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LEGITTIMA DIFESA E INVIOLABILITÀ DEL DOMICILIO: ANCORA POCHI GIORNI PER FIRMARE

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Eliminiamo quelle farsesche sentenze di risarcimento a carico di chi s’è trovato nella malaugurata ipotesi di doversi difendere

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di Roberto Ragone

“Dal Veneto alla Calabria, dalla Val D’Aosta alla Sicilia: la proposta di legge popolare dell'Italia dei Valori per rinforzare la legittima difesa e garantire l'inviolabilità del domicilio ha superato in queste ore le trecentomila sottoscrizioni certificate in tutt'Italia, e il trend non accenna a calare”. Lo ha annunciato il segretario nazionale dell'Italia dei Valori, Ignazio Messina. “Sindaci, assessori e consiglieri comunali, associazioni e comitati, singoli cittadini: a migliaia in tutta Italia ci stanno aiutando in questa raccolta che ha raggiunto numeri altissimi. Noi di Idv – ha aggiunto Messina – riteniamo che il concetto giuridico di legittima difesa debba essere aggiornato e reso più aderente alla realtà che si vive tutti i giorni. La valanga di firme che continua ad arrivare è la più fragorosa testimonianza di quanto sia prioritario il tema della sicurezza dei cittadini. Noi chiediamo che i cittadini possano difendersi più liberamente se aggrediti in casa propria, senza rischiare di incorrere in accuse di eccesso di difesa".

Facciamo chiarezza sull’invito che sta girando da giorni specialmente sui social network, ignorato colpevolmente dal nostro governo che cerca di ignorare una richiesta di maggior sicurezza da parte dei cittadini, e di curarla con pannicelli caldi; tanto chi si trova nelle beghe non sono loro, che, da bravi appartenenti ad una casta privilegiata, vivono una vita parallela, non mescolandosi ai cittadini comuni, ma vanno in giro, anche al supermercato, sempre protetti da scorte e macchine blindate. Per loro il pericolo d’essere rapinati e malmenati non esiste: infatti anche davanti a Piazza Montecitorio, quando arriva qualcuno in auto blindata, i Carabinieri e i Poliziotti di servizio bloccano ogni presenza estranea. A noi comuni mortali rimane il compito di difendere autonomamente la casa, la famiglia, i figli, le nostre mogli – molti non denunziano le violenze sessuali subite per vergogna – i nostri beni, frutto di lavoro e riserva indispensabile per la vita di ognuno.

L’Italia dei Valori ha promosso questa raccolta firme – NON È UN REFERENDUM –  già nel mese di febbraio 2016, anche se la notizia, tenuta accuratamente nascosta dai media asserviti al potere, è arrivata a noi solo oggi grazie a canali d’informazione alternativi.
In pratica, la Costituzione italiana prevede che un disegno di legge possa essere portato dai cittadini ai Presidenti delle Camere e discusso in Parlamento, a fronte di almeno 50.000 cittadini firmatari. Ognuno può recarsi presso il proprio Comune di residenza, entro il 25 di maggio 2016, all’Ufficio Anagrafe e firmare in presenza di un autenticatore.

L’obiettivo è quello di inasprire le pene per i rapinatori, raddoppiandole, ed eliminare quelle farsesche sentenze di risarcimento a carico di chi s’è trovato nella malaugurata ipotesi di doversi difendere. Con questa legge, se venisse approvata, i giudici non potrebbero più consegnare nelle mani dei delinquenti laute prebende, più alte di quanto sarebbe stato il bottino della rapina; ciò che affermavamo noi tempo fa su queste pagine, cioè che chi si introduce di notte in casa di qualcuno per commettere violenze e rapine, non ha più alcun diritto. Ricordiamo, uno per tutti, il caso di Ermes Mattielli, il rigattiere a cui il giudice aveva assegnato un risarcimento di 325.000 euro nei confronti dei parenti di uno dei due rom che si erano introdotti di notte nel suo deposito per rubare il rame – l’altro era sopravvissuto – e che ha portato alla morte per infarto il malcapitato. Altre cifre per indennizzo, sempre di centinaia di migliaia di euro, sono state messe in carico a vittime di  rapine, le quali si sono difese come legittimamente prevede una legge universale, quella della sopravvivenza. Perché questa gente, che ti porta via anche il lecca lecca del bambino, ti toglie, insieme ai soldi, la possibilità di continuare la tua attività. Il fatto che lo facciano nella più totale impunità, poi, aggiunge un lugubre tassello alla vicenda, ma purtroppo oggi le leggi italiane in questo caso denunziano una carenza colpevole. Chissà perché le leggi discusse e subito approvate sono quelle che riguardano i loro stipendi, le loro pensioni, i loro vitalizi, i rimborsi spese e via così. Mentre altre proposte che sarebbero necessarie per una convivenza civile languono nel limbo di una colpevole mancanza di
zelo.

Qui di seguito riportiamo le modifiche proposte agli artt. 614 e 55 del C.P.
Art. 1 (Modifiche all’art. 614 del C.P.)
1) All’art. 614 del C.P. sono apportate le seguenti modifiche:
a) Al primo comma le parole “da sei mesi a tre anni” sono sostituite dalle seguenti: “da uno a sei anni”;
b) Al terzo comme sono aggiunte le seguenti parole “Ma si procede d’ufficio se il fatto è stato commesso per eseguire un delitto perseguibile d’ufficio;
c) Al quarto comma le parole “da uno a cinque anni” sono sostituite dalle seguenti “da due a sette anni”
d) Dopo il quarto comma è inserito il seguente: “colui che ha posto in essere una condotta prevista dai commi precedenti non può chiedere il risarcimento di qualsivoglia danno subito in occasione della sua introduzione nei luoghi di cui al primo comma”.
Art. 2 (Modifiche all’art. 55 C.P.)
1) All’art. 55 del C.P. è aggiunto il seguente paragrafo: “Non sussiste eccesso colposo in legittima difesa quando la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui incolumità o dei beni propri o altrui nei casi previsti dal 2° e 3° comma dell’art. 52.

La bagarre che è scatenata qualche settimana fa in Parlamento a proposito della Legittima Difesa non riguarda, evidentemente, questa iniziativa. La sinistra, o presunta tale, si è sempre dimostrata nei fatti a favore dei delinquenti comuni e contro i cittadini per bene, impedendo che riforme all’art. 52 venissero approvate nel tempo, con la ridicola motivazione di un’Italia trasformata in Far West. Questo non è volere il bene dei cittadini. Ma questo governo ha dimostrato più volte che il suo ultimo pensiero è il nostro bene, non ultima la risoluzione a proposito delle famose ‘trivelle’ in Adriatico, mare ormai consegnato mani e piedi al trivellatori, i quali avranno tutto il diritto di lasciare che i loro impianti, il cui smontaggio costerebbe miliardi di euro, una volta esauriti, si disfino in mare, aumentando quell’inquinamento sempre negato ma presente intorno alle stesse; monumento perpetuo all’imbecillità dell’uomo e al suo asservimento ad interessi privati. Né possiamo dire che la risposta sia stata diversa in occasione dell’ormai famoso sciopero della fame messo in atto da Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia, che chiedeva soltanto che gli organici di Polizia fossero integrati e che gli uomini avessero a disposizione addestramento e mezzi adeguati per contrastare il terrorismo e la delinquenza comune.

Diciamola tutta: se il controllo sul territorio fosse adeguato, i casi di rapine e furti subirebbero una drastica riduzione. Purtroppo da noi manca il deterrente, viste anche le ultime modifiche di legge sui reati considerati ‘minori’, che impediscono la carcerazione preventiva per i reati con pena massima pari a due anni, ma che incidono in maniera a volte disumana sul cittadino comune. Abbiamo visto che in altri Stati – nonostante questo sia negato dai nostri politici, ma le cifre parlano – il deterrente è costituito dal cittadino armato. Un rapinatore che sa di affrontare un rischio passa oltre, non si mette a fare il pistolero con il padrone di casa. Se poi sa che costui, nel suo buon diritto, è autorizzato per legge a difendersi, allora vedremo tante bande ‘straniere’ cambiare il loro campo d’azione. Non è assolutamente vero che il bandito sia più pronto e preparato all’uso delle armi, tante volte non ne dispone; e non è vero che verrebbe con più aggressività: questa  gente è vigliacca nell’animo e cambierebbe strada. Non è vero poi che la diffusione delle armi porterebbe ad un maggior numero di omicidi: se voglio uccidere una persona, mi basta un coltello da cucina, o un martello, come le cronache quotidiane riportano.

Chi scrive ha fatto l’istruttore di tiro di grosso calibro e preparatore di Guardie Giurate per trent’anni al Poligono di Tiro di una città del sud, senza il benchè minimo incidente, nè in poligono, né fuori, da parte di coloro che lo frequentavano.
Andiamo tutti a firmare, sarà un bell’esempio. Quanto poi a vedere approvata la legge, questa è un’altra storia, visto come vanno le cose, ma almeno ci avremo provato.

Alcuni Comuni come Genova e Modena si sono rifiutati di stampare i moduli: potete scaricarli da Internet, e portarglieli voi. Anche coloro che sono contrari dovrebbero andare a firmare, pensando non solo al proprio interesse, ma a quello della comunità.

Diceva Voltaire: “Non la penso come te, ma mi batterò fino alla morte affinchè tu possa affermare i tuoi principi.” Questa è democrazia.
 


 

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Cronaca

L’Italia flagellata dal maltempo: a Roma strage di Alberi, chiusa piazza San Marco a Venezia. L’Arno fa paura

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Continua a salire la marea a Venezia, toccando 141 centimetri a mezzogiorno, secondo la rilevazione della stazione di Punta della Salute. Alla diga foranea del Lido la marea è di 144 centimetri. A questo livello viene allagato il 59% del centro storico lagunare.

Valanga in val Martello – In val Martello, alle 8.50, una valanga si è abbattuta su una zona abitata. In queste ore sta nevicando intensamente su tutta la provincia, anche a Bolzano. Sono attualmente 6.500 le utenze senza energia elettrica. In val Martello è scesa la cosiddetta valanga ‘Eberhoefer’, che in passato è stata già oggetto di lavori di messa in sicurezza a causa dell’elevato pericolo che rappresenta per le case sottostanti. Per motivi sicurezza risultano chiuse 30 strade statali e provinciale, come praticamente tutte la strade secondaria di montagna. La statale della val Venosta è bloccata tra Laces e Coldrano per caduta sassi, tra Silando e Resia c’è obbligo di catene. La val Martello attualmente è isolata. Come riferisce Rai Suedtirol, che si è messa in contatto con il sindaco Georg Altstaetter, la valanga ha leggermente danneggiato alcune case. Sono in corso verifiche di eventuali dispersi. Secondo le prime informazioni, non ci sono vittime. Enorme masse di neve e di alberi sradicati si sono riversate a valle, invadendo – come una colata di lava – le strade del paese. Alcune case sono rimaste danneggiate. In alcuni punti la neve arriva al primo piano delle case.

Alberi caduti e forte vento, 200 interventi a Roma – Sono stati duecento gli interventi dei vigili del fuoco nella notte in tutta Roma per allagamenti e alberi caduti a causa del temporale e del forte vento che si stanno abbattendo in queste ore sulla Capitale. Già stamani sono cento gli interventi in coda. Si segnalano alberi sulla carreggiata sulla Salita di Sant’Onofrio, in centro; chiuso al traffico perché allagato il sottopasso in direzione via Gregorio VII sul lungotevere in Sassia; alberi in strada e relativa chiusira al transito anche in via di Donna Olimpia a Monteverde e a via Vitellia; sempre alberi caduti in via Cavriglia, zona Prati Fiscali. Su via Aurelia, tra il chilometro 14 e il 13, è caduto un cartellone pubblicitario per il forte vento. Interventi si segnalano anche a Civitavecchia e a Nettuno. Sul fronte trasporti, la circolazione della metro C è stata rallentata per un’ora nella tratta Giardintti-Pantano a causa del forte vento. Rallentata anche la ferrovia regionale Roma-Lido a causa della presenza di un albero sulla rete elettrica nei pressi di Ostia Antica. Un albero è caduto nella tarda serata di ieri ad Albano Laziale, vicino Roma, ferendo un automobilista in transito. E’ accaduto in via dei Cappuccini. L’uomo è stato portato in ospedale in codice rosso, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto vigili del fuoco e polizia. Nella notte un altro albero è caduto su via Cassia, altezza Corso Francia, a Roma. Illeso l’automobilista. Sul posto vigili del fuoco e polizia. Allagamenti e alberi caduti nella notte a Roma e provincia a causa del maltempo. Oltre duecento gli interventi effettuati dai vigili del fuoco.

Arno sopra il primo livello di guardia a Firenze – Come previsto, l’ Arno è salito sopra il primo livello di guardia a Firenze, raggiungendo i 3,50 metri sull’argine, a causa delle piogge che da ieri sera stanno interessando buona parte della regione. Lo stesso Arno ha raggiunto il secondo livello a Incisa-Figline. E’ quanto si apprende dalla protezione civile della Città metropolitana e dalla sala operativa regionale. Supera il primo livello di guardia, riferisce la Protezione civile della Metrocittà, anche il fiume Bisenzio a San Piero a Ponti ed è già al secondo livello l’Ombrone a Poggio a Caiano (Prato). Attivate le sale del servizio di piena dei Geni Civili Valdarno Superiore e Centrale. Hanno raggiunto poi il secondo livello di guardia l’Ema nella zona di Grassina e Strada in Chianti (ora è in calo) e anche l’Elsa a Poggibonsi (Siena). In aumento pure Greve e Pesa. Riguardo all’Ema da Palazzo Vecchio si precisa che in zona piazza Bacci la Protezione Civile sta effettuando controlli a seguito della piena. Chiusa poi via del Ponte a Iozzi per acqua in carreggiata che ha parzialmente invaso alcune proprietà. Disagi interessano la viabilità per frane ed alberi caduti su buona parte delle strade provinciali del Fiorentino: la Sp 72 è chiusa nel comune di Lastra a Signa, la sr 429 a Petrazzi. La Protezione civile della Metrocittà invita a prestare la massima attenzione negli attraversamenti di sottopassi e dei corsi d’acqua, e a non sostare lungo le sponde per il pericolo di cedimenti degli argini a causa di infiltrazioni.

Nel Grossetano 153 mm di pioggia, Albegna in piena – Il maltempo che sta interessando la Toscana – dove è allerta arancione su gran parte del territorio – ha colpito soprattutto il Grossetano a sud del capoluogo maremmano, tra Orbetello, Manciano e Magliano. Il fiume Albegna in piena ha superato il secondo livello di guardia e in alcuni punti della campagna, riferisce la sala della protezione civile regionale, ha tracimato senza però raggiungere alcuna abitazione. Nella zona di Polverosa è stato segnalato vento forte che, rileva ancora la protezione civile, ha scoperchiato alcuni tetti. In totale a Manciano sono stati registrati dalle 14 di ieri 153 millimetri di pioggia, di cui 120 dalle 20 di ieri. Inoltre, già venerdì erano caduti 100 millimetri di pioggia in sei ore. Nel territorio di Manciano famiglie residenti nei poderi del Quarto Albegna, fa sapere il Comune, sono state confinate ai piani alti delle proprie abitazioni. Chiuse diverse strade per allagamenti e il ponte sull’Albegna tra Marsiliana e S.Andrea. Due persone bloccate con l’auto a causa della strada invasa dall’acqua, sono state soccorse ieri sera dai vigili del fuoco in località Ghiacciobosco a Capalbio. Le altre zone dove sono state registrate le precipitazioni più forti sono l’Aretino e la Val di Chiana, nel Senese. Segnalata una frana a Loro Ciuffenna.

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In evidenza

Cesena, musicista con tumore al cervello: operato mentre suona al piano

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All’ospedale Bufalini di Cesena un musicista con un tumore cerebrale è stato operato al cervello da sveglio, mentre eseguiva alcune melodie musicali al piano. Si tratta di un intervento eseguito nei giorni scorsi utilizzando la tecnica dell”Awake Surgery’ (Chirurgia da sveglio) che consiste nell’operare il paziente in condizione di veglia con un duplice scopo: asportare la massa tumorale e, nel caso specifico, salvaguardare le abilità musicali. L’awake surgery, spiega una nota dell’ospedale, è una metodica iniziata da qualche anno nella Neurochirurgia del Bufalini, dopo un periodo di perfezionamento dei neurochirurghi cesenati in vari centri tra cui il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Montpellier diretta dal professor Hughes Duffau (luminare in questo campo di studi). Consente al paziente di rimanere vigile e in grado di rispondere a una serie di test prestabiliti posti dal neuropsicologo, in modo da localizzare e asportare nel modo più completo e preciso possibile la massa tumorale, senza danneggiare le aree cerebrali che regolano il linguaggio, il movimento e le altre funzioni cognitive superiori. Tutto ciò al fine di salvaguardare la qualità della vita del paziente.
Nello specifico, durante l’intervento sono state mappate e monitorate tre diverse capacità di comprensione musicale: il riconoscimento dei toni melodici, il ritmo e il contorno musicale. L’operazione, durata circa cinque ore, è stata eseguita dall’equipe multidisciplinare composta dai neurochirurghi dottor Luigino Tosatto, dottor Vincenzo Antonelli, Dottor Giuseppe Maimone; dal neurofisiologo, dottoressa Chiara Minardi; dai neuroanestesisti, dottor Marco Bocchino e dottoressa Giuseppina Pugliese; dai neuropsicologi, professoressa Caterina Bertini e dottor Davide Braghittoni dell’Università degli Studi di Bologna, Dipartimento di Psicologia di Cesena e da personale infermieristico coordinato da Milena Maccherozzi

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Redazione Lazio

Celiachia, assessore D’Amato: “Ecco i presidi accreditati per la diagnosi”

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Con un decreto del Commissario ad acta è stato approvato l’Elenco regionale dei presidi accreditati e centri di terzo livello per la celiachia e la sua variante dermatite erpetiforme.

“La Regione Lazio – spiega l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato – ha identificato le strutture sanitarie che possiedono i requisiti per una completa valutazione del paziente con sospetto diagnostico di celiachia, ai fini di una efficace diagnosi e risposta alle esigenza del cittadino. Per questo motivo, nel Decreto si stabilisce anche che per quanto relativo alla diagnosi di celiachia e dermatite erpetiforme siano considerate valide, ai fini dell’esenzione delle prestazioni sanitarie previste e dell’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine, soltanto quelle effettuate da tali strutture”.

16 novembre 2019

CENTRI DI TERZO LIVELLO PEDIATRICI

IRCSS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (U.O.C. di Epatologia, Gastroenterologia e Nutrizione); Azienda Ospedaliero Universitaria

Policlinico Umberto I (Dipartimento Materno Infantile, Scienze Urologiche – U.O.C. di Gastroenterologia ed Epatologia Pediatrica)

PRESIDI ACCREDITATI PEDIATRICI

ASL Roma 2 – Presidio Ospedaliero Sant’Eugenio (U.O.C. Pediatria); ASL Latina – Ospedale S. Maria Goretti (U.O.C. di Neonatologia – TIN – Pediatria – DEA II); Asl Frosinone – presidio ospedaliero Frosinone-Alatri (U.O.C. Pediatria).

CENTRI DI TERZO LIVELLO ADULTI

Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Umberto I (Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche – U.O.C. di Gastroenterologia, FAS); Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata (U.O.C. Gastroenterologia ed endoscopia digestiva); Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCSS (U.O.C. Medicina Interna e Gastroenterologia); ASL Roma 2 – Presidio Ospedaliero Sant’Eugenio (U.O.S.D. Nutrizione Clinica); Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea (U.O.C. di Malattie dell’Apparato Digerente e del fegato).

PRESIDI ACCREDITATI ADULTI

ASL Roma 2 – Ospedale Sandro Pertini (U.O.C. Transmurale di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva); Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli – Presidio Columbus (U.O.C. di Medicina Interna e Gastroenterologia); IFO IRCSS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (U.O.S.D. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva); ASL Latina – Ospedale Santa Maria Goretti (U.O.C. Gastroenterologia); ASL Frosinone – Presidio Ospedaliero “Fabrizio Spaziani” (U.O.C. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva); ASL Viterbo – Complesso Ospedaliero “Belcolle” (U.O.C. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva); ASL Rieti – Presidio Ospedaliero San Camillo De Lellis (U.O.S.D. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva); ASL Roma 1 – Presidio Ospedaliero “San Filippo Neri” (U.O.C. Gastroenterologia); Fondazione Policlinico Tor Vergata (U.O.C. Gastroenterologia); Asl Roma 6 – Ospedale dei Castelli (U.O.C. di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva) A.O. San Camillo (U.O.C. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Diagnostico operativa).

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