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Cronaca

MARCO PANTANI: LA FAMIGLIA SI OPPONE ALL'ARCHIVIAZIONE

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Ma cosa accadde a Madonna di Campiglio?

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di Angelo Barraco

Bologna – Il legale rappresentante della famiglia di Marco Pantani, ha depositato la richiesta di opposizione a Forlì, in merito alla richiesta di archiviazione che ha presento la procura in merito all’inchiesta che riguarda l’esclusione di Pantani dal Giro d’Italia del 1999. Il pm ha chiesto l’archiviazione per i reati di associazione a delinquere finalizzata a minacce, estorsione e frode sportiva. Ma cosa accadde a Madonna di Campiglio? “Il Pirata”, in seguito al successo ottenuto a Vuelta a Murcia, puntò al Giro D’Italia  e dimostrò di essere in buone condizioni fisiche, prima sul Gran Sasso, poi sulla salita di Orapa, poi sull’Alpe di Pampeago e Madonna di Campiglio. Tutto però cambio il 5 giugno a Madonna di Campiglio, alle ore 10.10, momento in cui vennero resi noti i controlli medici della mattinata. In quei controlli emerse che nel sangue del Pirata vi era una concentrazione di globuli rossi superiore al consentito. A Pantani fu rilevato un valore di 52%, il limite massimo consentito dal regolamento era 50%. Pantani si beccò una sospensione di 15 giorni e la sospensione dalla “Corsa Rosa”, ciò comportò il ritiro dal giro della squadra di Pantani dal giro. Secondo un portavoce della squadra di Pantani in merito ai controlli, il Pirata effettuo due controlli: uno il venerdì sera e uno il sabato pomeriggio, quest’ultimo sarebbe stato effettuato presso un centro medico specializzato e avrebbe evidenziato un valore del 48%, entro i limiti prestabiliti. Si inizia a parlare di complotto in merito a Pantani e al Giro D’Italia dopo una lettera inviata dal boss della Comasina Renato Vallanzasca alla famiglia Pantani il 16 novembre 2007. Nella lettera scrive: “Premesso che non vorrei passare per colui che vuol svelare il mistero di Fatima, posso dirti quanto e' a mia conoscenza e che dissi senza togliere o aggiungere una virgola, al Pm di Trento che venne a interrogarmi, come persona informata sui fatti, subito dopo che la Gazzetta dello Sport aveva riportato uno stralcio del libro che sarebbe uscito da li' a poco. Non sapevo e neppure ora so cosa sia successo di preciso: quel che e' certo e' che 4/5 giorni prima che fermassero Marco a Madonna di Campiglio, mi avvicino' un amico, anche se forse lo dovrei definire solo un conoscente, che mi disse: "Renato, so che sei un bravo ragazzo e che sei in galera da un sacco di tempo… per questo mi sento di farti un favore" ero in vero un po' sconcertato, ma lo lasciai parlare… "Hai qualche milione da buttare?… Se si', puntalo sul vincitore del Giro… Non so chi vincera'… ma sicuramente non sara' Pantani"… Da un lato ero certo che nessuno avrebbe mai pensato di potermi fare uno spiacevole scherzo… ma dall-altro vedevo Marco che viaggiava troppo forte. Nei due o tre giorni seguenti Marco aveva guadagnato ulteriormente sui due rivali e io, dopo ogni arrivo, dicevo all'amico Si puo' solo sparargli… e Lui che era il solo che capiva anche se lo dicevo in presenza d'altri, mi rispondeva… Vedrai… e comunque, piu' lui vince e piu' ci si avvicina a Milano… piu' le quote degli altri salgono. Personalmente sono convinto che neppure lui sapesse dove stava il trucco, cioè se, per fare un esempio, lo avrebbero fatto cadere o se uno spettatore impazzito gli avrebbe dato una martellata, ma era certo che Marco non avrebbe vinto”. 
 
Ma non è tutto, la famiglia Pantani vuole che si prosegua con le indagini poiché è emerso che il Pirata sarebbe stato estromesso dal Giro D’Italia per volere della Camorra. A confutare questa ipotesi è un’intercettazione telefonica tra un affiliato all’organizzazione criminale e la figlia. L’uomo parla con la figlia e tra una chiacchiera e l’altra si parla di Pantani e l’uomo dice chiaramente che Pantani è stato messo KO per volere di terzi. Quindi dietro le vicende del 99 c’è un complotto della criminalità, ma gli inquirenti ritengono che “non ci sono le prove” e che gli episodi sono riferibili “a ipotetici reati prescritti”. Cosa è successo veramente il 5 giugno del 1999? Qual è la verità? Ricordiamo che Marco Pantani, il “Pirata”, fu trovato morto  il 14 febbraio del 2004 nella stanza D5 del residence “Le Rose” di Rimini. Dall’autopsia è emerso che la morte del Pirata è stata cagionata da un edema polmonare e cerebrale conseguente a un overdose di cocaina. Le circostante della morte inducono da anni a pensare che il Pirata sia stato ucciso. Il 2 agosto del 2014 la Procura di Rimini riapre le indagini per “omicidio volontario”, chiede però l’archiviazione nel settembre del 2015 motivandola la causa della morte come suicidio e non come omicidio.

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Cronaca

Abolito il carcere ai giornalisti per diffamazione. Una vittoria della categoria

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Stampa Romana chiede che ora riparta il percorso che protegga i cronisti dalle liti temerarie in sede civile in Parlamento e sia finalmente rispettoso del diritto di informare

La Corte costituzionale da seguito alla decisione dello scorso anno, sospesa in attesa di interventi legislativi che non sono avvenuti, e fa decadere il reato di diffamazione legato all’articolo 13 della legge sulla stampa del 1948 considerando quella norma incostituzionale e non compatibile con le norme europee.

Salva invece il terzo comma dell’articolo 595 del codice penale dove la pena detentiva è mantenuta in alternativa alla multa, riservando tuttavia il carcere alle situazioni di eccezionale gravità.

La Corte costituzionale rinvia al legislatore il bilanciamento tra libertà di manifestazione del pensiero e tutela della reputazione individuale.

Stampa Romana ringrazia l’Ordine Nazionale dei Giornalisti anche questa mattina in udienza come amicus curiae e chiede che il percorso che protegga i cronisti dalle liti temerarie in sede civile riparta in Parlamento e sia finalmente rispettoso del diritto di informare.

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Bimbo scomparso dalla sua casa: proseguono senza sosta le ricerche

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Il piccolo è scomparso la notte tra il 21 e il 22 giugno da un casolare sull’Appennino dove vive coi genitori e il fratellino di 4 anni.

Ancora nessun esito dalle ricerche del bimbo di 21 mesi scomparso dalla sua casa nell’Alto Mugello, dopo una notte di perlustrazioni nel territorio di Palazzuolo sul Senio (Firenze). Le ricerche sono proseguite tutta la notte e andranno avanti per l’intera giornata.

Già da stamani sono in previsione nuove operazioni, coi cani molecolari, coi cani da soccorso e coi volontari. Il territorio è impervio e la vegetazione è molto fitta. Le squadre dei soccorritori si sono già date più cambi. Ci sono pure difficoltà di comunicazione perché la copertura della rete mobile in questa parte dell’Appennino è incompleta e ha molti vuoti lontano dagli abitati. I droni sorvoleranno ancora le aree scoperte, fuori dai boschi, per rilevare eventuali segni del passaggio del bambino.

Il piccolo è scomparso la notte tra il 21 e il 22 giugno da un casolare sull’Appennino dove vive coi genitori e il fratellino di 4 anni. La famiglia vive in una casa isolata. Zona impervia, raggiungibile solo da una mulattiera. Lunedì sera babbo e mamma hanno messo a letto i due figli, anche Nicola. Quando sono andati a svegliarlo, hanno trovato un lettino vuoto. Hanno cercato per tutta la casa, poi nei terreni intorno. Hanno dato l’allarme ai carabinieri. Nicola è un bimbo che vive in campagna e ha sviluppato presto autonomia nei movimenti, abituato a muoversi da solo oltre i margini dell’abitazione e le immediate vicinanze.

L’ipotesi ritenuta più probabile è che durante la notte, non è chiaro in quale orario, si sia svegliato, sia sceso dal letto e sia uscito di casa, dove non ha più fatto ritorno. Potrebbe aver camminato a lungo e si sarebbe perso, non riuscendo più a trovare la strada di casa. Quando i genitori hanno denunciato la scomparsa ai carabinieri della zona, la prefettura ha attivato il piano di ricerca per le persone disperse. La famiglia abita in un luogo dove non arriva o è scarsissimo il segnale del cellulare, quindi pure internet.

A due chilometri dalla loro casa c’è l’ecovillaggio di Campanara, comunità che da decenni pratica agricoltura biologica. Tutti gli appartenenti si sono uniti alle ricerche: “Io sono rimasta coi nipotini – racconta un’anziana residente – I genitori sono sconvolti, tutta la nostra comunità è in giro per i boschi a cercare il bambino”. Sul posto il sindaco di Palazzuolo sul Senio, Gian Piero Philip Moschetti: “E’ un bambino molto attivo – racconta – molto vispo, potrebbe camminare per un chilometro all’ora, non sappiamo quanta distanza possa aver fatto. Era abituato ad uscire dalla casa, a vivere all’aria aperta. I genitori lo hanno messo a letto dopo cena. Al risveglio si sono accorti che non c’era più e hanno dato l’allarme”.

Imponente la macchina delle ricerche messa in campo con il coordinamento della prefettura. L’area scandagliata è ampia circa 10 chilometri quadrati. Sul posto vigili del fuoco, con circa 40 uomini e un elicottero, carabinieri, soccorso alpino, volontari del soccorso alpino e volontari della protezione civile. Sono arrivati anche i sub dei pompieri, per ispezionare un laghetto artificiale ma l’esito è stato negativo. Per trovare Nicola sono state usate le unità cinofile, anche con i cani molecolari, al cui olfatto sono stati sottoposti alcuni vestiti. “L’area – aggiunge Moschetti – dove si concentrano le ricerche è estesa e impervia con boschi e fitta vegetazione. Stiamo setacciando la zona, le ricerche continuano con tutte le forze e i mezzi a disposizione. Un’intera comunità lo sta cercando”.

Le ricerche proseguiranno tutta la notte. “Lo stiamo cercando e lo continueremo a cercare, non ci fermiamo – dice ancora il sindaco – Ci sono 200 persone che cercano questo bambino, lo cerchiamo coi droni, con i cani, con i cani molecolari”. “Sappiamo che è uscito di casa e non ha fatto ritorno”, ha concluso il sindaco confermando che i tempi di attivazione delle ricerche sono stati immediati: “L’allarme è stato dato dai genitori all’Arma dei carabinieri alle 10, l’Arma ha avvisato il Comune e ci siamo attivati subito”.

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Euro2020, al via il monitoraggio sulla pubblicità del gioco online

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Con l’avvio di Uefa Euro 2020, in cui l’Italia dei record ben si sta dimenando, si sono avviati anche i monitoraggi in tema betting. Non solo la regolarità delle partite sotto monitoraggio, ma anche le relative scommesse e pubblicità ruotanti attorno al gioco online. Al punto che l’EGBA, l’European Gaming and Betting Association, organo numero uno del gioco online europeo, si è espressa a rappresentanza dei maggiori operatori di giochi e scommesse online sul territorio europeo.

Come riferito dai gambling analyst di Bonus Mania, i vertici EGBA hanno manifestato il loro impegno in prima linea per operare una pubblicità responsabile. In pieno rispetto del codice di condotta online.

Il codice stesso verrà monitorato, nel corso dell’Europeo, da un organismo indipendente. Il monitoraggio sarà condotto dall’EGBA stessa. Affiancata dalla Nielsen, società che si occupa di analisi, deputata al controllo del materiale pubblicitario dei membri EGBA su tutti i media di informazione digitale e non in ben quattro paesi dell’UE: sono Grecia, Romania, Svezia e Irlanda. L’EGBA riceverà un’analisi con tutti i risultati del monitoraggio, cosa che permetterà all’EASA di avanzare raccomandazioni specifiche.

Il segretario dell’EGBA, Maarten Haijer, ha sottolineato ancora una volta l’impegno dei membri dell’organo per una pubblicità responsabile, in maggiore misura nel corso di eventi importanti.

Il codice di condotta sulla pubblicità responsabile è pensato in questo caso. “Il monitoraggio del codice da parte di terzi sosterrà la conformità e la fiducia stessa nel codice” – ha dichiarato in un recente comunicato. Tema scottante, quello pubblicitario, nel settore del gioco. Le responsabilità da assumersi sono troppe. Le autorità del gioco in Europa, dal loro punto di vista, dovranno riconoscere gli sforzi di EGBA per migliorare gli standard pubblicitari responsabili.

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