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Lutto nel mondo del teatro: morta Piera Degli Esposti

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E’ morta a Roma l’attrice Piera Degli Esposti. Malata da tempo era ricoverata dal 1 giugno all’ospedale Santo Spirito di Roma.

Se ne va poco dopo aver festeggiato i suoi magnifici 83 anni: anima bolognese e talento universale, regina scalza della scena italiana tra teatro, cinema, televisione e letteratura: scalza perché aveva il dono di sembrare sempre a suo agio nei panni più diversi, ma amava la vita come sinonimo di libertà.

Nata a Bologna il 12 marzo del 1938, Piera viene dal teatro d’avanguardia degli anni ’60 e sono maestri come Antonio Calenda, Aldo Trionfo, Giancarlo Cobelli, a consegnarle le chiavi del teatro classico e moderno, tra Shakespeare e Giraudoux, Gombrowicz e D’Annunzio tra lo stabile dell’Aquila e il Teatro dei 101 dove incrocia giovani colleghi come Nando Gazzolo e Gigi Proietti. Quasi in contemporanea il suo vulcanico talento sbarca anche in televisione con l’originale televisivo “Il conte di Montecristo” diretto del 1966 da Edmo Fenoglio con Andrea Giordana che diventa il beniamino del pubblico della Rai.

Un anno dopo è Gianfranco Mingozzi a farla debuttare al cinema con “Trio”, mentre nel ’68 compone insieme a Tino Buazzelli, Wanda Osiris, Fraco Parenti, Mario Pisu, il colorito cast del “Circolo Pickwick che Ugo Gregoretti dirige in sei puntate televisive.

Da allora la carriera di Piera non conoscerà soste, sempre equamente divisa tra la scena e il set, con una sete inesauribile per sfide ogni volta più complesse. La sua preparazione tecnica è fuori discussione, ma è il calore, il piacere dell’improvvisazione, la sensibilità nell’usare la voce con cadenze diverse, compresa la parlata nativa, a fare la differenza. Apparirà in una cinquantina di film, una ventina di sceneggiati, sarà protagonista a teatro per 50 anni buoni e ovunque porterà una freschezza, un sorriso, una professionalità assolutamente unici. La amano i fratelli Taviani (“Sotto il segno dello scorpione”) e Pier Paolo Pasolini (“Medea”), Gianfranco Mingozzi e Lina Wertmuller (tra i suoi più grandi amici e complici), Giuseppe Tornatore (“La sconosciuta”) e Marco Bellocchio (“L’ora di religione” che le valse il primo di tre David di Donatello), fino a Nanni Moretti “Sogni d’oro”) e Paolo Sorrentino (“Il divo”) in cui impersona la mitica e impassibile segretaria di Giulio Andreotti in una delle sue caratterizzazioni più celebri. In tv come non ricordarla nei panni della badessa dei “Promessi sposi” di Salvatore Nocita o in quelli di Clelia in “Tutti pazzi per amore” di Ivan Cotroneo.
Anche a teatro amava l’impossibile che fosse lo “Stabat mater” del 2002 o “Gli asparagi e l’immortalità dell’anima” (dagli aforismi di Achille Campanile) del 2005.

Nel 1997 comincia il suo sodalizio artistico con Dacia Maraini, l’amica di sempre, che la convince a scrivere a quattro mani “Storia di Piera”. L’incontro delle due donne, l’una meticolosa analista dell’anima e l’altra narratrice naturale che attinge al vissuto per trasformarlo in creazione letteraria, produce un autentico evento editoriale. Vi Si racconta anche di un rapporto inusuale fra una madre e una figlia, rapporto carico di sensualità e di complicità, che si evolve e dura negli anni. Si racconta di un’infanzia sonnolenta: una bambina che ha covato i suoi sogni dentro una sartoria, gli abusi degli amici del babbo, e infine la scoperta del teatro come la “casa dei desideri”. Si racconta la storia di una vita. Da libro-scandalo “Storia di Piera” diventa anche soggetto e sceneggiatura, con la complicità di Marco Ferreri che ne fa nel 1983 uno dei suoi film più personali e intensi, ma in cui la mano di Piera Degli Esposti guida e indirizza ogni gesto delle protagoniste Hanna Schygulla e Isabelle Huppert. La vicenda letteraria avrà due seguiti: “Piera e gli assassini” sempre con Dacia Maraini nel 2003 e “L’estate di Piera” (con Giampaolo Simi) appena un anno fa.
    Invece la sua voce pastosa e calda, immediatamente riconoscibile accompagnerà “La lunga vita di Marianna Ucria” (il romanzo più famoso di Maraini) nella bella lettura del 2011. Negli ultimi anni è stata anche apprezzata regista d’opera fin dalla “Lodoletta” di Piero Mascagni e una memorabile “La voce umana” di Francis Poulenc.

Piera degli Esposti amava i giovani e per loro si è spesa fino all’ultimo istante. Fosse Riccardo Milani che ha “scoperto” tra “Una grande famiglia” e “Benvenuto Presidente” o Alessandro Aronadio (“Orecchie”) o Sebastiano Mauri e Filippo Timi che accompagnava nel 2017 al successo di “Favola”, nessun progetto fuori dalle righe la spaventava, anzi la stimolava a dare una diversa immagine di sé. Ma il fondo della sua vena artistica rimaneva sempre collegato a quel teatro che l’aveva formata: nel contatto diretto con il pubblico, nell’emozione della recita a soggetto, nella creazione rigorosa che sfocia nell’improvvisazione ritrovava ogni volta un gusto quasi infantile della messa in scena della vita come gran teatro dei giochi. Le piaceva ridere, stare in compagnia, difendere con forza le sue idee ed era sempre curiosa delle idee altrui. Ha molto amato, Piera, spesso uomini più giovani di cui la incantava la sete di vita, e mai si è sposata. Di sé diceva: “Più che un’attrice sono una grande costruttrice di immagini: potrei mitizzare anche il primo gelataio che incontro per strada”. Adesso ci manca la sua risata argentina, la sua passione per la politica e l’arte, la sua voglia di conoscere e di raccontarsi senza pudore. Ci manca la “regina scalza”. 

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Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

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Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

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Sanremo, massacrano di botte il titolare di un bar per futili motivi

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Arrestate e trasferite in carcere 3 persone

SANREMO (IM) – In manette 3 persone per aver provocato lesioni personali gravissime al titolare di un bar del centro cittadino di Sanremo.

Nella notte del primo settembre, tramite il Numero Unico di Emergenza 112, arrivava una richiesta di intervento, in quanto il titolare di un bar situato in Piazza Borea D’Olmo era stato aggredito brutalmente da tre avventori per futili motivi.

I poliziotti giungevano nel giro di pochi minuti sul posto e notavano tre persone visibilmente alterate, probabilmente dall’assunzione di alcol, ed il titolare del bar dolorante, che perdeva sostanza ematica dall’occhio sinistro.

Quest’ultimo riusciva a dire agli agenti, poco prima di essere trasportato in ospedale, di essere stato aggredito dai clienti presenti sul posto, solo per aver chiesto loro di fare attenzione ai bicchieri durante la consumazione, in quanto poco prima ne avevano rotto uno facendolo cadere a terra.

I poliziotti apprendevano quanto accaduto e procedevano alla compiuta identificazione degli avventori del bar, acquisendo ogni notizia utile alla ricostruzione dei fatti.

Gli agenti del Commissariato di Sanremo avviavano una tempestiva indagine, ricostruendo immediatamente la dinamica dei fatti, grazie anche al prezioso aiuto delle telecamere di videosorveglianza che riprendevano in modo chiaro la violenta aggressione al titolare del bar, il quale in più modi aveva cercato di difendersi, ma quasi inerme veniva colpito a diverse riprese dai tre individui identificati poi dalla volante. 

Dalle immagini in visione si notava come lo stesso veniva  picchiato con violenti colpi sferrati dai tre, in diversi momenti ed in diversi punti del bar, danneggiando anche oggetti del locale stesso.

L’uomo riferiva anche di aver atteso a contattare i soccorsi, in quanto i tre uomini continuavano a rivolgergli minacce di morte nel caso in cui avesse chiamato la Polizia.

Sul posto giungevano immediatamente i poliziotti e l’ambulanza, che immediatamente trasportava in ospedale il titolare del bar, che veniva sottoposto ad un intervento chirurgico per eviscerazione dell’occhio sinistro.

Nel giro di poche ore ed appurato che il grave episodio di violenza aveva comportato alla vittima un danno irreversibile all’occhio, gli operatori ricostruivano il grave quadro indiziario a carico dei tre uomini che hanno reagito  in modo violentissimo ad un semplice rimprovero per un bicchiere rotto.

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Bracciano, elezioni. Colpo di scena il Consiglio di Stato riammette i 5 Stelle

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BRACCIANO (RM) – Il candidato a Sindaco del M5s Renato Cozzella che era stato escluso dalla tornata elettorale, decisione confermata dal primo grado della giustizia amministrativa alla quale aveva fatto ricorso, è stato ora riammesso dal Consiglio di Stato.

I candidati a Sindaco alla chiamata elettorale del 3 e 4 ottobre sono ora cinque.

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