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Cultura e Spettacoli

Location straordinarie per il Pozzuoli Jazz Festival: ecco tutti gli appuntamenti

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POZZUOLI (NA) – Al via la 10°edizione della rassegna musicale itinerante ‘Pozzuoli Jazz Festival dei Campi Flegrei’ organizzata dall’Associazione Jazz and Conversation, la manifestazione come di consueto ha anche quest’anno il Patrocinio morale del Comune di Pozzuoli, del Comune di Monte di Procida, Bacoli e il Comune di Assisi.

Gli appuntamenti con la manifestazione annuale con la musica jazz sono ben 13, e si svolgeranno dal 7 al 28 dicembre e come le scorse edizioni in location davvero straordinarie.

Un ”viaggio” eccezionale per i visitatori-spettatori

Le serate offrono la possibilità di ripercorrere, in parte, sulle orme dei viaggiatori del passato, nel periodo del Grand Tour. I visitatori del Jazz Festival vivranno la stessa emozione negli stessi luoghi che ispirarono Johann Wolfang Von Goethe nel suo libro intitolato “Viaggio in Italia”. I viaggiatori vivranno le stesse emozioni nei luoghi che ispirarono tantissimo i giovani artisti provenienti da qualsiasi parte dell’Europa del settecento e ottocento, emozioni che hanno lasciato a noi contemporanei Gouaches che sono tra le immagini e tra i capolavori tra i più identicativi e struggenti che caratterizzano e descrivono meglio Napoli e dintorni di com’era nel passato.

Pozzuoli Jazz Festival è oramai un Brand ben consolidato

Conosciuto a livello nazionale ed offre agli appassionati di arte e di musica Jazz momenti indimenticabili, è un dialogo tra le varie espressioni artistiche che i partecipanti vivranno, in luoghi magici accompagnati con le note musicali grazie alla bravura di jazzisti eccezionali, infatti negli anni passati la manifestazione ha ospitato grandi artisti del panorama musicale.
L’appuntamento con il Pozzuoli Jazz Festival coinvolge non solo siti archeologici come il Castello Aragonese presso Baia, oppure il Museo Archeologico di Nola, ma bensì anche noti locali della movida dell’area flegrea. Pozzuoli Faber Jazz Festival quest’anno ha anche delle novità, infatti la manifestazione con il Jazz prosegue anche fuori dall’area flegrea e regionale, infatti un appuntamento si svolgerà a Nola nel Museo Storico Archeologico, ed un altro appuntamento bensì nella Regione Umbria, nel Centro Storico di Assisi, nell’incantevole Chiesa Vitale Confraternita San Francesco.

La storia del festival

L’intento della manifestazione che da ben 10° anni riscuote un notevole successo nacque da un’idea di Antimo Civero e Nicodemo Macrì allo storico Bar “Al Blamangieri” di Arco Felice frazione di Pozzuoli, l’idea nacque perché entrambi gli organizzatori furono spinti dalla passione per la musica e per il grande Patrimonio Culturale di tutta l’area flegrea. “La musica è un mezzo, è un’occasione per conoscere ancora di più il nostro territorio e il grande patrimonio di notevole importanza storica e culturale di tutta l’area flegrea”, afferma Civero – “il Festival fin dall’inizio è stato volutamente organizzato nei siti archeologici”- precisa Antimo Civero che porta avanti questo progetto-sfida insieme agli altri collaboratori, prosegue sempre Civero – ”senza soldi pubblici insieme all’Associazione e tantissimi volontari, imprese e sponsor”- Prosegue sempre Civero – ”il mio obbiettivo futuro è di coinvolgere i giovani, perché il Festival è una opportunità di lavoro”.

Gli appuntamenti con Pozzuoli Jazz Festival

7 Dicembre al “Groove” Pozzuoli, Gennaro Porcelli/ Gigi di Rienzo ore 21.30
8 Dicembre Piazza Repubblica Cafè Serapide Pozzuoli, “Non solo Natale concert” con il “Coro dammi il la project” Ore 18.00
13 Dicembre Biblioteca polo culturale di Torre Toledo Pozzuoli, Simona Severini ore 18.00
13 Dicembre Akademia Cucina & More, Lago Lucrino Pozzuoli, Giulio Angrisani – Ergio valente Duo ore 22.00
14 Dicembre Groove Pozzuoli, Enzo Amazio Group ore 21.00
14 Dicembre Terrazza Ventidue, Pozzuoli, Ondanueve ore 21.00
15 Dicembre Castello Aragonese di Baia Bacoli, Carmine Joanna quartetto ore 20.30
16 Dicembre Museo Archeologico di Nola, in collaborazione con jazz lab Nola “Attilio Sepe jazz Quartet” ore 21.00
18 Dicembre Complesso Turistico Averno Damiani Pozzuoli, Jazz and Conversation con Roberta Gambarini e Ivan Dalia, conversazione in musica tra Napoli e New York…lo stesso parallelo ore 20.30
21 Dicembre Tenuta il “IV Miglio” Quarto, Beatrice valente Trio, “Christmas in jazz” ore 21.30
21 Dicembre Groove Pozzuoli, Lello Petrarca Trio ore 21.00
28 Dicembre Assisi Chiesa San Vitale Confraternita San Francesco (Centro Storico), Compagnia di Canto libero “In luce” Suoni e parole nei giorni di festa, Narrazioni Angela Cicala ore 18.00
28 Dicembre Groove Pozzuoli, Pino Aprile Quartet ore 21.30

Giuseppina Ercole

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Napoli, Basilica della Pietrasanta: “Chagall. Sogno d’amore” è l’imperdibile appuntamento con l’artista russo fino al 30 giugno

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NAPOLI – Marc Chagall a Napoli dal 15 febbraio al 30 giugno 2019 con la mostra dal titolo “Chagall. Sogno d’amore”. L’imperdibile appuntamento con l’artista russo nel capoluogo campano è nella straordinaria Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli situata nel pieno centro storico ed offre ai viaggiatori un “viaggio” nel mondo dell’artista attraverso 150 opere tra dipinti, disegni acquerelli, incisioni e un’installazione multimediale.

L’exhibition “è stata allestita in tempi record” come affermano gli organizzatori nel pieno rispetto del luogo, la chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta fu la prima chiesa della citta di Napoli dedicata alla Vergine, i lavori di completamento finirono nel 1678.

La mostra dell’artista russo nato in Bielorussia e poi naturalizzato in Francia si divide in cinque sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: Infanzia e tradizione russa; Sogni e Fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità.
La mostra di Marc Chagall (1887-1985) ripercorre in ordine cronologico la sua lunga vita, i fruitori vivranno un’esperienza in maniera totalitaria dell’universo straordinario dell’artista, ogni opera non mai ha una linea definita di demarcazione tra il reale e l’irreale e risulta difficile discerne, le opere sono dipinte con pennellate dai tratti pesanti, ma anche dai tratti delicati quasi a sfiorare la tela; le sue opere offrono ai visitatori una gioia interiore nonostante tutto il suo vissuto fatto anche di tragedie come l’amore indissolubile per la moglie Bella scomparsa prematuramente nel 1944, il sentimento vero e profondo non finì mai di provare anche dopo la sua morte.

I dipinti “raccontano” le guerre del secolo scorso, la sua passione per il circo come nell’opera “Il gallo viola” perché dava a Chagall l’idea della libertà bohémien di Parigi di quando era bambino e aspettava un anno all’arrivo dei circensi nel suo villaggio, ricordi dell’infanzia, fiabe, poesie, religione, ogni opera è un racconto immaginifico.

Marc Chagall ha un rapporto profondo con spiritualità in sintonia con la Basilica della Pietrasanta e la città partenopea perché hanno un vissuto parallelo fatta di vicissitudini di sciagure, ma che hanno avuto sempre la forza di guardare la vita con lo stupore e la meraviglia. Il percorso espositivo offre l’installazione video con la “Dream Room” che dà al viaggiatore un’immersione totale dei dipinti e del mondo di Chagall, un’esperienza multimediale al passo con tempi.

La mostra “Chagall. Sogno d’amore”, realizzata con il contributo di “Fondazione Cultura e Arte” organizzata e prodotta dal “Gruppo Arthemisia”, dopo il successo conseguito a Napoli con la mostra di Escher al Pan Palazzo delle Arti di Napoli è risultata “la mostra più visitata dell’anno” come conferma l’Assessore alla Cultura e al Turismo di Napoli Nino Daniele durante la conferenza stampa.

La mostra vede come partner istituzionale il Museo archeologico Nazionale di Napoli, si avvale del patrocinio della Regione Campania, il Comune di Napoli con L’Assessorato alla Cultura e al Turismo, l’Arcidiocesi di Napoli, e in sintonia con la sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale , Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia, della Rettoria della Basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta e dell’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONULUS.

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Lake Jazz Orchestra, arriva il 4 cd: alla casa del jazz il concerto di presentazione di “Strike up the band”

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“Strike up the band” questo il titolo dell’ultimo cd della Lake Jazz Orchestra che sarà presentato con un concerto il prossimo venerdì 22 febbraio 2019 alla casa del jazz con ospite Max Ionata. E’ il quarto cd per la jazz orchestra e sicuramente il più completo e musicalmente di livello, una produzione dedicata ad uno dei più grandi arrangiatori per big band: Sammy Nestico.

La copertina del cd

Lake Jazz orchestra nasce a Bracciano nell’ ottobre 2010 da un idea del M° Luca Rizzo incoraggiata e supportata dall’ assessorato alla cultura del comune di quel periodo. L’organico è quello di una big band tradizionale composta da una sezione di cinque sax, cinque trombe, quattro tromboni, una voce ed una sezione ritmica formata da pianoforte chitarra contrabbasso e batteria. La big band in questi anni è cresciuta molto sia da un punto di vista strettamente musicale che di organico.

Al primo CD “ Mission Impossible” uscito nel 2012 , sono seguiti più di trenta concerti tra i quali: Fortezza Borgia, Auditorium della Conciliazione di Roma, Viva Bracciano, Festival del Cinema, Teatro di Vejano, Marino Jazz Festival e tanti altri.

Nomi illustri hanno collaborato e suonato con la Big band nel corso di questi anni

Sergio Vitale, Enzo De Rosa, Claudio Corvini, Tiziano Ruggeri, Marco Rovinelli, Francesco Lento, Antonio Padovano ed altri. Successivamente la Lake Jazz Orchestra ha realizzato altri due CD: “ So big…” e “ Live at Marcigliana”. L’ultimo lavoro “ Strike up the band” è interamente dedicato agli arrangiamenti di Sammy Nestico, uno dei più grandi arrangiatori per Big band. Un progetto nato due anni e che ha visto come ospite uno dei maggiori solisti italiani: Max Ionata.

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Napoli, il grande ritorno di Canova

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“Canova e l’Antico” al MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 28 marzo al 30 giugno 2019. Il percorso espositivo della mostra-evento sarà allestita nella Sala Meridiana del “tempio” dell’arte classica per la prima volta nel capoluogo campano con 12 grandi marmi e oltre 110 opere, saranno esposti anche modellini in gesso e terracotta, disegni, monocromi e tempere grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi mai viste insieme e ritornano a dialogare tra di loro a distanza di secoli.

“E’ la mostra delle mostra e farà epoca” così ha definito l’evento-espositivo il Direttore del Mann Paolo Giulierini durante la conferenza, l’exibhition farà riscoprire ancor di più Napoli ai viaggiatori, un focus nel mondo classico grazie al dialogo con realtà internazionali tra cui con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e il Getty Museum di Los Angeles, un lavoro tra musei e collaborazioni che rendono ancor di più il MANN e Napoli alla pari con realtà internazionali, il percorso espositivo sarà un viaggio che avrà come epicentro un’immersione nel mondo dello scultore che a distanza di secoli emoziona ancora.

Napoli riaccende i riflettori sul maestro che tanto amò la città partenopea “veramente situata in una delle più amene situazioni del mondo”, la mostra è un ritorno di Canova a Napoli, infatti l’exibhition ripercorre gli stessi passi quando venne nel capoluogo partenopeo nella sua ricerca nel mondo classico.

La fama di Canova ai suoi tempi era notevole in tutto il Bel Paese, infatti venne definito dai suoi contemporanei “nuovo Fidia”, lo scultore veneto scopri le bellezze di Napoli dapprima da giovane viaggiatore desideroso di ammirare le bellezze e le opere della dimora di Partenope, ammirò il “Cristo Velato” della Cappella di Sansevero, gli storici affermano che fu disposto a comprarlo e che avrebbe ceduto dieci anni della sua vita pur di esserne l’autore, egli inoltre ammirò anche la “Pudicizia” realizzata da Antonio Corradino anch’egli veneto, il maestro nel suoi viaggi nella Campania felix ammirò anche le antichità “ercolanesi”e di Paestum.

“Imitare, non copiare gli antichi” per “diventare inimitabili” era il monito di Johann Joachim Winckelmann fra i massimi esponenti teorici del Neoclassicismo che l’artista veneto adottò in tutto il suo percorso artistico, Canova nel corso della sua vita, si rifiutò di realizzare copie di sculture antiche che riteneva lavoro indegno di un artista creatore. Attraverso le sue opere i fruitori potranno cogliere il continuo dialogo tra lo scultore veneto che fu tanto acclamato dai suoi contemporanei con il mondo classico, far rinascere l’Antico nel moderno e di plasmare il Moderno attraverso il filtro dell’Antico.

Per Canova l’Antico bisognava mandarselo in mente, sperimentando nel sangue, sino a farlo diventare naturale come la vita stessa, sapeva cogliere dal mondo antico l’essenza, pur restando un artista innovativo per i suoi tempi. Alla conferenza della mostra “Canova e l’antico” avvenuta l’8 febbraio nella sala Toro Farnese del MANN erano presenti il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, l’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, il Direttore del MANN Paolo giulierini, il Segretario di Ermitage Italia Maurizio Cecconi, il curatore dell’esposizione Giuseppe Pavanello. La mostra ha ottenuto il sostegno della Regione Campania, i patrocini del Comune di Napoli, della Gypsoteca-Museo Antonio Canova di Possagno e del Museo Civico di Bassano del Grappa ed è stata realizzata con la collaborazione di Ermitage Italia.

Giuseppina Ercole

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