Connect with us

Primo piano

M5S: massima trasparenza nei confronti dei cittadini, ma con le firme degli altri

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 9 minuti Abbiamo parlato della vicenda con Giovanni Cicchitelli, Avvocato e Criminologo che ci ha dato un punto giuridico in merito alla sopracitata vicenda.

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 9 minuti
image_pdfimage_print
di Angelo Barraco
 
Roma “Il codice di comportamento per i parlamentari del M5S si ispira alla trasparenza nei confronti dei cittadini”, è la frase di apertura del codice di comportamento del Movimento Cinque Stelle riportata con orgoglio anche sul sito di Beppe Grillo. Una frase che apre le danze ad un codice etico-comportamentale rigido, che punta prima di tutto alla massima trasparenza nei confronti dei cittadini, attraverso la divulgazione di tutte le informazioni mediante il sito del Movimento stesso e l’applicazione di un sistema comportamentale da parte dei Parlamentari, pena l’espulsione. Un programma che impone ai parlamentari delle rinunce ai fini di ostentare una qualsivoglia posizione che sia al pari con gli altri membri del gruppo, evidenziando sempre di più il concetto di unità, uguaglianza e trasparenza come ratio legis del movimento. Tale concetto di trasparenza sembra venir meno a seguito di un servizio giornalistico della trasmissione “Le Iene” in cui sembra proprio che il rispetto delle regole sia un optional. Ma partiamo dal principio, il Movimento Cinque Stelle ha conquistato la “Roma divina urbe” con la Sindaca Virginia Raggi , Torino con Chiara Appendino e adesso vuole conquistare Palermo dove tra un anno si terranno le elezioni comunali e dove si è tenuta recentemente “Italia 5 Stelle”, una manifestazione in cui hanno partecipato i più importanti esponenti del Movimento compreso il loro “leader” Beppe Grillo che dal palco ha urlato a gran voce “Si, sono rientrato!”. Proprio in merito alle elezioni e Palermo, la trasmissione “Le Iene” ha ricevuto una segnalazione anonima con relativi documenti inediti dove sono riportate presunte irregolarità relative alle scorse elezioni del Sindaco di Palermo, da parte del Movimento Cinque Stelle. L’anonimo inoltre, nella segnalazione, riferisce di aver fatto recapitare la medesima documentazione anche alla Procura di Palermo e al Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio. Tali irregolarità riguardano la raccolta di firme a sostegno della liste del Movimento Cinque Stelle nel 2012, ovvero il numero di firme dei cittadini che il partito deve raccogliere per potersi presentare alle elezioni, le firme devono essere autenticate da un pubblico ufficiale e se non viene raccolto un determinato numero di firme valide e autenticate non è possibile candidarsi. Su questa vicenda ha indagato la Digos nel 2013, ascoltando alcune persone informate sui fatti, tra cui il Prof. Vincenzo Pintagro, attivista del Movimento Cinque Stelle che all’epoca delle elezioni amministrative era candidato del M5S al Comune. E’ attivista sin dagli albori del Movimento e al microfono di Filippo Roma ha raccontato che nel corso delle ultime elezioni comunali di Palermo, quando il M5S si è presentato per la prima volta con una sua lista, ha scoperto un’irregolarità che il Prof Pintagro descrive così: “Quando si sono raccolte le firme io ho trovato due persone che stavano ricopiando duemila firme e in quella sede, che era la nostra, dissi subito –e fui il solo- ma siete pazzi? Noi stiamo commettendo tutti quanti un reato, un reato penale”. Il giornalista incalza chiedendo se stessero falsificando firme fatte da altre persone e il Prof puntualizza a tal proposito: “stavano ricopiando. Nel momento in cui tu la ricopi e firmi tu non è la stessa cosa di chi ha realmente firmato”. Il Prof Pintagno inoltre spiega che queste persone avrebbero falsificato queste firme per “un errore formale. In pratica si è trattato di questo: uno dei candidati era nato in un luogo ma sul modulo era stato in un’altra località e allora praticamente per paura di essere esclusi hanno fatto questo”. Puntualizza inoltre la circostanza relativa alla sua presenza dinnanzi all’atto della falsificazione, riferendo inoltre di aver visto le persone che avrebbero falsificato le firme che lui avrebbe individuato in una di queste l’autrice del loro de Il Grillo di Palermo. Le attiviste individuate dall’uomo svolgerebbero dei ruoli importanti all’interno delle istituzioni poiché una è parlamentare a Roma e l’altra collaboratrice del M5S all’assemblea regionale siciliana. Il segnalatore anonimo avrebbe inoltre riferito a Le Iene che il prof, nel corso dell’interrogatorio con la Digos, avrebbe fatto il nome di Claudia Mannino e Samanta Busalacchi, possibile candidata a Sindaco  per Palermo. A seguito della denuncia fatta, la reazione del M5S è stata l’assenza di riunione per un anno e mezzo e circa 50 attivisti che si sono allontanati. Le indagini in merito alla vicenda si sono fermate e il procedimento è stato archiviato. Le Iene sono entrate in possesso di documenti che ai tempi delle indagini non erano saltati fuori ovvero dei moduli per la raccolta firme a sostegno dei candidati del Movimento Cinque Stelle per le elezioni comunali a Palermo. Ogni foglio è composto da due pagine, nella prima vi sono le firme e nelle seconda pagina invece c’è la lista dei candidati. Nella pagina delle firme è ben visibile il logo del M5S e poi il seguente schema di coloro che hanno deciso di sostenere la lista dei candidati del M5S: cognome, nome, luogo e data di nascita, comune iscrizione nelle liste elettorali, firma.  Lo spazio riguardante l’autenticazione delle firme è riportato in fondo alla pagina, ma non è riportato ne il timbro ne tantomeno la firma del pubblico ufficiale che dovrebbe autenticare i documenti. Dai documenti emerge quanto dichiarato dal Prof Pintagro in merito alle motivazioni che avrebbero spinto alla modifica dei documenti. La prova concreta di ciò emerge a seguito di una verifica sui documenti in mano e di un ulteriore controllo poiché emerge che un soggetto, tale I.G., che sul documento del M5S risulta essere nato a Palermo, contattato dalle Iene però riferisce di essere nato a Corleone. Secondo il Prof si temeva che tale errore comportasse un’esclusione dalle elezioni quindi qualcuno avrebbe pensato di ricopiare tutte le firme dal punto di vista formale. In merito alla questione in oggetto, la Busalacchi ha invitato inizialmente il Prof Pintagro ad un confronto in merito a quanto ha asserito “se vuole fare un confronto ben venga” ribadisce. Samanta Busalacchi dice a Filippo Roma che non è vero quanto asserito dall’uomo e ribadisce con fermezza il desiderio di voler confrontarsi con l’uomo, inoltre viene spiegato alla donna l’errore presente sui documenti, mostrando qual è il soggetto con relativa data di nascita sbagliata ma la donna continua a ribadire la sua estraneità ai fatti ma la sua iniziale propensione al confronto diventa un successivo rifiuto al confronto. Un altro ex attivista del Movimento Cinque Stelle sentito dalla Digos è Francesco Vicari, che anch’esso ha precisato che non tutte le firme raccolte durante le comunali non erano tutte vere. Ha puntualizzato che vi è stata una raccolta firme su moduli che non erano idonei alle firme da poter presentare e sostiene inoltre che l’errore possa essere riconducibile “a un dato errato di un consigliere”, dopo essersi resi conto dell’errore hanno dovuto rimediare poiché ricontattare tutti i firmatari risultava impossibile poiché i 5 Stelle fermano le persone per strada dal banchetto e fanno firmare. Vicari racconta ai microfoni de Le Iene che “ho visto degli attivisti che avevano dei fogli con delle firme davanti e dei fogli in bianco dall’altra quindi cosa stavano facendo lo lascio immaginare”. Vicari racconta di aver visto personalmente ricopiare e di essere stato mandato fuori dalla stanza dopo che stavano parlando di questo episodio.  La vicenda viene posta a Fabio D’Anna, ex attivista del Movimento 5 Stelle che non si spiegava come mai quei moduli originali, con le firme originali fossero ancora in giro. D’Anna fa richiesta di accesso agli atti attraverso il suo legale ma Le Iene prima ancora si erano rivolti alla consigliera comunale di Palermo Antonella Monastra, per poter verificare le firme depositare dal M5S. L’Avvocato delegato dalla consigliera, insieme a Filippo Roma, riesce a prendere i documenti dopo un tira e molla durato due mesi. L’inchiesta è stata archiviata ma non è mai stata fatta una perizia calligrafica in merito alle firme depositate dai 5 Stelle. Filippo Roma effettua una verifica in merito ad alcune firme recandosi direttamente da alcuni firmatari, ponendo sotto il loro cospetto il documento depositato dai 5 Stelle e il documento che una fonte anonima ha fatto loro reperire. Uno dei firmatari riconosce immediatamente la sua firma nel documento mai depositato, disconosce la firma presente nel documento ufficialmente depositato per le comunali a Palermo e posta sotto il suo nome sia la sua.  Due esperti grafologi del Tribunale di Milano hanno effettuato una perizia calligrafica, la Dott.ssa Guizzardi ha detto: “Complessivamente, su 50 firme, si può dire con certezza che sono false una trentina. Per le altre venti ce ne sono una quindicina che probabilmente sono false. Su qualcuna bisognerebbe approfondire l’indagine”. Le prove di falsità riguardano anche le restanti duemila firme e la grafologa sottolinea: “Ci sono tanti falsi” nel servizio mostra la casella con relativo nominativo di tre persone diverse, inoltre è risaputo e lo sottolinea anche la grafologa che “due soggetti non possono avere la stessa scrittura e non possono avere la stessa firma”, ma se si guardano i cognomi di questi tre soggetti sono identici, quindi come sottolinea la grafologa “ci sono le stesse modalità di collegamento, le stesse semplificazioni, lo stesso gesto fuggitivo finale e osservandole si vede benissimo che è la stessa persona che scrive”. Inoltre mette in evidenzia un esempio di quattro singoli soggetti, uomini e donne di età diverse, ma con la scritta del cognome apposta dalla stessa mano. Il Dottor Brugnatelli, perito grafologo del Tribunale di Milano puntualizza: “almeno in due circostanze è stata apposta la firma nel rigo evidentemente sbagliato rispetto al nominativo”. Emerge inoltre un’evidente assenza di raffronto oggettivo tra il nominativo del firmatario e la firma stessa, che inspiegabilmente appare totalmente diversa rispetto a come dovrebbe essere. Le firme sono state autenticate dal cancelliere Giovanni Scarpello, cancelliere del Tribunale di Palermo, che inoltre ha dichiarato: “certifico vere ed autentiche le firme apposte in mia presenza degli elettori sopra indicati”. I firmatari intervistati hanno inoltre riferito di non aver ricevuto l’autenticazione della loro firma in loco. Filippo Roma allora decide di raggiungere Scarpello per ulteriori chiarimenti, mentre costui si dirige all’interno di una caserma dei Carabinieri. Giovanni Scarpello viene subito condotto all’interno di una stanza ma la reazione che viene rivolta nei riguardi del giornalista Filippo Roma e del cameraman è inaspettata poiché i Carabinieri urlano al cameraman “E’ una caserma la smetta di riprendere”, ma le rassicurazioni non sembrano placare gli animi poiché qualcuno urla pure “Guardi che le faccio male” e poi “E’ una caserma dei Carabinieri non si permetta di riprendere. Questa è una caserma Carabinieri si chiede il permesso per entrare ha capito o no? Non mi rompa le scatole vada fuori di qua”. Ma tra i rimproveri concitati vi è anche un urlo di dolore del cameraman mentre qualcuno urla “Levagli subito questa cazzo di telecamera”. “Mi sta facendo male” riferisce presumibilmente il cameraman, qualcuno risponde “Non ti sto facendo niente la deve lasciare stare”. Qualcuno continua a gran voce “Mi sta facendo male” ma la risposta è “io non le sto facendo niente”. Un documento in cui la videocamera è stata distrutta e l’audio immortala la frase “Mi ha fatto male qua” e la risposta immediata “io non l’ho toccata”. Una situazione che Le Iene hanno risolto dopo due ore in caserma, in cui è emerso che i Carabinieri non volevano sottrarre loro le riprese fatte fino a quel momento e che i giornalisti non avevano la benché minima intenzione di carpire alcun segreto militare ma il loro ingresso in quel luogo è avvenuto in modo casuale poiché stavano seguendo il cancelliere  Scarpello. 
 
Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo parlato della vicenda con Giovanni Cicchitelli, Avvocato e Criminologo che ci ha dato un punto giuridico in merito alla sopracitata vicenda.
 
“L’art. 21, comma II, del Testo unico sulla documentazione amministrativa (D.P.R. 445/2000) testualmente dispone che: “l'autenticazione (delle sottoscrizioni, n.d.r.) deve essere redatta di seguito alla sottoscrizione e consiste nell'attestazione da parte del pubblico ufficiale che la sottoscrizione stessa è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive”, mentre gli artt. 479-493 c.p. puniscono il falso ideologico del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, qualora questo stesso falso si manifesti in un atto pubblico. Le norme testé cenate (senz’altro la prima, ma eventualmente anche le seconde, come meglio si vedrà) sono applicabili relativamente alle vicende che hanno riguardato le cosiddette “firme false a 5 stelle”, ossia in merito alle accuse mosse da “Le Iene Show” sulle presunte irregolarità sulle procedure pre-elettorali delle elezioni amministrative di Palermo, nel 2012, da parte del M5S. Senza scendere nel merito di fatti sui quali dovrà far luce la Magistratura, occorre ribadire come la legge italiana preveda che determinate liste, onde poter presentare il proprio simbolo sulla scheda elettorale, debbano raccogliere un certo numero di firme dei cittadini aventi diritto al voto.  È indubbio, come rammenta l’avv. Palazzolo (che ha scritto in materia), che la prassi, consolidatasi dopo anni e anni di autenticazione delle firme per la presentazione di liste elettorali, presenti elementi di forte dissonanza rispetto al dettato normativo: in sostanza, nella stragrande maggioranza dei casi all’autenticatore vengono sottoposte una serie di firme di persone, magari anche conosciute, che però non si trovavano – nel momento preciso della firma – fisicamente innanzi all’autenticatore stesso (trattasi di prassi contra legem, peraltro mai pervicacemente avversata nel recente passato dalla magistratura). La ratio dell’art. 479 c.p. mira quindi ad evitare che il pubblico ufficiale attesti come vero un fatto diverso da quello che invece si è verificato: se, quindi, alla base delle indagini della magistratura – ponendo mente a casi non rari, recentemente giunti all'onore della cronaca, come una tornata di elezioni amministrative del 2011 – vi fossero degli elementi utili a far credere che taluni pubblici ufficiali abbiano autenticato consapevolmente firme false di persone inconsapevoli, allora, evidentemente saremmo in presenza della commissione del reato di falso ideologico in atto pubblico. Qualora, però – situazione che peraltro caratterizza molti casi relativi a recenti indagini sulla raccolta di firme elettorali – le firme autenticate dai pubblici ufficiali sono state apposte sugli appostiti moduli, in modo consapevole dagli interessati, pur senza la contestuale presenza dell’autenticatore, allora, pare attenuarsi – e non di poco – la sostanza dell’attestazione di falsità in atto pubblico imputata al pubblico ufficiale: il quale avrebbe comunque attestato il vero – perché quelle firme erano frutto di una consapevole e libera scelta di quelle persone –, pur senza rispettare scrupolosamente l’iter burocratico previsto dalla legge a garanzia di una veritiera attestazione.  Naturalmente, e in conclusione, non si può non fare cenno alle conseguenze che situazioni del tipo descritto potrebbero, in sede di processo amministrativo, incidere sulla validità stessa delle elezioni (si ricordi, ad esempio,  che lo scorso febbraio il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati dalla leghista Patrizia Borgarello e dai Pensionati di Michele Giovine che chiedevano l’annullamento delle elezioni regionali del 2014 per presunte irregolarità nella raccolta firme delle liste elettorali delle liste che appoggiavano la candidatura di Sergio Chiamparino)”.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Salute

Guerra al Covid: nuova mutazione del virus in sud Africa

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Il Regno Unito vieterà i viaggi da sei paesi africani a causa della nuova variante del Covid 

Identificata in Sud Africa una nuova variante del virus SarsCoV2 con numerose mutazioni della proteina Spike che potrebbero teoricamente aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi: denominata B.1.1.529, è già sotto la lente dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che per ora la classifica tra le varianti da monitorare.


Ancora troppo pochi i dati disponibili: secondo il National Institute of Communicable Diseases (NICD) del Sud Africa, la presenza della variante è stata documentata col sequenziamento in 22 casi positivi, ma molti altri vengono confermati in questi giorni da diversi laboratori del Paese.

Quattro casi sarebbero stati individuati in Botswana e uno ad Hong Kong in un viaggiatore di ritorno dal Sud Africa

Intanto la comunità scientifica si è già attivata per cercare di completare in fretta l’identikit di questa nuova variante. Thomas Peacock, virologo dell’Imperial College di Londra, sottolinea sul suo profilo Twitter che “l’incredibile numero di mutazioni della proteina Spike suggerisce che questa variante potrebbe destare preoccupazione” per l’ipotetica capacità di sfuggire a molti degli anticorpi monoclonali noti.

Al momento, però, sono ancora troppo pochi i dati disponibili per trarre delle conclusioni: la diffusione della variante sembra essere ancora limitata e non ci sono prove di laboratorio che ne dimostrino la reale trasmissibilità ed elusività.

Il Regno Unito vieterà i viaggi da sei paesi africani a causa della nuova variante del Covid con numerose mutazioni individuata nel continente. Il segretario alla salute Sajid Javid ha dichiarato che saranno sospesi tutti i voli da Sud Africa, Namibia, Lesotho, Eswatini, Zimbabwe e Botswana dalle 1200 GMT di domani.

Continua a leggere

Ambiente

Molise, una secca eccezionale fa riemergere un ponte romano

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Francesco Vincenzi, presidente Anbi: “Il clima è diventato come una marea: alle grandi piogge seguono grandi asciutte. Serve piani bacini per raccolta delle acque”

L’immagine del ponte romano, riemerso nell’invaso del Liscione in Molise, è l’immagine più eloquente dell’attuale condizione idrica dell’Italia, dove alle copiose e talvolta violente piogge delle scorse settimane, sta seguendo il repentino abbassamento dei livelli nella gran parte dei corpi idrici: ad evidenziarlo è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sule Risorse Idriche, che segnala come le acque trattenute dalla diga di Guardalfiera registrino un’altezza di m. 106,85 sul livello del mare contro i m. 109.30 s.l.m. del 2017, anno della “grande siccità” (fonte: Molise Acque).

E’ così per i corsi d’acqua della Val d’Aosta, ma soprattutto del Piemonte, dove le portate di Stura di Lanzo e Pesio, dopo essere velocemente aumentate di10 volte, sono altrettanto repentinamente calate.

E’ così per i fiumi dell’Emilia Romagna dove, dopo la ripresa seguita ad un’estate idricamente complicata, diminuiscono  drasticamente  i livelli soprattutto di Secchia ed Enza (fonte: ARPAE).

E’ così per la Toscana, dove le portate nei principali alvei risultano dimezzate, confermando il trend deficitario lungo l’intero 2021 (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana).

Calano anche i flussi fluviali nelle Marche, seppur migliori delle annate scorse.

Diversificate sono invece le condizioni dei grandi laghi del Nord: stazionari i livelli di Maggiore e Lario, in leggero calo l’Iseo, in crescita il Garda .

Altrettanto vario è l’andamento del fiume Po che, mentre cala nel tratto piemontese, prende vigore man mano che si avvicina alla foce.

Invariata è la portata del fiume Adda in Lombardia, mentre i livelli idrometrici, registrati nel Veneto,  si mantengono vicini ai più bassi del quinquennio.

Nel Lazio, il lago di Bracciano cresce di 11 centimetri, mentre cala leggermente il fiume Liri ed il Sacco si mantiene ai livelli più bassi del quinquennio.

In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Garigliano, Volturno, Sarno e Sele risultano in aumento; i volumi del lago di Conza  si confermano in ripresa, mentre rallenta il calo dell’acqua trattenuta negli invasi del Cilento.

Al Sud continua la lunga stagione irrigua della Basilicata, i cui invasi registrano un ulteriore calo di 1.200.000 metri cubi, mentre i principali bacini della confinante Puglia registrano un aumento di disponibilità idrica, pari a circa 3 milioni e mezzo di metri cubi (fonte: Autorità Bacino Distrettuale Appennino Meridionale).

 “Il contraddittorio andamento idrologico di regioni anche vicine deve portarci ad analizzare l’Italia come un unico, grande corpo idrico, dove continuano a cadere circa 1000 millimetri di pioggia all’anno, seppur in maniera diversificata nei modi e nei tempi. Si conferma quindi la necessità di un grande Piano Invasi con funzione calmieratrice per un grande potenziale idrico, di cui tratteniamo, però, solo l’11%” indica Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI)

“Rientrano in questa strategia – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI –  i mille laghetti proposti insieme a Coldiretti, così come i 23 nuovi bacini previsti dal Piano ANBI di Efficientamento  della Rete Idraulica del Paese, unitamente al completamento dello schema idrico di altri 16 e la manutenzione di ulteriori 90 invasi.”

Continua a leggere

Cronaca

Super Green Pass, via libera dal Cdm: ecco cosa cambia

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 5 minuti
image_pdfimage_print

Obbligatorio dal 6 dicembre anche per: alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale

Il Consiglio dei ministri, ha dato il via libera al decreto che rafforza le misure anti Covid con il Super Green pass. Il provvedimento è stato varato all’unanimità.

Sarà valido dal 6 dicembre al 15 gennaio, ma le misure potranno essere poi prorogate.

Il green pass “base” sarà obbligatorio dal 6 dicembre anche per: alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale: lo spiegano fonti di governo al termine del Cdm che ha approvato il nuovo decreto con la stretta anti-Covid. Restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi

LA CONFERENZA STAMPA -“La situazione è sotto controllo, siamo nella situazione migliore in Europa grazie alla campagna vaccinale che è stata un successo notevole”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa che ha ringraziato gli italiani per l’adesione alla campagna vaccinale.  “I nostri ricordi vanno ai morti, alla caduta dell’8% dell’economia, vanno alle attività chiuse, ai ragazzi in dad e non sono stati bene, alcuni di loro stanno ancora soffrendo, e soprattutto i ricordi della povertà. Quest’anno gli italiani hanno reagito, ora vogliamo conservare questa normalità, non vogliamo rischi“. La situazione dell’andamento epidemiologico “all’esterno dell’Italia è molto grave anche in paesi a noi confinanti. E vediamo anche un lieve ma costante peggioramento” anche da noi. E questo “nonostante non siamo ancora nella pienezza dell’inverno” ma questo perchè “la copertura vaccinale del ciclo comincia ad affievolirsi in questo periodo” ha detto il premier Mario Draghi. Il premier lancia anche un appello ad evitare dure contrapposizioni. “E’ importante non sottovalutare le diversità di comportamenti, di vedute, nè sottovalutare né criminalizzare ma cercare di continuare sulla strada, cercando di convincere, non credo ci siano alternative”. Il presidente del consiglio annuncia anche di aver fatto la terza dose. 

I VACCINI – Il ministro Speranza annuncia asostanziali novità per i vaccini.”Nel decreto ci sono 4 ambiti affrontati: l’obbligo che è già vigente per alcune categorie e lo estendiamo a ulteriore categorie: al personale non sanitario che lavora nel resto del comparto salute, alle forze dell’ordine e ai militari, e a tutto il personale scolastico. L’estensione dell’obbligo interesserà anche la terza dose”. “Da oggi è possibile avere il richiamo a 5 mesi e ci apprestiamo a una ulteriore modifica: dal 1 dicembre allargheremo la platea anagrafica della dose di richiamo. Dal  1 dicembre sarà possibile la dose richiamo sopra i 18 anni” dice il ministro Speranza che annuncia che la campagna vaccinale ha superato i 94 milioni di dosi inoculate: ‘Un risultato straordinario’. “Sul vaccino per i bambini aspettiamo l’Ema” dice il premier Draghi e Speranza chiarisce i passaggi: “Il primo è l’approvazione di Ema del vaccino Pfizer per i bambini nella dose ridotta. Già nella giornata di domani o entro questa settimana. Poi Aifa si pronuncerà con un parere allineato a Ema e poi aspettiamo la consegna di Pfizer delle dosi pediatriche, e ciò nella terza decade di dicembre. Nel frattempo faremo una campagna di comunicazione e credo che l’indicazione che daremo sarà di ascolare i pediatri e i medici”

I CONTROLLI – “La convinzione del Cdm è stata che i controlli sono una parte fondamentale: di questo è stata investita la ministra dell’Interno, le forze dell’ordine saranno mobilitate in modo totale. C’è la sensazione che questi controlli vadano rafforzati, c’è tutta una aneddotica sui mancati controlli, bisogna potenziarli. Tutte le forze di sicurezza, i vigili urbani, saranno impiegati con un impianto diverso dal passato”. Così il premier Mario Draghi in una conferenza stampa. 

IL NATALE – “Spero che questo sia un Natale normale. Per i vaccinati spero sia un Natale normale”. Lo ha detto il premier Mario Draghi concludendo la conferenza stampa spiegando che se si mettono restrizioni, se prosegue la campagna vaccinale è perchè “un Natale normale è quello che vogliamo riconquistare per tutti”. “Sullo stato di emergenza non mi azzardo a dire niente a un mese dalla scadenza, sennò Cassese mi sgrida, valuteremo la situazione man mano che si presenterà” precisa il premier. “Ma a noi cosa interessa? Prolungare l’emergenza o avere a disposizione tutta la struttura di mobilitzione sanitaria che ci ha permesso sinora di combattere l’epidemia? Credo che la risposta sia la seconda”.

LE MISURE -Massima prudenza sulle misure per contenere il contagio, massima attenzione all’economia limitando al massimo la chiusura delle attività economiche. E’ la linea che è emersa dalla cabina di regia del governo presieduta dal premier Mario Draghi. Il premier ha spiegato la ratio dell’introduzione del Super Green pass, con una stretta che va a colpire i non vaccinati.  Intervenire subito e prepararsi per tempo al Natale ha inoltre l’obiettivo – spiegano ancora dal governo – di consentire alle attività economiche di programmare i prossimi mesi, senza temere interruzioni che avrebbero un impatto economico sulla ripresa: di qui la scelta di eliminare le chiusure anche in zona gialla o arancione e porre limitazioni solo per i non vaccinati.  Il super green pass dovrebbe valere in zona bianca solo per il periodo delle feste natalizie e dunque per poco più di un mese dal 6 dicembre al 15 gennaio.  In zona gialla e arancione, invece, dovrebbe rimanere anche oltre la fine delle festività.  Arriva l’obbligo di Green pass o tampone anche per accedere ai mezzi del trasporto pubblico locale. Lo si apprende da più fonti governative al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto. L’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di “green pass rafforzato”. Il green pass durerà 9 mesi.

Le misure che saranno introdotte dal Governo permetteranno di guardare con più serenità e di vivere in sicurezza la prospettiva dell’inverno e delle vacanze di Natale. Perché sappiamo che chi frequenta i luoghi di divertimento e le piste da sci saranno persone vaccinate e che quindi hanno un grado di sicurezza maggiore”. Lo ha detto il presidente della regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, in un collegamento con RaiNews. “Era assolutamente necessario da parte del Governo un momento di chiarezza – ha aggiunto – che oggi viene fatto rispetto a come affrontare questa nuova stagione invernale”.

Per gli under 12 non ci sarà obbligo di green pass, nemmeno quando arriverà i via libera alla vaccinazione per bambini e ragazzi tra i 5 e gli 11 anni.

L’obbligo di vaccino scatterà anche per gli insegnanti e le forze dell’ordine, mentre sarà confermato per personale sanitario e delle rsa, con estensione alla terza dose. E’ l’orientamento che emerge al termine della cabina di regia sul Covid a Palazzo Chigi. L’obbligo, secondo quanto riferiscono diverse fonti, dovrebbe entrare in vigore dal 15 dicembre.

Intanto le Regioni sono in pressing per chiedere misure più stringenti a partire dalle mascherine all’aperto. “L’ipotesi delle mascherine all’aperto – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato – è stata messa dalle Regioni sul tavolo nel confronto con il Governo. È una misura che andrebbe adottata subito in tutta Italia a prescindere dai colori”. “Mascherine anche all’aperto e soprattutto nei luoghi affollati”, aggiunge D’Amato. La misura è stata richiesta in vista delle festività quando assembramenti nelle città sono frequenti anche per lo shopping. 

LE REAZIONI – “Oggi il governo ha preso decisioni importanti e il Pd condivide in toto le decisioni che vanno nella direzione giusta, che mantengono tutto ciò che di positivo è stato fatto e ci permettono di non essere in posizione tragica e di difficoltà come molti altri Paesi. Dobbiamo confermare quelle scelte rigorose e applicarle nella nuova realtà per continuare a essere liberi e a vivere”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, intervenendo all’assemblea nazionale dei sindaci riformisti e progressisti, a Roma.

Continua a leggere

I più letti