Connect with us

Cronaca

MAFIA A PALERMO. ARRESTATE MOGLIE E FIGLIA DEL BOSS DI COSA NOSTRA VITALE

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura < 1 minuto Le due donne in passato erano già state accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso in concorso con numerose altre persone

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Redazione

Palermo – Continuavano a reggere il mandamento dei «Fardazza», una delle famiglie mafiose più pericolose del territorio di Partinico, nel palermitano, impartendo vere e proprie direttive provenienti dal capo famiglia, tutt'ora detenuto al 41 bis. Si tratta di Maria Gallina, di 59 anni, e Maria Vitale, di 40 anni, rispettivamente moglie e figlia del boss di Cosa nostra, Leonardo Vitale. Le due donne sono state arrestate in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte di Cassazione, che ha condannato definitivamente la moglie del boss a 4 anni di reclusione, mentre la figlia ad 1 anno e 8 mesi, per il reato di ricettazione in concorso, aggravato dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di polizia di Partinico. Le due donne in passato erano già state accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso in concorso con numerose altre persone, tra cui i boss mafiosi appartenenti all'ala stragista dei «Corleonesi», Leonardo Vitale ed il fratello Vito. Secondo l'accusa avrebbero fatto parte di Cosa Nostra, avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà, commettendo reati contro la vita, l'incolumità pubblica, contro il patrimonio, nonchè acquisendo il controllo di attività economiche ed appalti pubblici.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Palermo, Open Arms: inizia il processo che vede imputato Matteo Salvini

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Si apre questa mattina nell’aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli l’udienza del processo che vede imputato il leader della Lega Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per aver impedito alla nave della Ong Open Arms di attraccare con 147 migranti soccorsi in mare. L’udienza, dedicata all’ammissione delle liste testi di accusa e difesa e alle produzioni documentali, si svolge davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale.

La Procura ha citato a deporre, tra gli altri, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, l’ex premier Giuseppe Conte e tre componenti dell’allora suo governo, l’ex vice premier Luigi Di Maio, e gli ex ministri ai Trasporti, Danilo Toninelli, e alla Difesa, Elisabetta Trenta.

Alcune parti civili hanno indicato tra i testimoni anche l’attore Richard Gere, che nel 2019 salì a bordo della Open Arms mentre la nave attendeva l’autorizzazione all’attracco. Salvini, che sarà presente all’udienza, nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri a Palermo ha commentato: “Spero che il processo non si trasformi in un festival del cinema. Penso di essere l’unico ministro in Europa che va a processo per aver fatto il proprio dovere” . 

Continua a leggere

Cronaca

Falsi farmaci contro il Covid: oscurati 42 siti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Sono stati 42 i siti, collocati su server esteri, oscurati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute perché venivano pubblicizzati o offerti in vendita vari farmaci anche contro il covid 19. Su 35 dei 42 siti veniva venduta anche l’ivermectina, antiparassitario utilizzato in campo veterinario e per il quale l’Ema, nel marzo 2021, ha raccomandato di non utilizzare il principio attivo per la prevenzione o il trattamento del covid al di fuori degli studi clinici.

Con questa operazione salgono a 283 i siti oscurati dai Nas nel 2021, di cui 244 legati all’emergenza Covid. 

Continua a leggere

Cronaca

Violenza sessuale di gruppo: Grillo jr. e i suoi tre amici scelgono il rito ordinario

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

I 4 rischiano pene fino a 12 anni di galera

Sceglieranno il rito ordinario in caso di rinvio a giudizio Ciro Grillo e i suoi tre amici accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese il 17 luglio 2018 nella casa di Beppe Grillo. La decisione verrà comunicata nelle prossime ore al giudice dell’udienza preliminare di Tempio Pausania.

La notizia è stata appresa dall’ANSA da fonti vicine ai ragazzi. Rischiano pene fino a 12 anni. I legali dei quattro (Enrico Grillo, Romano Raimondo, Gennaro Velle, Ernesto Monteverde, Alessandro Vaccaro e Mariano Mameli) hanno preso la decisione dopo diverse riunioni visto che in due avrebbero preferito il rito abbreviato. 

Continua a leggere

I più letti