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Esteri

LIBIA, BENGASI: KAMIKAZE UCCIDE 6 PERSONE

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Nel giorno della visita dell'inviato Onu Bernardino Leon, un attentatore si fa esplodere contro alcuni soldati dell'esercito libico. L'Isis avrebbe rivendicato l'attacco su Twitter

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di Maurizio Costa

Bengasi – Un kamikaze si è fatto esplodere nel centro di Bengasi, uccidendo 6 persone e ferendone 12. L'attentatore ha provocato l'esplosione di un'automobile dopo essersi avvicinato ad un gruppo di soldati libici. A riferirlo è una fonte libica, che ha riportato una nota delle Forze Speciali dello stato nordafricano.

Secondo alcune indiscrezioni, l'autoproclamato califfato islamico dell'Isis avrebbe rivendicato l'azione terroristica di Bengasi su Twitter.

L'attentato avviene proprio nel giorno in cui Bernardino Leon, l'inviato dell'Onu per la Libia, visita Tobruk per cercare di risolvere la crisi libica. Nel paese, infatti, ci sono due governi: uno stanziato a Tobruk e riconosciuto dalle autorità internazionali, e l'altro a Tripoli. Quest'ultimo è appoggiato da una coalizione filo-islamica che, dopo un colpo di stato, ha creato un governo parallelo a quello ufficiale di al-Thani.

Leon è stato accolto da grandi manifestazioni che si sono svolte a Tobruk, perché alcuni libici non vedono di buon occhio l'intromissione dell'Onu nelle vicende statali. L'inviato del Palazzo di Vetro, a margine dell'incontro con alcuni rappresentanti libici, ha dichiarato che c'è bisogno di "un governo di unità guidato da un presidente e un Consiglio presidenziale composto da personalità indipendenti, non appartenente ad alcun partito o affiliate ad alcun gruppo e che siano accettabili per tutte le parti e tutti i libici".

Intanto, continuano gli attacchi su Tripoli comandati del capo di Stato maggiore del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, che sta cercando di far tornare il governo ufficiale di al-Thani nella propria sede governativa.
 

Cronaca

Napoli, attacchi terroristici in Francia e Belgio: sgominata organizzazione che produceva documenti falsi

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Sono scattate dopo gli attacchi terroristici in Francia e in Belgio (tra 2015 e 2016) le indagini che hanno consentito di individuare e sgominare l’organizzazione criminale che, a Napoli, favoriva l’immigrazione clandestina, producendo documenti falsi per ottenere i permessi di soggiorno per l’Italia e, quindi, anche per gli altri Paesi dell’area Schengen. L’inchiesta ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari.

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Esteri

India, coronavirus: 400 mila nuovi casi nelle ultime 24 ore

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L’India ha riportato oggi oltre 400.000 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, un record mondiale. Lo ha reso noto il Ministero della Salute indiano.

Sono stati segnalati 401.993 nuovi contagi da coronavirus in un giorno, portando il totale nel Paese asiatico a oltre 19,1 milioni. Il numero di morti nelle ultime 24 ore è stato di 3.523, per un totale di 211.853 da inizio pandemia. 

L’India, alle prese con una drammatica ondata di coronavirus, ha deciso di prolungare di un’altra settimana il lockdown a New Delhi. Lo ha annunciato il primo ministro dello Stato della capitale.

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Cronaca

Anni di piombo, si costituisce Luigi Bergamin: aveva ideato l’omicidio del maresciallo Antonio Santoro

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Deve scontare una pena di 16 anni e 11 mesi di reclusione

Luigi Bergamin, uno dei 3 ex terroristi rossi in fuga dopo l’ondata di arresti di ieri mattina in Francia, si è presentato a palazzo di Giustizia di Parigi assieme al suo avvocato per costituirsi.

Luigi Bergamin, ex militante dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo), deve scontare una pena di 16 anni e 11 mesi di reclusione come ideatore dell’omicidio del maresciallo Antonio Santoro, capo degli agenti di polizia penitenziaria ucciso a Udine il 6 giugno 1978 da Cesare Battisti. L’8 aprile per Bergamin sarebbe scattata la prescrizione, ma i termini sono stati interrotti dal magistrato di sorveglianza milanese Gloria Gambitta su richiesta del pm Adriana Blasco, che ha dichiarato Bergamin “delinquente abituale”.

La vicenda giudiziaria di Bergamin e degli altri italiani è stata seguita direttamente in Francia dalla magistrata di collegamento italiana a Parigi, Roberta Collidà, in stretta cooperazione con i colleghi francesi. Oggi la Collidà si trova a Roma per una riunione al ministero di Giustizia, destinata a fare il punto sull’operazione ‘Ombre Rosse’ e i suoi sviluppi nei prossimi giorni.

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