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Ambiente

Maltempo, al via la corsa delle Regioni alla somma urgenza. Tagliente: “Necessario lavorare sulla prevenzione”

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Le regioni chiedono al governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per procedere con somma urgenza.

Le richieste inviate al Dipartimento della Protezione Civile da Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Lazio, Sardegna, Calabria, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige saranno trasmesse a breve a palazzo Chigi.

Intanto proseguono le polemiche sulla mancanza di adeguati piani di prevenzione per una tutela e cura del territorio.

In molti si sono chiesti cosa stiano aspettando gli organi di competenza, ad attuare piani di prevenzione adeguati per un territorio martoriato, da anni, da questi fenomeni.

Secondo l’esperto Claudio Rafanelli “abbiamo dimenticato la nostra cultura contadina per sostituirla con una cultura industriale, in cui la cura del territorio passa in secondo piano”

Proprio in questi giorni, tante città italiane si sono trovate impreparate e distrutte dal violento maltempo, che imperversa sull’Italia”

Per cercare di comprendere cosa si può fare per ridurre il rischio di tragedie umane causate dal maltempo e dall’incuria dell’uomo l’Osservatore d’italia ha fatto il ponto con il prefetto Francesco Tagliente che da prefetto di Pisa ha affrontato anche le criticità emerse per il maltempo, coordinando una collaudata macchina della Protezione Civile, verso il superamento della varie fasi emergenziali determinate dal dissesto idrogeologico, nell’esondazione dell’Ozzeri del novembre 2012 e nella grave frana sull’A11 dell’aprile 2013, ma soprattutto nella gestione dell’emergenza della piena dell’Arno del febbraio 2014 con straripamenti seguiti da danni e paura per le comunità della provincia di Pisa.

Ecco il suo pensiero, sintetizzato in punti:

Servono interventi sul piano urbanistico, sulle reti fognarie e un monitoraggio costante degli argini dei fiumi e dei torrenti con il mondo del volontariato e con la tecnologia più avanzata. 

I cambiamenti climatici e meteo estremo sono le sfide globali più grandi che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. Cosa si può fare? Per vincere la sfida ai cambiamenti climatici ognuno può dare il suo contributo.

Intanto bisogna rispettare i programmi e i trattati internazionali per le politiche ambientali (kioto, Parigi) e comunque puntare alla prevenzione su più binari.

In cima alla lista degli interventi, come priorità assoluta, vedo l’educazione del cittadino al rispetto del bene comune e la pulizia delle strade. Talvolta le fognature non ricevono perché intasate da fogliame e rifiuti abbandonati.

Sul piano urbanistico è indispensabile un vincolo assoluto di non edificabilità vicino ai bacini ed il contestuale ripristino dei luoghi ove sono accertati gli abusi. Molte volte invece si aspetta il condono che mortifica chi invece rispetta la norma di legge. (Costruire sopra i canali è stata la disfatta di Genova)

Visto quanto sta accadendo sarebbe opportuno iniziare a pensare a una nuova pianificazione e progettazione per l’urbanizzazione primaria dei centri abitati, sovradimensionare i sottoservizi quali le reti fognarie

Bisogna cominciare a valutare l’opportunità di edificare su zone già edificate (demolizione del vecchio) ovvero consumo di nuovo suolo pari a zero. Sarebbe opportuno consentire di demolire e ricostruire ma in molti casi questo processo è bloccato dalle norme statali che fanno capo ai beni culturali.

E’ urgente una adeguata opera di bonifica e pianificazione idraulica incidendo di più negli interventi di prevenzione in tutti i settori. Per assicurare un corretto equilibrio idraulico è indispensabile dragare i fiumi, soprattutto alla foce, e ripensare alla manutenzione dei reticoli minori come i canali e i fossi di scolo del territorio

Bisogna prevenire il rischio idraulico ripensando al pericolo derivante dai vincoli delle normative vigenti, che di fatto rendono difficile lo scavo degli alvei dei fossi e dei canali e oneroso lo smaltimento dei fanghi di escavazione, con rischio serio per tutta la popolazione.

In passato i materiali risultanti dall’escavazione venivano depositati lungo le fasce limitrofe al corso del canale. Con l’entrata in vigore dei nuovi vincoli questa attività non è più possibile: i fanghi, devono essere trattati tutti come rifiuti, e spesso come rifiuti speciali. Ne consegue che un’attività che prima veniva eseguita come manutenzione ordinaria, adesso deve essere trattata come straordinaria, con conseguente complicazione operativa ed aumento esponenziale dei costi, sia per le analisi che per l’adozione di soluzioni tecniche per lo stoccaggio. Oggi per pulire i canali e i fossi i costi sono altissimi. I “fanghi di dragaggio”, dopo le analisi chimico-fisiche nella maggior parte dei casi sono classificati come rifiuto e talvolta speciale dovrebbero essere conferiti in discarica, con un alto costo, mediamente mille euro al metro, per il trasporto e lo smaltimento.

Il dragaggio dei canali e dei fossi è fondamentale perché evita gli allagamenti: in caso di evento meteorico superiore alla media o addirittura eccezionale, l’aver effettuato correttamente la pulizia significa la difesa di tutti i cittadini.

Bisogna rendere più agevoli i lavori di dragaggio e tornare ad avere la rete di canali, efficiente e in grado di garantire la sicurezza.

Gli argini dei fiumi e dei torrenti andrebbero monitorati, in particolare in prossimità dei centri abitati. Non è pensabile farlo in fase critica durante la piena. Sarebbe utile ispezionarli facendo ricorso al mondo del volontariato e agli strumenti che la tecnologia oggi ci consente di poter disporre. Inoltre andrebbero dragati i fiumi soprattutto alla foce e ripensare alla manutenzione dei reticoli minori”.

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Lazio, Novelli (M5S) su birrifici artigianali: “La proposta di legge scritta dai produttori di birra”

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“Oggi in Consiglio Regionale è stata approvata, con il voto favorevole del Movimento 5 Stelle, la proposta di legge sui birrifici artigianali. Un testo sul quale abbiamo lavorato lungamente già in Commissione Attività Produttive, rendendo la legge più aderente alle esigenze dei produttori locali, introducendo con le nostre proposte una forte vocazione agricola, incentivando la produzione in loco delle materie prime fondamentali come orzo e luppolo, attualmente in gran parte importate, e la riduzione dell’impatto ambientale delle filiere produttive, per una birra artigianale il più possibile ecosostenibile e Made in Lazio”. Così il consigliere regionale M5S del Lazio, Valerio Novelli, presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente alla Pisana, a margine della dichiarazione di voto oggi che ha visto approvata la proposta di legge sui birrifici artigianali. “Nella seduta odierna c’è stato il completamento di questo lavoro – conclude Novelli – con l’approvazione del mio emendamento che prevede la redazione del disciplinare sulla produzione della birra da parte degli stessi produttori e non dalla Regione Lazio, come previsto nella versione originale del testo. Un grande risultato frutto come sempre dell’ascolto delle esigenze dei territori e delle categorie interessate”.

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Legge di bilancio, 5 miliardi per l’ambiente

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Una legge di bilancio che cuba almeno 5 miliardi di euro in norme per l’ambiente, ma la stima è per difetto. Una legge che proroga tutti gli incentivi per la riqualificazione energetica, la rigenerazione urbana e del patrimonio edilizio, per la mobilità sostenibile, per il verde urbano. Ma non solo.
“Con questa legge di Stabilità – spiega il ministro per l’Ambiente Sergio Costa – vogliamo cambiare il paradigma della politica economica del Paese rafforzando quelle scelte ecosostenibili che qui sono un tassello importantissimo, che sarà ulteriormente e decisamente rafforzato con il Recovery plan di derivazione europea”.

Una delle novità è aver introdotto una serie di norme per agevolazioni nelle Zea, le zone economiche ambientali, che corrispondono ai parchi nazionali e quindi ai comuni in essi compresi, al fine di potenziare il sistema nazionale delle aree protette. La ratio è prevedere compensazioni per quei territori che, insistendo all’interno dei parchi, ed essendo quindi sottoposti a vincoli e a limitazioni, possano godere di benefici volti alla transizione ecologica, a tutela degli ecosistemi in essi custoditi: incentivi per il vuoto a rendere, le compostiere di comunità, sentieristiche, l’incremento del fondo per il potenziamento delle aree protette, sono tutte misure che da un lato tutelano e incentivano a vivere, lavorare e investire nei parchi, dall’altro spingono verso una sempre maggiore tutela dell’ambiente. È il percorso delineato già dal decreto legge “clima” del 2019, quando le Zea nacquero ufficialmente.
Vediamo nello specifico le misure green introdotte dalla legge di Stabilità in arrivo alla Camera per la conversione.

RINNOVATI I BONUS GREEN

detrazioni per la sistemazione delle aree verdi, impianti di irrigazione, realizzazione pozzi, coperture verdi, giardini pensili; si incrementa di 100 milioni il fondo per il bonus mobilità per il 2021: servirà a rimborsare gli aventi diritto del 2020 (per acquisti effettuati e certificati dal 4 maggio al 2 novembre). La parte residuale del fondo andrà a incrementare il fondo mobilità e quindi sarà impiegato per tutte le iniziative per la mobilità sostenibile; proroga delle detrazioni per spese di riqualificazione energetica, impianti di co-generazione, recupero del patrimonio edilizio, acquisto di mobili e grandi elettrodomestici e proroga per il cosiddetto “bonus facciate”.

MISURE PER LE ZEA

– Per la prima volta il fondo per il sistema nazionale delle aree protette viene incrementato,  invece che ridotto, di 11 milioni: 6 per i parchi nazionali, 3 per le aree marine protette, 2 milioni per i caschi verdi (dal 2023) che diventano così strutturali.
La grande novità è che questi fondi decorrono a partire dal 2021, diventando pertanto permanenti.
– Incentivi per il vuoto a rendere degli imballaggi nelle Zea: complessivi 10 milioni di euro. Sono considerati gli imballaggi contenenti liquidi a fini alimentari, primari e riutilizzabili, con sede operativa nella Zea. Ai venditori che riconoscano un abbuono del 25% del prezzo dell’imballaggio alla resa viene riconosciuto un credito di imposta del valore doppio all’abbuono, quindi 50% del prezzo dell’imballaggio, per un massimo di 10mila euro ciascuno e nei limiti del fondo.
– Tariffa puntuale dei rifiuti: incentivi ai comuni che ricomprendono al loro interno le Zea per la misurazione puntuale dei rifiuti conferiti al servizio pubblico con un fondo di 5 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022.
– Incentivi per acquisti di compostiere di comunità: 10 milioni complessivi per due anni (2021 e 2022).

FONDO PER INVESTIMENTI DEGLI ENTI TERRITORIALI

Circa 4,3 miliardi fino al 2033 al fondo per:

•       Messa in sicurezza degli edifici e del territorio

•       Viabilità e messa in sicurezza del trasporto pubblico per sostituzione del parco mezzi, tra i più vecchi e inquinanti d’Europa

•       Riconversione energetica verso fonti rinnovabili

•       Bonifiche ambientali e rigenerazione urbana

IMPRESE GREEN

Finanza sostenibile: nasce la piattaforma per la certificazione ambientale per la finanza sostenibile a cui ciascun soggetto, pubblico o privato, può acceder volontariamente. Finanziata con 500 mila euro a decorrere dal 2021.
Conversione green delle PMI: Istituito fondo da 280 milioni di euro fino al 2026 per finanziare conversioni green delle Piccole e medie imprese per investimenti volti alla transizione tecnologica e alla sostenibilità ecologica e ambientale dei processi produttivi.

PARTECIPAZIONE E GIOVANI

Educazione ambientale: Per gli anni 2021  e 2022 fondo da 8 milioni per progetti pilota di educazione ambientale nei territori di prossimità di aree protette (parchi naturali, riserve MAB, siti naturalistici Unesco). Inoltre per le scuole nei Sin previsto fondo da 6 milioni di euro per progetti di educazione ambientale: si interviene cosi sull’articolo della legge Clima #iosonoambiente semplificandone il regolamento e le procedure(infatti i fondi di quell’articolo non sono stati spesi perché il decreto attuativo non è mai stato realizzato, vista la complessità).
Associazioni ambientaliste:
Il 50% degli utili percepiti da enti no profit che abbiano tra le proprie finalità la protezione ambientale non concorrerà a formare reddito imponibile. Una norma importante che aiuterà le associazioni di cittadine e cittadini con finalità di tutela ambientale.

TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Tutela del mare: aumentiamo la tutela e la vigilanza del mare autorizzando la spesa di 3 milioni a decorrere dal 2022 per il Corpo delle Capitanerie di Porto.
Carta geologica: 10 milioni di euro complessivi per il completamento della carta geologica.
Dissesto idrogeologico: (norme tabellari, risorse Mattm): rifinanziamento del fondo per misure di contrasto al dissesto idrogeologico per aiutare i comuni nella progettazione con 200 milioni.
Discariche: il commissario unico per le discariche abusive viene ulteriormente rafforzato, aumentando il limite massimo per le spese di funzionamento della struttura dallo 0,5% al 2%.
Acqua: fondo da un milione di euro per la promozione della consapevolezza della risorsa idrica (500 mila euro l’anno 2021 e 2022) e installazione dei contabilizzatori dei consumi idrici.
Aria: finanziamento del fondo qualità dell’aria: 260 milioni.
Valutazioni ambientali: si autorizza una spesa di 3 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022 affinché la Commissione Via Vas e quella IPCC possano avvalersi di Ispra al fine di accelerare le procedure di valutazione ambientale.

Animali: nasce il centro di accoglienza per animali confiscati presso il CUFAA, con un finanziamento previsto di tre milioni di euro l’anno a decorrere dal 2021.

Muretti a secco (norme tabellari, fondi Mattm): finanziati con un fondo da 40 mln di euro gli interventi per la riqualificazione, mantenimento dei muretti a secco, patrimonio Unesco.

Il ministro Costa apre gli Stati generali del verde urbano – Il 23 dalle 9 la diretta streaming. “Verde pubblico fondamentale in questo periodo sanitario”

Con un intervento introduttivo del ministro dell’Ambiente Sergio Costa si apriranno lunedì 23 novembre alle ore 9 in diretta streaming (https://www.facebook.com/ISPRAmbiente) gli Stati generali del verde urbano, giunti quest’anno alla sesta edizione. Un appuntamento annuale per fare il punto sul capitale naturale delle nostre città, anche alla luce della legge clima voluta dal ministro e del decreto attuativo dell’ottobre scorso, che assegna 30 milioni di euro alla riforestazione urbana, derivanti dai proventi delle aste sulle quote di emissioni ETS.

“E’ fondamentale il verde pubblico per le nostre città – osserva il ministro Costa -, tanto più in questo periodo sanitario che ci ha portato a stare di più all’aria aperta. Gli Stati generali del verde urbano saranno un’occasione preziosa per riflettere su quanto è stato fatto, come la legge clima approvata a fine 2019 e il decreto attuativo di quest’anno, ma anche su quanto si può ancora fare per i polmoni verdi delle città metropolitane italiane, come per esempio nell’ambito del Recovery Fund e delle linee di azione dedicate alla forestazione urbana. Lavorando insieme con gli enti locali, con i quali – non mi stancherò di ripetere – è necessario fare squadra”.

Quattro le sessioni degli Stati generali, tutte nella stessa giornata: “Forestazione urbana con i proventi delle aste della CO2”; “Forestazione urbana e Recovery Fund”; “Il rinnovo delle alberate in città: una buona pratica in linea con gli obiettivi delle foreste urbane”; “Il ruolo delle Fondazioni e l’apporto della finanza privata”. Anche quest’anno interverranno esperti del settore, scienziati, economisti, giuristi e politici, come Giovanni Maria Flick, già ministro della Giustizia e presidente della Corte Costituzionale, che dialogherà, subito dopo l’intervento del ministro Costa, con Massimiliano Atelli, presidente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico del ministero dell’Ambiente. O ancora come Stefano Laporta, presidente dell’Ispra, Giancarlo Blangiardo, presidente dell’Istat, Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, Carlo Zaghi, direttore generale del ministero dell’Ambiente (Direzione generale per il patrimonio naturalistico) e Alessandra Stefani, direttore generale del ministero delle Politiche agricole e forestali.

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Ambiente

Acqua come barriera ai contagi

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Anche il fatto che oggi 2,2 miliardi di persone nel mondo continuino a non aver accesso all’acqua potabile e 4,2 miliardi siano privi di servizi sanitari costituisce un freno alla vittoria definitiva contro il coronavirus.

L’impatto di questo dato sulla mortalità, specialmente infantile, è devastante, e causa il diffondersi di malattie quali il colera, o il coronavirus. Risolvere un problema che sta alla base del sottosviluppo, e che con i cambiamenti climatici potrà solo ingigantirsi, è l’obiettivo della Water Academy, che – con il sostegno della Fao – offre formazione ad hoc ai dirigenti di Stati e governi nella gestione delle risorse idriche.

Il 20 Novembre 2020 alle 10.30 CET Time è in programma la nuova edizione dell’High Level Round Table Symposium:

“WASH away COVID 19 and other Pandemics”

La nuova edizione del tradizionale evento interdisciplinare organizzato da Water Academy for a Sustainable and Responsible Development (SRD) indaga scientificamente la complessa interazione esistente fra le pandemie di natura virale e l’acqua.

Oltre a scienziati e ricercatori, partecipano anche esponenti delle Organizzazioni Multilaterali che confronteranno le rispettive posizioni per far comprendere l’importanza della disponibilità e dell’accesso all’acqua anche come elemento fondamentale per la prevenzione delle tante epidemie virali che colpiscono un numero crescente di persone nel mondo.

Partendo dalle considerazioni sullo stato di avanzamento dell’iniziativa WASH (Water Sanitation and Hygiene) lanciata dall’ONU negli anni scorsi, il Simposio farà il punto proprio sull’interazione fra risorse Idriche, prevenzione e profilassi sanitarie evidenziando i diversi squilibri esistenti a livello internazionale. Con il consueto approccio olistico che trova espressione nella Geneva Water Initiative lanciata proprio da Water Academy SRD nel 2017, i relatori metteranno a disposizione le loro specifiche esperienze per proporre una politica condivisa funzionale ad una più approfondita comprensione del ruolo delle risorse idriche a livello sociale, sanitario ed economico.

Con il sostegno della Fao, Wasrd organizza master universitari, pubblicazioni, simposi e conferenze internazionali, e fa consulenza a governi, enti pubblici, istituzioni, ong. Gli ultimi progetti avviati hanno cambiato la vita di migliaia di persone a Capo Verde e in Somalia (Progetto TOP). Main sponsor delle attività di WaterAccademy, che organizza master frequentati quasi unicamente da ragazzi di Paesi emergenti premiati da Borse di Studio, è la Banca Svizzera Ceresio Investors. 

Presidenti del We-mposium 2020 sono Alessandro Leto Direttore di water Academy SRD e Federico properzi CTA di UN Water.

Il We-mposium sarà trasmesso in Live Streaming in collaborazione con CNBC:

We-mposium WATER ACADEMY SRD

Ora: 20 nov 2020 10:30 AM Berna,  accesso riunione in Zoom –

https://zoom.us/j/3371250000 ID riunione: 337 12 50000

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