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Redazione Lazio

MAFIA CAPITALE, BUFERA IN REGIONE LAZIO: SI DIMETTE IL PRESIDENTE DEL GRUPPO PD MARCO VINCENZI

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Tempo di lettura 2 minuti Vincenzi: "I carabinieri si limitano solo ad una presunzione che, lo ripeto ancora una volta, non ha alcun riscontro nella realtà dei fatti".

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Redazione

Roma – "In merito a notizie che mi riguardano pubblicate questa mattina dagli organi di stampa, smentisco di aver presentato in Consiglio regionale emendamenti per finanziare il comune di Roma o i suoi municipi. Non corrispondono nel modo più assoluto a verità e sono destituite di fondamento, quindi, le affermazioni di Salvatore Buzzi su un mio presunto interessamento per far ricevere al municipio di Ostia 600mila euro o qualsiasi altra cifra". Lo dichiara Marco Vincenzi, presidente del gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio in una nota in cui annuncia le dimissioni da capogruppo. "Di conseguenza, e lo sottolineo per evitare qualsiasi fraintendimento, non possono essere stati approvati in Consiglio regionale emendamenti del sottoscritto per elargire fondi ad Ostia – sottolinea – agli altri municipi della Capitale o al comune di Roma. Ho visto due volte Salvatore Buzzi su sua sollecitazione – continua Vincenzi – e nel corso degli incontri mi aveva chiesto di intercedere per far ottenere fondi ad Ostia. Una richiesta alla quale non ho dato alcun seguito». «D'altra parte, anche il Ros dei carabinieri – prosegue – non ha trovato alcun riscontro alle affermazioni, false, di Salvatore Buzzi come è facile evincere dalle conclusioni dell'informativa dei militari dell'Arma che hanno scritto – cito testualmente – 'Allo stato delle attuali conoscenze investigative, e dal contesto delle telefonate/dialoghi intercettati, non si è in grado di indicare se …. i 600mila euro da ottenere con l'aiuto di Marco Vincenzi siano stati finanziati da parte della Regione Laziò. I carabinieri si limitano solo ad una presunzione che, lo ripeto ancora una volta, non ha alcun riscontro nella realtà dei fatti". "Per questo continuo ad essere sereno ed avere piena fiducia e rispetto nell'attività della Magistratura. Mi riservo infine di tutelare nelle sedi competenti – continua Vincenzi – la mia immagine e onorabilità, oltre che quella della Regione Lazio, da notizie palesemente false su emendamenti per favorire gli affari illeciti di mafia capitale che non ho mai presentato, come purtroppo è già accaduto leggendo questa mattina alcuni organi di stampa». «Sottolineo – conclude Vincenzi – che non ho ricevuto alcun avviso di garanzia e ribadisco di essere assolutamente estraneo da qualsiasi responsabilità. Nell'interesse del gruppo Pd alla Regione, dell'Amministrazione regionale e del Partito Democratico, rassegno le dimissioni da capogruppo ringraziando i colleghi consiglieri per la fiducia che mi hanno accordato"
 

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Cronaca

Frosinone, sentenza in Corte d’Assise su omicidio Willy Duarte

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Un pestaggio dettato da un “impulso violento” messo in atto da mani esperte, quelle dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi.Sulla tragica fine di Willy Monteiro Duarte oggi arriva la sentenza di primo grado.A Frosinone i giudici della Corte d’Assise sono chiamati a decidere sui due ergastoli sollecitati dall’accusa per i fratelli di Artena a cui viene contestato l’omicidio volontario così come per gli altri due del branco, Francesco Belleggia e Mario Pincarelli per i quali è stata chiesta una condanna a 24 anni.”Attendiamo con serenità questa sentenza così come abbiamo affrontato l’intero processo – afferma l’avvocato Domenico Marzi, legale della madre e della sorella di Willy -.

Gli elementi raccolti su questa tragica vicenda sono a mio avviso univoci”.Il 21enne venne aggredito a morte la notte del 6 settembre del 2020 davanti ad un locale di Colleferro, centro in provincia di Roma. Un blitz di violenza senza alcun motivo. Una “azione del tutto spropositata” e “aggressiva con esiti letali”, come hanno scritto i pm di Velletri nelle repliche trasmesse nei giorni scorsi alle parti. Secondo l’impianto accusatorio “appare evidente, come non vi fosse alcun elemento per giustificare una condotta di quel tipo” e messa in atto “utilizzando” una banale discussione nata fuori ad un locale.Quella notte i fratelli Bianchi hanno dato “sfogo al loro impulso violento, approcciandosi alla folla – scrivono i pm – con il solo intento di ledere e non recedendo dal proprio proposito criminoso nonostante i tentativi” di alcuni presenti “di spiegare come non vi fosse assolutamente la necessità di adoperare violenza”. Per l’accusa, di fatto, non esiste un movente per quanto accaduto a Willy. Un quadro di violenza “così banale che si può definire come ‘non movente'”, afferma l’accusa.Nella requisitoria del 12 maggio scorso i rappresentanti dell’accusa hanno ricostruito le fasi del pestaggio.Sostanzialmente Willy si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. “L’azione è partita da Marco e Gabriele Bianchi ma poi si salda con quella di Belleggia e Pincarelli e diventando una azione unitaria – hanno spiegato i pm -. Quello che è successo a Willy poteva capitare a chiunque altro si fosse trovato di fronte” al branco. Un ruolo centrale nella requisitoria ha avuto il modus operandi dei quattro e in particolare la conoscenza della Mma, l’arte marziale di cui i Bianchi sono esperti Una tecnica che è stata utilizzata come arma per “annientare il contendente” e di “farlo senza considerare le conseguenze dei colpi”. Il pestaggio è durato cinquanta, interminabili, secondi in cui la vittima è stata raggiunta da colpi a ripetizione: “50 secondi di sofferenza incredibile” per il 21 enne di origini capoverdiane.

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Metropoli

Canale Monterano, salvo il fico del Marchese del Grillo

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La pianta secolare dopo essere parzialmente crollata era rimasta gravemente danneggiata

CANALE MONTERANO (RM) – Salvo il fico centenario, rimasto danneggiato per cause naturali la scorsa settimana, meglio conosciuto come fico “di Don Bastiano”, presso il Convento di San Bonaventura a Monterano. Una vera e propria “icona” monteranese celebre, anche, grazie al film ‘Il marchese del Grillo’.

La pianta, situata all’interno del convento di San Bonaventura a Monterano nei giorni scorsi è crollata. Il grosso fico durante la notte tra il 25 e il 26 giugno ha subito il distaccamento di parte del tronco e dei rami ad esso collegati.

L’amministrazione comunale di Canale Monterano insieme alla Riserva si sono attivati immediatamente facendo rimuovere le parti schiantate o spezzate e facendo operare una potatura specifica delle parti sopravvissute. Così, grazie alle cure operate secondo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale della Riserva Naturale, Dott. Fabio Scarfò, la pianta è stata salvata e ora gode nuovamente di un aspetto sano e bello.

“Vogliamo ringraziare la competente Soprintendenza per il supporto fornito dall’Assistente di zona Sig. Luigi Vittorini – commenta il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano, Fernando Cappelli – e l’Azienda Agricola Camilletti Cesare, affidataria del servizio, per l’attenzione e la cura nei dettagli dimostrata nell’attuazione dell’intervento.”

“Incrociamo le dita – aggiungono il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli e il Consigliere delegato alla Riserva Giovanni D’Aiuto – ma sembra che il peggio sia passato. L’augurio è di vedere il fico di San Bonaventura presidiare con la sua maestosa vecchiaia la navata di San Bonaventura per almeno altri cent’anni”.

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Metropoli

Anguillara, si ribalta betoniera: un ferito

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Traffico in tilt sulla Braccianese all’altezza di Anguillara Sabazia a causa di autobetoniera che si è rivaltata al km 12. Sul posto è intervenuta la squadra VVF di Bracciamo con l’ausilio dell’ autogru. Nessun altro mezzo è stato coinvolto, le cause dell’accaduto al momento restano imprecisate; è stato necessario l’intervento dei soccorritori VVf affinchè la persona venisse estratta viva ed ancora cosciente dalla cabine del mezzo industriale .La stessa è stata affidato al personale del 118 e trasportata al pronto soccorso.

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