Connect with us

Cronaca

MARSALA, MORTE DEL PICCOLO ANDREA: L'ASP FA CHIAREZZA, MA SI PARLA ANCORA DI PROBLEMA SANITÀ

Clicca e condividi l'articolo

la Direzione dell’Asp di Trapani ha chiesto un’analisi dei fatti alla direzione dell’Ospedale di Marsala

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print
di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – La morte del piccolo Andrea Mistretta ha gettato nello sconforto un’intera comunità. Un bimbo di tre anni che ha lottato fino all’ultimo a seguito di un grave trauma cranico. In seguito ad un primo ricovero presso l’Ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala, è stato ricoverato alla Clinica Villa Sofia di Palermo, le speranze sono rimaste accese fino all’ultimo ma il suo cuore ha cessato di battere la mattina del 13 aprile. In tanti hanno puntato il dito contro l’Ospedale di Marsala e sul web e per le vie della città si parla di malasanità. A chiarire spiegare quanto successo al piccolo Andrea Mistretta, la Direzione dell’Asp di Trapani ha chiesto un’analisi dei fatti alla direzione dell’Ospedale di Marsala, da tale analisi è emerso che il piccolo Andrea ha ricevuto l’assistenza necessaria. Il piccolo è giunto al pronto soccorso alle ore 21.10 e viste le gravi condizioni viene subito visitato e intubato. La Tac che viene effettuata fa emergere un ematoma fronto-parieto-occipitale ed emorragia epidurale. Prima di effettuare le procedure di trasferimento viene stabilizzato. L’elicottero era in fermo tecnico e quindi viene trasferito in ambulanza, ma i tempi sarebbero uguali. Gli esami necessari sono stati effettuati in 45 minuti. La vicenda ha avuto inizio sabato, il piccolo Andrea giocava e ha battuto la testa, inizia allora ad accusare mal di testa e sonno. i genitori lo portano prontamente dal pediatra ma il piccolo in macchina vomita. Il pediatra che ha visitato il piccolo ha riferito ai genitori che Andrea non aveva nulla, intanto Andrea aveva vomitato ben quattro volte e non stava per niente bene. Il pediatra consiglia ai genitori di far dormire il piccolo. Il malessere continua e alle ore 10 iniziano le convulsioni, prontamente i genitori lo portano al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Paolo Borsellino”. Ma si continuano a gettare ombre sulla sanità marsalese. Oggi, 14 aprile, una donna ha dato alla luce la sua creatura dopo ben 19 ore di travaglio presso l’Ospedale di Marsala, il parto avviene tramite cesareo ma, secondo quanto emerso, il neonato è in coma. I familiari ritengono che l’episodio sia da attribuire alla malasanità e hanno presentato denuncia ai Carabinieri. In merito alla vicenda, l’Ospedale ha replicato dicendo che la paziente è stata monitorata. Adesso il bimbo si trova ricoverato all’ospedale di Trapani. 

Il 5 aprile avevamo parlato in modo dettagliato della sanità marsalese. L’Ospedale “Paolo Borsellino” è l’imponente struttura che dovrebbe assistere i cittadini marsalesi, ma così non è perché la mancanza di servizi rallenta inesorabilmente l’efficienza degli stessi. All’interno della struttura vi sono ben cinque sale operatorie dotate di macchinari necessari, ma ne è operativa soltanto una e le altre no, la a causa? La mancanza di anestesisti. Se un cittadino necessita di operarsi che deve fare? Deve far fronte alle liste d’attesa che si possono protrarre anche per 6 mesi, nella speranza che il problema non peggiori. Tranne se ci sono urgenze che ovviamente hanno la priorità. Ma nessuno parla, nessuno sembra voler dire come stanno realmente le cose al “Paolo Borsellino”, eppure l’inefficienza di un servizio reso ai cittadini è pubblico e lo si può leggere sul sito dell’asp poiché vi sono liste d’attesa chilometriche. Per effettuare una Risonanza Magnetica Nucleare (Rm) del Cervello e del tronco encefalico un cittadino deve attendere ben 81 giorni. Ma non è il solo dato sconvolgente poiché servono ben 101 giorni per effettuare un Eco (Color) Doppler dei tronchi sovraortici. I dati appena citati risalgono ad un periodo che va dal 31 luglio del 2015. 
 
 Oltre al problema della sala operatoria vi è anche il problema dei reparti, poiché i pazienti non vengono collocati nei reparti specifici alla loro patologia, ma vengono in altri reparti per mancanza di posti ed è statisticamente provata la morte dei pazienti fuori reparto. Proprio in merito ai ricoveri il sito riporta dell’asp liste d’attesa vertiginose. Un paziente deve attendere 50 giorni per un ricovero in Chirurgia Generale, 20 per Chirurgia Vascolare, 300 per Ortopedia e 90 per Urologia.  Nell’Ospedale di Marsala c’è anche il problema della reperibilità del medico poiché vi sono reparti in cui non c’è medico reperibile, quindi il paziente rimane in balia del suo male e nella speranza che qualcuno lo aiuti. E’ esattamente quello che è successo ad una signora nei primi di Marzo, che si è recata al pronto soccorso dell’Ospedale “Paolo Borsellino” poiché l’anziana madre di 78 anni era rimasta con una lisca di pesce in gola. Le due donne si recano al Pronto Soccorso intorno alle 15.15 e in quel momento non trovano molta affluenza, si rivolgono a chi di dovere e vengono invitare in sala d’attesa. Alle 16.00 vengono chiamate e viene riferito loro che il reparto di Otorinolaringoiatra chiude alle 14.00 e consigliano alle due donne di rivolgersi al primo intervento dell’Ospedale che forse possono ricevere assistenza. Le donne si recano  nel luogo indicato e un medico consiglia alle due donne o di andare a Trapani o di aspettare l’indomani mattina alle 08.00. Le donne decidono di rivolgersi ad un medico privato per far fronte al problema e raccontano quanto accaduto in una lettera aperta a TP24. Ma se un paziente non si può permettere un medico privato come fa?  Il primo comma dell’articolo 32 della nostra carta Costituzionale recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, ma sembra che a Marsala la salute e la garanzia della stessa abbia le fasce orarie. 
 
Ma cosa dicono i documenti ufficiali in merito a questa situazione critica? Le carte riportano che “L'area territoriale dell’ASP comprende le funzioni relative a:  igiene, sanità pubblica, assistenza sanitaria collettiva in ambienti di vita e di lavoro;  assistenza sanitaria di base, specialistica e riabilitativa; medicina fiscale e legale;  farmaceutica;  salute mentale e le tossicodipendenze; sanità pubblica veterinaria;  tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Parlano quindi di una situazione ben diversa rispetto a quella che appare agli occhi di chi chiede l’applicazione di un diritto inviolabile, un diritto che non deve essere calpestato e omesso da nessun vincolo ma garantito con la massima efficienza.

Cronaca

Ponte sullo stretto, dagli Stati Generali dell’Export un si all’unanimità

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Oggi la terza e conclusiva giornata. A tirare le fila del dibattito sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Tutti d’accordo per il Ponte sullo Stretto. Dagli Stati Generali dell’Export di Marsala, giunti alla seconda giornata, arriva un appello forte e unanime per realizzare una delle infrastrutture di cui si parla da decenni e che più hanno diviso la politica e l’opinione pubblica.

Dal sottosegretario al Mims Cancelleri al vice presidente della regione Siciliana Armao fino all’ad di Trenitalia Corradi, c’è un’intesa esplicita: il progetto del ponte fra Reggio Calabria e Messina deve essere realizzato nei tempi giusti e con le necessarie compatibilità, ma è necessario

“Il ponte è ineludibile – scandisce Gaetano Armao, che è anche assessore all’economia della giunta Musumeci – ne abbiamo parlato col ministro Giovannini e da questa scelta non si scappa. E’ una infrastruttura strategica, non solo logistica: fa parte del corridoio scandinavo-mediterraneo che uno degli assi previsti dal piano dei trasporti europeo”.

Annuisce e conferma il sottosegretario Giancarlo Cancelleri. Che poi insiste su un punto cruciale per la sfida dell’export: “Il governo deve ascoltare gli imprenditori che lavorano con i mercati esteri, con tavoli di confronto e occasioni di scambio. E se ora c’è l’occasione del Pnrr, è vero anche che non è solo più un tema di fondi o di finanziamenti da far arrivare, ma di come spendere bene questi soldi, con progetti virtuosi”.

“Il nostro sistema delle ferrovie è tra i migliori nel mondo – dice l’ad di Trenitalia Luigi Corradi – e ora con i nostri treni e il nostro know how siamo in Francia, Spagna, Grecia, Gran Bretagna. Portiamo all’estero un pezzo di Italia, anche a bordo del Frecciarossa che presto unirà Milano a Parigi: nelle carrozze ristorante si mangerà italiano!”

Il presidente di Aeroporti di Roma Claudio De Vincenti si sofferma sui giorni difficili di Alitalia-Ita: “Siamo impegnati per facilitare al massimo il passaggio alla nuova Ita, è una crisi difficilissima che si è trascinata per decenni e ora c’è una compagnia nuova, che deve partire nel miglior modo possibile a partire dal 15 ottobre”

“La gestione del dossier Alitalia è frutto di 40 anni di politiche sbagliate – dice Paolo Barletta, investitore e partner imprenditoriale di Chiara Ferragni – ma è una storia che ci fa capire come pubblico e privato devono poter lavorare insieme, per le porte e per l’accoglienza, è un punto fondamentale per un paese come il nostro a forte vocazione turistica”

“La dogana non è solo blocchi e controlli – sostiene il Direttore dell’ADM Marcello Minenna – ma è anche strumento per le aziende. Ad esempio attraverso lo sportello unico doganale o i nostri laboratori chimici: noi siamo una garanzia contro la contraffazione del Made in Italy

Il tema Brexit al centro del dibattito, dalle parole del presidente di Coldiretti Ettore Prandini al fondatore di Eataly Oscar Farinetti nonché nell’intervento del presidente dei Giovani di Confindustria Riccardo Di Stefano: “La nostra associazione svolge diverse attività di supporto alle imprese sulla Brexit: una formazione tecnico specialistica sulle tematiche doganali, per prepararsi ad affrontare tutte le procedure previste dal nuovo assetto delle relazioni fra Ue e Uk; e un vero e proprio “help desk” per le imprese, che finora ha processato oltre 250 richieste di supporto da aziende dei settori agroalimentare, macchinari, piastrelle ecc.”

“Abbiamo voluto lavorare sul tema del movimento, della mobilità di merci e persone – ha detto Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export e ideatore degli Stati Generali – e vogliamo ripetere alle istituzioni e alla politica che gli imprenditori che lavorano con i mercati esteri chiedono una cosa prima di altre: di essere ascoltati”.

Oggi la terza e conclusiva giornata degli Stati Generali dell’Export di Marsala. A tirare le fila del dibattito sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Continua a leggere

Cronaca

Trinitapoli, rubano 7 quintali di uva: due fratelli in manette

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

I Carabinieri della Stazione di Trinitapoli hanno dato esecuzione nella mattinata odierna alla misura cautelare della custodia in carcere a carico di C.V., classe ’94, pregiudicato e del fratello C.G., classe ’98, anch’egli pregiudicato. I due malviventi, entrambi residenti a Trinitapoli, sono ritenuti responsabili del reato di furto aggravato. L’articolata attività d’indagine dei militari dell’Arma ha permesso di ricostruire i fatti criminosi commessi dagli arrestati, che hanno poi consentito all’A.G. di emettere il provvedimento di custodia in carcere e agli arresti domiciliari.
I fatti sono riconducibili al mese di luglio scorso, allorquando i due fratelli, dopo essersi introdotti all’interno di un vigneto, in località “Coppa Malva Felice” del comune di Trinitapoli, asportavano sette quintali di uva, dal valore complessivo di euro 800,00 ca., per poi dileguarsi a bordo di un’autovettura risultata in uso ad uno dei malfattori.
Le immediate indagini consentivano di individuare nei due fratelli gli autori del furto nonché di accertare che l’autovettura usata dagli stessi per caricare la refurtiva ed allontanarsi fosse riconducibile ad uno di essi.
Così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, C.V. è stato tradotto presso il Carcere di Foggia mentre C.G. è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
L’attività investigativa dell’Arma, si inquadra in una più ampia attività di controllo del territorio e di contrasto al deplorevole fenomeno dei furti all’interno delle aziende e dei terreni agricoli.

Continua a leggere

Cronaca

Dipendenti pubblici, dal 15 ottobre si torna in presenza

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

La modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza. Lo prevede il Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Le Pa assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19.

 “Con la firma del presidente del Consiglio decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, sottolinea, – afferma il ministro della Pubblica Amministrazione – si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza”.

“Con successivo decreto ministeriale, aggiunge, fornirò apposite indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti. Nel frattempo, sono in corso le trattative per i rinnovi dei contratti pubblici, che garantiranno, una volta concluse, una regolazione puntuale dello smart working.

Non pregiudicare i servizi, avere strumenti tecnologici per comunicazioni sicure tra amministrazione e dipendenti come “una piattaforma digitale o un cloud” e piano per lo smaltimento degli arretrati. Sono alcune delle condizioni che saranno indicate nel decreto per il rientro graduale dei dipendenti pubblici in ufficio che sta preparando il ministro Renato Brunetta. Per il ricorso dello smart working nella pubblica amministrazione a partire dal 15 ottobre – e finché non arriveranno le regole con il rinnovo del contratto – si tornerà agli accordi individuali. 

Entro il 31 gennaio 2022, inoltre, ogni amministrazione dovrà presentare il Piano integrato di attività e organizzazione, all’interno del quale confluirà il Pola per il lavoro agile”. Con le regole e con l’organizzazione, conclude – “potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati, che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro”. 

Su 3,2 milioni di dipendenti pubblici, 320mila, dunque il 10% dell’intera platea, non sarebbero ancora vaccinati. E’ la stima del governo contenuta nella relazione illustrativa che accompagna il Dpcm. 

Continua a leggere

I più letti