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Cronaca

LORIS STIVAL: DIFFICILE LA POSIZIONE DI VERONICA PANARELLO

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Tempo di lettura 4 minuti Il bambino visto dalla testimone non è Loris

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di Chiara Rai

Si complica la situazione di Veronica Panarello la giovane mamma accusata dal Pm Carmelo Petralia e dal Sostituto Procuratore Mario Rota dell'omicidio del suo bambino di otto anni Loris Stival consumatosi lo scorso 29 novembre. Loris è stato trovato morto in un canale di scolo nei pressi della strada del vecchio mulino a Ragusa. Ora quella testimone che asseriva di aver visto un bambino somigliante a Loris poco dopo il suono della campanella non è allo stato dei fatti la possibile chiave di difesa della donna in quanto sarebbe stato identificato un bambino che la mattina del 29 novembre 2014, giorno dell'omicidio del piccolo Loris Stival, sarebbe stato visto a Santa Croce Camerina (Ragusa) da Lorenza Emmolo. La donna sostiene di avere incontrato per strada un bambino "con tratti somatici molto simili a quelli della fotografia" di Loris diffusa dai carabinieri. Il piccolo, con aria spaesata, era ancora in giro per Santa Croce poco dopo l'orario di ingresso a scuola. La donna gli avrebbe chiesto se avesse bisogno di qualcosa e se stesse andando a scuola. "Ci sto andando" le aveva risposto il piccolo. Ed in effetti quel bambino, ora identificato, a scuola ci è andato. Lorenza Emmolo avrebbe già dichiarato in passato di non essere sicura di poterlo riconoscere perche' lo avrebbe visto di sfuggita.

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Bari, vertenza Bosh. Ugl: “Aperto tavolo crisi in Regione”

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Ugl. Vertenza Bosch Bari: ”Apertura tavolo di crisi permanente presso task force Regione Puglia”. Si è svolto oggi l’incontro sulla vertenza Bosch -stabilimento di Bari- convocato dal Presidente della Task Force Regionale per l’Occupazione, Dott. Leo Caroli, che in modalità telematica, ha visto la partecipazione del Direttore Risorse Umane di Bosch Dott. Basile e delle Organizzazioni Sindacali nazionali, territoriali e della RSU. Per la UGL Metalmeccanici hanno partecipato il Segretario Nazionale, Antonio Spera, il Segretario Provinciale di Bari, Samantha Partipilo, ed i Rappresentanti Sindacali aziendali.

L’azienda ha riepilogato i punti salienti del piano industriale 2017- 2022, che Ugl non aveva sottoscritto poiché subentrata con la propria rappresentanza sindacale solo 6 mesi più tardi. Il vecchio piano industriale nel 2017 era partito con un esubero della capacità produttiva di 650 unità e 2 prodotti diesel/automotive (CP1H pompa ad alta pressione e GP pompa a bassa pressione) per poi arrivare oggi, a distanza di 4 anni, a dichiarare un esubero di 700 unità e 9 prodotti anche fuori dal diesel/automotive, nonostante un investimento di 70 milioni di euro e l’uscita incentivata di circa 190 lavoratori. Riconosciamo lo sforzo gestionale ed economico all’azienda, riconosciamo il processo di demonizzazione che ha colpito il diesel in particolare negli ultimi anni, ma come UGL ci chiediamo se non siano state fatte delle analisi troppo leggere e che non avevano tenuto conto dell’implicazione attuale! E come noi riconosciamo gli sforzi fatti dall’azienda, allo stesso modo pretendiamo che anche la Bosch riconosca tutti i sacrifici che i lavoratori dello stabilimento di Bari, ormai già dal 2008, ancora oggi continuano a fare dopo che, con il loro prezioso lavoro e know how, hanno contribuito ad arricchire il business di tutto il Gruppo. Alla Bosch chiediamo e ribadiamo la ferma volontà di proseguire con un serrato avvicendarsi di incontri monotematici per il sito barese in tutti i tavoli istituzionali e di assumersi le responsabilità di scelte che ci vedono affossati in un futuro che, se non ribaltato con prodotti evoluti e volumi produttivi adeguati a salvaguardia dei livelli occupazionali e ad un rilancio dello stabilimento, non ci vedrà passivi ad attendere. Nonostante tutto resteremo sul pezzo su questa vertenza e ci assumeremo tutte le responsabilità, cui non ci siamo mai sottratti, nei confronti del tavolo di crisi e dei lavoratori che rappresentiamo e abbiamo l’obbligo di tutelare e salvaguardare! Anche nel merito del principio di solidarietà tra stabilimenti infragruppo, teniamo a chiarire che non ci accontenteremo degli “avanzi”, ma ci aspettiamo un prodotto di tutto rispetto che possa garantire l’occupabilità di tutti i 1700 lavoratori, sottolineando, tra l’altro, che questo strumento di solidarietà potrà servire soltanto per tamponare un periodo al termine del quale ci attendiamo un progetto industriale di tutto rispetto, ALL’ALTEZZA DEI LAVORATORI DELLA BOSCH DI BARI! In ultimo, ma non per minore importanza, elogiamo la volontà del Presidente Caroli di accompagnare questa vertenza con tavoli permanenti di monitoraggio, coinvolgendo anche i Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro”.

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Stimigliano, detenzione e spaccio di cocaina, hashish e metanfetamine: arrestato un minorenne

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STIMIGLIANO (RI) – Arrestato, in flagranza, un minorenne del luogo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Sospettando che il ragazzo potesse essere coinvolto nell’attività di spaccio, i della locale Stazione hanno eseguito, a casa del giovane, una perquisizione d’iniziativa che ha consentito di rinvenire, occultate nella sua camera, 21 grammi di hashish, già suddivisi in 11 bustine, due dosi di cocaina, 1,88 grammi di metanfetamine, un bilancino di precisione e altro materiale utilizzato per il taglio e il confezionamento degli stupefacenti.

È stata posta sotto sequestro anche la somma di 1.910 euro, in banconote di vario taglio, ritenuta presumibile provento dell’attività di spaccio.

Lo stupefacente sequestrato è stato inviato al R.I.S. di Roma per le analisi finalizzate all’accertamento del principio attivo presente.

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Catanzaro, arrestato ginecologo: è accusato di omicidio colposo

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La Polizia di Stato di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa ex art 291 comma 2 c.p.p, nell’ambito del procedimento nr 89/22 rgnr, dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, per il reato di omicidio colposo nei confronti di un medico ginecologo, già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione da parte dell’Ordine dei Medici di Teramo.L’indagine dei poliziotti della Digos ha preso avvio dall’attività intercettiva svolta sull’utenza del sanitario, nell’ambito di altro procedimento instaurato a suo carico presso la Procura di Catanzaro.L’ipotesi è che il ginecologo non abbia effettuato una corretta diagnosi e non abbia apprestato il necessario trattamento terapeutico su un paziente con gravissime e molteplici patologie pregresse (cardiopatia con acuzie di infarto nel 2007, ipertensione, ipercolerestolemia, diabete, problemi di prostata), poi deceduto per un infarto del miocardio, e lo abbia ‘curato’ con pratiche non riconosciute dalla scienza medica, procrastinando il ricovero ospedaliero ed impedendo l’attivazione di idonee terapie salvavita.Le esigenze cautelari poste alla base del provvedimento coercitivo sono state desunte dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro dalla non occasionalità della condotta del sanitario, che ha sollecitato cure alternative alla medicina ‘ordinaria’, prive di validità scientifica, anche in relazione ad una paziente affetta da covid-19, dando esecuzione ai numerosi proclami antiscientifici diffusi sul suo profilo facebook, con ampio seguito.Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. 

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