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Rieti

MAGLIANO SABINA: CITTADINO DI ANGUILLARA DENUNCIATO PER RICETTAZIONE. I CARABINIERI RINTRACCIANO IL PROPRIETARIO DEGLI OGGETTI RINVENUTI

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Tempo di lettura < 1 minuti Si e’ in attesa del dissequestro da parte della competente Autorita’ Giudiziaria prima della riconsegna della refurtiva al legittimo proprietario

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Redazione

Magliano Sabina (RI) – A fine ottobre 2013, i carabinieri di Magliano Sabina avevano deferito in stato di liberta’ tale C. Gianluca classe 1981 di Anguillara Sabazia (RM), per il reato di ricettazione.
Il predetto, fermato a bordo di un’autovettura, era stato trovato in possesso di monili d’oro ed alcuni orologi, occultati all’interno della stessa, risultati di dubbia provenienza, dal momento che il prevenuto, non sapeva dare spiegazioni circa il suo possesso.
In seguito alla denuncia, le indagini non si sono fermate, ma sono proseguite volte al rintraccio del proprietario di quanto rinvenuto.

A conclusione di tale attivita’, i carabinieri della stazione di Magliano Sabina, hanno identificano la parte offesa, tale B. Vincenzo della provincia di Siena, il quale nella giornata del 26 ottobre 2013, giorno precedente al rinvenimento, aveva subito un furto all’interno della propria abitazione. Quest’ultimo, dopo aver visionato il fascicolo fotografico degli oggetti rinvenuti, riconosceva la quasi totalita’ di quanto a lui asportato.

Si e’ in attesa del dissequestro da parte della competente Autorita’ Giudiziaria prima della riconsegna della refurtiva al legittimo proprietario.

 

Castelli Romani

Banca Popolare Valconca, salta la fusione col gruppo Banca Popolare del Lazio: l’analisi di un clamoroso “no”

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Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa

È clamorosamente saltata la fusione tra la Blu Banca (gruppo Banca Popolare del Lazio) e la Banca Popolare Valconca. Messi i pro e i contro sulla bilancia (e anche il nostro giornale è uscito con diversi interrogativi sul tema) i soci con la schiena dritta hanno impedito che questo matrimonio si perfezionasse, nonostante il bene placido di Banca D’Italia che in maniera fulminea aveva benedetto l’unione e sembra così voler proseguire a recitare il ruolo da protagonista di una tra le fiabe più famose al mondo: “La bella addormentata nel bosco”. Questo perché mentre dorme o peggio ancora finge di sonnecchiare, il gruppo Bpl continua a fare un po’ come gli pare, tentando gesta che vanno oltre le più temerarie intenzioni.


Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa quando la governance era composta da elementi con la schiena dritta che proprio per questa conformazione sono stati sbattuti fuori in favore di modellanti e accomodanti uomini mutanti (o mutandis) stampati sul modello delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.


Il 50,44 per cento dei soci, pari a 3.586.255 azioni, si è espresso contro la fusione, mentre il 46,74 per cento, pari a 3.323.169 azioni, a favore

«Si tratta di una vittoria abbondante – ha spiegato l’ex presidente Valconca Gianfranco Vanzini in un articolo di Corriere Romagna, contrario al progetto di fusione –. Con questo voto abbiamo sventato la morte della Banca Popolare Valconca. Ora vedremo se riusciamo a farla continuare a vivere», e sull’attuale Cda aggiunge: «Vedremo quali scelte prenderanno, se non faranno nulla oppure si dimetteranno. Certamente, almeno una riflessione dovranno farla».
E adesso Banca d’Italia come si muoverà? Il 5 ottobre scorso aveva rilasciato l’autorizzazione all’operazione di fusione e ora, terminata l’assemblea straordinaria dei soci e raccolto il sonante NO, chissà se la strada indicata verrà definitivamente archiviata (ricordiamo che la fusione era vista da tutti, direttore generale della Valconca Dario Mancini in testa, come l’unica possibile soluzione per dare un futuro alla Valconca).

Ebbene i soci Valconca, diversamente dai tanti Bpl, non hanno digerito la palese malconvenienza del cambio con le azioni Blu Banca. L’ex Vanzini ha spiegato chiaramente come con la fusione, il 93 per cento del capitale sarebbe stato di proprietà dei soci della Blu Banca, mentre ai soci dell’istituto di credito morcianese, sarebbe rimasto un 7 per cento. Un rapporto che si sarebbe senz’altro ripercosso sui dividendi futuri.

Nel frattempo a Mancini sembra non restare altro che addrizzare il tiro. Lui che due anni fa decantava la sana gestione Valconca e il bilancio in buona salute, lui che prima della fusione parlava di situazione compromessa a tal punto da vedere nella fusione la sola via d’uscita. Le sue prime parole a caldo dopo aver incassato la sonante stangata dai soci sono state: «La fusione non è passata e andremo avanti con le nostre forze». (Sicuramente la Valconca andrà avanti ma più di qualcuno non disdegna un periodo di commissariamento letto quasi come il classico periodo di riflessione tra due ex innamorati che preferiscono non rincollare i pezzi di una relazione ormai rotta. Mancini per mantenersi almeno apparentemente coerente ha aggiunto «Il fronte del no ha prevalso ma senza un motivo. Evidentemente la trasparenza non ha pagato. Andremo comunque avanti con forza».

E il presidente della Bpl Capecelatro che si era già “apparecchiato” nel Cda Valconca nonostante l’evidente conflitto d’interessi che cosa farà? Assaporato il pre aperitivo, non ha potuto apprezzare le portate più ricche… i soci hanno tenuto ben salde le redini di una banca che vuole mantenere la propria autonomia senza essere fagocitata da chicchessia o da certi strani soggetti il cui modus operandi poco trasparente è stato già messo nero su bianco in un verbale stilato, sembrerebbe obtortocollo, da Banca d’Italia che ha bacchettato la governance Bpl senza prendere provvedimenti concreti per “punire” gli errori commessi dai singoli. Anzi c’è anche chi aveva il dovere di investigare ma ahinoi, invece, ha trovato un posto sicuro in banca per il suo pupillo. D’altronde non è la prima volta che lo diciamo: «I figli so’ piezz’e core».

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Cronaca

Nassiriya, 12 novembre 2003: la strage ricordata a Rieti

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I Carabinieri ricordano i 12 colleghi caduti. Deposti fiori alla targa dedicata ai caduti all’interno del comando provinciale dell’Arma
 
I Carabinieri di Rieti, in servizio ed in congedo, questa mattina hanno ricordato i colleghi deceduti a seguito dell’attentato terroristico il 12 novembre 2003 a Nassiriya, in Iraq. A rendere gli onori ai caduti, oltre al Comandante Provinciale Colonnello Bruno Bellini, unitamente agli altri Ufficiali, Sottufficiali e graduati della sede, anche il Coordinatore Provinciale dell’A.N.C. Maggiore Bruno Argiolas ed una rappresentanza di Carabinieri in congedo con bandiera al seguito.
 
Nella circostanza sono stati letti i nominativi dei Militari dell’Arma Caduti nel tragico evento: il Sottotenente Giovanni Cavallaro, il Sottotenente Filippo Merlino, il Luogotenente Enzo Fregosi, il Maresciallo Aiutante Massimiliano Bruno, il Maresciallo Aiutante Alfio Ragazzi, il Maresciallo Aiutante Alfonso Trincone, il Maresciallo Capo Daniele Ghione, il Brigadiere Giuseppe Coletta, il Brigadiere Ivan Ghitti, il Vice Brigadiere Domenico Intravaia, l’Appuntato Andrea Filippa e l’Appuntato Horacio Majorana.
In occasione del vile attentato, percepito il pericolo imminente, il Carabiniere Andrea Filippa riuscì ad uccidere i due attentatori, fermando il mezzo imbottito di esplosivo prima che arrivasse a ridosso della struttura che ospitava il Reggimento M.S.U. (Multinational Specialized Unit) dei Carabinieri, scongiurando, così, una strage di più ampie proporzioni.
 
Oltre ai militari dell’Arma, nel tragico attentato, persero la vita anche cinque militari dell’Esercito Italiano (il Capitano Massimo Ficuciello, il Maresciallo Capo Silvio Olla, il Primo Caporal Maggiore Alessandro Carrisi, il Caporal Maggiore Capo Scelto Emanuele Ferraro, il Caporal Maggiore Pietro Petrucci), due civili italiani, il cooperatore internazionale Marco Beci, il regista Stefano Rolla e nove cittadini iracheni.
 
Dopo la lettura dei nomi dei militari deceduti, sono stati deposti i fiori alla targa dedicata ai caduti che, dal 5 giugno 2020, è stata collocata proprio all’ingresso del Comando Provinciale, quindi il trombettiere ha suonato il silenzio.
La commemorazione è avvenuta nell’ambito della 14^ giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace, come disposto dalla legge 162/2009.
 
Il pensiero oggi corre a tutti i Carabinieri di ogni ordine e grado, Caduti nei teatri operativi mentre svolgevano il loro servizio nell’ambito delle citate missioni.
 



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Cronaca

Rieti, scomparsa di Silvia Cipriani: trovati resti umani riconducibili alla pensionata

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RIETI – Ritrovati oggi pomeriggio di oggi resti umani che con tutta probabilità appartengono al corpo di Silvia Cipriani, la 77enne di Rieti scomparsa lo scorso 21 luglio. Oltre ai resti anche alcuni vestiti della donna che sono stati repertati e portati a Roma per la verifica del Dna. Le ricerche erano ripartite questa mattina dopo che lo scorso lunedì era stata trovata l’auto in zona Scrocco a Montenero Sabino, e ieri di una scarpa e della borsa della donna.

Silvia Cipriani 77 anni è scomparsa tra Cerchiara e zona viale Matteucci, dove risiede, lo scorso mese di luglio dopo essersi allontanata a bordo della sua Fiat Palio grigia metallizzata.

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