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LEGGE SEVERINO: LA CONSULTA BOCCIA IL RICORSO

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La questione era stata sollevata nell'ambito del caso del sindaco di Napoli Luigi de Magistris

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Redazione

La Corte Costituzionale ha rigettato, come infondato, il ricorso presentato sulla legge Severino e in particolare sulle norme relative alla sospensione degli amministratori locali condannati, anche in via non definitiva, per determinati reati. La questione era stata sollevata nell'ambito del caso del sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

La Corte costituzionale – spiega una nota – ha giudicato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 11, comma1, lett. a) del decreto legislativo n.235 del 2012, in relazione all'art. 10, comma 1, lett. c) dello stesso decreto legislativo, sollevata dal Tribunale Amministrativo della Campania, Sezione prima, in riferimento agli artt. 2, 4, secondo comma, 51, primo comma e 97, secondo comma della Costituzione.

La legge 190/2012 ("Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione") è una legge della Repubblica Italiana. Paola Severino, principale autore della legge. La norma – nota anche come legge Severino dal nome del Ministro della Giustizia del governo Monti Paola Severino, che ne ha redatto i decreti attuativi – venne originariamente concepita da Angelino Alfano (in qualità di Ministro della Giustizia del governo Berlusconi IV), ma giunse all'approvazione definitiva solo durante il governo Monti, la cui maggioranza peraltro vi apportò diverse modifiche in sede di esame parlamentare.

Modifiche al codice penale

La legge apporta le seguenti modifiche al codice penale italiano. Di seguito le principali:

La pena per il peculato (articolo 314 c.p.), che prima andava da 3 a 10 anni di reclusione, va ora da 4 a 10 anni di reclusione.
L'articolo 317 c.p. (concussione) è riscritto in modo che riguardi solo la concussione per costrizione e non più la concussione per induzione. È inoltre previsto che sia punibile solo il pubblico ufficiale e non più l'incaricato di pubblico servizio che commette il reato del nuovo articolo. La pena per la concussione, che prima andava da 4 a 12 anni di reclusione, va ora da 6 a 12 anni di reclusione. Il nuovo articolo 317 recità quindi così:
«Art. 317 (concussione) – Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da 6 a 12 anni»

Le disposizioni dell'articolo 317-bis c.p. (pene accessorie), che prima riguardavano solo i reati di peculato e concussione, sono estesi anche ai reati di corruzione propria e corruzione in atti giudiziari.
Il reato di "corruzione per atti d'ufficio" (articolo 318 c.p.) è sostituito dal reato di "corruzione per l’esercizio della funzione", punito con la reclusione da 1 a 5 anni. Il nuovo articolo 318 recita quindi così:
«Art. 318 (corruzione per l'esercizio della funzione) – Il pubblico ufficiale che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sè o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da 1 a 5 anni»

La pena per la corruzione propria (articolo 319 c.p.) , che prima andava da 2 a 5 anni di reclusione, va ora da 4 a 8 anni di reclusione.
La pena per la corruzione in atti giudiziari (articolo 319-ter c.p.), che prima andava da 3 a 8 anni di reclusione, va ora da 4 a 10 anni di reclusione.
È costituito il nuovo articolo 319-quater c.p., che regola la concussione per induzione (sottratta all'articolo 317 c.p.), che è trasformata nel nuovo reato di "induzione indebita a dare o promettere utilità", punito con la reclusione da 3 a 8 anni. L'articolo 319-quater recita quindi così:
«Art. 319-quater (induzione indebita a dare o promettere utilità). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da 3 a 8 anni.

Nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità è punito con la reclusione fino a 3 anni»

Viene riscritto l'articolo 320 c.p. (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio). Il nuovo articolo recita quindi così:
«Art. 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio). – Le disposizioni degli tabella 318 e 319 si applicano anche all'incaricato di un pubblico servizio.

In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non superiore a un terzo.»

Viene riscritto l'articolo 322 c.p. (istigazione alla corruzione). Il nuovo articolo recita quindi così:
«Art. 322 (istigazione alla corruzione). – Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell'articolo 318, ridotta di un terzo. Se l'offerta o la promessa è fatta per indurre un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio ad omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, ovvero a fare un atto contrario ai suoi doveri, il colpevole soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nell'articolo 319, ridotta di un terzo.

La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilità per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri.

La pena di cui al secondo comma si applica al pubblico ufficiale o all'incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro od altra utilità da parte di un privato per le finalità indicate dall'articolo 319.»

Viene modificato l'articolo 322-bis c.p (peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri), in modo che riguardi anche il nuovo articolo 319-quater.
Viene lievemente modificato l'articolo 322-ter c.p.(confisca) di modo che riguardi, oltre al prezzo, anche il profitto del reato.
La pena per l'abuso d'ufficio (articolo 323 c.p.), che prima andava da 6 mesi a 3 anni di reclusione, va ora da 1 a 4 anni di reclusione.
Viene lievemente modificato l'articolo 323-bis c.p.(circostanza attenuante), di modo che riguardi anche il nuovo articolo 319-quater.
È costituito il nuovo articolo 346-bis c.p., che punisce il nuovo reato di "traffico di influenze illecite". Il nuovo articolo recita quindi così:
«Art. 346-bis (traffico di influenze illecite). – Chiunque, fuori dei casi di concorso nei reati di cui agli tabella 319 e 319-ter, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sè o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio ovvero per remunerarlo, in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri di ufficio o all'omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni.

La stessa pena si applica a chi indebitamente dà o promette denaro o altro vantaggio patrimoniale.

La pena è aumentata se il soggetto che indebitamente fa dare o promettere, a sè o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale riveste la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.

Le pene sono altresì aumentate se i fatti sono commessi in relazione all'esercizio di attività giudiziarie.

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Salute

Covid Italia, 26 percento dei casi è variante Delta

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Con il 26% dei casi, l’Italia è al quinto posto nel mondo fra i Paesi in cui è maggiore la circolazione della variante Delta. E’ la stima pubblicata dal Financial Times sulla base delle sequenze genetiche del virus depositate nella banca internazionale di dati genetici Gisaid e dei dati provenienti dall’istituto di ricerca belga Sciensano. Le stime indicano inoltre che la variante Delta è dominante in Gran Bretagna e Portogallo, dove la concentrazione è rispettivamente del 98% e il 96%. Seguono gli Stati Uniti con il 31%, quindi Italia (26%), Belgio (16%), Germania (15%), Francia (6,9%).

L’analisi del Financial Times indica inoltre che in Gran Bretagna, Portogallo e Russia all’aumento della diffusione della variante Delta corrisponde un progressivo calo nella circolazione della variante Alfa. Questa tendenza non è invece ancora presente negli Stati Uniti, in Italia, in Belgio e in Germania, dove la variante Alfa sembra essere ancora quella decisamente dominante.

Ottenere il maggior numero di sequenze genetiche del virus è fondamentale per riuscire a seguire la diffusione della variante Delta, che secondo alcuni esperti sentiti dal Financial Times è probabilmente destinata a soppiantare ovunque la variante Alfa per la maggiore facilità con cui si trasmette. Il quotidiano osserva che, a fronte delle 500.000 sequenze del virus SarsCoV2 ottenute dalla Gran Bretagna, la Germania ne ha ottenute 130.000, la Francia 47.000 e la Spagna 34.000.

Per l’Italia non è riportato alcun dato. Il sequenziamento “è costoso, richiede tempo ed è stato trascurato”, rileva sul Financial Times il direttore dell’Institute of Global Health a Ginevra, Antoine Flahault. Resta da chiarire il motivo del ritmo diverso con il quale la variante Delta si sta diffondendo in Europa, ma il punto sul quale in molti sono d’accordo è che una delle principali contro misure sia accelerare con le campagne di vaccinazione anti Covid-19 in modo da rallentare la circolazione del virus il più possibile. “C’è un messaggio che tutti dobbiamo avere molto chiaro: non è finita”, osserva sul quotidiano il virologo Bruno Lina, dell’Università ‘Claude Bernard’ di Lione.

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Politica

Roma, primarie Pd: è Gualtieri il candidato. A Castel Romano l’impegno dei volontari di Sant’Egidio

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Roberto Gualtieri ha raccolto 28561 voti, pari al 60,64% dei voti totali. Alle spalle Giovanni Caudo con 7388 preferenze e il 15.68%. Quindi Paolo Ciani di Demos, con 3372 voti. E ancora Imma Battaglia di Liberare Roma con 2897 voti per il 6,34%. Stefano Fassina quinto con 2625 preferenze e il 5,57%. Quindi Tobia Zevi (1663 3,53%) e Cristina Grancio (497 1,05%).

Ai gazebo si sono recati in 48624, una quota superiore alle attese, 40.000 il numero fissato dalla segreteria dem, e sopra anche alle prime stime fornite da Andrea Casu che aveva indicato in 45.000 la proieizione dei votanti ad urne chiuse. Un dato superiore, rispetto alla sfida del 2016.

A Castel Romano i volontari di Sant’Egidio, qualcuno anche dipendente del Comune di Roma, hanno accompagnato i nomadi di Castel Romano ai gazebo per le primarie. Oltre sette i viaggi effettuati con le vetture.

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Salute

Lotta al Covid, Mario Draghi: “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”

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“L’eterologa funziona, io sono prenotato martedì”. Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa parlando dei vaccini nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio.
Al punto stampa partecipano anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.

Ho più di 70 anni” e la prima dose con Astrazeneca “ha dato risposta bassa e mi si consiglia di fare l’eterologa. Quindi funziona per me e ancor più vero funziona per chi ha meno di 70 anni e meno di 60 anni“, dice il premier. “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”, afferma Draghi.
“Se uno ha meno di 60 anni e gli è stato proposto di fare l’eterologa ma non vuole, questa persona è libera di fare la seconda dose di Astrazeneca purchè abbia il parere del medico e il consenso informato, bene”. La cosa peggiore è non fare la seconda dose, ribadisce Draghi.
Nonostante tutta la confusione, è straordinario come la popolazione non mostri l’intenzione di diminuire la vaccinazione e di non vaccinarsi, è straordinario. Rispetto ad altri Paesi, è uno dei comportamenti più ammirevoli, ricordiamocelo”, sottolinea Draghi aggiungendo: “Pronti a chiarire ogni confusione ma il comportamento è veramente costante e straordinario”.
“Non c’è alcun motivo” di temere “che ci sarà un rallentamento” nella campagna vaccinale. “Anzi, ci sara’ maggiore libertà di scelta, quindi non c’è motivo per temere un rallentamento”, sottolinea Draghi.

  “Domani inoltrerò la richiesta al Cts perché ci dica se possiamo togliere la mascherina o no”, lo dice il premier aggiungendo: “Ma non ci sono date”. “Sullo stato di emergenza decideremo quando saremo vicini alla scadenza”.

“Nel nostro Paese è stato disposto l’obbligo per il vaccino anti-Covid per gli operatori sanitari e ciò è giusto ma in questo momento non c’è la previsione di altri tipi di obbligatorietà. Vediamo una risposta positiva dei nostri cittadini e la campagna continuera “. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“E’ stata già fatta tutta la pianificazione e riprogrammato con le regioni affinché siano già assicurate dosi con l’eterologa per tutto giugno, a breve per tutto luglio. Si tratta di 990mila cittadini che saranno vaccinati con mRna e quindi non ci saranno rallentamenti, il ritmo resterà di 500mila somministrazioni al giorno”. Così il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo.

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