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Cronaca

Marsala, due bimbi affetti da favismo: il sindaco interviene con un’ordinanza

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MARSALA – Un caso di favismo, a Marsala, è stato portato all’attenzione dell’Amministrazione comunale, con conseguente emanazione di un provvedimento del sindaco Alberto Di Girolamo a tutela degli interessati (due bambini), ma anche di quanti possano essere eventualmente affetti da questa patologia.

Nel caso specifico, l’ordinanza emanata dal sindaco nella qualità di Autorità sanitaria locale vieta la coltivazione di fave, piselli e fagioli nel raggio di 300 metri sia dall’abitazione dove risiedono i due piccoli marsalesi (vicolo Paestum), che dalla scuola materna di contrada Casabianca frequentata da uno dei bambini. Inoltre, il provvedimento sindacale, a tutela della salute pubblica dell’intera cittadinanza, ha opportunamente imposto ai titolari di attività commerciali espletate nel territorio comunale – sia in sede fissa che su aree pubbliche – di esporre, nel caso di effettiva vendita, apposito cartello con la dicitura “in questo esercizio commerciale sono esposte e/o poste in vendita fave fresche in forma sfusa”. L’ordinanza sindacale, predisposta dal settore Attività produttive diretto da Giuseppe Fazio, si è avvalso del parere del dirigente dell’Ufficio Igiene Pubblica che – nel confermare la gravità della patologia legata al favismo, con conseguenze anche letali per i soggetti che ne sono affetti – aveva altresì proposto l’adozione del provvedimento sindacale.

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Cronaca

A.S.D. Città di Siderno: due anni di Daspo per il dirigente violento

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REGGIO CALABRIA – Ferma l’azione del Questore di Reggio Calabria dopo il deprecabile episodio del 22 aprile scorso, relativo all’aggressione subita da un giocatore della “A.S.D. CALCIO GALLICO CATONA”, avvenuta al termine del primo tempo della partita disputatasi, presso lo stadio di Siderno (RC), tra la predetta squadra e quella della “A.S.D. Città di Siderno 1911”, valida per il Campionato di “Eccellenza” 2017/18.

Il Questore Raffaele Grassi, il 13 giugno scorso, ha emesso un provvedimenti di D.A.SPO., per la durata di due anni nei confronti di F. V. cl.’71, Dirigente della squadra della “A.S.D. Città di Siderno 1911”, il quale, durante l’incontro di calcio disputato il 22.04.18 tra la predetta squadra e quella della “A.S.D. CALCIO GALLICO CATONA”, si era reso responsabile di una violenta aggressione ai danni di un giocatore di quest’ultima squadra. Unitamente al provvedimento di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono tutte le manifestazioni calcistiche di qualsiasi serie e categoria è stato, altresì, imposto al predetto l’obbligo di presentarsi, in occasione delle manifestazioni sportive in cui sia impegnata a qualsiasi titolo la squadra della “A.S.D. Città di Siderno 1911”, presso il Commissariato di P.S. di Siderno (RC), mezz’ora dopo l’inizio del primo tempo e mezz’ora dopo l’inizio del secondo tempo, convalidato dalla competente A.G. il 21 giugno scorso.

La Polizia di Stato, nella più ampia ottica di recuperare la dimensione sociale del calcio da vivere come passione, divertimento e partecipazione e di garantire la fruibilità in sicurezza dello stadio a tutti gli spettatori, ed in particolare alle famiglie, ribadisce, con l’adozione dei citati provvedimenti, la ferma volontà di bandire ogni forma di violenza, discriminazione e intemperanza dalle manifestazioni sportive.

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Cronaca

Catania, la Cassazione conferma il carcere per Salvatore Gioco e Alfio Mauceri: il Gip non aveva convalidato il fermo

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CATANIA – Portati in carcere Salvatore Gioco di anni 28 e Alfio Mauceri di anni 38 dopo che la Procura della Repubblica di Catania, conseguentemente alle indagini delegate alla stazione carabinieri di Biancavilla, aveva disposto il fermo dei due malviventi che non veniva convalidato dal Gip del Tribunale di Catania. La Procura della Repubblica presentava quindi appello al Tribunale di Catania – Quinta Sezione Penale, che emetteva nei confronti di Gioco e di Mauceri ordinanza di custodia cautelare in carcere, confermata dalla Corte di cassazione lo scorso mercoledì 20 giugno.

I fatti criminosi

I due malviventi sono ritenuti responsabili del reato di estorsione, aggravata dal metodo mafioso perché, in concorso tra loro, avevano minacciato un imprenditore locale che aveva eseguito dei lavori nell’abitazione di Gioco Salvatore. L’imprenditore non aveva ricevuto alcun acconto per i lavori svolti ed avendo sollecitato il legittimo pagamento, era stato pesantemente minacciato ed invitato a non reiterare le richieste: nella eventuale circostanza i due gli avrebbero “spaccato la faccia”; nel caso avesse denunciato l’accaduto ai Carabinieri, altre persone lo avrebbero massacrato e i locali dell’attività sarebbero stati bruciati.

Il primo arrestato, in particolare, è ritenuto esponente di spicco del clan “Toscano – Tomasello – Mazzaglia”

Attivo nel comune di Biancavilla (CT) e considerato articolazione della famiglia catanese “Santapaola-Ercolano”. Gioco, in quanto sorvegliato speciale, risponderà anche dell’aggravante prevista dal codice antimafia. Lo stesso Gioco Salvatore, inoltre, in data 19 Marzo 2018 veniva arrestato dai carabinieri di Biancavilla per il reato di associazione mafiosa in esecuzione di ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catania. I riscontri investigativi svolti, caratterizzati anche da attività di riprese video, hanno permesso di ricostruire minuziosamente l’azione estorsiva.
L’indagine, svolta a seguito delle operazioni “Onda d’Urto”, “Reset” e “Ambulanze della Morte”, evidenzia ancora una volta la vicinanza della Procura delle Repubblica di Catania e dell’Arma dei Carabinieri alla cittadinanza di Biancavilla e sottolinea altresì la serrata attività investigativa finalizzata a infrangere il muro d’omertà ancora presente nella provincia catanese. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria gli arrestati sono stati portati presso la casa circondariale di Catania Bicocca.

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Castelli Romani

Albano Laziale, estorsione per debiti di droga: arrestati i Forgia a Marino e Casamonica e Colaizzi alla Romanina

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ALBANO LAZIALE (RM) – Personale della Squadra Mobile e del Commissariato P.S. di Albano, coadiuvati da quello di Romanina, ha dato esecuzione a quattro Ordinanze di Custodia Cautelare, emesse dal Tribunale Ordinario di Roma – Sezione per il riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale. Gli elementi probatori raccolti nei confronti dei destinatari dei provvedimenti restrittivi, su indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, a seguito di una complessa indagine investigativa, sono stati riconosciuti fondati e pertanto sono scattate le manette nei confronti di A. CASAMONICA di anni 26, personaggio di spicco del noto clan, A. COLAIZZI di anni 36, entrambi abitante in zona Romanina , F. FORGIA di anni 44 e S. M. di anni 25, entrambi di Marino, quest’ultimo posto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. CASAMONICA, COLAIZZI e FORGIA in concorso tra loro venivano ritenuti responsabili del reato di estorsione nei confronti di un
uomo a causa di un debito per una cessione di stupefacenti. Per rendere più incisiva la forza intimidatrice nei confronti di questi , non esitavano a minacciare gravemente anche i prossimi congiunti, ed a a trattenere un amico della parte offesa, affinchè venisse onorato il debito vantato. Il CASAMONICA ed il COLAIZZI, venivano ancora ritenenti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ceduta a M. S.. In ultimo il CASAMONICA ed il M.S. venivano ritenuti responsabili del reato di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Sostanza che sarebbe stata ceduta a terzi dal M.S. Al CASAMONICA, già recluso per altra causa il provvedimento è
stato notificato in carcere.

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