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Roma

MARINO ZECCHE A CAVA DEI SELCI, I CITTADINI: SIAMO OFFESI SI, MA DALL'ABBANDONO DELLE ISTITUZIONI

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Dopo la denuncia dei residenti a L'osservatore laziale scoppia la bagarre politica

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Una residente: "Se in molti erano a conoscenza del problema, che come apprendo dalle dichiarazioni del Pd 'è diffuso su tutto il territorio'', mi chiedo: come mai prima della nostra denuncia, nessuno si è preso carico della questione? I cittadini sono offesi, sì, ma dall'abbandono delle istituzioni, di qualsivoglia partito politico esse siano."

 

C.R.

L’ allarme colonie di zecche in Cava dei Selci a Marino diventa campo di duello tra Idv e Pd mentre i cittadini sono alle prese con i parassiti che come ben sappiamo non hanno colore politico. La scorsa settimana, alcuni residenti di cui si è fatta portavoce Rita L. hanno segnalato a L’osservatore laziale il gravissimo problema dell’invasione di zecche in un intero condominio e in un giardinetto pubblico. Le colonie di questi pericolosi insetti che possono portare alla morte, si concentrano a piazzale dello Sport. Marco Comandini, segretario Idv di Marino ha evidenziato il fatto che Cava dei Selci non può essere considerata una zona di serie B da frequentare solo per le elezioni e ha invitato  l’assessore alla sanità del Comune di Marino ad intervenire in via urgente. E così è stato, il Comune tre giorni fa ha effettuato una prima disinfestazione della zona garantendo il prossimo intervento tra 15 giorni. E nel frattempo è scoppiata la bagarre tra i partiti politici locali. A dare il “la” è stato il Pd il quale ha tenuto a sottolineare che il problema delle zecche riguarda tutto il territorio e che, sostanzialmente, l’Idv avrebbe offeso i cittadini di Cava dei Selci, “popolazione che si è sempre contraddistinta – scrive il Pd locale in una nota – per il suo alto grado di educazione, serietà e pulizia”. Immediata la replica di Comandini il quale ribatte: “Duole constatare che il Pd, in questi ultimi giorni, contravvenendo anche a regole di bon ton politico tra partiti che dovrebbero localmente collaborare, dapprima dice cose false alludendo con un comunicato che Idv avrebbe offeso i cittadini di Cava dei Selci sul problema delle zecche, cosa palesemente falsa, e tra l’altro colgo l’occasione per ringraziare i cittadini che si sono mostrati solidali con noi per quelle parole insensate”. Ma queste scaramucce politiche, soprattutto i punzecchiamenti del Pd, non toccano i residenti: “Tengo a precisare che la cittadinanza tutta – scrive in una nota la residente di Marino Rita L. – ha a cuore il suo benessere e che nessuno può attribuire nessun colore politico a questa vicenda, ne tanto meno strumentalizzarla a proprio beneficio. Se in molti erano a conoscenza del problema, che come apprendo dalle dichiarazioni del Pd 'è diffuso su tutto il territorio'', mi chiedo: come mai prima della nostra denuncia, nessuno si è preso carico della questione? I cittadini sono offesi, sì, ma dall'abbandono delle istituzioni, di qualsivoglia partito politico esse siano. Parlando con la gente del posto ho potuto rilevare che il malcontento sia generalizzato così come la rassegnazione. Ho raccolto gli sfoghi del fruttivendolo, il parrucchiere all'angolo e via dicendo, un coro unanime: ''Siamo abbandonati a noi stessi!. Nessuno dà peso alle nostre lagnanze'! ?? pensano solo a costruire dormitori ma per il resto nessuno fa nulla! Quella dei cittadini è la voce degli inascoltati, al punto tale che hanno anche smesso di protestare cercando di adattarsi il può possibile, ma non garantire neanche le condizioni igienico sanitarie basilari perchè una comunità possa dirsi civile bhè questo è troppo! Siamo nel 2012 e non nel Medioevo,ci fregiamo del titolo di società civile ma cosa facciamo davvero per esserlo a tutti gli effetti? Come i cittadini hanno la responsabilità civile di pagare le tasse così il Comune ha la responsabilità di garantire i servizi alla cittadinanza! in fede Rita. L.”.

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Castelli Romani

Nemi, 40mila euro dalla Regione per la valorizzazione del territorio

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Saranno impiegati per il ripristino del percorso turistico pedonale dell’Eremo di San Michele in Nemorensi

NEMI (RM) – Il Comune di Nemi si è aggiudicato un bando della Regione Lazio pari a 40 mila euro per la valorizzazione del patrimonio culturale nei piccoli comuni del Lazio, e sarà finalizzato al ripristino del percorso turistico pedonale dell’Eremo di San Michele in Nemorensi, il sentiero che dal lago conduce all’Eremo.

“Il turismo è la principale risorsa economica di Nemi. Paese fregiato della “bandiera arancione” dal Touring Club Italiano per l’ottima qualità dell’accoglienza e del soggiorno del turista. – dichiara il sindaco di Nemi Alberto Bertucci – L’Eremo dedicato a S. Michele Arcangelo – prosegue – costituisce davvero un esempio unico come testimonianza dei primi riti Cristiani nel nostro Comune. I Lavori proprio in questi giorni continuano nella fase di ripristino del tratto di sentiero che dal lago di Nemi conduce allo Speco”.

L’eremo di San Michele, ai piedi della ripida rupe lavica che sorregge Nemi

L’eremo di San Michele a Nemi

Silenti alberi conservano gelosi la sua storia millenaria. Piccolo gioiello di semplice fede e arte, ci riporta all’avvento della cristianità nella zona del nemus aricinus i cui antichi fasti pagani trovano ancora eco nei grandiosi ruderi del tempio di Diana Nemorense e nel museo delle navi di Caligola, posti nella valle, più in basso, sulle rive del lago. La lapide acrostica del V secolo, commemorativa di Onesimo, e resti di sepolture cristiane a fossa rinvenute nella zona delle antiche mole presso la fonte Egeria e in altre località intorno al bacino lacustre, testimoniano questa incipiente vita cristiana in quella Massa Nemus donata da Costantino alla cattedrale di Albano; confermano che il sito nemorense ha visto fin dagli albori del cristianesimo questa presenza di cui l’eremo stesso rimane testimonianza preziosa, anche se successiva.

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Roma

Roma, volante della Polizia travolge un auto mentre insegue dei rapinatori: nell’impatto muore una 17enne

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ROMA – E’ finito in tragedia un inseguimento alla periferia di Roma. Una ragazza di 17 anni anni è morta dopo essere stata travolta da una pattuglia della polizia stradale che stava inseguendo una macchina.

L’incidente è avvenuto a via di Salone, alla periferia est della Capitale. Secondo quanto si è appreso la ragazza era in auto con altre persone. Nell’impatto c’è un ferito grave, che era in auto con lei. Feriti anche due poliziotti. 

L’inseguimento è scattato dopo la segnalazione di una rapina a Tivoli

L’auto in fuga, inseguita dalla stradale, è uscita allo svincolo di via di Salone. Poco dopo c’è stato l’impatto con la macchina su cui viaggiava la ragazza. L’auto dei rapinatori è stata poi trovata abbandonata sull’A24. Sono in corso ricerche per rintracciarli. La Procura ha aperto una indagine.

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Litorale

Roma, preso il boss della “Banda della Marranella”: era rifugiato in Spagna

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ROMA – Grazie alla collaborazione tra i Carabinieri del Nucleo Investigativo di  Ostia, il servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione Sirene, la DCSA, e sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Roma, “Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti” è finita la fuga di un pericoloso latitante, elemento di spicco della “Banda della Marranella”, che ormai da anni si rifugiava in Spagna ove gestiva traffici di importanti quantità di stupefacenti fino a curarne la spedizione verso l’Italia.

L’indagine denominata “HISPANIA”, avviata a luglio 2018, ha consentito di accertare l’esistenza e l’operatività di una complessa organizzazione criminale, composta da diversi livelli gerarchici ed articolazioni territoriali, con basi logistiche stabili in Spagna con la centrale a Malaga, dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana sull’asse Spagna-Italia.

Già dal maggio dello scorso anno, le indagini condotte dai Carabinieri di Ostia hanno stretto il cerchio attorno al pericoloso latitante, già destinatario di un ordine di carcerazione emesso nel 2015 dal Tribunale di Roma – Ufficio Esecuzioni, che lo avrebbe portato all’espiazione della pena pari ad anni 6 e mesi 11 di reclusione.

La successiva fase investigativa ha portato all’emissione di ulteriori misure cautelari emesse dal GIP presso il Tribunale di Roma e al relativo “Mandato di Arresto Europeo” per traffico internazionale di sostanze stupefacenti e possesso di documenti falsi. Nel caso specifico al soggetto è stato contestato il tentativo di importazione in Italia di Kg. 325 di hashish, non andato a buon fine perché i corrieri erano stati arrestati in Francia.

Nel seguente mese di giugno, lo stesso riusciva a eludere la cattura rimanendo tuttavia in territorio spagnolo. Il proseguo delle indagini e delle intercettazioni telefoniche hanno evidenziato come il soggetto fosse ben cosciente del suo status di “fuggitivo”, atteso che sovente è ricorso a vari espedienti fra cui l’uso di documenti di identificazione falsi.

A dicembre scorso, è stato così emesso il decreto di latitanza. L’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, coordinata dalla Procura di Roma ha permesso di individuare i luoghi abitualmente frequentati dal latitante. E’ stata quindi avviata una cooperazione internazionale di Polizia Giudiziaria tra l’Italia e la Spagna, con il quotidiano scambio di informazioni tra i Carabinieri e la E.C.O. (Equipo Crimen Organizado) della Guardia Civil di Malaga.

Mediante le attività tecniche e precise informazioni fornite dai Carabinieri di Ostia a Estepona, comune della provincia di Malaga (Spagna), personale della  E.C.O., ha proceduto ad arrestare il latitante.

Al termine delle formalità di rito, che prevedono l’attivazione delle procedure di estradizione, l’arrestato verrà trasferito in Italia dove lo attende il carcere.

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