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Castelli Romani

Marino chiama all’azione: un convegno strategico per la crisi idrica dei laghi vulcanici

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“Non locale, non regionale, ma globale”: il sindaco Stefano Cecchi lancia un monito sulla portata planetaria della crisi idrica

Nel cuore dei Castelli Romani, i laghi Albano e di Nemi rappresentano molto più di semplici specchi d’acqua: sono storie di civiltà, biodiversità e sviluppo umano che affondano le radici nei millenni. Ma oggi questi ecosistemi, simboli naturali e culturali di una regione unica, si trovano di fronte a una minaccia senza precedenti. La crisi idrica che colpisce i due laghi è diventata il tema centrale di un incontro istituzionale tenutosi ieri a Marino presso l’Aula Consiliare Zaccaria Negroni dal titolo “L’acqua un bene insostituibile – salviamo i laghi”, che ha visto la partecipazione di amministratori locali, rappresentanti nazionali, tecnici e esperti ambientali e che è stato moderato dal direttore di questo quotidiano Chiara Rai.

Il sindaco di Marino, Stefano Cecchi, ha aperto i lavori con un intervento che ha subito posto l’accento sulla dimensione globale della crisi. “Non locale, non regionale, ma globale”, ha scandito con forza, richiamando la responsabilità condivisa delle istituzioni e della comunità scientifica. Con queste parole, il primo cittadino ha voluto sottolineare che la riduzione dei livelli idrici nei laghi dei Castelli Romani non è un fenomeno isolato: è parte di un più ampio contesto di crisi ambientale e climatica che interessa tutto il pianeta. “Senza acqua non c’è sopravvivenza. Non per Marino, non per il Lazio, non per la nazione: per il mondo intero.” Questo richiamo alla sopravvivenza collettiva trasforma il dibattito locale in una questione di rilevanza planetaria, evidenziando come le decisioni di oggi possano avere conseguenze per le generazioni future.

Cecchi ha poi affrontato la questione più tangibile e immediata: il progressivo abbassamento del livello dei laghi. “Quando eravamo bambini, il lago aveva un altro livello. Oggi c’è un divario enorme. Dobbiamo capire perché sta accadendo e, soprattutto, se esiste una soluzione tecnica per fermare questa discesa.” La frase racchiude un doppio significato: da un lato, il richiamo al patrimonio storico e affettivo della comunità, dall’altro, la consapevolezza tecnica della necessità di interventi concreti. Il divario osservato non è più solo un fenomeno ambientale, ma un indicatore tangibile dei cambiamenti climatici e dell’impatto umano sull’ecosistema.

Il sindaco ha evidenziato che la questione riguarda non solo i comuni direttamente affacciati sul cratere – Castel Gandolfo, Marino, Genzano, Nemi, Rocca di Papa e Grottaferrata – ma l’intero sistema turistico dei Castelli Romani e perfino Roma. La presenza di questi laghi, infatti, costituisce un richiamo naturale per i visitatori e un elemento fondamentale dell’economia locale. “Il turista viene a Roma, ma poi cerca luoghi belli e unici come questi. I laghi vulcanici sono risorse strategiche: naturali, ambientali e turistiche.” La protezione dei laghi diventa quindi una priorità non solo ambientale, ma anche economica e culturale.

Alla riunione erano presenti esponenti politici e tecnici di rilievo: il senatore Marco Silvestroni, l’onorevole Maria Spena, il presidente del Parco dei Castelli Romani Ivan Boccali, il direttore generale dell’ANBI Massimo Gargano, il Segretario Generale AUBAC professor Marco Casini, il Presidente Acea Ato 2 Ing. Marco Salis e numerosi tecnici ed esperti idrogeologici. Cecchi ha sottolineato come la tutela dell’acqua richieda non solo idee e competenze, ma anche risorse economiche concrete. “Diciamo sempre che senza lilleri non si lallera. Le idee sono importanti, ma senza economia non si realizzano interventi. Oggi vogliamo capire se le soluzioni ci sono e come possiamo metterle a terra.” Questo concetto evidenzia la stretta interconnessione tra capacità tecnica e capacità finanziaria: senza entrambe, ogni progetto rimane teorico.

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Il primo cittadino ha poi ricordato la necessità di ridurre le perdite lungo le reti idriche. “Chiediamo da sempre pronti intervento veloci per evitare che l’acqua finisca nel terreno e vada persa. Gli sprechi non possiamo più permetterceli.” Il riferimento all’episodio del 2009, quando da assessore assistette all’installazione di valvole israeliane “capaci di salvare anche una goccia d’acqua”, serve a sottolineare l’importanza della tecnologia nella gestione efficiente delle risorse idriche. La lezione è chiara: l’innovazione tecnica può trasformarsi in uno strumento concreto per mitigare la crisi idrica, ma deve essere accompagnata da una governance solida e da interventi tempestivi.

Un altro punto centrale del discorso di Cecchi riguarda la disinformazione. “Vogliamo uscire da qui più informati di quanto si legge in certi pseudo giornali online. La rete spesso diffonde contenuti poco professionali. Oggi abbiamo la parte politica e la parte tecnica: conosceremo i dati reali.” L’allarme del sindaco riflette una realtà più ampia: la gestione delle risorse idriche viene spesso accompagnata da informazioni imprecise o parziali, che rischiano di compromettere il dibattito pubblico e la presa di decisioni consapevoli.

Sul piano istituzionale, Cecchi ha portato i saluti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, impossibilitato a partecipare, e ha ricordato l’assenza dell’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini e del vicepresidente della Città Metropolitana, trattenuti da sessioni di bilancio. “Li ringrazio enormemente – ha detto – perché si sono spesi molto insieme al senatore Silvestroni su questa attività.” La partecipazione indiretta delle alte cariche istituzionali evidenzia l’interesse politico nazionale verso la crisi idrica dei Castelli Romani, sottolineando la necessità di coordinamento tra livelli diversi di governo.

Massimo Gargano, direttore generale dell’ANBI, ha fornito un quadro tecnico e gestionale approfondito, delineando le cause strutturali della crisi idrica. Ha richiamato l’attenzione sulla cementificazione diffusa, sui nuovi insediamenti industriali e residenziali e sullo sviluppo urbanistico incontrollato, fenomeni che hanno reso il territorio “ferocemente impermeabilizzato”. La conseguenza diretta è che l’acqua piovana non riesce più a ricaricare le falde, aumentando il rischio di prosciugamento dei laghi e di crisi idrica per agricoltura, turismo e popolazione locale.

Dott. Massimo Gargano Dir. Generale ANBI

Gargano ha citato esperienze provenienti da Trentino e Friuli per dimostrare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola e sulla gestione delle risorse idriche. “Gli scenari di povertà e conflittualità sociale che si creano quando manca l’acqua non sono lontani, sono qui, davanti a noi”, ha ammonito, evidenziando come la crisi idrica abbia ricadute anche sul piano socio-economico e della coesione sociale.

Un progetto significativo, menzionato da Gargano, è quello di monitoraggio avviato sul lago di Castelgradola, realizzato grazie alla collaborazione tra associazioni, comunità locali e istituzioni. Attraverso strumenti di misurazione costante, è stato possibile comprendere quanta acqua venisse effettivamente prelevata e dispersa, creando un modello replicabile di sensibilizzazione e intervento concreto. Questo lavoro ha consentito di pianificare interventi mirati e stimolare investimenti significativi nel sistema idrico.

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La visione di Gargano non si limita alla gestione dell’emergenza, ma si estende al ripensamento complessivo del modello di sviluppo territoriale. “Se continuiamo con lo stesso modello di crescita, senza adattarci ai cambiamenti climatici e senza proteggere le risorse idriche, rischiamo di perdere un bene insostituibile.” La sfida consiste nel conciliare rigenerazione urbana, tutela ambientale e valorizzazione dell’identità culturale dei Castelli Romani, evitando che il territorio diventi vittima di un’antropizzazione incontrollata.

Il senatore Marco Silvestroni ha ribadito l’urgenza della situazione: “Il lago d’Albano ha perso quasi un metro d’acqua dal 2023 ad oggi.” La sua dichiarazione sottolinea la rapidità con cui il fenomeno si sta manifestando e l’impatto non solo ecologico, ma anche culturale: il lago è un simbolo della memoria collettiva dei cittadini. Silvestroni ha inoltre ricordato il fondo di oltre 50 milioni di euro stanziato per la salvaguardia del lago, chiedendo trasparenza e chiarezza su come saranno utilizzati. “È un bene comune che appartiene al cuore dei cittadini dei Castelli Romani.”

On. Senatore Marco Silvestroni

Il commissario di Governo alla Siccità Nicola Dell’Acqua dell’acqua ha spiegato che gli interventi sono stati finanziati “non per la bellezza del territorio, ma per la qualità della pianificazione”, evidenziando come la cabina di regia nazionale, istituita durante l’emergenza del 2021, abbia evitato la frammentazione delle competenze e ritardi negli interventi. “Il coordinamento evita la frammentazione delle competenze, spesso causa dei ritardi passati”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di una governance efficiente.

Ivan Boccali, presidente del Parco dei Castelli Romani, ha aggiunto una prospettiva locale: “Controllo del territorio significa verificare pozzi, opere abusive e il consumo idrico dei comuni. La sostenibilità non è uno slogan, ma una pratica quotidiana.” Boccali ha insistito sulla necessità di rigenerare i centri storici dei borghi per prevenire lo spopolamento e favorire un equilibrio tra ambiente e sviluppo urbano, evidenziando come le politiche idriche siano strettamente interconnesse con la pianificazione territoriale.

Sul fronte internazionale, il rappresentante dell’Istituto Mediterraneo dell’Acqua ha presentato il primo Forum Euro Mediterraneo dell’acqua, che si terrà a Roma nel 2026, con la partecipazione di 43 paesi tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. “L’interesse per questi laghi nasce da lontano”, ha sottolineato, evidenziando come l’iniziativa possa combinare diplomazia blu, blue economy e blue finance, rafforzando la sensibilizzazione e la formazione sul territorio.

L’onorevole Maria Spena ha portato il suo contributo sottolineando l’importanza della cooperazione tra istituzioni nazionali, amministrazioni locali e comunità scientifica. Ha evidenziato come la gestione delle risorse idriche non possa essere considerata un problema esclusivamente locale, ma debba inserirsi in una strategia più ampia, nazionale e internazionale, capace di tutelare un bene prezioso e indispensabile per le generazioni future.

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Spena ha collegato la questione dei laghi alla preparazione del Forum Euro Mediterraneo dell’Acqua, in programma a Roma nel 2026, che vedrà la partecipazione di 43 Paesi tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. In questo contesto, ha spiegato, gli incontri territoriali come quello di Marino diventano strumenti fondamentali per creare consapevolezza, formare competenze e promuovere la blue economy e la blue finance, valorizzando allo stesso tempo i laghi dei Castelli Romani come risorse naturali, culturali ed economiche da proteggere.

Nel suo intervento, l’onorevole ha richiamato l’attenzione sulla necessità di coniugare innovazione tecnologica e governance efficiente. Secondo Spena, strumenti moderni e coordinamento tra livelli istituzionali sono indispensabili per prevenire dispersioni idriche e garantire interventi efficaci e duraturi. Ha inoltre sottolineato l’importanza di sensibilizzare i cittadini, le scuole e gli operatori economici, promuovendo una cultura della responsabilità collettiva nei confronti dell’acqua, fondamentale per la sostenibilità del territorio e per la salvaguardia dei laghi nel lungo periodo.

In sintesi, Maria Spena ha contribuito a trasformare il dibattito locale in una riflessione strategica di respiro più ampio, mettendo in evidenza che proteggere i laghi Albano e di Nemi significa non solo preservare un patrimonio ambientale unico, ma anche costruire un modello di gestione delle risorse idriche capace di confrontarsi con le sfide globali legate al cambiamento climatico e alla sostenibilità.

Tra i sindaci e gli amministratori locali, la concretezza degli interventi è stata il punto di riferimento. Cecchi ha ricordato come la cabina di regia abbia permesso di programmare studi scientifici e interventi infrastrutturali “con serietà tecnica e passione”, garantendo trasparenza nell’uso dei fondi pubblici e superando decisioni frammentarie del passato.

In sintesi, l’incontro ha fornito una fotografia completa e articolata della crisi idrica nei Castelli Romani: dal monitoraggio scientifico alla governance nazionale, dalla tutela ambientale allo sviluppo turistico ed economico, fino alla dimensione internazionale. La lezione è chiara: proteggere i laghi Albano e di Nemi significa tutelare l’acqua, la cultura, l’economia e il futuro delle generazioni che verranno. Senza interventi concreti, coordinati e continuativi, i Castelli Romani rischiano di pagare un prezzo altissimo, e la salvaguardia di questi ecosistemi unici diventa una priorità inderogabile.

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Rocca di Papa, fede e tradizione nel segno di Sant’Antonio Abate

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Nel suggestivo scenario del Parco La Pompa a Rocca di Papa, si è svolta la tradizionale benedizione degli animali in onore di Sant’Antonio Abate. Questo evento annuale è un momento di raccoglimento e celebrazione che unisce la comunità locale all’insegna della fede e della tradizione.

Il rito della benedizione, che vede protagonisti animali di ogni tipo, dai cavalli ai piccoli animali domestici, attira numerosi partecipanti e spettatori da tutta la regione. È un’occasione per ricordare l’importanza del rapporto tra esseri umani e natura, sottolineando il rispetto e la cura per tutte le creature viventi.

La festa di Sant’Antonio Abate è particolarmente sentita nella comunità di Rocca di Papa, dove le radici storiche e culturali si intrecciano con le tradizioni contadine. L’evento al Parco La Pompa rappresenta così un ponte tra passato e presente, mantenendo vive usanze che affondano le loro origini in tempi antichi.

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Sant’Antonio Abate, a Marino don Faustino benedice gli animali a cavallo di Lady

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Nel piccolo comune di Marino, la celebrazione di Sant’Antonio Abate ha visto un momento di particolare emozione quando Don Faustino ha impartito la tradizionale benedizione agli animali. Quest’anno, il sacerdote ha scelto un modo unico per svolgere il rito: a cavallo di Lady, una maestosa giumenta che ha contribuito a rendere l’evento ancor più speciale.

La comunità ha partecipato con entusiasmo all’evento, portando i propri animali domestici e da fattoria per ricevere la benedizione. L’iniziativa ha sottolineato l’importanza del legame tra uomo e natura, celebrando la figura di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali e protettore del mondo rurale.

Lady, la giumenta che ha accompagnato Don Faustino, è stata la protagonista indiscussa, attirando l’attenzione di grandi e piccini. La sua presenza ha simboleggiato la pace e l’armonia che la festa intende promuovere, rendendo la giornata indimenticabile per tutti i presenti.

L’evento si è concluso con un momento conviviale, dove i partecipanti hanno potuto condividere storie e aneddoti sui loro amati animali, rafforzando lo spirito di comunità che caratterizza il piccolo centro di Marino.

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Ciampino, italia viva entra in maggioranza: Gabriella Sisti nominata assessore

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Nel Comune di Ciampino, il partito Italia Viva ha deciso di entrare a far parte della maggioranza. Questa decisione ha portato alla nomina di Gabriella Sisti come nuovo assessore. La mossa segna un’importante svolta politica per la città, influenzando le dinamiche di governo locale e promettendo nuove prospettive per l’amministrazione comunale.

La nomina di Sisti è stata accolta con favore da molti all’interno del consiglio comunale, che vedono in lei una figura capace di apportare freschezza e innovazione. Gabriella Sisti, già nota per il suo impegno politico e sociale, si prepara ad affrontare le sfide che il nuovo incarico comporta, con l’obiettivo di contribuire positivamente allo sviluppo della comunità ciampinese.

Italia Viva, attraverso questa mossa strategica, mira a rafforzare la propria presenza politica nella regione, collaborando attivamente con le altre forze di maggioranza per implementare nuove politiche e progetti. L’ingresso di Sisti nella giunta comunale è visto come un passo fondamentale per consolidare queste alleanze e perseguire gli obiettivi comuni.

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