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Cronaca

Legnano, la scuola di musica Niccolò Paganini diventa un istituto di formazione professionale

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La musica come occasione professionale. La scuola di musica Niccolò Paganini diventa un istituto di formazione professionale e dal prossimo settembre proporrà un corso di diploma in strumento e voce per quanti vorranno diventare musicisti professionisti. Una promozione “sul campo” per l’istituto che è attivo a Legnano e nel Legnanese da oltre 20 anni e opera con il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate; un riconoscimento importante, ottenuto grazie alla collaborazione di Confcommercio Legnano e rilasciato dalla Fondazione Capac – Politecnico del Commercio e del Turismo di Milano, che permette alla Paganini l’erogazione di corsi certificati da Regione Lombardia e riconosciuti in Italia e in tutta Europa. «Questo importante traguardo e riconoscimento rappresenta per la scuola di musica Paganini la naturale evoluzione di una storia iniziata oltre venti anni fa che vede oggi una struttura con più di 1.100 allievi e la collaborazione di oltre 35 docenti. Nelle otto sedi della scuola vengono proposti corsi per qualunque tipo di strumento, per ogni età, genere e livello, per chi vive la musica come attività amatoriale ma anche per chi ha ambizioni più grandi», premette il direttore della scuola, Fabio Poretti. Ed è proprio a chi punta più in alto che i nuovi corsi professionali si rivolgono. «Grazie alla prestigiosa collaborazione, nata l’anno scorso, con Capac, saremo in grado di proporre dal prossimo settembre corsi di musica certificati e legalmente riconosciuti dalla Regione», prosegue Poretti. «Il riconoscimento è legato alla strutturazione dei programmi, all’organizzazione della scuola, alla conformazione delle sedi, alla professionalità del corpo docente e alla qualità delle attrezzature: tutti fattori che rispondono agli elevati standard previsti per poter erogare questo genere di percorsi di formazione».

Undici i corsi che saranno attivi da settembre: ai dieci riservati a uno strumento – chitarra classica, chitarra elettrica, pianoforte classico, pianoforte moderno, tastiera, sassofono, basso elettrico, violino, batteria – si aggiunge quello dedicato al canto. Per l’accesso è previsto un esame di ammissione al fine di valutare il livello di preparazione del candidato. «I programmi sono stati strutturati al fine di permettere agli alunni di raggiungere un livello di eccellenza tale da per potersi poi avvicinare al mondo del lavoro in ambito musicale adeguatamente preparati. Al termine del percorso formativo, Regione Lombardia rilascerà un diploma che avrà valore in Italia e in tutta l’Unione Europea», sottolinea Poretti. Non solo. «Gli studenti più meritevoli e interessati avranno fin da subito la possibilità di potersi cimentare nella pratica dell’insegnamento già nella scuola Paganini, attraverso un percorso formativo post diploma strutturato ad hoc per permettere di acquisire e sviluppare competenze specifiche in questo ambito».

La scuola di musica Paganini è il primo e unico istituto di Legnano e Legnanese a offrire questa opportunità formativa.

«È nei momenti di difficoltà, come quello che stiamo attraversando, che si vede la capacità di reagire e reinventarsi – commenta l’assessora all’Istruzione di Legnano, Ilaria Maffei -. Puntare sulla formazione dei giovani, come sta facendo la scuola Paganini, rappresenta il migliore investimento per pianificare il futuro. Un’iniziativa che non è sola nel panorama cittadino, visto il lavoro che come amministrazione, con altri attori del territorio, stiamo portando avanti per facilitare la nascita di Istituti Tecnici Superiori, ovvero corsi post diploma in grado di formare profili tecnici altamente qualificati per rispondere alle esigenze delle imprese del territorio. L’obiettivo è preparare i nostri giovani alle sfide sempre più impegnative poste dal mondo del lavoro».


«Siamo orgogliosi di essere al fianco della scuola Paganini nel promuovere la cultura, e nello specifico, la musica come elemento di crescita per il nostro territorio», osserva il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «Questa ulteriore certificazione è un tassello importante che arricchisce l’offerta professionale per i giovani che vogliono fare della loro passione per la musica anche il loro lavoro. È un segnale di speranza con il quale rinnoviamo la collaborazione con la scuola per essere sempre più vicini al territorio».


«Fondazione Capac è un’eccellenza nella formazione professionale in Lombardia da 60 anni. Oggi rappresenta una realtà fortemente consolidata per l’educazione dei giovani e l’addestramento professionale degli adulti, con 4 sedi, 300 collaboratori, più di 2.000 persone all’anno che si rivolgono a noi per imparare un mestiere e trovare un ponte con il mondo del lavoro», ricorda il direttore del Capac, Gabriele Cartasegna. «Come ente formativo di riferimento del Sistema Confcommercio lombardo, Capac può contare su un network di oltre 500 aziende partner che condividono la nostra mission di coltivare talenti e competenze anche seguendo le innovazioni dell’economia e le trasformazioni del mercato del lavoro. I settori in cui Capac opera sono food & beverage, turismo e ospitalità, meccanica e automotive, real estate, distribuzione, trasporti e logistica, servizi alla persona, cultura e spettacolo. Da oggi si aggiunge una nuova area di lavoro, quella della musica, grazie alla collaborazione con un partner di prestigio del settore quale Scuola di Musica Niccolò Paganini. La sinergia tra la profonda conoscenza del mondo musicale di Scuole Paganini e il forte orientamento al lavoro che è nel dna di Capac, ha proprio l’obiettivo di fornire – ai tanti giovani di talento che vogliono intraprendere un percorso da musicisti o cantanti – non solo competenze elevate ma anche certificate legalmente, e quindi spendibili in ogni ambito professionale a livello europeo».


Aggiunge Paolo Ferrè, presidente di Confcommercio Legnano: «Confcommercio Legnano ha sempre creduto nella formazione come strumento di qualificazione e come elemento propulsore dell’economia. Per questa ragione ha da subito creduto in questa sinergia nata tra la Fondazione Capac e la scuola di Musica Niccolò Paganini. La collaborazione tra queste due eccellenze arricchisce il territorio con una novità sul piano formativo musicale. La possibilità di ottenere un attestato spendibile a livello nazionale ed europeo rappresenta un punto di partenza per il nostro sistema con la certezza che sarà l’inizio di una partnership duratura. Il nostro territorio da oggi può contare anche sulla fondazione Capac per qualificare i cittadini dell’Alto Milanese».

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Euro2020, al via il monitoraggio sulla pubblicità del gioco online

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Con l’avvio di Uefa Euro 2020, in cui l’Italia dei record ben si sta dimenando, si sono avviati anche i monitoraggi in tema betting. Non solo la regolarità delle partite sotto monitoraggio, ma anche le relative scommesse e pubblicità ruotanti attorno al gioco online. Al punto che l’EGBA, l’European Gaming and Betting Association, organo numero uno del gioco online europeo, si è espressa a rappresentanza dei maggiori operatori di giochi e scommesse online sul territorio europeo.

Come riferito dai gambling analyst di Bonus Mania, i vertici EGBA hanno manifestato il loro impegno in prima linea per operare una pubblicità responsabile. In pieno rispetto del codice di condotta online.

Il codice stesso verrà monitorato, nel corso dell’Europeo, da un organismo indipendente. Il monitoraggio sarà condotto dall’EGBA stessa. Affiancata dalla Nielsen, società che si occupa di analisi, deputata al controllo del materiale pubblicitario dei membri EGBA su tutti i media di informazione digitale e non in ben quattro paesi dell’UE: sono Grecia, Romania, Svezia e Irlanda. L’EGBA riceverà un’analisi con tutti i risultati del monitoraggio, cosa che permetterà all’EASA di avanzare raccomandazioni specifiche.

Il segretario dell’EGBA, Maarten Haijer, ha sottolineato ancora una volta l’impegno dei membri dell’organo per una pubblicità responsabile, in maggiore misura nel corso di eventi importanti.

Il codice di condotta sulla pubblicità responsabile è pensato in questo caso. “Il monitoraggio del codice da parte di terzi sosterrà la conformità e la fiducia stessa nel codice” – ha dichiarato in un recente comunicato. Tema scottante, quello pubblicitario, nel settore del gioco. Le responsabilità da assumersi sono troppe. Le autorità del gioco in Europa, dal loro punto di vista, dovranno riconoscere gli sforzi di EGBA per migliorare gli standard pubblicitari responsabili.

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Smantellato cartello della droga: arrestate 15 persone tra Roma, Milano e Viterbo

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ROMA – Dalle prime luci dell’alba, nelle province di Roma, Milano e Viterbo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma unitamente ai Comandi Arma territorialmente competenti, hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 15 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità, cessione e detenzione ai fini di spaccio.

Il provvedimento restrittivo si basa sulle risultanze acquisite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di “Via in Selci” nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “SANTIAGO”, condotta mediante complesse attività tecniche e di riscontro sul campo negli anni 2018 e 2019.

Le indagini prendono il via da una nota informativa delle Direzione Centrale dei Servizi Antidroga relativa all’arresto, operato in Cile dalla locale polizia, nei confronti di una donna poco più che ventenne del posto, la quale era stata bloccata mentre stava trasportando circa 10 kg di sostanza del tipo cocaina che, da accertamenti esperiti, sarebbe dovuta giungere a Roma mediante l’utilizzo del vettore aereo.

Dai successivi approfondimenti investigativi eseguiti dai Carabinieri è stato individuato il destinatario del carico di narcotico, identificato in un soggetto di nazionalità cilena dimorante nella Capitale, considerato uno dei referenti del sodalizio criminale attivo nello specifico settore.

Le complesse investigazioni hanno consentito, dunque, di delineare l’esistenza di una strutturata associazione operante tra più Stati e composta principalmente da soggetti sudamericani che, da quanto ricostruito, gestivano i contatti con fornitori esteri del Perù attraverso utenze telefoniche intestate a soggetti fittizi, ovvero intrattenevano rapporti con acquirenti in territorio italiano, ai quali facevano pervenire le partite di droga ordinate tramite l’uso di corrieri.

I soggetti incaricati del delicato e rischioso compito del trasporto del narcotico, perlopiù di sesso femminile, occultavano la sostanza in bottiglie di bevande e di prodotti fito-terapici, oppure all’interno di ovuli ingeriti prima di salire a bordo di aerei di linea delle tratte Santiago del Cile – Lima – Roma.

Tra i destinatari delle partite di stupefacente importate dal gruppo di sudamericani, emerge anche la figura di un italiano residente in provincia di Crotone, il quale nel mese di marzo dell’anno 2019, avrebbe dovuto ricevere a domicilio il campione di una fornitura di stupefacente al fine di testarne le qualità.

Uno dei promotori dell’attività di narcotraffico si identifica in YBANEZ NINAMANGO classe 1995, il quale si occupava di reperire lo stupefacente in Perù per poi affidarlo, per il trasporto, a soggetti reperiti in Sudamerica che giungevano nella Capitale.

Nell’ambito delle investigazioni è stato accertato il pieno coinvolgimento di diverse donne sudamericane, le quali collaboravano con i vertici dell’organizzazione criminale nelle seguenti attività:

  • preparazione della documentazione amministrativa di soggiorno o per motivi di turismo, necessaria ai corrieri per entrare in Italia e superare i controlli alla frontiera;
  • individuazione nella città di Roma delle strutture ricettive presso le quali accogliere i corrieri per consentirgli l’espulsione degli ovuli di stupefacenti;
  • vendita al dettaglio delle partite di cocaina che giungevano in territorio nazionale;
  • custodia del denaro provento dell’attività illecita che, in parte, inviavano nel loro paese di origine attraverso operazioni di money transfer.

Le cessioni al dettaglio, da parte di alcuni sodali, venivano effettuate nei quartieri “Alessandrino” e “Centocelle” di Roma e si svolgevano mediante conferma telefonica, durante le cui conversazioni si utilizzavano espressioni criptiche (la sostanza, ad esempio, veniva indicata con la parola “panino”).

Le prolungate e meticolose attività di riscontro dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno consentito di:

  • arrestare in flagranza di reato 11 persone per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti;
  • sequestrare complessivamente kg. 12,600 di sostanza del tipo cocaina.

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DDL Zan, il Vaticano avverte: “l’Italia viola il Concordato”

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Il Vaticano si schiera contro il ddl Zan. E lo fa nel modo più clamoroso. Ovvero attraverso una nota ufficiale della Segreteria di Stato in cui sostiene che la proposta contro l’omotransfobia che si trova all’esame in commissione Giustizia al Senato violerebbe in alcuni contenuti l’accordo di revisione del Concordato tra Stato e Chiesa. E si tratta di un atto senza precedenti perché mai, finora, il Vaticano era intervenuto per contestare una legge ancora da approvare esercitando le facoltà previste dai Patti Lateranensi.

A comunicare la nota all’ambasciata italiana presso la Santa Sede è stato Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati della Segreteria, di fatto il “ministro degli esteri” di Papa Francesco. Tecnicamente si tratta di una “nota verbale”, ovvero di una comunicazione formale non firmata. E nel testo si sostiene che «Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato».

Si tratta dei commi che si trovano nell’Accordo di Villa Madama del 1984, firmato da Bettino Craxi e dal cardinale Agostino Casaroli. E che assicurano alla Chiesa «libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto, di esercizio del magistero e del ministero episcopale» ( comma 1). Mentre garantiscono «ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» (comma 2).

Secondo il Vaticano il Ddl Zan viola la libertà di organizzazione perché non esenta le scuole private dall’organizzare attività in occasione della Giornata nazionale contro l’omofobia, che viene istituita con la legge. E, più in generale, minerebbe la libertà di pensiero dei cattolici. La nota è stata consegnata al gabinetto del ministro degli Esteri Luigi Di Maio lo scorso 17 giugno. Ma, secondo il quotidiano, non è stata ancora portata all’attenzione del presidente del Consiglio Mario Draghi e del Parlamento.

In teoria, le regole prevedono che di fronte a una presunta violazione del Concordato e a un problema che riguarda la sua corretta applicazione si attivi la “commissione paritetica” – disciplinata dall’articolo 14 – che è deputata a ricercare un’”amichevole soluzione”. Ma la Conferenza Episcopale Italiana si era già fatta sentire contro la legge. Una volta nel giugno 2020, quando aveva sostenuto che «Esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio». E la seconda volta con una nota del presidente Gualtieri Bassetti: « Una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza».

Approvato dalla Camera il 4 novembre 2020, il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia si intitola «Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità». Prende il nome da relatore, il Dem Alessandro Zan. Il testo prevede la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6.000 euro nei confronti di chi commette o istiga ad atti di discriminazione. E prevede anche il carcere da 6 mesi a 4 anni nei confronti di chi istiga o commette violenza, o per chi partecipa a organizzazioni che incitano a discriminazione o violenza.

Il testo, che si compone di 10 articoli, prevede l’estensione dei cosiddetti reati d’odio per discriminazione razziale, etnica o religiosa a chi compia discriminazioni verso omosessuali, donne, disabili. E porta quattro modifiche nella normativa già esistente: la prima (articoli 2 e 3) riguarda l’aggiunta dei reati di discriminazione basati «sul sesso, genere, orientamento sessuale o identità di genere o disabilità» all’articolo 604-bis e 604-ter del codice penale. La seconda (articolo 6) tocca l’articolo 90-quater del codice di procedura penale: viene definita la «condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa» (ora c’è solo la specifica relativa all’odio razziale). La terza (articolo 8) riguarda il dl 215/2003 sulla parità del trattamento degli individui indipendentemente dal colore o dalla provenienza etnica. La quarta (articolo 5) riguarda la legge Mancino.

Gaylib: “Intervento vaticano in punta di politica più che di diritto. Il premier Mario Draghi tuteli la laicità delle nostre istituzioni”            

Priori e Maggioni: “Tutto è modificabile. Anche il Concordato. È scritto nella nostra Costituzione”

“In una fase di dibattito parlamentare tutto è modificabile. Tanto il ddl Zan quanto, come dice la Costituzione all’articolo 7, il Concordato tra Italia e Vaticano. Ci auguriamo che in primis la nostra diplomazia, quindi il presidente del Consiglio Draghi rifiutino questi metodi surrettizi che la gerarchia vaticana sta utilizzando per entrare nel dibattito politico, sociale e culturale italiano, riportando la dialettica sul ddl Zan al campo che le compete: il Parlamento sovrano e laico della nostra nazionale”.
Così in una nota il segretario nazionale di GayLib, Daniele Priori interviene sull’impugnazione del ddl Zan da parte dello Stato Vaticano.

“È vero – aggiunge il presidente di GayLib, Luca Maggioni – siamo in un regime concordatario, tuttavia di fronte a un intervento tanto massiccio e a favore di media, che sembra più in punta di politica che in punta di diritto da parte della gerarchia vaticana, sarebbe opportuno anzitutto che, addirittura al di là e prima di entrare nel merito della questione, si torni a ribadire la piena laicità dello Stato italiano e delle sue istituzioni”. “Come associazione per la tutela dei diritti delle persone lgbt- conclude la nota di GayLib – continueremo la nostra battaglia culturale, sociale e politica contro ogni forma di discriminazione omotransfobica a ogni livello, necessaria anche nelle scuole di ogni ordine e grado, tenendo soprattutto conto del fatto che le notizie di aggressioni e fatti di bullismo a sfondo palesemente omofobico continuano a susseguirsi quotidianamente in tutta la penisola, coinvolgendo purtroppo nel ruolo di vittime e aggressori anche giovanissimi, poco più che bambini, si veda il recente fatto del 12enne bullizzato a Roma da suoi coetanei con gravi offese a sfondo omofobico o il grave
pestaggio avvenuta a Torre Annunziata, di cui si ha notizia in queste ore, ai danni di un ragazzo
gay aggredito da un branco di sette persone”. “Ci piacerebbe – conclude la nota di GayLib – che la Chiesa esprimesse maggiore pietà e accoglienza per queste vittime, evitando ingerenze a gamba tesa nel dibattito democratico e nel percorso parlamentare delle proposte di legge italiane”.

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