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Castelli Romani

Marino, organizzazione scuole: i comunisti temono tensioni e rivolte

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Gli accomodamenti e le mezze misure non servono. Così come gestita, e con i risultati annunciati,
nonostante la buona volontà, è prevedibile che ci saranno seri problemi alla ripresa dell’anno
scolastico per i docenti, per il personale che lavora nelle scuole, per gli studenti ed il loro diritto allo
studio. Non possiamo che immaginare azioni di rivendicazione e di lotta. Cominciamo con la
questione del precariato. In un modo o nell’altro, la vicenda del lockdown aveva dato la opportunità
di chiudere la stagione del precariato. Invece no, la Ministra Azzolina e il Governo, hanno
pervicacemente sbarrato la strada ad una qualsiasi soluzione. Ora per questo ci sarà un confuso
reclutamento di precari dove necessario. Sembra che per quanto attiene il personale ATA la
situazione sia ancora peggio. Comunque di tutte e due queste situazioni, la comunicazione della
Giunta comunale di Marino è totalmente reticente. Purtroppo, queste scelte sono direttamente
collegate alle conseguenze che avranno gli studenti e gli alunni per gli anni a venire circa la loro
preparazione e, di fatto, verrà messo in discussione l’effettivo diritto allo studio di ognuno di loro.
L’errore macroscopico, che l’amministrazione ha compiuto nella predisposizione dell’apertura
dell’anno scolastico, è stato quello di rinchiudere tutto nel confronto con gli esperti. Di fatto
trasformando la riapertura delle scuole in prevenzione ad un confronto tra super addetti ai lavori.
Intendiamoci, questo confronto era da fare. Ma non si doveva utilizzare l’esito, e forse lo si doveva
intrecciare nel percorso, come comunicazione di decisioni assunte. Come se la giunta fosse un
grande ufficio tecnico allargato ad altri tecnici, e come se l’assessore e la giunta fossero un
capoufficio. Annuncia il comune che si sono riuniti “ oltreché Sindaco e Assessori, anche gli
Uffici Comunali, i Dirigenti Scolastici e la Multiservizi dei Castelli di Marino”. Questa assenza di
dialogo, di confronto con genitori, con i lavoratori, con le forze politiche e sociali (non a caso, per
scelta del M5S non esistono più le Consulte comunali che qui sarebbero state, e possono essere
prossimamente se scoppieranno problemi alla ripresa dell’anno scolastico).

Eppure la piccola grande scuola della gestione covid in versione condivisa dell’associazionismo e del volontariato dovrebbe aver insegnato qualcosa! Invece no, tranne i ringraziamenti ufficiali (che erano dunque solo formali?) e qualche giochino sporco (a loro insaputa, ricordate il M5S che strumentalizzò gli aiuti di associazioni e volontari di Marino come fossero “cosa loro”?), non sembra che la Giunta
M5S abbia voluto avere un confronto con la comunità marinese. Intendiamoci, la scelta, nel caso di
coinvolgimento ampio, secondo noi, sarebbe comunque dovuta rimanere nelle mani di chi guida
l’amministrazione. Ma questo è il passato e una pezza non è possibile mettercela. Per le scelte
“concrete” come vengono definite, invece abbiamo da obiettare, innanzitutto, il sacrificio delle
modalità di utilizzo, forse non per tutti, e addirittura, da un commentino presente nel comunicato,
perfino un aumento mensa.

No non va proprio bene. Giovanni Cena, è ritratto in una foto di inizio secolo, in una baracca al centro dei Pratoni del Vivaro (forse la foto è rintracciabile presso il Parco dei Castelli romani) mentre impartisce una lezione a degli studenti, volenterosissimi, figli di pecorai e contadini. Cioè, le strutture, purchè di salvaguardia antiCovid (perché è questa l’emergenza, come abbiamo sentito dalla vicenda della cattiva gestione di prevenzione delle scuole in Germania dove stanno scoppiando numerosi casi di contagio), possono essere altre dai plessi scolastici.

Se l’Amministrazione, come sembra, ne aveva reperite, non doveva mollare. Ristrutturare provvisoriamente, per poi riportare a regime, equivale a fare le buche e poi ricoprirle: abbastanza
inutile. Ricavare aule, dalla sospensione dei laboratori, dalla modifica degli spazi comuni non
sembra una cosa molto lungimirante, escluso il fatto di voler mantenere tutto – come si dichiara –
nei medesimi plessi già noti ai genitori e quindi viene scelto per loro! Ma perché non sentirli prima
e durante l’assunzione delle decisioni? E’ così scandaloso? Per la Giunta sembra di si! Infine la
mazzata: per tutto quanto messo in atto, una delle conseguenze sicure, sarà la cancellazione dei
servizi pre e post scolastici. Così, candidamente, viene annunciato alla parte che forse
maggiormente ha necessità sociale e trova completezza educazionale nella formula della
organizzazione rivolta agli alunni e studenti di pre e post scuola, e probabilmente anche alle
famiglie, che tale diritto viene cancellato! E’ follia pura. E’ proprio quanto di più lontano può
offrire come soluzione di sicurezza un ente locale che voglia soddisfare al meglio i bisogni dei
cittadini, tutti, magari a cominciare dalle fasce più deboli. Per questi provvedimenti, incluse le
modalità, noi fossimo in cattedra, daremmo un sono quattro con richiesta di venire accompagnati
dai genitori immediatamente.

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Ciampino, Diritti in Comune su autovelox Appia: “Comune multato da Anas, Ballico chieda scusa alla città”

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CIAMPINO (RM) – “Sulla vicenda dell’autovelox installato dal Comando della Polizia Locale al Km 17 di Via Appia Nuova senza le autorizzazioni necessarie e per il quale, di nuovo, l’ANAS ha multato il Comune di Ciampino, Diritti in Comune potrebbe semplicemente riproporre l’identico comunicato scritto circa un anno fa”. Così si esprime con una dura nota la coalizione ciampinese rappresentata in Consiglio da Alessandro Porchetta.

“Identici infatti sono stati i passaggi ripercorsi dal Comune: l’incarico per un ricorso ad un avvocato esterno e, conseguentemente, la Prefettura che confermando il precedente provvedimento ordina al Comune di pagare la sanzione pecuniaria di € 1.746,00 e rimuovere l’autovelox. Era infatti il 24 febbraio del 2020, quando comunicammo alla Sindaca Ballico l’accertata irregolarità dell’autovelox posto proditoriamente sulla fascia di rispetto della S.S via Appia Nuova, in violazione del Codice della Strada. Un paradosso se pensiamo che chi lo ha installato è tenuto quotidianamente a garantire il suo puntuale rispetto e a sanzionare chi lo viola”.

“Fummo sbeffeggiati in Consiglio comunale, in risposta ad un’interrogazione scritta, dalla Sindaca in persona che ebbe la capacità di rileggere una nota stampa ormai datata – continua Diritti in Comune – prodotta mesi prima dallo stesso ente. Non chiediamo che venga chiesto scusa a Diritti in Comune e al suo consigliere, ma le scuse andrebbero rivolte alla cittadinanza tutta per eccesso di arroganza e superficialità. Alla Sindaca Ballico oggi, pubblicamente, rivolgiamo le stesse domande e gli stessi inviti: chiuda immediatamente la questione, senza promuovere ulteriori ricorsi (spendendo altri soldi pubblici) dall’esito più che scontato e disattivi immediatamente, se non ha già provveduto, l’autovelox, dando attuazione all’ordine della sua rimozione”.

“Le chiediamo inoltre di non sottrarsi al suo obbligo di chiarire fino in fondo la vicenda a tutela dell’immagine del Comune di Ciampino già ampiamente compromessa; questo  anche e soprattutto per evitare i possibili contenziosi che possono generarsi dal recente pronunciamento della Prefettura qualora l’Ente dovesse essere chiamato a rispondere ad una class action promossa dalle migliaia di cittadini sanzionati, rivolta contro chi, forse, è stato più attento a “fare cassa” che a rispettare il Codice della Strada. Infine – conclude la nota di DiC – nell’imminenza di predisporre il bilancio di previsione 2021/2023, un invito perentorio: basta con le previsioni di entrata stratosferiche fondate su autovelox illegali e finanza creativa, dopo due anni di orrori amministrativi è tempo di azzeccarne una o di andare a casa!”

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Sanità Lazio. Fials: “Regione riapra il San Raffaele a Rocca di Papa. Troppe famiglie e operatori sul lastrico”

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“La mancata riapertura della struttura sanitaria San Raffaele di Rocca di Papa, dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso il decreto del commissario ad acta, Nicola Zingaretti che l’8 luglio scorso aveva chiuso la struttura dopo i numerosi casi di Covid 19, sta mettendo sul lastrico gli operatori sanitari e le loro famiglie. L’alta giustizia amministrativa aveva demandato alla Regione Lazio la possibilità di riattivare l’accreditamento entro 30 giorni dalla divulgazione dell’ordinanza. Così non è stato”. E’ quanto riporta la nota della Segreteria provinciale Fials di Roma che contesta l’inottemperanza della Regione Lazio che piuttosto sta ricorrendo nel merito.

“Nessuna intenzione di riattivare l’accreditamento da parte dell’Ente malgrado l’invito del Consiglio di Stato per fare fronte all’emergenza in corso ove sussista il bisogno sul piano territoriale. E neppure oggi in piena terza ondata quando – precisa la nota – come ha rivelato una relazione interna dell’Asl Roma6 sono state verificate le condizioni e la planimetria per l’assistenza dei pazienti più deboli. Analogamente oltre a costoro, anche gli operatori sanitari sospesi dal servizio stanno pagando un prezzo altissimo.  Mentre potrebbero essere impiegati a servizio della collettività”.

“Senza contare i pareri pro veritate che esimie eccellenze (il virologo Fabrizio Pregliasco, il nobel Luc Montagner, il costituzionalista Sabino Cassese) hanno sottoscritto per certificare la validità della struttura sanitaria. E alle parole di costoro sono seguite anche le parole della prima cittadina di Rocca di Papa, che ha espresso forte preoccupazione in merito alla decisione della Regione Lazio che ha ridotto i livelli assistenziali nel territorio – aggiunge la nota Fials -. Un fatto gravissimo”.

“Sono 7 mesi infatti che la struttura del San Raffaele di Rocca di Papa è in minima parte soltanto aperta con solo 20 posti letto occupati su 191 – conclude la nota  precisando che – stiamo affiancando i lavoratori per supportarli anche in una eventuale vertenza contro la Regione Lazio che sta penalizzando territori e livelli essenziali di assistenza”.

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Grottaferrata, focolaio in un istituto di suore: 4 morti

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Un grosso focolaio è stato trovato all’interno della struttura religiosa di Grottaferrata “Povere Figlie della Visitazione di Maria”. Su 39 ospiti totali ci sono 25 positivi e 13 ospedalizzati da qualche giorno, 6 suore positive su un totale 7 e 4 morti di cui 2 ospiti anziani deceduti in ospedale, 1 suora e un’ospite deceduti nella struttura.

“Siamo a conoscenza del nuovo cluster sviluppatosi all’interno della struttura religiosa delle Figlie della Visitazione di Maria” dichiara il sindaco Andreotti. “Assieme a Protezione Civile e Croce Rossa abbiamo già attivato tutti i canali necessari per rifornire la struttura in sicurezza di alimenti e beni di prima necessità. La struttura è isolata e grazie alla collaborazione dei Carabinieri, come già accaduto nella scorsa primavera in situazioni simili, si fa in modo che estranei restino a dovuta distanza”.

“Alle famiglie degli anziani defunti, così come alla congregazione religiosa rinnovo la massima vicinanza e affetto in un momento di particolare difficoltà in cui come rappresentanti dell’Amministrazione comunale stiamo percorrendo tutte le strade necessarie a garantire una vicinanza solidale e viva da parte delle istituzioni del territorio”.

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