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Roma

MAFIA CAPITALE: CONFINDUSTRIA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

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Tempo di lettura 3 minuti Bindi attacca Marino:"rapporti anche con la tua giunta"

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Redazione

 Roma – Continua a restare sulle cronace lo scandalo di mafia capitale.  Confindustria si costituira' parte civile nel procedimento penale avviato dalla procura di Roma nell'ambito dell'indagine su Mafia Capitale. Ad annunciarlo e' stata Antonello Montante, delegato di Confindustria per la legalita', annuncio arrivato proprio in occasione del seminario del Centro studi dedicato alla lotta alla corruzione. "Tutelare la reputazione delle imprese e la leale concorrenza sul mercato e ribadire cosi' l'impegno di Confindustria per il rispetto dei valori cruciali di legalita' e correttezza nei rapporti economici" e' l'obiettivo che ci si prefigge con questa mossa.
  Che ha registrato apprezzamenti nel mondo della politica e delle istituzioni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che a margione dello stesso convegno ha parlato di "fatto importante e nuovo rispetto ad un atteggiamento un po' di rassegnazione; un segnale della volonta' di contribuire ad un riscatto. La buona politica, come la pubblica amministrazione – ha fatto notare – subiscono il danno da questo tipo di vicende, cosi' come anche l'impresa che rispetta le regole credo che sia la prima danneggiata". E il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha espresso a sua volta "sincero apprezzamento per la decisione di Confindustria di costituirsi parte civile nel procedimento avviato dalla Procura di Roma contro la cupola criminale che operava della Capitale. Sono davvero orgoglioso di poter contare su una realta', come quella delle imprese, che coraggiosamente decide di opporsi a ogni legame tra affari e criminalita'". A sua volta il ministero dello Sviluppo economico ha in calendario una serie di "ispezioni straordinarie mirate" nel mondo delle cooperative, come ha annunciato la titolare del dicastero, Federica Guidi, durante il question time alla Camera. Guidi, rispondendo alla interrogazione di alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle, ha premesso che "l'inchiesta pone in evidenza la duplice necessita' di valorizzare gli strumenti di controllo esistenti e di rivisitare in generale i controlli pubblici. Nel caso specifico del mondo cooperativo nazionale, ha aggiunto Guidi, "il primo livello di controllo spetta alle associazioni stesse" mentre il controllo ministeriale e' di tipo ispettivo o a campione. "Il Mise si e' attivato per riscostruire una mappa societa' cooperative – ha continuato – e dopo questi approfondimenti si fara' corso ad un programma mirato di ispezioni straordinarie" in collaborazione con il Comune di Roma. "E' necessario – ha concluso – rafforzare i poteri ispettivi e le procedure coordinate, organizzando una vigilanza per portare il controllo dove e' necessario, al fine di prevenire prima di reprimere. Il Mise si fara' parte attiva a partire dal confronto con le istituzioni e con le associazioni nazionali cooperative per combattere il fenomeno delle false cooperative". Sempre oggi il sindaco Marino ha consegnato al presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, una 'black list' di circa 120 appalti e procedure sospette attivati dal Campidoglio negli ultimi anni. Gli appalti in questione riguardano soprattutto i settori di gestione del verde pubblico, sociale ed emergenza abitativa. Cantone ha chiesto inoltre – ha riferito Marino – di individuare quelle aree "dove noi riteniamo possa esserci qualunque tipo di allarme", in particolare "partendo dall'area strategica del sociale che e' una delle principali dell'inchiesta". E dai dati emerge che nel sociale nel periodo 2007-2013 "c'e' stato un aumento statisticamente significativo – ha detto Marino – delle procedure condotte su base negoziale, con affidamenti diretti, invece che con bandi di gara pubblici". Sul fronte dell'inchiesta, da registrare che da questa mattina il tribunale del riesame e' impegnato a valutare i ricorsi presentati dai difensori di Salvatore Buzzi, presidente della Cooperativa 29 giugno arrestato per associazione di tipo mafioso, e da quelli di altre 16 persone finite in manette. Buzzi, che ha preso la parola davanti al collegio presieduto da Bruno Azzolini, ha voluto precisare di aver "incontrato per la prima volta Massimo Carminati nel 2012" e di "non aver commesso con lui alcun illecito". Intanto Carminati nel carcere di Tolmezzo non puo' leggere giornali e allora ha chiesto di poter leggere dei libri. In cella e' da solo, in regime di alta sicurezza, in isolamento giudiziario e non puo' socializzare con altri detenuti.

"Forse la mafia si e' insediata e ha fatto il salto di qualita' con Alemanno ma e' innegabile che ha avuto rapporti politici anche con la sua giunta". Cosi' il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, si e' rivolto al sindaco di Roma Ignazio Marino, ricevuto oggi in audizione. "Il dato di fatto e' che nessuno della mia amministrazione e' indagato per associazione mafiosa", ha replicato Marino, ricordando che "l'assessore Ozzimo e il presidente dell'Assemblea capitolina, che si sono dimessi, sono indagati per corruzione". Ma "chi e' indagato per corruzione in un'inchiesta per mafia e' comunque un interlocutore e forse il terminale o l'arma impropria che viene utilizzata", ha ribattuto Bindi

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Metropoli

Bracciano, violenta aggressione all’ospedale: panico tra medici e pazienti

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BRACCIANO (RM) – Sono stati momenti di tensione quelli vissuti da medici e pazienti all’ospedale Padre Pio. I Carabinieri della Sezione Radiomobile della
Compagnia di Bracciano hanno arrestato un cittadino italiano di 52 anni, con precedenti,
gravemente indiziato del reato di resistenza a Pubblico Ufficiale. L’uomo, in visita a dei
parenti presso l’Ospedale Padre Pio di Bracciano, in evidente stato di alterazione, aveva
aggredito fisicamente e minacciato il personale sanitario, inveendo anche contro i visitatori
presenti. A seguito dell’evento è stato richiesto l’intervento del 112, appurando che lo
stesso soggetto, pochi minuti dopo si era allontanato per poi importunare il personale di un
vicino supermercato. A seguito delle immediate ricerche i Carabinieri della Compagnia di
Bracciano hanno individuato l’uomo che, restio al controllo, li ha aggrediti, minacciandoli.
All’esito dell’attività il 52enne è stato arrestato in flagranza di reato e condotto presso il
carcere di Civitavecchia. In data 10 aprile 2024 l’arresto è stato convalidato ed è stata
disposta da parte dell’Autorità giudiziaria la custodia cautelare in carcere.
Si comunica il tutto nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in
considerazione dell’attuale fase del procedimento, fino a un definitivo accertamento di
colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di garantire il diritto di cronaca
costituzionalmente garantito.

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Roma

Droga a Roma, shaboo nei biscotti iraniani

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ROMA – I Carabinieri della Compagnia di Roma Centro, a conclusione di una complessa attività d’indagine, durata circa sei mesi e diretta dalla Procura della Repubblica di Roma – Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, stanno dando esecuzione a un’ordinanza che dispone l’applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, nei confronti di sei persone di nazionalità iraniana, filippina e bengalese, perché gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale, spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti del tipo metanfetamina, comunemente detta “shaboo” ed oppio.
L’operazione, scattata alle prime ore di questa mattina, ha impegnato i Carabinieri nella provincia di Roma, dove sono stati localizzati i 6 indagati, 4 destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, due uomini, una donna iraniani e un uomo del Bangladesh; una donna filippina agli arresti domiciliari; una donna iraniana destinataria della misura del divieto di dimora in Roma.
Le attività investigative, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro sono scaturite a seguito dell’arresto operato a giugno 2021 nei confronti di un cittadino bengalese, trovato in possesso di 530 g di shaboo; da qui sono stati raccolti gravi elementi indiziari in ordine alla presenza di un gruppo criminale per conto del quale l’arrestato deteneva la sostanza. Le indagini eseguite mediante attività tecniche e telematiche, associate come sempre ai servizi tradizionali di pedinamento ed osservazione, hanno consentito di mettere insieme gravi indizi di colpevolezza  a carico di colui che viene considerato il capo e coordinatore unico del gruppo, un cittadino Iraniano, in Italia da circa 25 anni, già agli arresti domiciliari per analogo reato il quale, sfruttando anche i permessi lavorativi come panettiere, dirigeva da remoto ed avvalendosi di gregari e collaboratori ai vari livelli, i rapporti sia con gli acquirenti che con i “galoppini” ed i fornitori di shaboo di stanza in Iran.
Proprio nei confronti di colui che viene considerato il capo e della moglie – anche lei membro del gruppo con compiti logistici ed operativi – i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro hanno eseguito a dicembre 2021 una perquisizione disposta dalla Procura della Repubblica che ha permesso di rinvenire e sequestrare all’interno di un appartamento 2,3 kg di shaboo e 1,4 kg di oppio, abilmente occultati nel doppio fondo di confezioni, completamente integre, di dolci tipici dell’Iran, comportando l’arresto della coppia.
La successiva analisi degli apparati telefonici sequestrati alla coppia ha poi permesso di ricostruire il canale di approvvigionamento dello stupefacente sintetico che veniva prodotto in Iran ed inviato in Italia, grazie alla collaborazione in terra persiana di un sodale non compiutamente identificato, che avvalendosi dell’inconsapevole apporto di alcuni turisti iraniani diretti a Roma, che mettevano a disposizione una porzione del proprio bagaglio, convinti di aiutare dei connazionali a portare in Italia “i sapori” della loro terra (i biscotti appunto), importavano in Italia lo stupefacente rischiando inoltre, se arrestati in Iran, la pena capitale. Una volta in Italia, lo stupefacente sotto forma di prodotti dolciari, veniva ritirato dalla madre o dalla moglie del capo dell’organizzazione e stoccato in depositi prima di essere immesso sul mercato capitolino sfruttando la manodopera a basso costo offerta da cittadini filippini e bengalesi.
È stata dunque ricostruita l’importazione di ben 21 kg di shaboo e 3 kg di oppio nel periodo ricompreso tra aprile e novembre 2021, e la successiva commercializzazione anche al dettaglio, e cristallizzata la posizione di 13 indagati a vario titolo per i reati di spaccio, detenzione ed importazione dall’estero di sostanze stupefacenti.
Nel corso dell’attività, a riscontro delle indagini, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro hanno eseguito 6 arresti in flagranza di reato, convalidati, sequestrate sostanze stupefacenti del tipo metanfetamina, comunemente detta “shaboo”, per un peso complessivo di oltre 3 kg, del tipo oppio per un peso complessivo di kg. 1,5 nonché la somma in contanti di 25.000 euro ritenuta provento dell’attività di spaccio.
Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari, per cui gli indagati sono da ritenersi innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva.

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Cronaca

Roma, blitz all’alba di Carabinieri e Polizia: in manette 11 persone:

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I reati contestati sono di rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione, riciclaggio di denaro, spaccio di sostanze stupefacenti
 
 
Dalle prime luci dell’alba, nelle province Roma, Viterbo e Frosinone, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma e gli agenti della Polizia di Stato del I Distretto Trevi Campo Marzio stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, che dispone misure cautelari nei confronti di 11 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione, riciclaggio di denaro, spaccio di sostanze stupefacenti.
 
L’attività di indagine, nata nell’ottobre 2022, trae origine dalle denunce di un soggetto, consumatore di sostanze stupefacenti, che aveva maturato con i propri spacciatori un debito che non era riuscito più a onorare, generando le violente reazioni di questi ultimi. In particolare, l’attività d’indagine, durata oltre un anno, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine all’esistenza di un gruppo criminale, operante nel quartiere romano di Cinecittà, di cui farebbero parte gli indagati e di documentare come questi ultimi fossero soliti operare delle violente ritorsioni nei riguardi degli acquirenti di droga morosi.
 
Sono stati raccolti elementi indiziari per cui in alcuni episodi le vittime venivano trasportate all’interno delle abitazioni di alcuni sodali ove venivano percosse e minacciate con una pistola puntata alla tempia al fine di obbligarle a effettuare i pagamenti, anche attraverso bonifici bancari. Talvolta, poiché si era esaurito il “plafond” giornaliero presso la banca, venivano sequestrati e malmenati tutta la notte, in attesa di poter effettuare altri bonifici il mattino seguente. Nei casi in cui non riuscivano a ottenere il denaro preteso, le minacce venivano estese anche ai familiari dei malcapitati.
 
L’analisi del flusso di denaro estorto (oltre 300.000 euro) ha permesso di identificare tutti i beneficiari dei bonifici bancari in soggetti ritenuti vicini al soggetto più autorevole del gruppo criminale, Daniele Salvatori e di documentare le attività finalizzate al reimpiego e al riciclaggio del denaro che dai vari conti correnti veniva, tramite ulteriori bonifici o attraverso il prelievo in contanti, trasferito ad altri beneficiari.
 
A Daniele Salvatori, classe 1977, già noto alle forze dell’ordine, il 12 giugno 2023, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma avevano già notificato un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, per l’estorsione ai danni di un trentaseienne residente nella provincia di Frosinone e dei suoi familiari. A conferma della pericolosità e della spregiudicatezza del destinatario del provvedimento restrittivo, in data 03.10.2022, il Salvatori era stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Cassino (FR), poiché sorpreso nei pressi dell’abitazione delle vittime in possesso di un’arma clandestina.
 
Privo di virus.www.avast.com



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