nuova Sgr, individuata in Antirion, che a settembre del 2019 è formalmente subentrata alla Bnp nella gestione del Fondo”.

Oltre a Zingaretti e a Raggi, la Guardia di Finanza di Roma ha notificato inviti a dedurre ad altri esponenti in vista delle attuali amministrazioni regionale e capitolina.

In particolare, fra gli indagati spiccano da una parte Mauro Alessandri, attuale assessore regionale ai Trasporti; Massimiliano Smeriglio, ex vicepresidente del Lazio e attuale eurodeputato Pd e Marco Vincenzi, capogruppo regionale del Pd; dall’altra Giuliano Pacetti e Paolo Ferrara, attuale ed ex capogruppo M5s in Campidoglio e Maria Teresa Zotta, consigliera capitolina e vicesindaca della Città Metropolitana. Tra gli indagati anche Maurizio Venafro, storico capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti (fino al 2015) condannato a 1 anno di reclusione (pena sospesa) nel processo sul Mondo di Mezzo, che secondo chi indaga avrebbe fatto parte del gruppo di lavoro che nel 2012 ha portato a termine l’operazione, “pur in presenza delle perplessità” di uno studio di Cassa Depositi e Prestiti.

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