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Cronaca

Madalina Pavlov: lettera shock recapitata all'avvocato Petrongolo

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Tempo di lettura 9 minuti Il legale: "Il contenuto della lettera conferma definitivamente che Madalina non si suicidò ma fu assassinata"

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di Angelo Barraco
 
REGGIO CALABRIA – Svolta nelle indagini sulla misteriosa morte di Madalina Pavlov, ragazza di 21 anni che viveva a Reggio Calabria con la madre e la sorella e che il 21 settembre del 2012 muore misteriosamente precipitando dal palazzo di Via Bruno Buozzi. Sono emersi elementi utili che riaprono il caso ed escludono l’ipotesi del suicidio, avanzata in un primo momento tanto da portare all’archiviazione del caso. Oggi gli scenari sono cambiati e gli elementi emersi dimostrano che Madalina è stata uccisa. Allo studio romano dell’Avvocato Antonio Petrongolo, legale rappresentante della famiglia di Madalina, è pervenuta una lettera anonima dove sono riportati elementi che confermano la tesi dell’omicidio ed escludono il suicidio. Il biglietto è pervenuto nello studio dell’Avvocato nel dicembre scorso, ma la notizia non è stata fatta trapelare per ovvie ragioni e la missiva è stata sottoposta alla magistratura. Si tratta di un foglio piegato in quatto dove all’interno vi sono descrizioni dettagliate in merito alla vicenda. Il foglietto pervenuto all’Avvocato non è stato spedito per posta ma è stato fatto recapitare direttamente nella cassetta delle lettere dell’Avvocato Petrongolo.  Ancora non si conosce l’identità del soggetto che ha consegnato la missiva e in merito a tale aspetto  vi sono accertamenti in corso sul sistema di videosorveglianza della zona. Il contenuto del foglietto non è stato reso noto ma si tratta di elementi  importanti che aprono nuovi e ulteriori scenari sulla morte di Madalina Pavlov poiché vi sono elementi e dettagli in merito alla vittima e la vicenda e nel corso di un’intervista a Radio Cusano Campus l’Avvocato Petrongolo ha detto: “il contenuto della lettera conferma definitivamente che Madalina non si suicidò ma fu assassinata. Ora dovremo stabilire se si trattò di omicidio volontario o preterintenzionale”.  Nel corso dell’intervista sopracitata l’Avvocato ha dichiarato “I fatti risalgono a Dicembre. Nella mia cassetta della posta ricevo una missiva relativa al caso di Madalina Pavlov. Si tratta di un foglio piegato in quattro, con all’interno una descrizione ben precisa sulla persona di Madalina e sull’ambiente da lei frequentato. La lettera è stata rinvenuta nel portalettere dello studio, è stata portata a mano; per abitudine, come tutti noi svuotiamo la posta per gettare quella indesiderata e ha attirato la mia attenzione questo foglio era piegato in maniera irregolare, dalla parte interiore, quindi facilmente riconoscibile. All’interno non vi sono minacce, ci tengo a precisarlo: per motivi di comune accordo con il pm titolare dell’inchiesta, il contenuto non sarà divulgato finchè non ci sarà acconsentito, sarà acquisito agli atti. Mi sono premurato di portalro ad un ufficio di PS, è stato redatto un verbale ed ora il plico è stato acquisito alla procura di Reggio Calabria. È una lettera che apre scenari su cui già si stava lavorando, è una lettera che conferma le nostre idee, sia del team, sia del sottoscritto; essa  contiene informazioni molto utili, è una missiva che lascia ampio margine di natura investigativa. Sicuramente è frutto del lavoro che è stato svolto finora; grazie a Radio Cusano anche che ha favorito tutto ciò: a fine Novembre lanciammo un appello chiedendo a qualcuno che poteva conoscere qualche particolare di darci un indizio utile su cui lavorare e cosi è stato, questa persona si è palesata; chiaramente non ha dato l’identità ma gli elementi che ci sono stati forniti certamente saranno di maggior input all’attività investigativa. La lettera contiene sia aspetti relativi alla persona di Madalina, sia all’ambiente da lei frequentato.  Non posso pronunciarmi sulla provenienza della lettera perché non ho elementi consistenti, ma posso dire un fatto noto: il mio studio non possiede una targhetta con il mio nome sulla porta dell’ingresso; abbiamo anche un portiere: quando la portineria non è in funzione il portone è chiuso. E’ possibile che questa persona possa aver chiesto di aprire il portone o può aver approfittato dell’entrata di qualche altra persona. Io mi sono informato, ho chiesto informazioni utili su qualche richiesta strana, la stessa cassetta è senza il mio nome, ergo esiste  anche il problema dell’andare a cercare la cassetta giusta. Presumo che sia qualcuno che segue il caso, che sta seguendo gli sviluppi del caso e confido che questa persona ad un certo punto si possa manifestare; il contenuto della lettera porta indicazioni ben precise: se la persona dovesse palesarsi a noi, il discorso sarebbe molto più facile. Dal contenuto della lettera posso confermare che essa esclude completamente l’ipotesi di omicidio e che lo esclude con certezza assoluta. La procura ha ricevuto questo documento che è stato portato al vaglio sia del pm sia del procuratore De Raho; in realtà già stavano lavorando molto bene prima, le procure di solito lavorano in maniera atipica, è un lavoro che va avanti comunque nel silenzio per evitare che ci sia a fuga delle notizie. La lettera ha ampliato sicuramente l’indagine”.  Gabriella Cutulencu, mamma di Madalina, lancia un appello: “Voglio lanciare un appello per quelli che conoscono Madalina a Reggio Calabria, per quelli che sono stati sempre intorno a lei, che parlino, anche in modo anonimo, di parlare con l’avv. Petrongolo, con il CRIME ANALYSTS TEAM, di dare notizie su quello che è successo quella sera. Quel giorno, andando a lavoro ho visto che Madalina era molto contenta, era felice per aver preso la patente. Perché quella sera non è venuto nessuno a cercarmi, avendo visto i documenti di Madalina? Avrebebro dovuto avvertirmi prima quando è successo il fatto, tutta l’indagine che è partita credo sia partita con un piede sbagliato o  non hanno voluto loro, non so, non è giusto! Madalina non si è suicidata e non aveva nessun motivo per suicidarsi e andrò fino in fondo con queste persone che mi stanno assistendo. Io non ho mai avuto nessun sospetto su chi può aver fatto del male a Madalina, lei non stava male, non mi faceva capire se soffriva, Madalina era serena, mi diceva negli ultimi tempi :“mamma, non vedo l’ora che chiuda la pizzeria per iniziare a studiare”. Sono contenta che sia arrivata questa lettera e prego a Dio che questa lettera non sia un depistaggio ma una strada verso la verità. Chiedo a Reggio Calabria la verità e nient’altro!”.
 
Il caso è seguito dal Crime Analysts Team (CAT), un gruppo di esperti che segue le indagini e nel corso di un’intervista a Radio Cusano del 10 gennaio, la Dott.ssa Mary Petrillo, criminologa, psicologa, Docente di criminologia Coordinatrice Crime Analysts Team (CAT) Vice Presidente Ass. Con Te Donna Lazio, ha dichiarato: “Gli appelli che abbiamo lanciato negli scorsi mesi hanno avuto dei riscontri, in particolare l’arrivo, non per via postale, di una lettera anonima dove si fa menzione di cose un po’ particolari di cui non possiamo riferire il contenuto, in accordi con la procura poiché, in questa lettera, ci sono indicazioni precise che fanno pensare in maniera quasi certa l’idea dell’omicidio. La lettera fa chiaramente capire che ci sono persone che conoscono bene i fatti, che ne sono al corrente e che invitiamo a parlarci in maniera aperta con tutte le tutele del caso; questa lettera è un’ulteriore conferma del fatto che ci siano persone che sanno e che non parlano. Ci sono elementi ben precisi che ci portano verso una precisa direzione. Invitiamo la persona che ha fatto recapitare la lettera presso lo studio dell’avv. Petrongolo a contattarci, noi tuteleremo questa persona in tutti i modi possibili e inimmaginabili. Questa lettera potrebbe essere un depistaggio così come un’indicazione precisa però nessuno può assumersi la responsabilità di non andare a investigare su quanto detto nella lettera. Anche tramite messaggio privato ci possono contattare, abbiamo una pagina facebook, i nostri numeri sono ormai dappertutto. La lettera non è arrivata per via postale ma è stata consegnata non brevi manu ma è stata portata a destinazione allo studio dell’Avv. Petrongolo a Roma. Quello che ci spaventa è l’omertà che emerge sempre in numerosi casi di cronaca ed è questo che va combattuto, perché la legge tutela chi fornisce delle testimonianze. Le indicazioni nella lettera sono ben precise. Le abbiamo pensate tutte, potrebbe trattarsi anche un depistaggio ma non possiamo prenderci la briga di non considerarla. Fortunatamente, lavoriamo nella stessa direzione della Procura e potremmo arrivare presto a una soluzione definitiva del caso. Spezziamo una lancia a favore della procura di Reggio Calabria: dopo l’autopsia, gli inquirenti non convinti del tutto, hanno rubricato il caso di “suicidio” come “istigazione al suicidio” e questo già la dice lunga. Come abbiamo detto nelle precedenti puntate su Radio Cusano, è un’idea personale del CRIME ANALYSTS TEAM ma corroborata da elementi che ci hanno portato a credere questo: Madalina non era sola quella sera, per lo meno doveva essere in compagnia di altre due persone. Possiamo ipotizzare che magari che non vi fosse una vera volontà di ucciderla, potrebbe trattarsi di quello che è definito un “omicidio preterintenzionale” però, alla luce della lettera, escludiamo l’ipotesi di suicidio. Non è la prima volta che accadono cose “strane” dietro questo brutale omicidio, dunque, è possibile che ci sia una mano dietro che tutti temono, qualcosa di grosso. Con pochi elementi a disposizione siamo riusciti a ricreare uno scenario ben preciso di quello che potrebbe essere accaduto. Ringraziamo la procura di aver preso in considerazione le nostre osservazioni e collaboriamo in questo senso: siamo tutti proiettati nella speranza di trovare presto una soluzione a questa terribile storia”
 
Ha parlato anche la Dott.ssa Rossana Putignano, Psicologa Clinica – Psicoterapeuta Psicoanalitica -Responsabile della Divisione Sud e della Divisione di Diagnosi Psicodiagnostica e Neuropsicologia Forense del CRIME ANALYSTS TEAM: “Sulla scia dell’arrivo di questa missiva recapitata presso lo studio dell’Avv. Antonio Petrongolo, legale della Sig. Cutulencu, abbiamo ipotizzato che l’autore della lettera o colui che può aver recapitato la stessa,  possa essere una persona che conosceva bene Madalina, e che quantomeno, conosce bene Roma  o addirittura potrebbe anche risiedervi. E’ possibile che Madalina avesse qualche conoscenza a Roma o degli amici che vi risiedono. Sappiamo con certezza che Madalina si è recata a Roma due volte e in questi viaggi  ed è possibile che abbia conosciuto qualcuno con il quale può essere nata un’amicizia. Durante il primo viaggio Madalina avrebbe accompagnato una persona – come da testimonianze della famiglia – la quale avrebbe partecipato a un concorso. Il secondo viaggio risale al 6 giugno 2012: Madalina si è recata a Roma per ritirare il suo passaporto romeno, in vista della sua prossima partenza per Sidney dove desiderava andare a vivere e a studiare (preciso che a Sidney risiede una vera e propria comunità di Calabresi). Per quanto concerne Roma, la nostra ipotesi è che in questo secondo viaggio abbia incontrato quasi sicuramente dei conoscenti. Per questa ragione, lancio un appello a eventuali conoscenze di Madalina invitandole a conferire con noi o con la Procura. Chiunque abbia informazioni o abbia incontrato Madalina a Roma può conferire tranquillamente con noi o rivolgersi direttamente alla Procura di Reggio Calabria”.
 
Fabio Calvani, Tecnico informatico del CRIME ANALYSTS TEAM , esperto in data ricovery, Docente presso L'università Niccolò Cusano Roma ha dichiarato: “Nella precedente intervista si è parlato degli episodi strani che hanno riguardato il sopralluogo a Reggio Calabria. La seconda sera del soggiorno, insieme alla Dott.ssa Rossana Putignano siamo usciti dall’hotel per la cena; al rientro, nella mia camera notavo una manomissione al mio portale, mi riferisco allo switch con cui mi sono connesso alla rete wi-fi dell’albergo. Ho eseguito rapidamente delle ricerche di controllo e ho avuto confoerma che qualcuno è entrato nel mio profilo skype,  qualcuno abbastanza esperto per  essere riuscito a bypassare l’accesso al pc solo che non hanno visualizzato niente di importante. E’ stato un inconveniente che mi ha lasciato un po’ di rabbia; sicuramente non si tratta di enti ufficiali ma posso dire con certezza che c’è qualcuno che non vuole che si faccia luce sul caso di Madalina. Esistono delle telecamere nella zona dello studio dell’avvocato a Piazza Bologna; ho girato i vari negozi, vari condomini e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso: ho avuto un riscontro da parte di persone che hanno in gestione delle telecamere di videosorveglianza e ho gia acquisito qualcosa in questo senso. Il materiale dovrà essere analizzato frame per frame quindi presumo che possa essere impossibile che tra un mese io abbia un identikit. C’è molto da fare. Questi lavori vanno svolti, oltre che con scienza e coscienza, come se interessassero a noi in prima persona. Dobbiamo trovare chi l’ha uccisa. Madalina non si è suicidata e ne verremo a capo. Qualcuno ha cancellato di proposito le immagini di videosorveglianza  (preciso che “cancellato” non vuoi dire che non il materiale non possa essere recuperato) perché all’epoca vi erano ben due telecamere di sorveglianza vicino lo stabile di via Buozzi che la Procura avrebbe dovuto analizzare. Sono a conoscenza che i Racis di Roma furono incaricati di analizzare il telefono. Fu analizzata una SIM di un telefono trovato vicino al corpo di Madalina ma purtroppo ci sono sms solo in entrata e non in uscita e la cosa mi sembra molto strana”. 
 
Madalina Pavlov era una ragazza dinamica e attiva nel sociale e nel tempo libero lavorava in una pizzeria  in Corso Vittorio Emanuele. Il 21 settembre del 2012 termina il suo turno di lavoro alle 15.00 e successivamente si incontra in un bar con il suo ex fidanzato, intrattenendosi con esso fino alle 17.45. Successivamente lui si reca a lavoro, rimanendoci fino a tarda serata. Madalina quel pomeriggio chiama anche un’amica che vive a Napoli dicendole che stava per realizzare il suo più grande sogno, quello di trasferirsi in Australia. Ma purtroppo quella telefonata piena di speranze, di prospettive rivolte ad un futuro oltremanica e di illusioni rivolte ad un mondo ancora tutto da scoprire si sono spezzate troppo presto. La dott.ssa Rossana Putignano del Crime Analysts Team afferma di aver raccolto delle testimonianze su quella serata in cui si svolgeva la manifestazione l'Happy Run a Reggio ed è emerso che verso le 20.30 diverse persone che parteciparono alla corsa ricevettero un sms sul cellulare in cui si scriveva di una ragazza “bellina” che si era suicidata o che avevano "buttato giù". Teniamo presente, afferma la dott. Putignano, che il giorno prima dell’omicidio Madalina ha ricevuto una telefonata mentre era con la sorella Elena e si è allontanata un pò e ha fatto intendere all’interlocutore che non poteva parlare. Poi ha declinato l’invito dicendo che avrebbe trascorso la serata con la sorella Elena. Madalina era attesa in pizzeria alle ore 19.00 ma non si presenta sul luogo di lavoro poiché la giovane muore in circostanze anomale in Via Bruno Buozzi alle ore 21.00. La morte di Madalina è sopraggiunta in seguito alla caduta dal tetto che ha determinato lesioni in diverse parti del corpo. Sono stati rinvenuti gli effetti personali della giovane tra cui: la borsa contenente il cellulare, il portafoglio e vari oggetti tra cui un voglio con su scritto “Via Bruno Buozzi” con relativa chiave che consente l’apertura della porta del terrazzo. Dagli accertamenti svolti non risulta in alcun modo che Madalina conoscesse inquilini di quel palazzo, inoltre non è chiaro come la giovane sia entrata all’interno del palazzo. Perché è importante Via Bruno Buozzi? Il 19 marzo 2016 abbiamo intervistato il legale della famiglia di Madalina, l’Avvocato Antonio Petrongolo, che con noi ha chiarito alcuni punti chiave dell’inchiesta, come ad esempio la questione riguardante il biglietto trovato in tasca e le chiavi che aprivano la porta del terrazzo e a tal proposito ci ha riferito: “Di fatto c’è questo equivoco perché, tra i beni che sono stati rinvenuti nella disponibilità di Madalina si parla di questo biglietto ma sembrerebbe che ci si riferisca al biglietto che è allegato alla chiave di accesso di apertura del terrazzo. Quindi non si capisce bene, sembrerebbe formare un corpo unico, anche se poi sembrerebbero a loro volta stati staccati. Quindi ci potrebbero essere due elementi diversi e questo ci deve anche far riflettere sul perché e sul per come Madalina avesse la chiave del terrazzo”.

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Ambiente

Emergenza siccità: in attesa delle decisioni del governo le ruspe dei Consorzi di Bonifica in azione per portare acqua all’agricoltura

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Francesco Vincenzi, Presidente ANBI: “Servono decisioni sollecite di fronte al dramma idrico”

“Giorno dopo giorno si allarga il dramma per campagne arse dalla siccità in un momento fondamentale del processo colturale. Per questo, chiediamo al Governo di accelerare la decisione su una scelta che, permanendo le attuali condizioni climatiche, appare ineludibile: la creazione di una cabina di regia per la gestione delle risorse idriche sotto il coordinamento della Protezione Civile.”

A ribadirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), mentre le ruspe continuano ad essere le protagoniste della lotta contro il tempo (anche meteorologico), ingaggiata dai Consorzi di bonifica ed irrigazione per salvare i raccolti.

È così a Boretto, nel reggiano, dove ogni giorno mezzi meccanici del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale sono all’opera per evitare l’insabbiamento delle pompe idrovore, nonostante il fiume Po sia ai minimi storici; è un’opera continua, che aggrava i bilanci dell’ente, che già registrano spese non preventivate per 150.000 euro, che rischiano di ricadere su consorziati già penalizzati nel reddito agricolo.

Ruspe in azione anche nella toscana Valdichiana, dove la diga di Montedoglio rimane un prezioso serbatoio d’acqua di qualità e l’impegno principale è aumentare le reti irrigue per ottimizzarne l’uso a servizio dell’economia rurale, evitando qualsiasi spreco e riducendo gli attingimenti da corsi d’acqua superficiali o dal sottosuolo.

“In questa fase storica, dove l’emergenza idrica ha allarmanti conseguenze sull’agricoltura e non solo, noi siamo in cantiere per la posa delle tubazioni di un nuovo distretto irriguo, in comune di Castiglion Fiorentino. Qualche tempo fa avevamo annunciato il completamento del progetto; a pochi mesi di distanza, siamo riusciti ad avviare il cantiere per la realizzazione dell’infrastruttura. Si tratta di un’opera particolarmente attesa in una zona, dove prevalgono produzioni vivaistiche, colture floricole ed orticole di pregio” evidenzia Serena Stefani, Presidente del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno.

“E’ la prova del lungimirante lavoro anche di prospettiva, che gli enti consorziali stanno portando avanti in tutta Italia e che vorremmo esteso all’amministrazione pubblica ad ogni livello – commenta il Presidente ANBI – Il nostro impegno spazia dallo sviluppo delle progettazioni alla ricerca dei finanziamenti necessari per dare forma alle reti idriche. In questo caso si è riusciti ad intercettare le risorse messe a disposizione dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana.”

“L’intervento – spiega Lorella Marzilli, ingegnere del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno – prevede la creazione di una rete di distribuzione irrigua, che interessa una superficie di 200 ettari. Lungo la rete saranno posizionate camere di manovra per alloggiare le apparecchiature necessarie alle operazioni di gestione e monitoraggio dei parametri idraulici principali; sarà inoltre dotata di un sistema di telecontrollo, che ne consentirà la gestione in tempo reale e lungo il suo sviluppo verranno posizionati 17 punti di consegna.”

I lavori dovrebbero essere completati entro l’autunno-inverno per consentire alle imprese del territorio di aprire le condotte già dalla prossima stagione irrigua.

In Calabria, invece, nel territorio di San Giovanni in Fiore, il lavoro delle ruspe ha finalmente comportato l’inaugurazione della diga Re di Sole, il cui invaso fornirà acqua a circa 1000 ettari e potrebbe produrre energia idroelettrica. La messa in esercizio arriva a distanza di ben 32 anni dalla conclusione dei lavori. Progettata alla fine degli anni ’50 per consentire l’approvvigionamento idrico di gran parte dei terreni agricoli della Sila (in località Serrisi, Germano ed Olivaro), ma anche delle popolazioni dell’Alto Crotonese, la diga venne completata alla fine degli anni ’80, ma non entrò mai in funzione.

“E’ l’autogoverno dei Consorzi di bonifica calabresi a permettere che un invaso destinato a rimanere un’incompiuta cattedrale nel deserto possa oggi essere un fiore all’occhiello dell’intera provincia cosentina. Dal Sud al Nord Italia siamo impegnati a dare risposte concrete al territorio; come confermeremo anche in occasione della nostra Assemblea Nazionale (5 e 6 Luglio, a Roma), abbiamo centinaia di progetti cantierabili, che migliorerebbero la resilienza delle comunità ai cambiamenti climatici. Noi possiamo solo metterli a disposizione del Paese e della sua classe politica” conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

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Cronaca

Bagnaia, panico in piazza: armato di revolver e balestra minaccia tutti

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La mattina di lunedì 28 giugno, alle 7.30, nella piazza XX settembre di Bagnaia, un uomo armato di revolver in una mano e balestra nell’altra ha iniziato a inveire minacciosamente contro i presenti verosimilmente per un diverbio con alcuni conoscenti avvenuto poco prima.
Il suo comportamento è stato prontamente notato da un Caporal Maggiore del 1° Reggimento “Antares” dell’Aviazione dell’Esercito di stanza a Viterbo che, in uniforme, stava facendo colazione presso il vicino bar. Lo stesso interveniva prontamente con estremo coraggio, disarmando l’esagitato ed evitando, in tal modo, conseguenze ulteriori.
I Carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Bagnaia, giunti nel frattempo sul posto, hanno preso in consegna le armi e il soggetto, che è stato quindi portato in caserma per ulteriori accertamenti.
Le armi, una pistola da Soft Air ad aria compressa priva di tappo rosso e una balestra armata di dardo con punta metallica, entrambe di libera vendita ma di cui è vietato il porto, sono state sequestrate.
La successiva perquisizione dell’abitazione del soggetto ha consentito di rinvenire ulteriori due pistole lanciarazzi.
AL termine degli accertamenti il medesimo è stato denunciato a piede libero per minaccia aggravata e porto abusivo di armi.

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Cronaca

Rimini, uccide la compagna: era mamma da soli 6 mesi

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Femminicidio a Rimini nelle prime ore del mattino.

Un uomo di 47 anni ha ucciso la compagna di 33 anni, madre di un bimbo di sei mesi.

È successo verso le 8.30 in via Rastelli a Bellariva. Secondo le testimonianze dei vicini, che hanno chiamato la polizia, i due avevano litigato per il figlio.

LA LITE E POI L’OMICIDIO – La ragazza avrebbe avuto il tempo di urlare, di chiedere aiuto e di implorare al compagno di calmarsi. Ma non c’è stato nulla da fare. econdo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe sfondato il cranio della convivente con un mattarello. Dopo l’omicidio l’uomo è uscito in strada sporco di sangue e ha detto: “Il bambino sta bene. Ora lei non potrà più parlargli male di me”. Il 47enne è in stato di arresto per omicidio.

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