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Castelli Romani

Marino piena di luminarie: si accende la speranza in un momento difficile

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Il periodo storico che stiamo vivendo è molto complesso e delicato, la crisi economica
dovuta all’emergenza sanitaria, in ottemperanza alle norme decretate dai DPCM
governativi e regionali, si ripercuote in particolar modo su tutte le Attività Produttive e
Commerciali con le quali siamo profondamente solidali.
Vista l’eccezionalità del momento, l’Amministrazione Comunale, ha accolto le istanze
presentate nelle diverse riunioni che si sono tenute con i Presidenti di Categoria UCM,
ACF, ACNV che hanno richiesto una riunione con l’Assessore alle Attività Produttive,
riguardante la situazione critica del momento e di essere portavoce delle volontà dei loro
associati circa l’illuminazione dei luoghi commerciali di appartenenza.
Gli incontri avvenuti con i Rappresentanti di Categoria UCM e ACF si sono svolti in Sede
comunale, mentre con il Rappresentante di ACNV ed una delegazione di commercianti di
Frattocchie e Cava dei Selci, si sono svolti presso una sede di pianura da loro indicata nel
rispetto delle distanze di sicurezza.
“L’impegno preso – dichiara l’Assessore Ada Santamaita – ha prodotto le installazioni
delle luci natalizie in tutte le strade principali dei centri abitati, come segno tangibile
dell’Amministrazione Comunale a favore degli Esercenti. Sperando che questa attrattiva
favorisca la possibilità di incrementare l’economia cittadina, al fine di valorizzare e
animare i nostri Centri commerciali, comunico che si è deciso di anticipare le accensioni
delle luminarie: Dal 26 Novembre Marino si illumina!”
Un’iniziativa che rivendica il bisogno di non rinunciare al calore del Natale, di non
rinunciare alle aspettative lavorative, pur essendo consapevoli che la situazione potrebbe
cambiare a seguito di nuove normative sanitarie. Sicuramente quest’anno si vivrà il
periodo festivo in modalità inedita, con un’attenzione particolare a tutta la comunità
marinese, in segno di gioia e di speranza.
L’Amministrazione Comunale, dimostra in modo costante di mantenere gli impegni presi,
di credere all’importanza della collaborazione con le parti e al consolidamento dei rapporti
umani, ingredienti fondamentali per una sinergia di intenti.

Castelli Romani

Frascati al voto. Franco Medici di Articolo 1 per Sbardella sindaco: “Per una città della Scienza”

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“Vogliamo coinvolgere tutti i cittadini che credono negli ideali di giustizia sociale, di difesa delle risorse ambientali e della democrazia”

Il 3 e 4 ottobre è tempo di elezioni anche a Frascati, cuore dei Castelli Romani. Una competizione importante che vede impegnati nella corsa alla guida del Comune molti cittadini. Tra questi concorre nella lista Articolo 1 per Francesca Sbardella sindaco, Franco Medici, professore alla professore associato di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso “Sapienza” Università di Roma, già presidente di Italia Nostra Lazio. Lo abbiamo intervistato.

Professor Franco Medici, Frascati sembra arrivata ad un bivio o continuare ad essere un centro più o meno ridente dell’hinterland romano o deviare decisamente verso la ricerca di una propria identità che la proietti nel panorama nazionale ed internazionale.

Articolo 1 nella quale lei concorre a sostegno della candidatura a sindaco di Francesca Sbardella al riguardo ha le idee chiare: si è stilato un programma molto ambizioso e una delle sfide di maggior rilievo ci pare quella di puntare su un futuro di Frascati come città della Scienza.

Può spiegare meglio quali sono le basi da cui partire e quali gli obiettivi che presentate agli elettori?

Frascati è una città nota a livello internazionale, non solo per il vino Frascati doc, ma fondamentalmente ed è, quello che ci interessa particolarmente, è un polo di ricerca tra i più importanti in Europa, è sede, infatti, dell’ INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), che lavora in stretta collaborazione con il CERN di Ginevra, e del Centro di Ricerca ENEA, laboratori leader mondiali nella ricerca nel settore della fusione nucleare. E’ sede, inoltre, dell’ ESRIN (European Space Research Institute), uno dei sei centri internazionali dell’ Agenzia Spaziale Europea per il telerilevamento.

Molti scienziati e ricercatori vivono nel territorio tuscolano, vogliamo promuovere, con il loro aiuto, la costituzione di un polo scientifico, all’interno dei diversi Centri di Ricerca, che sia in grado di individuare soluzioni innovative e che abbia, come obiettivo finale, quello di migliorare i servizi offerti ai cittadini (Smart City). L’Università di Tor Vergata sorge ai confini, vogliamo istituire un delegato comunale ai rapporti con i Centri di Ricerca e l’Università, perché Frascati diventi “città della cultura e della scienza”. Ritengo, inoltre, che sviluppare applicazioni tecnologiche innovative, a vantaggio della comunità, costituirà sicuramente un volano economico ed occupazionale per tutto il territorio tuscolano.

Il consumo di suolo è certo una delle problematiche più gravi di Frascati come di tutti i Castelli Romani. Qual è la vostra posizione al riguardo una volta al governo della città?

I rapporti nazionali dell’ ISPRA (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riguardo il consumo del suolo, le dinamiche territoriali ed i servizi eco sistemici del 2018 e degli anni successivi, indicano che il consumo di suolo, nell’area dei Castelli Romani, è pari al 16 per cento del totale disponibile, il doppio di quello medio Italiano e quasi il quadruplo rispetto alla media Europea.

Frascati, tra i comuni dei Castelli Romani, si attesta, secondo i dati ISPRA del 2018, nella fascia medio-alta con un consumo pro-capite di 240 (m2/abitante). I dati dei diversi rapporti evidenziano come il fenomeno del consumo di suolo non proceda in maniera congruente con la crescita demografica, infatti, a fronte di una diminuzione della popolazione le superfici occupate delle costruzioni continuano a crescere ogni anno.

Nel programma di legislatura, la coalizione propone una forte inversione di tendenza, che si sostanzia in consumo di suolo pari a zero per favorire e sviluppare una agricoltura di qualità.

Il Parco dei Castelli Romani è una realtà del territorio come pensate, in considerazione anche del fatto che lei ha ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio regionale del Lazio di Italia Nostra, di interagire con questa area protetta.

I rapporti tra il Comune di Frascati ed il parco Regionale dei Castelli Romani sono da sempre particolarmente buoni. Ricordo che nel 1996, il consiglio comunale, (sindaco Enrico Molinari ed assessore all’Urbanistica Gianluigi Peduto, oggi presidente dell’ Ente Parco Regionale), propose un allargamento del Parco all’interno del Comune di Frascati.

L’ Ente Parco ha difeso strenuamente le aree verdi del territorio, favorito la promozione socio economica del territorio, aperto una importante collaborazione con Villa Falconieri e l’ Accademia Vivarium Novum, per una fruizione al pubblica di questa villa tuscolana, una delle mete del Grand Tour.

Ci sarà ora da affrontare il problema delle antenne per lo sviluppo della tecnologia 5G, non è pensabile ad un proliferare di antenne all’interno dell’area protetta. Il parco non ha, ancora, un piano di assetto approvato in via definitiva a più di trentacinque anni dalla sua istituzione, ci auguriamo che ciò avvenga a breve: tale atto finale dipende dal Consiglio Regionale.

Frascati era un tempo meta del Grand Tour. Come valorizzare il grande patrimonio culturale e metterlo a disposizione dei cittadini?

Oltre al patrimonio delle ville tuscolane, note a livello nazionale ed internazionale, non va trascurata la vicinanza con il parco dei Lucretili, si potrebbe pensare, infatti, ad un turismo di qualità che leghi le due realtà.

Ricordo venti anni fa di aver visto, proposto dai tour operator americani, un percorso turistico che partiva da Palestrina, arrivava a Frascati e si chiudeva con Albano ed Anzio con la visita al cimitero di guerra della seconda guerra mondiale. La cosa che più mi ha stupito è che la proposta turistica, di sette giorni, fosse alternativa al turismo della città di Roma e alla visita del parco dell’ Appia Antica.

Articolo 1 fa parte di una coalizione ampia. Come vi state confrontando nel vostro ambito e qual è il valore aggiunto della candidata a sindaco?

La coalizione è ampia, raccoglie il centro-sinistra e la lista di Articolo 1 ne costituisce l’area più spinta verso i valori della sinistra, vogliamo coinvolgere tutti i cittadini che credono negli ideali di giustizia sociale, di difesa delle risorse ambientali e della democrazia. Perché Francesca Sbardella candidata a sindaco?

La risposta è semplice: ha quaranta anni, è giovane, è nel pieno delle forze fisiche ed intellettuali che sono necessarie per governare una città che presenta tante problematiche. Francesca ha poi la giusta esperienza, è stata infatti, consigliere comunale per due legislature, conosce la città ed i suoi problemi, è, quindi, tra tutti noi, la persona che abbiamo reputato più adatta alla candidatura a sindaco.

Qual è il suo motto e che tipo di campagna elettorale sta portando avanti in vista del voto del 3 e 4 ottobre prossimi?

L’ articolo 1 della Costituzione: “L’ Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Siamo tutti i giorni nelle piazze, nei quartieri, e devo dire, con riluttanza, mi sono adattato ai social.

Franco Medici, Ingegnere chimico. Professore associato di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso “Sapienza” Università di Roma. Docente nell’ambito del dottorato di ricerca in Processi Chimici per l’Industria e l’ Ambiente.

E’ ed è stato coordinatore di diversi progetti di ricerca finanziati dal MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e della Ricerca) ed è responsabile di progetti di cooperazione internazionale in paesi in via di sviluppo.

Opera nel campo del volontariato all’interno dell’associazione Italia Nostra e della sezione Inbar (Istituto Nazionale di Bioarchitettura) dei Castelli Romani.

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Castelli Romani

Ariccia, il Comune è protagonista della notte Europea dei ricercatori

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Tutto è pronto ad Ariccia per la Notte Europea dei ricercatori in programma venerdì 24 settembre. Una manifestazione, promossa da Frascati Scienza, che vedrà l’organizzazione di numerosi eventi dislocati in diversi punti della città.

Tanti gli appuntamenti in programma, aperti al mondo della scuola e alla cittadinanza, che animeranno Ariccia da domenica 19 settembre a sabato 25 settembre.

La giornata clou è fissata per il 24 settembre con una serie di appuntamenti imperdibili che potranno essere seguiti in diretta su Facebook e Youtube.

Soddisfatto il Sindaco di Ariccia Gianluca Staccoli: “Nel programma di quest’anno – sottolinea il Sindaco- gli eventi non saranno concentrati in una sola location ma saranno organizzati in più punti della città proprio per consentire a tutti di poter partecipare. Gli obiettivi che ci siamo posti, infatti, riguardano soprattutto l’aumento della consapevolezza dei cittadini rispetto all’impatto che la scienza e il lavoro dei ricercatori hanno sulla vita quotidiana.

Diversi sono anche i progetti studiati per le scuole con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani a diventare adulti attenti al green e al mantenimento delle biodiversità. Un ringraziamento particolare va alle consigliere delegate Anita Luciano e Irene Falcone, alla dott. Filomena Anna Russo dell’Ufficio Statistica e a tutte le associazioni e società coinvolte per aver aderito e messo in piedi, insieme all’Associazione Frascati Scienza, un cartellone di iniziative di grande interesse”. LEAF, questo è il nome del progetto, un acronimo per heaL thE plAnet’s Future, cura il futuro del pianeta, è finanziato dal programma HORIZON 2020 della Commissione Europea, nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie e dalla Regione Lazio

Per partecipare alle iniziative è necessario prenotarsi sul sito di FrascatiScienza all’ indirizzo https://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2021/programma/

Questo l’elenco completo degli appuntamenti:

Domenica 19 Settembre 2021

PEDALATA ECOLOGICA
Domenica 19 Settembre 2021.
Dalle ore 08:30 alle ore 13:00.
Piazza di Corte (Ariccia, IT)

AL CENTRO STORICO DI ARICCIA CON IL PEDIBUS
Da Domenica 19 Settembre 2021
Dalle ore 09:00 alle ore 18:00.
Pazza di Corte (Ariccia, IT)

BIODIVERSITÀ ANTICA E MODERNA GIARDINO VOLTERRA
Domenica 19 Settembre 2021.
Dalle ore 09:30 alle ore 17:30.
Villino Volterra (Ariccia, IT)

BIODIVERSITÀ ANTICA E MODERNA, TRA GIARDINO VOLTERRA E PARCO CHIGI
(mostra allestita all’interno del Giardino Vito Volterra)
Domenica 19 Settembre 2021
Dalle ore 09:30 alle ore 17:30.
Villino Volterra (Ariccia, IT)

MARIE CURIE – NEL PAESE DELLA SCIENZA
Domenica 19 Settembre 2021.
Dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Biblioteca comunale “Biblioteca Attiva” (Ariccia, IT)

Venerdì 24 Settembre 2021
LE PIANTE OFFICINALI DI COLLEPARDO
Venerdì 24 Settembre 2021.
Dalle ore 15:45 alle ore 18:00.
Palazzo Chigi (Ariccia, IT)

CON GUSTO DAGLI ORTI SOTTO CASA AL RISTORANTE DEI BAMBINI
Venerdì 24 Settembre 2021.
Dalle ore 19:00 alle ore 21:50.
Scuola media Vito Volterra (Ariccia, IT)

Sabato 25 Settembre 2021

PASSEGGIATA NATURALISTICO SCIENTIFICA A PARCO CHIGI
Sabato 25 Settembre 2021.
Dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
Parco Chigi (Ariccia, IT)

MOABI E LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE
Sabato 25 Settembre 2021.
Dalle ore 10:30 alle ore 11:30.
Villino Volterra (Ariccia, IT)

BIODIVERSITÀ ANTICA E MODERNA GIARDINO VOLTERRA
Sabato 25 Settembre 2021.
Dalle ore 15:30 alle ore 17:30.
Villino Volterra (Ariccia, IT);
BIODIVERSITÀ ANTICA E MODERNA, TRA GIARDINO VOLTERRA E PARCO CHIGI
(mostra allestita all’interno del Giardino Vito Volterra)
Sabato 25 Settembre 2021.
Dalle ore 15:30 alle ore 17:30.
Villino Volterra (Ariccia, IT)

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Castelli Romani

Castelli romani, rifiuti: da Lanuvio parte l’iniziativa per superare l’emergenza

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LANUVIO (RM) – Si è tenuta ieri a Lanuvio una conferenza, promossa dall’assessorato all’Ambiente, con l’obiettivo di promuovere un modello “Castelli Romani” che possa gestire i rifiuti e non subire l’emergenza, come è accaduto con l’annosa questione della discarica di Albano.

All’iniziativa hanno partecipato moltissimi rappresentanti, tra amministratori e tecnici, dei comuni del territorio dei Castelli Romani. Tra i comuni coinvolti Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Velletri, Rocca Priora, Rocca di Papa, Frascati, Ardea, ovviamente, Lanuvio.

“Il messaggio è chiaro- ha spiegato nel suo intervento Andrea Volpi, vice sindaco del Comune di Lanuvio e consigliere Città Metropolitana di Roma Capitale – “Al di là della strategia dello scarica barile le amministrazioni dei Castelli romani vogliono dare un messaggio istituzionale promuovendo, all’interno dell’ATO stabilito dalla legge regionale, una sorta di sub-ambito che riguardi questo territorio.  Questo per consentire ai comuni dei Castelli, che già fanno una raccolta differenziata spinta oltre l’80%, di potersi organizzare in modo da ottenere una serie di benefici rispetto ai servizi: una maggiore efficienza, una riduzione dei costi e un’ulteriore incentivazione del percorso legato anche all’economia circolare. La proposta finale – conclude Volpi – è quella di raggiungere il consenso di tutti comuni del territorio dei Castelli e di richiedere alla Regione Lazio l’autorizzazione del Sub-ambito e della sua governance senza uscire dal recinto previsto dalla legge regionale di riferimento. La grande partecipazione di oggi testimonia che stiamo andando dalla parte giusta, promuoveremo molto presto un secondo incontro e una proposta ancora più definita e dettagliata”.

All’iniziativa, aperta con i saluti istituzionali del Sindaco di Lanuvio Luigi Galieti, ha partecipato anche Luca Andreassi, Vice Sindaco del comune di Albano. “Mi piace pensare – ha dichiarato Andreassi – che l’iniziativa organizzata a Lanuvio possa essere il primo passo di un percorso di condivisione serio tra i comuni del nostro territorio. Ripensiamo lo schema. Creiamo dei distretti territoriali che riescano a chiudere al proprio interno il ciclo dei rifiuti, con impianti integrati e di taglie adeguate al distretto. Impianti non inquinanti che valorizzino le frazioni dei rifiuti differenziate dai cittadini creando ricchezza e sostenibilità ambientale. Si pretenda dagli enti sovracomunali il riconoscimento di questi sub-ambiti, omogenei e funzionali e se ne dia la governance in mano ai Comuni stessi. Insomma, – conclude Andreassi – si smetta di ragionare come se il mondo iniziasse e finisse nelle nostre Città, atteggiamento che spesso ci ha portato a subire decisioni altrui per soddisfare esigenze altrui, e si inizi a diventare attori protagonisti di una proposta seria, funzionale e risolutiva”.

“L’iniziativa di oggi nasce dall’esigenza di cercare di superare le varie emergenze rifiuti che poi emergenze non sono più, ma si ripetono ormai in maniera ciclica impattando ogni volta sui singoli territori – è quanto dichiara Mario di Pietro Assessore all’ambiente del comune di Lanuvio. “I comuni del territorio dei Castelli Romani hanno raggiunto altissimi livelli di raccolta differenziata oltre che maturato una grande esperienza e conoscenza di quello che è il settore dei rifiuti. Questo è un dato che non può essere ignorato, occorre quindi ragionare in maniera unita e trasversale, perché al di là delle differenze politiche, le problematiche e le eventuali soluzioni ci trovano spesso sulla stessa linea. Dobbiamo provare a alzare l’asticella e porci degli obiettivi che non solo ci aiutino a superare questa emergenza ma che ci consentano di evitare le prossime. Questo incontro – continua Di Pietro – è il primo passo verso la stesura di un documento unitario che i sindaci dei comuni interessati porteranno all’attenzione della Regione per dare il via ad un percorso innovativo che serva da input anche per altri bacini. Una gestione del ciclo rifiuti che sia rivolta tanto ai problemi ambientali di carattere nazionale quanto all’incentivazione di un’economia circolare che non consenta di creare ricchezza e abbattere i costi. Non ultimo – conclude l’assessore lanuvino – è importante che le amministrazioni abbiamo la possibilità di intervenire direttamente sugli impianti e sulle discariche, non è più ammissibile lasciare l’intera gestione a soggetti terzi che decidano in autonomia se chiudere o restare aperti, creando innumerevoli disagi agli amministratori e, soprattutto, ai cittadini”

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