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Cronaca

LOMBARDIA MALTEMPO: CHIESTO STATO EMERGENZA, 4 VITTIME E 650 EVACUATI

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Tempo di lettura 3 minuti Criticità nelle Province di Cremona (dove ci sono 200 evacuati in comune di San Daniele Po, area golenale del fiume Po)

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Redazione

Lombardia – Il bilancio dell'ondata di maltempo che ha colpito la Lombardia e' di 4 vittime e 650 evacuati. A comunicarlo e' stato l'assessore lombardo alla Sicurezza e protezione civile, Simona Bordonali, nel corso del suo intervento in Consiglio regionale. "Quattro – ha spiegato – sono purtroppo le vittime del maltempo: una a Ispra causa annegamento lago Maggiore, una a Crema causa annegamento in roggia e due a Laveno Mombello causa frana su abitazione".

  Invece "le persone che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni al 16 novembre sono circa 650, alcune delle quali in fase di rientro". Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni firmera' oggi la richiesta di stato d'emergenza per i danni provocati dal maltempo che si e' abbattuto nei giorni scorsi.
  Ad annunciarlo e' stato l'assessore Simona Bordonali: "Abbiamo passato una settimana di estrema difficolta' – ha detto -.
  Anche per questi eventi la Regione Lombardia chiedera' lo stato di emergenza nazionale, nonostante il governo italiano abbia riconosciuto solo 5,5 milioni di euro rispetto a una stima dei danni di 88 milioni per i fenomeni che si sono verificati tra luglio e agosto sul nostro territorio regionale". Inoltre, Bordonali ha sottolineato che "le stime dei danni sono ancora approssimative ma ammontano gia' a diverse decine di milioni di euro". Secondo l'assessore "i danni probabilmente supereranno quelli degli eventi di quest'estate".
  Le situazioni piu' critiche sono state registrate nelle Province di Cremona (dove ci sono 200 evacuati in comune di San Daniele Po, area golenale del fiume Po), 100 evacuati in provincia di Milano (in gran parte delle comunita' di Parco Lambro) e 100 in provincia di Mantova (nelle aree golenali).
  Bordonali ha detto che "da inizio novembre si sono registrati diversi eventi di pioggia sull'intero territorio regionale". In particolare "i valori piu' alti si sono registrati nell'area del lago Maggiore, con cumulate che hanno raggiunto i 600-700 mm". Sul resto del territorio sono stati registrati: Pianura Occidentale: 200-300 mm; Pianura Orientale: 100-200 mm; Fascia prealpina: 300-400 mm, con picchi oltre 500 mm sulle Prealpi centro-occidentali; Valtellina e Valchiavenna: 200-400 mm.
  Illustrando la situazione del Po, Bordonali ha confermato che "sono state emesse ordinanze da sindaci per la chiusura delle strade golenali e per l'evacuazione delle relative aree in diversi comuni della provincia di Cremona. Circa 290 persone sono state evacuate e allontanati circa 2000 animali". Coldiretti, intanto, fa un primo bilancio dei danni subiti dal settore agricolo in Liguria. Sale ad almeno trenta milioni di euro il conto dei danni nelle campagne liguri con frane e smottamenti, strade poderali cancellate, muretti a secco crollati, terreni allagati, serre distrutte, coltivazioni perdute, dagli ortaggi alle piante aromatiche in vaso, dalle margherite fino al basilico, ma in pericolo ci sono anche pregiati vigneti. Questo e' quanto emerge da una prima stima della Coldiretti che chiede di verificare se esistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamita', sulla base del monitoraggio nei territori piu' colpiti dal maltempo in Liguria dove adesso il pericolo deriva dal persistere dell'acqua sui terreni che mette a serio rischio la tenuta del territorio. Solo nella provincia di Savona, dove l'area piu' colpita e' l'Albenganese, si contano perdite – sottolinea la Coldiretti – per 15-18 milioni di euro con le strutture produttive florovivaistiche finite sott'acqua e milioni di piante in vaso trascinate via ma anche frane, smottamenti, allagamenti di imprese ed abitazioni. Una task force della Coldiretti e' al lavoro per il sostegno alle aziende danneggiate. L'area piu' colpita a La Spezia e' quella di Ortonovo, Castelnuovo Magra e Sarzana con danni soprattutto alle aziende vitivinicole e orticole che – rileva la Coldiretti – sicuramente superano i due milioni di euro ma si registrano anche problemi a infrastrutture, strade, canali che comportano ulteriori disagi alle realta' produttive in loco. Ad Imperia – continua la Coldiretti – si segnalano danni diffusi in tutta la provincia dovuti a frane e smottamenti di strade e vie di comunicazione. Ingenti i danni ai muri di sostegno delle fasce olivicole, con muretti a secco interamente divelti. Sono state registrate infiltrazioni e allagamenti fangosi nelle serre floricole Sanremesi e Ventimigliesi: qui si segnalano anche crolli di pergolati che coprivano coltivazioni di ruscus (simile al pungitopo). Sono marcite intere produzioni floricole, in particolare di ranuncolo e di anemoni.

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Cronaca

Crollo della vela a Scampia, gravi due bambine

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Sono in gravissime condizioni due dei sette bimbi ricoverati all’ospedale Santobono di Napoli dopo il crollo della scorsa notte a Scampia.

Due delle sette piccole pazienti, rispettivamente di 7 e 4 anni, sono in gravissime condizioni per lesioni multiple del cranio e, attualmente, sono ricoverate in rianimazione con prognosi riservata.

Nello specifico, si legge nel bollettino dell’Ospedale Santobono, una bimba è stata sottoposta nella notte ad intervento neurochirurgo per il monitoraggio della pressione intracranica, presenta emorragia subaracnoidea, fratture della teca cranica e versa in condizioni cliniche gravissime, con prognosi riservata. L’altra, ha una frattura infossata cranica e grave edema cerebrale. È stata sottoposta ad intervento di craniectomia decompressa nella notte e impianto di sensore per il monitoraggio della pressione intracranica. Attualmente è emodinamicamente instabile e versa in condizioni cliniche gravissime con prognosi riservata. Altre tre piccole pazienti, rispettivamente di 10, 2 e 9 anni, hanno riportato lesioni ossee importanti e sono attualmente ricoverate in ortopedia. Una per un trauma maxillo facciale con grave frattura infossata della sinfisi mandibolare e con frattura di femore esposta, un’altra con frattura chiusa del terzo distale dell’omero sinistro, l’ultima con frattura dell’omero sinistro scomposta prossimale. Sono state stabilizzate e saranno sottoposte in giornata a intervento chirurgico ortopedico. Le ultime due, rispettivamente di 2 e 4 anni, hanno riportato contusioni multiple con interessamento splenico, trauma cranico non commotivo e contusioni polmonari bilaterali, ricoverate in chirurgia d’urgenza sono state stabilizzate e, al momento, non presentano indicazioni chirurgiche.

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Castelli Romani

Monte Compatri: incidente ad un mezzo di lavoro della società Tekneko, coinvolto un lavoratore

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Per l’ennesima volta la società Tekneko finisce agli onori della cronaca locale.
Dopo il licenziamento dell’operaio del cantiere di Monte Compatri che alla fine di aprile aveva rischiato di morire; dopo il sequestro del cantiere di Via Fontana delle Cannetacce da parte dell’Ispettorato del Lavoro; dopo la morte di un operaio del cantiere di Frascati la serie di situazioni negative all’ordine dell’azienda abruzzese si allunga ancora.
Stavolta, stante la nota diffusa dal sindacato Cobas del Lavoro Privato, si apprende la notizia che ieri, in via Acqua Felice, sempre a Monte Compatri, un mezzo da lavoro della società Tekneko con un operatore alla guida, per cause ancora da accertare, è finito fuori strada.
Durissima la nota del sindacato che si appresta a conoscere con migliore dovizia di particolari le cause che hanno portato all’incidente ma con la ferma convinzione, come dichiarato nella nota stessa, di essere “… estremamente convinti che questi siano gli effetti collaterali della “insicurezza” che, ormai, da troppo tempo, si vive nei cantieri Tekneko di Monte Compatri e che da alcuni mesi come Organizzazione Sindacale denunciamo …”.
Una situazione che preoccupa estremamente il sindacato che, nel proseguo della nota, auspica che “… il nostro collega di Monte Compatri non abbia riportato serie conseguenze in questo sinistro …” augurandogli “… una pronta guarigione …”.
E l’attacco prosegue all’indirizzo dell’amministrazione comunale monticiana guidata da Francesco Ferri con l’ennesimo invito, dapprima, a “vigilare sul rispetto delle norme su salute e sicurezza del lavoro nei servizi oggetto d’appalto” e successivamente ricordandogli di “non può permettersi di rimanere indifferente o, peggio ancora, solidarizzare con l’azienda come ha fatto successivamente all’infortunio dell’operatore ecologico colto da malore in servizio il 24 aprile e poi licenziato il 10 giugno scorso”.
Una battaglia a colpi di comunicati alla quale risponde, ormai da troppo tempo, il silenzio sia dell’azienda Tekneko che dell’amministrazione monticiana.

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Cronaca

Incendio nel Materano, morti due vigili del fuoco, “Volevano salvare una famiglia”

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 “Volevano salvare una famiglia, la cui abitazione era messa in pericolo dalle fiamme.

Ma sono caduti in un dirupo e sono stati avvolti dalle fiamme”.

Sono le parole del sindaco di Nova Siri (Matera), Antonello Mele, riferendosi alla morte di due vigili del fuoco in contrada Cozzuolo.

Secondo quanto si è appreso, entrambi avevano 45 anni ed erano in Matera.

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