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Cronaca

LUCCA: GIALLO DEL CADAVERE SENZA TESTA, GLI INQUIRENTI HANNO UN'IDEA

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Tempo di lettura 3 minuti Il cadavere apparterrebbe ad un uomo di mezza

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di Angelo Barraco
 
Lucca – Non è ancora stato risolto il giallo che riguarda il cadavere senza testa né arti, rinvenuto nel fiume Serchio. L’inchiesta è piena di punti interrogativi e la squadra mobile di Lucca sta cercando di dare risposte alle numerose domande che ruotano attorno a questa vicenda. Chi è il soggetto rinvenuto in una sponda del fiume a San Pietro a Vico? Il 29 febbraio è stata eseguito l’autopsia. Il cadavere apparterrebbe ad un uomo di mezza età, è stato sottoposto ad analisi radiologici per rilevare eventuali ferite cagionate da arma colpi d’arma da fuoco e/o arma da taglio. Tale esame è servito per escludere la pista del delitto, inoltre sono stati effettuati prelievi istologici ed esami del Dna, che accerteranno quanto prima l’identità della vittima. I campioni prelevati verranno analizzati al microscopio. Prima degli accertamenti tecnici, è impossibile fare qualsiasi ipotesi concreta. Si apprende inoltre che il corpo sarebbe rimasto in acqua per un periodo di tempo che va dai 6 ai 18 mesi. Gli inquirenti sospettano che possa trattarsi di un uomo di 59 anni, Enrico Bettini, di Coreglia, scomparso da casa nel novembre del 2014. Hanno contattato la moglie dell’uomo che risiede in Romania e tornerà in Italia quanto prima. Gli inquirenti hanno effettuato nei giorni scorsi dei sopralluoghi a casa di Enrico Bettini, prelevando il Dna per effettuare il confronto con quello prelevato oggi. 
 
Rinvenimento. Un cadavere senza testa, senza arti, in avanzato stato di decomposizione (saponificato), è stato rinvenuto sulle sponde del fiume Serchio, a San Pietro a Vico (Lucca) , all’altezza del Gasauto. Il macabro rinvenimento è avvenuto giovedì 25 febbraio e notare il corpo è stato un operaio in pensione di 60 anni che abita poco distante dal fiume e passeggiava da quelle parti con il suo cane. Il suo cane pochi giorni prima aveva fiutato qualcosa ma il livello dell’acqua era troppo alto e il corpo non si vedeva, l’uomo inizialmente aveva pensato che si potesse trattare di una carcassa di un animale. Quando però le acque si sono ritirate e l’uomo si trovava da quelle parti, ha potuto notare che non era una carcassa di un animale ma un corpo umano coperto da detriti. Sono state avvisate immediatamente le forze dell’ordine, il pm di turno ha incaricato un medico legale per svolgere l’autopsia sul corpo e l’esame del Dna. Al momento non si conoscono i motivi che hanno portato al decesso del soggetto e/o la sua identità, sarà l’autopsia a dare tutte le risposte del caso. Emerge inoltre che il cadavere sarebbe stato rinvenuto privo di alcune parti come la testa e alcuni arti superiori, non è dato sapere se l’assenza di arti sia stata determinata dal processo de compositivo o da altri fattori. Pochissimi gli oggetti trovati addosso al cadavere, una cintura marrone, calzini e brandelli di pantalone scuro. Gli inquirenti stanno studiando tutti i casi di persone scomparse, tra cui il caso di un artigiano di Coreglia che ha fatto perdere le sue tracce nel 2014, lasciando la sua auto nei pressi di Ponte del Diavolo. 
 
Questa morte, tutta da chiarire, ci porta alla mente un’altra morte strana e mai chiarita. Era il 21 gennaio del 1984 e Paolo Riggio e Graziella Benedetti si trovavano all’interno di una 132 a Sant’Alassio (Lucca), proprio vicino al fiume Serchio. La coppia fu investita da proiettili provenienti dal finestrino anteriore destro. Il killer poi ha rovistato nella borsa di Graziella, prelevando il suo borsellino. Furono trovati dei bossoli calibro 22 con la lettera “L” impressa sul fondo. Per anni si è dibattuto tanto sull’attribuzione del delitto al Mostro di Firenze. Malgrado il killer di Lucca abbia usato un’altra arma, ha agito con le stesse modalità del Mostro di Firenze e nello stesso arco temporale. Quattro anni dopo, 1988, una telefonata anonima ha fatto ritrovare agli inquirenti il cadavere senza testa del 57enne Carlo Alberto Bertini. Il corpo non presentava nessuna ferita, nessun segno di colluttazione. La Mercedes si trovava in fondo alla strada dove si appartavano le coppiette e dove, spesso, vi si recavano i tossicodipendenti. Il corpo è stato rinvenuto accanto ad un camion, la testa invece è stata buttata probabilmente nel fiume. L’uomo indossava una giacca, scarpe e giacca. E’ stata una telefonata anonima ad avvisare i poliziotti della presenza di un cadavere. L’uomo non aveva precedenti penali, non aveva nulla a che fare con il mondo della malavita, era un rappresentante di materiali edili. La sua morte è ancora oggi avvolta da una fitta cortina di mistero, un uomo pulito, senza macchie, ucciso barbaramente e brutalmente.

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Cronaca

Roma blindata per la manifestazione pro Palestina: sicurezza al massimo tra divieti e tensioni

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Piantedosi: “Manifestazione illegale, agiremo con equilibrio”.

A Roma è in corso una massiccia operazione di sicurezza in vista della manifestazione pro Palestina, vietata dalla Questura, prevista per oggi. L’obiettivo delle forze dell’ordine è impedire che gruppi violenti, sfidando il divieto, convergano nella zona di Ostiense. Il questore Roberto Massucci ha implementato un piano che prevede controlli nelle stazioni e ai caselli autostradali, mentre piazzale Ostiense sarà circondato da dispositivi di sicurezza a cerchi concentrici.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato che la manifestazione è illegale e che verrà gestita con equilibrio dalle forze di polizia, esprimendo piena fiducia nelle operazioni di controllo: “Non tollereremo che il divieto venga ignorato. Sarà una gestione ferma ma equilibrata per garantire l’ordine pubblico.”

Lo stop al corteo ha diviso profondamente i sostenitori della causa palestinese, con l’Unione Democratica Arabo-Palestinese e i Giovani Palestinesi che intendono comunque scendere in piazza, mentre la Comunità Palestinese ha optato per posticipare l’evento al 12 ottobre. La decisione della Questura ha visto convergere sul tema fazioni opposte della politica italiana, con Potere al Popolo e Forza Nuova che, seppur con motivazioni diverse, hanno preso posizione a favore della mobilitazione. Anche il Movimento 5 Stelle ha criticato il divieto, con il capogruppo alla Camera Francesco Silvestri che ha definito l’azione del governo come un modo per “facilitare lo scontro piuttosto che evitarlo”.

Sul fronte della sicurezza nazionale, le autorità italiane sono impegnate anche nella lotta al terrorismo. Nella giornata di ieri, la Digos ha arrestato un ventiduenne egiziano in Lombardia per apologia di terrorismo: il giovane avrebbe condiviso contenuti inneggianti allo Stato Islamico e progettava un attacco contro una chiesa a Bergamo. A Torino, un tunisino legato all’ISIS è stato espulso dall’Italia.

Mentre l’attenzione resta alta su possibili sviluppi durante la giornata, le autorità monitorano attentamente la situazione, sia a Roma che in altre città come Cagliari, dove sono previsti cortei per protestare contro il ddl Sicurezza e in sostegno del popolo palestinese.

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Castelli Romani

Frascati, scuola Tudisco: sicurezza a rischio, senza palestra e con strutture degradate

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Forza Italia, Lega, Noi Moderati, UdC e Io Amo Frascati interrogano il Comune di Frascati sui fondi per riqualificare la scuola. Le famiglie chiedono interventi urgenti per garantire un ambiente sicuro e attività fisica adeguata agli studenti

La Scuola Primaria Tudisco di Frascati, situata nella località di Cisternole, ospita circa 100 alunni distribuiti su sei classi. Costruita negli anni ’70, l’istituto ha visto nel corso degli anni un solo intervento di ristrutturazione, avvenuto tra il 1997 e il 2000.
Tuttavia, ad oggi, la struttura versa in condizioni che sollevano preoccupazioni, sia in termini di sicurezza che di fruibilità. I problemi principali riguardano lo stato degli infissi, in legno e ormai “ammalorati” al quale si aggiunge l’assenza di una vernice protettiva che possa evitare, per quanto possibile, ulteriori danni.

foto inviate da alcuni genitori degli alunni

La porta d’ingresso, in legno e non complanare, presenta lacune strutturali, non adattandosi correttamente al pavimento con tutte le conseguenze in caso di pioggia.

foto inviate da alcuni genitori degli alunni

Anche il funzionamento delle maniglie e dei meccanismi di apertura delle porte, sia interne che esterne, è inadeguato e richiede interventi urgenti.

foto inviate da alcuni genitori degli alunni

Un’altra criticità è legata all’impianto elettrico, che necessita di una revisione sostanziale così come l’impianto idrico soggetto a continue perdite con bagni che risultano non idonei per i più piccoli, i quali faticano a raggiungere il rubinetto, correndo il rischio di cadere nel tentativo di arrampicarsi.

foto inviate da alcuni genitori degli alunni

L’assenza di una palestra costringe gli studenti a effettuare attività fisica all’aperto, ma solo nelle rare giornate di bel tempo, poiché l’area verde esterna non è adeguatamente attrezzata per questo scopo.

foto inviate da alcuni genitori degli alunni

In risposta a queste problematiche, è stata presentata, in questi giorni, dopo numerose segnalazioni da parte dei genitori degli alunni, un’interrogazione all’amministrazione comunale di Frascati, al fine di conoscere le misure che si intendono adottare per risolvere le criticità strutturali e le tempistiche di intervento.

foto inviate da alcuni genitori degli alunni

Forza Italia, Lega, Noi Moderari, UdC e Io Amo Frascati chiedono “di conoscere, si legge nel testo dell’interrogazione, se esistono dei finanziamenti per la palestra e l’ eventuale stato del finanziamento e come si intende intervenire affinché gli alunni possano svolgere attività motoria”.
La comunità scolastica e le famiglie degli studenti auspicano che le istituzioni si facciano carico di queste necessità e che venga avviato un percorso di riqualificazione della Scuola Tudisco, affinché gli alunni possano crescere e apprendere in un ambiente sano e stimolante.

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Cronaca

Love Story e scandali, Sangiuliano e la Boccia: Una storia di intrighi e presunti favori nel mondo della politica e dello spettacolo

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L’ex ministro della Cultura al centro di una tempesta mediatica: tra chat private e presunti favori a Signorini

La vicenda che coinvolge l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia continua a far discutere, tra rivelazioni, chat private e presunti favori reciproci. Al centro della questione c’è una serie di conversazioni riportate da Il Fatto Quotidiano, che gettano luce su una relazione controversa e su presunti tentativi di proteggere la reputazione pubblica del politico.

Uno degli episodi chiave è una conversazione del 4 agosto 2024 tra Sangiuliano e Boccia. Nella chat, l’ex ministro informa l’imprenditrice di una mail ricevuta da Alfonso Signorini, direttore di Chi, che lo avvisava di alcuni servizi fotografici “non compromettenti” in cui il ministro era ritratto in compagnia della sua assistente. “Mi è arrivata una mail da Signorini, la vuoi leggere?” scrive Sangiuliano a Boccia, facendo riferimento a possibili articoli pronti a insinuare una separazione dalla moglie e una presunta relazione con l’assistente.

Signorini, interpellato dal Fatto Quotidiano, ha confermato di aver inviato la mail a Sangiuliano, spiegando di aver deciso di acquistare il servizio fotografico per evitare che finisse su altre testate, pronte a sfruttare la notizia a scopi sensazionalistici. Tuttavia, una volta scoperto il costo esorbitante di 12mila euro per foto ritenute irrilevanti, il direttore di Chi ha abbandonato l’idea.

Il dialogo tra i due uomini, tuttavia, ha sollevato ulteriori questioni. In uno scambio di messaggi, Sangiuliano ringrazia Signorini per averlo informato, scrivendo: “Sei un amico. Ovviamente è tutto infondato. Io sono con mia moglie e staremo insieme tutta l’estate”. L’ex ministro accenna anche a un “favore grande” che avrebbe fatto a Signorini, ma, quando interrogato dal Fatto Quotidiano su questo punto, ha minimizzato, sostenendo di non ricordare l’episodio specifico. Ha però citato una possibile recensione di un libro sulla Callas che fece scrivere al giornale televisivo quando era direttore del Tg1 o del Tg2.

Signorini, da parte sua, ha risposto in modo secco, ricordando i suoi favori: “Il grosso favore gliel’ho fatto io, quando Sangiuliano aveva scritto il libro su Putin e l’ho intervistato nel mio giornale, dedicandogli quattro pagine”. Il direttore di Chi ha inoltre precisato che la sua carriera come direttore e regista teatrale è iniziata molto prima, e senza alcun intervento di Sangiuliano.

Un altro aspetto controverso riguarda la partecipazione di Signorini come regista di due date della Bohème di Puccini all’Arena di Verona, nel luglio 2024, con una scrittura formale ricevuta nel 2023, durante il mandato di Sangiuliano come ministro. Su questo punto, l’ex ministro ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle decisioni artistiche: “Un ministro non si occupa dei cartelloni delle fondazioni lirico-sinfoniche, quello lo decide il soprintendente”.

La vicenda, tra gossip, scambi di favori e accuse incrociate, si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra Sangiuliano e Boccia, già sfociato in precedenti denunce e in un rapporto turbolento che ha attirato l’attenzione dei media nazionali.

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