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Marina Militare Italiana, tragedia di Lampedusa: quando la verità naufraga in una fiction

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di Tiziana Bianchi

L’ 11 ottobre 2013, alle ore 17:07, si ripete l’ennesima tragedia del mare: il naufragio di un barcone nel quale perdono la vita 26 persone con un numero di dispersi, ancora oggi, indefinito. Sulle circa 300 persone stimate a bordo, 212 sono tratte in salvo da nave Libra della Marina Militare Italiana e da un pattugliatore maltese.

Ma dalle accuse di alcuni sopravvissuti si aprono ben tre inchieste, all’esito delle quali vengono indagati sette ufficiali della Marina Militare italiana.

Come troppe volte osservato, in questo Paese, in barba alla verità e al rispetto del lavoro della magistratura, la macchina del fango si mette in moto, dando vita al solito teatrino della corsa al linciaggio mediatico, senza alcuna reale contezza dei fatti e delle reali circostanze di cui si parla. La verità è oramai un’esigenza di secondo piano, d’altronde le indagini sono inesorabilmente lunghe e, allora, bisogna trovare in fretta “il mostro” da dare in pasto all’opinione pubblica.

 

Ma esaminiamoli questi fatti, così come riportati in atti e non semplicemente “raccontati” ad arte in una fiction, da chi, come il pilota dell’aereo militare maltese, ha dichiarato, senza alcun pudore, che di queste dichiarazioni risponde soltanto al suo Paese. Afferma, il pilota, di aver chiesto aiuto immediato per l’imbarcazione avvistata sul canale 16, quando, invece, come riportato in atti, Roma apprendeva da Malta solo alle 16:44 che l’aereo aveva riferito che l’imbarcazione era ferma. Com’è noto a chi naviga, se avesse chiesto aiuto sul canale 16, la richiesta sarebbe stata senz’altro captata e rilanciata da altre imbarcazioni. Afferma, inoltre, di aver scattato foto (mai prodotte da Malta) e di aver abbassato la quota per vedere meglio, proprio quando il natante si è fermato, per ribaltarsi pochi minuti dopo, alle 17:07 (dalle 14:35 Malta aveva assunto formalmente il coordinamento delle operazioni). Ancora, dalle 16:22, momento in cui Malta chiede intervento per “assess status”, cioè per valutazione ed informazione, senza imminenza di pericolo incombente si passa rapidamente a ruolo “SaR”, cioè ricerca e salvataggio per ribaltamento imbarcazione (17:07). Come ipotizzato dal PM “la causa del ribaltamento del natante deve essere molto probabilmente individuata nel movimento dei migranti a bordo dell’imbarcazione, che sbracciandosi per chiedere aiuto all’arrivo dell’aereo maltese, possono aver determinato il peggioramento delle già precarie condizioni di stabilità e navigabilità del mezzo”. Il pilota dell’aereo, nel filmato confessa che dopo il naufragio ha lasciato le forze armate e gli incubi non lo abbandonano.

Una ricostruzione degli eventi quelli della fiction senz’altro limitata ed artificiosa che, anzitempo, “condanna” sette ufficiali della Marina Militare Italiana alla gogna mediatica, addirittura un mese prima del pronunciamento dell’esito dell’indagine da parte del PM.

Ma nei titoli di coda non passa inosservato che la produzione è a cura di “Malta 24 field producer Ivan M. Consiglio”, guarda il caso, ex ufficiale per 25 anni delle forze armate maltesi, esperto di media, nella fiction in cui un pilota militare maltese, accusa gravemente gli italiani.

 

Una fiction nella quale, insieme con l’imbarcazione di migranti, è inequivocabilmente naufragata anche la verità. Ma quel che stride e sorprende sono le dichiarazioni del Ministro della Difesa Pinotti che, ospite d’onore all’anteprima della fiction, rivolgendosi ai familiari delle vittime ha dichiarato: “da persona e da cittadina italiana io mi sento in dovere di chiedere a loro scusa” mentre il presidente del Consiglio del tempo del naufragio, Enrico Letta ha dichiarato a Repubblica: “dall’inchiesta giornalistica emergono responsabilità evidenti. Uno Stato non può archiviare una tragedia del genere senza garantire piena giustizia. Un lavoro giornalistico di denuncia, che dovrebbe essere presentato in tutte le scuole”. Ma, in quelle stesse scuole, andrebbe anche spiegato e sottolineato come qualsiasi esternazione di un Ministro della Repubblica o di un ex premier, si riflettano sull’immagine dell’Italia nel mondo e, forse, non proprio positivamente, quando intervengono su fatti ancora oggetto d’indagine da parte della magistratura.

 

L’interpellanza Parlamentare

Dello stesso avviso, probabilmente, anche i Senatori Giovanardi, Quagliariello Gasparri che, insieme con altri otto colleghi, il 29 novembre scorso hanno presentato un’interpellanza al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Difesa per “per conoscere se il Governo italiano non intenda astenersi dal promuovere ed avvallare fiction cinematografiche senza doverosamente attendere che su quanto accaduto di pronunci la magistratura.”

 

La richiesta di archiviazione del Pm

Il PM, intanto ha chiesto l’archiviazione per tutti e sette gli ufficiali indagati; il GIP accogliendone quattro, ha disposto per il comandante di nave Libra, Catia Pellegrino, un supplemento d’indagine e la richiesta di formulazione di un’imputazione precisa per altri due ufficiali sulla quale si riserverà di decidere per il rinvio a giudizio o sul non luogo a procedere.

Il Comandante Catia Pellegrino, prima italiana al comando di una nave militare, nell’ottobre 2015 ha ricevuto dal Presidente Mattarella l’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica proprio “Per la competenza e la sensibilità con le quali ha coordinato numerosi drammatici salvataggi in alto mare nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum”. Dalla sua esperienza nell’ottobre 2014 è stata tratta la serie televisiva trasmessa su Rai 3 “La scelta di Catia”. Oggi, invece, viene presentata in tutt’altra veste.

È indescrivibile il dolore e la tristezza che si provano ascoltando le testimonianze dei sopravvissuti di questa ignobile tragedia: hanno perso quanto di più caro al mondo, la famiglia, i figli. Ma il doveroso rispetto di questa condizione, non può e non deve esimerci dalla ricerca della verità. Una verità che deve, necessariamente, incardinarsi tra le parole di questi genitori ed i fatti di coloro che, ogni giorno, nello svolgimento del proprio dovere, mettono costantemente al servizio del prossimo la propria vita.

Le dichiarazioni di Malta che non vuole rendere pubblici i documenti del naufragio, sostenendo che “potrebbero danneggiare le relazioni internazionali tra Malta e l’Italia” e l’assordante silenzio del Governo italiano, rendono ancor più triste ed avvilente i contorni di questa tragica vicenda.

Sequenza degli eventi (La sintesi)

Il primo contatto telefonico
Sono le 12:26 del’11 ottobre 2013 quando Roma IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Centre, Capitaneria di Porto) riceve la richiesta di soccorso da parte dell’imbarcazione, è il dott. Jammo al telefono. Si susseguono telefonate fino alle 12:40 mentre, attraverso la società per la gestione delle comunicazioni satellitari, viene acquisita la posizione del natante in difficoltà ad inizio e fine comunicazioni, rivelando che, contrariamente a quanto affermato nel colloquio telefonico, era in movimento e non ferma. Alle ore 13:00 Roma informa Malta della situazione in quanto l’imbarcazione si trova in zona SaR (Search and Rescue) di competenza maltese.

Gestione operazioni da parte di Malta
Alle 13:05 Malta conferma a Roma l’assunzione del coordinamento (richiesto successivamente anche per iscritto da Roma). Alle 13:15 IMRCC avvisa il Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) che più tardi (alle 13:23) emette un messaggio diretto a tutte le unità in navigazione nella zona. Alle 13:34 l’Ufficiale superiore in servizio presso la Centrale Operativa Aeronavale (COAN) del Comando in Capo della Squadra Navale, il C.F. Nicola Giannotta chiede al collega capo sezione delle attività reali, il C.F. Licciardi se nave Libra potesse dirigersi sulla posizione. Il collega risponde “ancora no” perché il Comando Generale delle Capitanerie aveva passato a Malta e alla Libia i nominativi di due mercantili nelle vicinanze che avrebbero dovuto essere inviati sul posto. Ore 14:35 Roma riceve il fax di formale assunzione coordinamento delle operazioni da parte di Malta. Alle 15:31 IMRCC informa CINCNAV che Malta aveva assunto il coordinamento e che stava inviando una motovedetta. A questo punto (15:34) il C.F. Giannotta avendo adempiuto all’obbligo ricognitivo ed informativo, contatta il comandante di nave Libra, l’ufficiale Catia Pellegrino ordinandole di rimanere a circa un’ora dall’imbarcazione.

Prima richiesta di intervento “Assess status”
Ed è soltanto alle 16:22 che Malta, informando Roma dell’avvistamento dell’imbarcazione da parte di un aereo militare chiede il supporto di nave Libra – ad una distanza di 19 miglia nautiche – per valutare ed informare sulla situazione.

Alle 16:44 l’aereo riferisce che l’imbarcazione si era fermata. Scende di quota per migliorare l’osservazione.

Alle ore 17:04 C.F. Licciardi viene informato del fatto che Malta aveva inviato fax con richiesta di dare ordine di “assess the status”, cioè valutare e riferire.
Pochi minuti dopo tale richiesta, alle 17:07 Malta informa del rovesciamento dell’imbarcazione.

Alle 17:16 nave Libra assume ruolo Controllo Flussi Migratori inviando, in pochi minuti, l’elicottero verso l’imbarcazione, grazie al quale si sono potute salvare un maggior numero di persone.

Com’è evidente, Malta, diversamente da casi analoghi precedenti, assumendo il coordinamento delle operazioni, pur informata che in zona fosse presente la nave italiana, invia un suo pattugliatore per intercettare la nave di migranti, chiedendo supporto soltanto alle 16:22, a circa due ore dall’assunzione formale del coordinamento e oltre tre dalle prime comunicazioni con Roma.

 

 

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Cronaca

Manifestazione centrodestra. A piazza San Giovanni un coro di 200mila persone: “Grillo, Grillo, vaffanculo”

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Sono oltre 200mila le persone riunite in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione del centrodestra, secondo i dati dell’organizzazione della Lega.

Dal palco di piazza San Giovanni, il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha affermato “siamo qui per dire no al governo delle tasse, delle manette, della burocrazia, del giustizialismo fuori controllo. Siamo qui per mandare a casa un governo non eletto dagli italiani”.

E gli esponenti di Casapound hanno più volte applaudito l’intervento dell’ex premier. Uno dei leader di Casapound, Simone Di Stefano, in particolare ha applaudito con convinzione quando Berlusconi ha sostenuto che in Italia c’è “una quinta sinistra che governa, quella giudiziaria”. Agli applausi si sono aggiunte anche risate quando Berlusconi ha sottolineato: “Non temo niente con i miei otto processi”.

Duro l’intervento della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che ha attaccato Beppe Grillo. “Grillo è passato dal Vaffaday contro il Pd, al Vaffaday contro chi non governa con loro” ha detto e la piazza risponde con un coro: “Grillo, grillo, vaffanculo”.

“Piazza San Giovanni – ha aggiunto la Meloni – una volta era simbolo della sinistra, dove prima c’erano le bandiere rosse adesso sventolano quelle tricolori, è un segnale cari compagni che siete stati sconfitti dalla storia. Noi in piazza per chiedere la libertà e voi barricati nei palazzi. Non parlo solo del Pd ma anche dei 5 Stelle, adesso sono stipati come sardine in salamoia”. In conclusione del suo intervento la Meloni ha sottolineato che il centrodestra si batterà “per difendere la nostra integrità, Dio patria e famiglia e fatevene una ragione”.

Il capo della Lega, Matteo Salvini ha aperto il suo intervento ascoltando le parole di Oriana Fallaci e l’inno di Mameli. “Altro che estremismo, uomini normali, popolo contro elite, piazza contro Palazzo. Siamo 200mila, e duecentomila grazie”. Poi aggiunge: “Sono stufo che valga più la parola di uno stupratore di quella di un poliziotto. Ho piena fiducia nella magistratura” ma questo ultimo passaggio è stato interrotto dalla folla della Piazza con sonoro “buuu” di disapprovazione.

“Sorrido quando sento Beppe Grillo che vorrebbe togliere il voto agli anziani…Oggi tocca a loro, poi lo faremo con i disabili” ha proseguito Salvini, nell’intervento conclusivo dal palco di San Giovanni. E la folla, come ha fatto con Meloni, ha ripetuto “Grillo, Grillo, vaffanculo”. E Salvini, ironico,: “A lui piace…”

“Questa non è una piazza di estremisti – ha ribadito – ma di italiani orgogliosi di essere italiani”. Sulla questione dei migranti ha sottolineato: “Al governo abbiamo gente con le mani sporche di sangue”.

Oltre alle bandiere tricolori i manifestanti hanno sfoggiato bandiere dei singoli partiti presenti in piazza quindi di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

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Ambiente

Anbi, consorzi di bonifica: “L’inchiesta di Foggia conferma le ingerenze di settori deviati della politica”

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“Non abbiamo mai difeso l’indifendibile, né mai lo faremo, ma quanto sta accadendo da tempo in Puglia ha dell’inverosimile. L’inchiesta della magistratura, che ha portato all’arresto di Angelo e Napoleone Cera, sta facendo emergere un diffuso sistema clientelare, di cui avrebbe dovuto essere vittima anche il Consorzio per la bonifica della Capitanata, un’eccellenza a livello internazionale ed i cui vertici, di fronte al ricatto della malapolitica, hanno saputo mantenere la schiena diritta: hanno detto no ad alcune assunzioni pilotate, nonostante il ricatto  di vedere trasferite le funzioni principali del Consorzio ad altro ente. Al Presidente, Giuseppe De Filippo, al Direttore Generale, Francesco Santoro ed al Dirigente, Luigi Nardella, va il grazie di un sistema, di cui sono, oggi ancora di più, un orgoglio nazionale.”

E’ stato questo il primo commento di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, all’inchiesta della Procura di Foggia.

“L’azione della magistratura – ha proseguito  Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – conferma che avevamo visto giusto nel denunciare il tentativo di sostituire l’autogoverno dei Consorzi di bonifica con gli interessi di una società di capitali; va infatti sempre ricordato che, aldilà di qualsiasi facile congettura sull’efficienza del servizio, scopo di tali aziende è l’utile d’impresa per remunerare i soci; ben diverso è l’atteggiamento dei Consorzi di bonifica che, applicando il principio della sussidiarietà, privilegiano il servizio al territorio, il cui unico scopo, in un quadro di semplice equilibrio economico, è favorire lo sviluppo dell’agricoltura, salvaguardando il reddito delle imprese. E’ questa la cornice, nella quale collocare il Mezzogiorno, dove ambiente, agroalimentare, cultura devono essere asset di sviluppo economico ed occupazionale.”

“Cogliamo l’occasione – ha aggiunto il Presidente  ANBI – per ribadire la necessità di riportare, al più presto, all’ordinaria amministrazione democratica, i 4 Consorzi di bonifica commissariati da anni e la cui gestione economica venne definitivamente minata da una mal interpretata funzione della politica che, all’epoca della Giunta del Presidente, Fitto, volle sostituirsi all’autogoverno degli enti consortili, abolendo i contributi di bonifica; il mancato rispetto degli impegni assunti, addirittura aggravato da parziali provvedimenti riparatori assunti nelle legislature successive, ha condannato alcuni degli enti consortili al dissesto dei bilanci, cui bisogna ora dare soluzione in un’ottica di riforma e rilancio del settore nel rispetto dell’Accordo Stato-Regioni del 2008.”

“La trasparenza gestionale, di cui i Consorzi di bonifica sono esempio, ogni qual volta possono applicare  i principi di autogoverno e sussidiarietà – conclude Gargano – deve essere patrimonio di un Paese, che non vuole arrendersi e che deve avere, come perno economico centrale, la valorizzazione del territorio, delle sue eccellenze, del reddito delle imprese e dell’occupazione.”  

BONIFICA A PORTE APERTE: LA PIANA DEL SELE VISITATA DA GALLINELLA, PRESIDENTE COMAGRI CAMERA

“Il credito, che chiediamo alle Istituzioni  ed alla comunità, non è mai sulla semplice fiducia, ma sulla concretezza dei progetti realizzati e delle opere quotidianamente gestite. Per questo siamo orgogliosi quando autorità o cittadini organizzati ci onorano della loro visita.”
E’ con queste parole che Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, ha commentato  la visita del Presidente, Filippo Gallinella e di alcuni componenti  della Commissione Agricoltura  Camera  Deputati (Maglione, Gagnarli, Acunzo e Cioffi) alla realtà della Piana del Sele, trasformata dalla disponibilità irrigua, gestita da locale Consorzio di bonifica, nella “capitale” italiana della “quarta gamma ortofrutticola”, in particolare della rucola, collocando la provincia di Salerno al primo posto italiano per P.I.L. (Prodotto Interno Lordo) agricolo. La coltivazione di rucola della Piana del Sele, si estende su 3.600 ettari per una produzione di 400 milioni di chilogrammi, pari al 73% di quella nazionale per un valore complessivo di circa seicentottanta milioni di euro. L’areale di produzione interessa 7 comuni della provincia di Salerno (Eboli, Battaglia, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella, Monte! corvino Pugliano, Bellizzi, Capaccio-Paestum), dove operano 430 aziende agricole, per il 60% guidate da giovani e che danno lavoro a 5.000 addetti più altri 4.000 nell’indotto.
“Ringrazio il Presidente del Consorzio di bonifica Destra Sele, Vito Busillo ed i vertici ANBI per avermi fatto conoscere una realtà del Mezzogiorno molto efficiente – dichiara Filippo Gallinella, Presidente  Commissione Agricoltura Camera Deputati –  e che, non ho difficoltà a dirlo, dovrebbe essere presa come modello da tanti altri. Il solo fatto che agricoltori e Consorzio, collaborando sul “progetto della rucola”, abbiano raggiunto oltre seicento milioni di fatturato, denota il grande lavoro e gli straordinari risultati raggiunti.”

La visita della delegazione  parlamentare, accompagnata dai vertici ANBI,  ha interessato anche alcune opere idrauliche, tra cui la diga di Persano, bacino artificiale realizzato dal Consorzio di bonifica Destra Sele (con sede a Salerno) per scopi irrigui ed oggi anche oasi naturalistica.
“L’esempio della Piana del Sele – ha affermato  Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – dimostra la capacità di fare anche nelle regioni meridionali del Paese. Per riuscire, però, è necessario garantirne le condizioni; in questo caso, sono la disponibilità d’acqua e la sistemazione idrogeologica del territorio, assicurate dal locale Consorzio di bonifica.”
“Il nostro impegno – ha proseguito  Vito Busillo, Presidente dell’ente consortile ospite – è abbattere, anno dopo anno, i costi energetici della distribuzione irrigua attraverso l’autonoma produzione di energia rinnovabile, che già oggi ammonta a 8 milioni di kilowattora annui. La nostra rucola sarà sempre più un prodotto a piena sostenibilità ambientale.”

“L’agricoltura nella Piana del Sele –  ha concluso Vincenzi – è un esempio di compatibilità fra aspetti  produttivi ed ecosistema; è quel nuovo modello di sviluppo, sostenuto dai Consorzi di bonifica e per il quale hanno un parco progetti a disposizione del Paese.”
 

ANBI HA FIRMATO MANIFESTO SYMBOLA SU CRISI CLIMATICA

Anche il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, hanno firmato il manifesto “Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica”, redatto dalla Fondazione Symbola e cui si può aderire sul sito www.symbola.net .

Il preambolo del documento recita: “Affrontare con CORAGGIO la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di FUTURO. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Il contributo di tutti i mondi economici e produttivi e soprattutto la PARTECIPAZIONE dei cittadini. Importante è stato ed è in questa direzione il ruolo dell’ENCICLICA LAUDATO SI’ di Papa Francesco”.
Il manifesto (primo firmatario: Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola) conclude: “ Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Un’Italia che fa l’Italia, a partire dalle nostre tradizioni migliori, è essenziale per questa sfida e può dare un importante contributo per provare a costruire un MONDO PIÙ SICURO, CIVILE, GENTILE”.
 

#GIORNATA MONDIALEALIMENTAZIONE

ANBI: NON C’E’ CIBO SENZA ACQUA DETERMINANTI LE SCELTE DELLA PROSSIMA PAC

La lotta alla fame nel mondo non può prescindere dalla disponibilità d’acqua, perché anche  le risorse idriche non sono distribuite in modo omogeneo sulla superficie terrestre; secondo i dati dell’ONU, su una popolazione mondiale di oltre sette miliardi e mezzo di persone, circa un miliardo non ha accesso all’acqua potabile e circa due miliardi e mezzo non ne dispone a sufficienza per le pratiche igieniche ed alimentari: a ricordarlo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, è stata l’ANBI.
“L’agricoltura fuori suolo dimostra come si possa coltivare senza terra, ma mai senza acqua – ha evidenziato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi – Se vogliamo che la terra continui ad essere un luogo ospitale per tutti, occorre agire, prevedendo soluzioni contro le precipitazioni eccessive, ma  contestualmente attuando piani per creare e tutelare le riserve idriche, fondamentali per ogni forma di vita.”
Per continuare ad agire sulla produttività, l’agricoltura deve continuare ad evolversi, puntando sullo sviluppo di sistemi che, a partire dall’irrigazione, consentano di ottenere risultati uguali o maggiori, utilizzando la medesima o una minore quantità di risorsa idrica. Questo può avvenire, solo implementando le tecnologie attualmente disponibili per ridurre le risorse utilizzate ed  aumentare le produzioni, continuando a garantire un reddito adeguato alle imprese: investire nell’innovazione e nella ricerca risulta quindi imprescindibile. L’irrigazione collettiva consente certezze alle filiere produttive, provvede alla ricarica delle falde sotterranee, assicura il mantenimento degli agrosistemi, riduce la subsidenza e l’intrusione salina nelle falde, assicurando il presidio del territorio. Per questo è  importante l’opportunità di riforma della Direttiva Quadro Acque, che costituisce l’o! ccasione per adeguarla anche alle necessità degli Stati mediterranei, dove l’irrigazione è fondamentale per le necessità dell’agricoltura e quindi dell’alimentazione.
E’ lo scopo che si è prefissata  ANBI, unitamente alle omologhe realtà di Spagna, Portogallo e Francia, costituendo l’associazione Irrigants d’Europe, punto di riferimento tecnico della Commissione Europea per  la complessa normativa, che riguarda, oltre alla Direttiva Acque, temi  fondamentali, nella prospettiva alimentare, come il riuso delle acque reflue depurate ed il cosiddetto “global gap”, che affronta la questione della qualità della risorsa idrica L’Italia è ricca d’acqua, in quanto l’afflusso medio annuo, costituito dalle precipitazioni meteoriche, corrisponde a  1.000 millimetri,  superiore alla media europea (circa seicentocinquanta millimetri) ed a quella delle terre emerse (mm. 730); il problema è che piove in modo diverso rispetto alle esigenze colturali con la paradossale alternanza di emergenze alluvionali nel periodo autunno/inverno e scarsità di precipitazioni in primavera/estate.
“E’ in un tale scenario – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – che riteniamo si debbano fare, nella prossima Politica Agricola Comune, scelte fondamentali per i territori più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici perché, come cita un nostro affermato slogan,  il cibo è irriguo.”

MARCHE: LOTTA ALLE MICROPLASTICHE: PROGETTO EUROPEO  SUPERA PRIMO STEP AMMISSIBILITA’

Anche il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) è impegnato per ridurre le microplastiche nei fiumi e nei mari; grazie ad un progetto Life, di cui l’ente consortile è capofila e che coinvolge 7 Regioni italiane e 3 Stati europei , si intendono studiare soluzioni  innovative per catturare le microplastiche  presenti nelle acque: dall’utilizzo di alghe particolarmente efficaci  a sistemi meccanici di intercettazioni, cui si andranno a sommare altre strategie da implementare. Per questo, l’ente consorziale  ha coinvolto eccellenze locali: dall’Università di Camerino  alla Politecnica delle Marche fino all’Università di Urbino. 
Secondo uno studio della Fondazione Ellen MacArthur, ogni anno finiscono in mare 8 milioni di tonnellate di plastica, pari ad 1 camion al minuto e nel 2050 gli oceani potrebbero contenere più plastica che fauna ittica, in termini di peso. Il problema, che crea maggior allarme, è quello delle microplastiche, che non vengono intercettate dai depuratori, finiscono direttamente in mare ed attraverso i pesci entrano nella nostra catena alimentare. Il progetto Life guidato dall’ente consorziale ha già superato il primo step sull’ammissibilità in Commissione Europea; il budget complessivo  ammonta a 12 milioni di euro.

TOSCANA: CONTRO I RIFIUTI NEI FIUMI, VIA A PROGETTO DIDATTICO EDUCATIVO

Il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ha aderito al manifesto “Toscana Pulita”, annunciando l’impegno per combattere un fenomeno, che rischia di compromettere la qualità dell’habitat fluviale  e la sicurezza del territorio. Durante gli interventi di manutenzione idraulica, infatti, vengono recuperati quintali di rifiuti,  che poi devono essere correttamente conferiti negli appositi siti; queste operazioni sono costose e rallentano i lavori programmati per migliorare lo scorrimento delle acque.
Non solo: gli oggetti, che si accumulano lungo le sponde ed in alveo, in caso di eventi meteorologici estremi, possono trasformarsi in ostacoli improvvisi e contribuire al collasso del sistema idraulico. Per questo, l’ente consortile sarà nelle aule del comprensorio per dimostrare praticamente i pericoli creati da comportamenti irresponsabili, superficiali o scorretti. Il progetto AMICO CB2 darà agli studenti la possibilità di imparare, attraverso un percorso didattico esperienziale; negli incontri sono previsti anche laboratori per promuovere comportamenti ed iniziative “plastic free”.
Il progetto ha ottenuto un alto indice di gradimento e molte scuole si sono prenotate per aderire all’iniziativa.

LOMBARDIA: WATER ALLIANCE: TAVOLO DI LAVORO ACQUA E AGRICOLTURA

“Water Alliance”, una rete di imprese costituitasi tra 8 aziende pubbliche, che gestiscono il servizio idrico integrato in Lombardia, ha promosso a Lodi il tavolo di lavoro “Acqua e Agricoltura”; vi hanno preso parte stakeholders  del settore, rappresentanti istituzionali, amministratori locali e dei Consorzi di bonifica, che hanno messo in a fuoco le principali questioni riguardanti il rapporto tra acqua ed  agricoltura, lo studio dei consumi idrici, il riutilizzo dell’acqua per uso industriale, urbano ed agricolo in una logica di economia circolare.
ANBI Lombardia ha illustrato Centro Dati (CeDATeR), progetto  finanziato da Regione Lombardia e che sta attuando per la raccolta, l’elaborazione di dati finalizzati alla conoscenza, gestione, migliore efficienza del sistema irriguo. E’ stato inoltre  sottolineato il contributo che ANBI Lombardia sta dando alla programmazione del Piano Sviluppo Rurale 2021-2027 attraverso la partecipazione ai tavoli tematici “Agricoltura”, “Ambiente”, “Aree rurali”, con proposte concrete di interventi ed azioni mirate all’uso sostenibile della risorsa acqua ed alla tutela dell’ambiente.

LAZIO: INCONTRO CON ORGANIZZAZIONI AGRICOLE: NUOVI CONSORZI  DI BONIFICA  PRONTI AL RITORNO ALLE ELEZIONI

Nell’ambito del nuovo corso di ANBI Lazio si è tenuto un incontro con i rappresentanti  delle Organizzazioni Professionali  Agricole (O.P.A.). I temi affrontati  hanno permesso anche di illustrare lo stato dell’arte del riordino regionale del settore, che vede le strutture del Litorale Nord (Consorzio di bonifica Tevere e Agro Romano, con sede nella Capitale; Consorzio di bonifica Maremma Etrusca,  con sede a Tarquinia nel viterbese; Consorzio di bonifica Pratica di Mare, con sede ad Ardea,  in provincia di Roma), di Etruria Meridionale e Sabina (Consorzio di Bonifica Val di Paglia Superiore con sede ad Acquapendente, in provincia di Viterbo; Consorzio di bonifica Reatina! con sede a Rieti) verso la fine del commissariamento e con le elezioni consortili già programmate per il prossimo 9 febbraio 2020. Negli altri territori  sarà invece necessario attendere ancora qualche tempo per tornare all’amministrazione ordinaria.
La salvaguardia ambientale ed idrogeologica dei territori consortili, insieme alla garanzia dell’irrigazione per gli imprenditori agricoli rappresentano, oggi più che in passato, i punti chiave sui quali i Consorzi di bonifica laziali, insieme alle O.P.A., deve guardare per attività nuove e virtuose, tese al reperimento di risorse finanziarie ed umane al passo coi tempi. Le Organizzazioni Professionali Agricole regionali hanno sottolineato positivamente il nuovo corso di ANBI Lazio.

VENETO: NUOVA SEDE OPERATIVA

Il Consorzio di bonifica Veronese (con sede nel capoluogo scaligero) ha inaugurato la nuova sede operativa a San Pietro di Legnago; situata su un terreno di 11.500 metri quadri è composta da 2 edifici: uno più ampio destinato alla manutenzione ed allo stoccaggio dei mezzi di lavoro, l’altro posizionato accanto e adibito al personale della manutenzione, nonché  ad uno sportello dedicato all’utenza.
L’ente consortile può contare su circa cento mezzi tra trattori, escavatori, camion, macchine movimento terra, motobarche, gru, autoveicoli e bracci decespugliatori, la cui manutenzione potrà essere effettuata dal personale consorziale nella nuova officina di Legnago, oltre che a Palazzolo di Sona, nella zona nord del comprensorio.

EMILIA ROMAGNA: LAVORI TERMINATI

Terminati i lavori di regimazione idraulica del Rio Cavallo, a monte dell’abitato di Pianello Val Tidone, a cura del Consorzio di bonifica Piacenza (con sede nella città emiliana). Con gli intensi fenomeni atmosferici degli ultimi anni, il comprensorio montano è stato interessato da diffusi dissesti idrogeologici, a seguito dei quali sono stati registrati danni alla viabilità rurale ed allagamenti di centri abitati nella “fascia pedecollinare” come nel caso del comune di Pianello.
A segnalare la situazione di dissesto è stata l’Amministrazione Comunale, a seguito della cui nota, l’intervento è stato inserito nella programmazione annuale dell’ente consortile. Dal sopralluogo era emerso che in diversi tratti del rio era presente una fitta vegetazione, che ne comprometteva la funzionalità idraulica; con l’aiuto di una ditta specializzata, sono stati puliti e risezionati circa seicento metri del rio Cavallo, regimandolo  mediante la realizzazione di 14  piccole traverse in legname, poste in alveo.

VENETO: CHIUSA STAGIONE IRRIGUA

Si è conclusa la stagione irrigua del Consorzio di 2° grado L.E.B. – Lessinio Euganeo Berico (con sede a Cologna Veneta, nel veronese) iniziata lo scorso 15 Marzo. In questi mesi, il canale L.E.B. ha distribuito 360 milioni di metri cubi di acqua in un territorio di 83.000 ettari tra le province di Verona, Vicenza, Padova e Verona, servendo ben 102 comuni. Ora l’attività dell’ente sarà dedicata alla manutenzione ordinaria e straordinaria del canale, in preparazione della prossima stagione irrigua ed all’attività di mantenimento delle portate a salvaguardia dell’ambiente e della difesa del suolo.

TOSCANA: FORTEZZA D’ACQUA

Alla mostra “Fortezza d’acqua” di Pistoia si aggiungono una serie di proposte didattiche, promosse e finanziate dal Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) e realizzate da “Artemisia” e “Eta Beta onlus”, facenti parte dell’offerta didattica comunale “Pistoia Ragazzi”: si tratta di un viaggio alla scoperta del territorio pistoiese,  di come l’azione dell’acqua e dell’uomo lo abbiano disegnato nel tempo.
Dalle visite dialogate alla mostra ai laboratori creativi con l’argilla, dalle simulazioni di scavo archeologico ai laboratori di esplorazione del paesaggio agrario, passando per la storia dell’invenzione della ruota: le scuole avranno a disposizione un’ampia scelta di percorsi ; sarà inoltre possibile mettersi alla prova con Flumina, uno speciale tavolo di simulazione fluviale, grazie al quale è possibile affrontare  le problematiche del dissesto idrogeologico, mostrandone l’origine in una cornice di gioco. Visite e laboratori sono gratuiti.
Le scuole, che si prenotano attraverso il Servizio Educazione e Istruzione del Comune di Pistoia entro il 31 ottobre p.v., potranno usufruire del servizio di trasporto gratuito (entro i limiti delle disponibilità del servizio). Il depliant con le proposte didattiche e tutte le informazioni utili sono reperibili sul sito www.fortezzadacqua.it .

VINCENZI A CREMONA

E’ annunciato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, a conclusione della sessione di “Watec Italy”, dedicata al tema “Irrigazione: utilizzo dell’ agricoltura”; l’appuntamento, organizzato da ANBI Lombardia, si terrà venerdì 25 Ottobre p.v., a partire dalle ore 9.00 nell’Area Conferenze di Cremona Fiera.

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Salute in Umbria: rischio cardiovascolare per 4 persone su 10

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Sono diversi i dati interessanti emersi dal report delle USL in Umbria, che hanno permesso di tratteggiare uno spaccato della situazione sanitaria in regione. Dai dati è ad esempio emerso che il 70% delle persone dichiara di sentirsi bene, anche se in realtà le evidenze dicono tutt’altro. Dal rapporto, infatti, si scopre che in questa regione la percentuale di consumo di alcool e sigarette è superiore rispetto alle medie nazionali. Viceversa, abitudini considerate positive per la salute, come l’attività fisica e il movimento, non vengono tenute in grande considerazione dai cittadini umbri. Specialmente se si parla dei bambini e dei ragazzi, spesso sedentari (uno su sei), un discorso che vale anche per gli anziani (uno su tre). A completare il quadro, arrivano i rischi portati dall’eccesso di peso, che in Umbria riguardano indistintamente adulti, anziani e minori. Tutti fattori che, se sommati, portano a un preoccupante aumento del rischio di contrarre patologie cardiovascolari.

Gli umbri corrono un alto rischio cardiovascolare

Poco sopra abbiamo anticipato una serie di vizi che in Umbria superano le medie italiane e che portano a delle conseguenze negative abbastanza ovvie. Fra queste si trovano soprattutto i danni portati al cuore e alla circolazione sanguigna: fenomeni che aumentano il rischio di divenire vittime di patologie di natura cardiovascolare. La propensione al bere, che in questa regione è davvero molto forte, spicca in cima alla lista delle cattive abitudini e riguarda il 25% dei quindicenni in Umbria. L’alta percentuale di fumatori non migliora di certo la situazione: qui si scende al 22% dei quindicenni, ma si tratta comunque di dati molto preoccupanti. Il motivo lo abbiamo già anticipato più volte: il pericolo di insorgenza di diverse malattie cardiovascolari, con 4 persone su 10 che presentano almeno tre fattori di rischio. Se poi si parla della fetta di popolazione umbra esente da rischi, la percentuale è bassissima, e non supera il 3% del totale.

La prevenzione delle malattie cardiovascolari

Visti gli alti livelli di rischio in Umbria, è importante scoprire come prevenire queste patologie, così da poter aumentare le aspettative di vita. In realtà questo consiglio vale a prescindere, dunque tutti noi dovremmo fare attenzione agli aspetti visti poco sopra, imparando ad avere maggior rispetto della salute del nostro cuore. Il primo consiglio è di sottoporsi a una visita presso un cardiologo, il quale se lo riterrà necessario potrà prescrivere l’assunzione di appositi prodotti per la salute cardiovascolare, da ordinare anche nelle farmacie online. Naturalmente, per tutelare la propria salute, sarebbe saggio evitare di fumare e ridurre la quantità di alcool assunto. In secondo luogo, l’attività fisica è essenziale per poter prevenire l’insorgere di queste malattie, perché consente di perdere peso e di mettere in moto il cuore. Meglio fare attenzione anche a tavola: qui si suggerisce di limitare i consumi di carne rossa e di aumentare quelli di legumi. Vietato anche l’abuso di zucchero e di sale, insieme ad alimenti come gli insaccati e i formaggi, che non fanno bene né al cuore, né alla circolazione. Infine, ricordatevi dell’importanza di mangiare alimenti ricchi di Omega 3, come il pesce azzurro.

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