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Politica

Luigi Di Maio, la piscina e… il bagno “galeotto” del 2013

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Ancora polemiche sul vicepremier Luigi Di Maio nella vicenda dei presunti abusi edilizi in un terreno di proprietà della sua famiglia a Mariglianella (Napoli) e dell’utilizzo di lavoratori in nero da parte dell’impresa edile del padre Antonio.

In un nuovo video delle Iene il leader del M5s nuota in una piscina che sarebbe una pertinenza abusiva

La piscina sarebbe uno dei quattro fabbricati individuati dal programma tv grazie a un drone nel terreno dell’azienda Di Maio, che non risulterebbero dalle mappe catastali. La casa con piscina, a Mariglianella, viene fatta vedere al ministro e lì, afferma di ricordare Di Maio, ci sarebbe stata una stalla. Ma in una foto del 2013 si vede Di Maio che si fa un bagno – continuano le Iene – in quella stessa piscina con fabbricato abusivo alle sue spalle “in bella evidenza”. Intanto il padre del vicepremier, Antonio Di Maio, difende il figlio con un video su Facebook.

Antonio Di Maio non figura mai come dirigente della sua azienda

Al centro dell’inchiesta del programma televisivo finisce poi un altro aspetto della vicenda: Antonio Di Maio non compare mai dal 2006 nell’assetto proprietario dell’azienda, né come socio né come amministratore, nonostante ne sia proprietario. Dal 2006 al 2013 la proprietaria, affermano le Iene, è la madre del vicepremier Paolina Esposito, che tra il 2006 e il 2013 è anche insegnante, e quindi secondo la legge non poteva essere dipendente pubblico e proprietaria di un’azienda, continua la trasmissione. Poi sono subentrati i figli, tra cui l’attuale vicepremier. Le Iene ipotizzano che l’aver intestato la ditta prima alla moglie e poi a figli sarebbe stato un modo per difendere i beni dell’impresa da Equitalia. Un avvocato interpellato dalla trasmissione afferma che Luigi Di Maio potrebbe incorrere nel reato di elusione fraudolenta.

Di Maio padre: “Luigi non sapeva, non ha colpe”

Intanto Antonio Di Maio ribadisce: suo figlio Luigi non era a conoscenza dei lavoratori impiegati in nero nella sua azienda. In un video pubblicato sulla propria pagina Facebook, Antonio Di Maio legge una lettera in cui spiega: “Sentivo il dovere di scrivere. Mi dispiace per mio figlio Luigi che stanno cercando di attaccare ma, come ho già detto, lui non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla”. Antonio Di Maio chiede “scusa per gli errori commessi, chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato, e chiedo scusa anche agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa”. E poi spiega: “Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero, ma l’ho fatto perché in quel momento non trovavo altre soluzioni a una situazione difficile”. E sulla questione della titolarità dell’azienda, Antonio Di Maio afferma che “non esiste nessuna elusione fraudolenta” ed Equitalia ha iscritto “ipoteca legale su due terreni e un fabbricato di mia proprietà a Mariglianella”. Quella avviata dalla moglie a proprio nome sarebbe “una nuova attività di impresa che ha pagato regolarmente le tasse”, afferma Antonio Di Maio, e non un modo per eludere i debiti con Equitalia. Luigi Di Maio avrà ancora voglia di “andare avanti”, dice ancora il papà nel video su Facebook. “Non potendo attaccare l’onestà, la trasparenza e il coraggio di Luigi, ecco che sono partiti attacchi spropositati contro la sua famiglia pur di screditarlo”.

Pd all’attacco: “Di Maio ancora sbugiardato”

Il Pd è partito subito all’attacco: “Prestanome per far eludere il fisco al padre. Titolare di un’azienda che ha assunto in nero. Quella che per lui era una stalla è invece la casa abusiva con piscina dove faceva il bagno. Ancora una volta Di Maio sbugiardato in diretta televisiva. Ora basta. #DiMaioBugiardo”, scrive su Twitter il deputato del Pd Luciano Nobili. “Bugie, costruzioni abusive, lavoro nero, cartelle esattoriali scomparse, irregolarità nell’intestazione dell’impresa. E Di Maio che ha perso la memoria su tutto. Venga in Parlamento, è sempre più urgente. #dimaiobugiardo”, rincara sempre su Twitter il capogruppo al Senato Andrea Marcucci. Su Facebook, la vicepresidente del Senato ed esponente M5s Paola Taverna interviene sulla polemica e dice di essere “stanca di leggere notizie sui nonni, fratelli, padri e prozii! Mi disgusta il voyeurismo fino alla settima generazione a prescindere da chi sia la vittima”, scrive Taverna.

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Bracciano, si è dimesso l’assessore Giovanni Bentivoglio

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Si è dimesso l’ex sottufficiale della Guardia di Finanza Giovanni Bentivoglio, assessore Lavori Pubblici, Cimitero, Trasporti, Mobilità, Acquedotto e Pubblica Illuminazione del Comune di Bracciano, finito come persona informata sui fatti nell’inchiesta giudiziaria sul caso Vannini, il ragazzo ucciso a Ladispoli.

L’assessore lascia il Comune protocollando una lettera di dimissioni al Sindaco Armando Tondinelli in cui fa presente che anche per problematiche fisiche, non è in grado di garantire serenità nel suo operato presso il Comune.

Un gesto apprezzabile quello di Bentivoglio che in un momento in cui non si sente completamente sereno decide di fare un passo indietro per il bene della collettività.

Le dichiarazioni del sindaco

Tondinelli ha commentato con poche parole: “Apprezzo il gesto di Giovanni Bentivoglio accettando le due dimissioni – ha detto Il Sindaco – e soprattutto mi fa piacere che con questo suo allontanamento abbia deciso di tenere distanti questioni che non riguardano in nessun modo questa amministrazione e che nulla hanno a che fare con l’attività amministrativa e con la compagine di governo. Lo ringrazio per il suo impegno e gli auguro di rimettersi presto”.

Il caso Vannini

Il nome di Bentivoglio è emerso quando è arrivata una nuova svolta nell’indagine sul caso di Marco Vannini alla luce delle rivelazioni del supertestimone Davide Vannicola, amico l’ex comandante della stazione di Ladispoli Roberto Izzo.

Dopo che l’artigiano di Tolfa ha confermato anche nell’interrogatorio in Procura quanto ha detto in un’intervista a “Le Iene”, ovvero che l’ex comandante della stazione di Ladispoli Roberto Izzo gli aveva confidato che ad uccidere il ventenne non era stato Antonio Ciontoli ma suo figlio Federico, la stessa magistratura inquirente ha disposto l’acquisizione del cellulare del sottufficiale dell’Arma. Poco tempo fa, si sono presentati a casa di Roberto Izzo almeno quattro pattuglie dei carabinieri di Roma ed hanno acquisito il suo cellulare.

Probabilmente la Procura vuole verificare attraverso i tabulati telefonici del numero dell’ex comandante, se la notte del 18 maggio di quattro anni fa, Izzo ricevette realmente una sola telefonata da Antonio Ciontoli, all’una e 18 minuti, come hanno sempre sostenuto sia Izzo che lo stesso Ciontoli.

Ma che c’entra Bentivoglio?

L’assessore dimissionario è stato interrogato qualche tempo fa perché Vannicola avrebbe raccontato anche a lui, essendo amici, la stessa confidenza fatta da Izzo. Non è ancora emerso se il sottufficiale delle Fiamme Gialle abbia confermato o meno la versione agli inquirenti.

Dunque fatti molto lontani da quella che è l’attività amministrativa del Comune di Bracciano. Ma il caso Vannini merita la dovuta attenzione e forse più d qualche animo ne è rimasto scosso e toccato.

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Politica

Taglio parlamentari, oggi si vota: Lega e FDI dicono si

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Oggi l’Aula della Camera vota la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari, con un via libera blindato anche dall’accordo sulle riforme raggiunto nella coalizione di governo.

Tra gli impegni presi c’è anche quello di presentare la riforma elettorale entro dicembre

“Il nostro è diventato un sì perché sono state accolte le nostre ragioni. Noi non dicevamo no in maniera strumentale perché non volevamo ridurre il numero dei parlamentari. Altra cosa è dire che questa riforma è perfetta. Io anche se oggi voterò sì, non dirò che questa riforma è perfetta. Bisogna migliorare ulteriormente il contesto. Noi votavamo no perché non c’era un contesto adeguato, perché questo taglio rischiava di non far rappresentare più alcuni territori. Sei regioni per esempio rischiavano di non avere più senatori. Oppure c’era un rapporto molto squilibrato tra le forze politiche”. Lo afferma Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera ai microfoni di radio anch’io su radio uno.

“Fratelli d’Italia voterà oggi a favore del taglio del numero dei parlamentari – dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni -. I nostri voti sono stati decisivi nel corso dell’iter parlamentare e lo rivendichiamo con orgoglio. Diminuire il numero di deputati e senatori è un primo passo per ridurre la distanza tra i cittadini e il palazzo ma non basta assolutamente. Due i passi da compiere: l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e l’abolizione dell’istituto ottocentesco dei senatori a vita. Su queste due riforme, richieste da anni dai cittadini e sostenute da sempre dalla destra, Fratelli d’Italia lancia un appello a tutto il Parlamento e le forze politiche. Basta perdere tempo”.

La Lega voterà a favore. “Ha sempre votato a favore, non è una posizione nuova ma è un posizione anche storica – ha detto a Start, su Sky TG24 l’ex ministro per le disabilità e la famiglia e parlamentare della Lega Alessandra Locatelli -. Certamente qui c’è in ballo altro, probabilmente quello che potrebbe sembrare quasi un ricatto. Cioè uno scambio di favori tra una parte politica del Governo, che è il M5S che desidera portarsi a casa questa misura, e dall’altra parte quella del Pd e delle sinistre che vogliono portare a casa qualcosa di molto più sconcertante per il bene degli italiani e del nostro territorio: Ius soli, Ius culturae e un tentativo di maggiore apertura rispetto all’accoglienza. Se dovesse emergere questo sarebbe veramente un attentato nei confronti degli italiani”.

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Castelli Romani

MoVimento Cinque Stelle: 216 attivisti del Lazio “firmano” il sostegno

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Martedì 24 settembre, ospiti del VII Municipio, si sono liberamente riuniti attivisti, portavoce eletti e sindaci del M5S dei vari territori del Lazio. A
seguito dell’incontro, in 216 hanno sottoscritto una nota congiunta.
“Nello spirito di confronto e condivisione che ha originato il Movimento si è vivacemente discusso delle recenti evoluzioni politiche regionali. A seguito dell’incontro, anche stimolati da tanti titoli giornalistici che danno
prossimo un accordo tra il PD ed il M5S in Regione Lazio, i partecipanti hanno manifestato la volontà di sostenere la posizione da sempre espressa dal gruppo regionale e confermata dalla sua Capogruppo agli attivisti e ai portavoce, di mantenere le promesse elettorali, restando controllori della Giunta Zingaretti, senza intenzione di divenirne spalla. La scelta governativa, necessaria, non è paragonabile alla situazione politica regionale, dove il percorso politico del Partito Democratico non può essere condiviso dal M5S Laziale che, da oltre 7 anni, contrappone una dura opposizione sul territorio e nelle sedi istituzionali. La linea politica del M5S è in netto contrasto con quella condotta fino ad oggi dalla
Giunta Zingaretti, e un eventuale accordo o compromesso politico
vanificherebbe il duro lavoro dei nostri portavoce nei Comuni e aggredirebbe la credibilità e i valori costituenti la spina dorsale del Movimento 5 stelle nella Regione Lazio.

L’assurdo scenario che si prospetterebbe con una possibile alleanza assumerebbe, piuttosto, il sapore di un esclusivo vantaggio elettorale
per il PD, che guarda con interesse strumentale al M5S, per riguadagnare il
terreno elettorale perso nei Comuni. Per tali motivi e con la stessa fermezza con la quale un anno fa chiedemmo che il nostro gruppo regionale entrasse in aula e votasse la sfiducia del Presidente della Regione Nicola Zingaretti, anche oggi esprimiamo il nostro assoluto dissenso a qualsiasi ipotesi di vicinanza, asse o accordo tra il Movimento 5 stelle ed il PD in Regione LAZIO. Riteniamo che il M5S possa continuare a lavorare sui temi, apportando con spirito propositivo e oggettiva valutazione il proprio contributo e sollevando parimenti una dura opposizione di fronte a scelte contrarie agli interessi dei cittadini.

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