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Cronaca

Marsala: Parco giochi a misura di bimbi disabili grazie ai privati

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Una cosa normale che dovrebbe esserci in qualsiasi città, in qualsiasi posto…

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di Angelo Barraco
 
MARSALA (TP) – “Parcobaleno” è il parco giochi di Marsala, ubicato in una lingua di terra che si affaccia sul Lungomare Boeo di Marsala, accanto al Monumento ai Mille e vicino al centro storico. Una splendida cornice con all’interno una tela variopinta di alberi, uno steccato in legno che si affaccia sul mare che graffia le rocce, un prato verde che si estende per chilometri e tanti giochi ludici che catturano la curiosità, la voglia di conoscenza e di scoperta da parte di grandi e piccini.
 
Il 29 marzo del 2016, alle ore 16.30, il parco ha accolto un nuovo gioco ludico,  un “dondolo speciale” per i diversamente abili. Una struttura che può accogliere un bambino con la sedia a rotelle e consentire ad esso di usufruire di un’attività ludica che elimina quelle che sono le barriere che spesso la società innalza dinnanzi ai limiti motori che affliggono molte persone e che generano automaticamente barriere sociali che spesso risultano insormontabili. Un’altalena che annulla le differenze tra bambini abili e diversamente abili, che dinnanzi al gioco, al divertimento e alla condivisione non crea spaccature ma unione.

L'iniziativa dei privati La realizzazione di tale opera è stata portata a compimento e donata alla Città di Marsala grazie alle vendite dei biglietti del Musical “Morse et Vita”, andato in scena il 19 e 20 marzo presso il Teatro Impero di Marsala. L’iniziativa è stata fortemente voluta da alcuni organizzatori e ideatori del Musical. Uno spettacolo teatrale che ha riscosso molto successo nel corso delle rappresentazioni teatrali e successive repliche. All’inaugurazione e consegna dell’altalena alla Città di Marsala c’era Giuseppe Sturiano, Presidente dell’Associazione “La Scintilla”, insieme a lui anche il Sindaco Alberto Di Girolamo e il Presidente del Consiglio Comunale Enzo Sturiano nonché vari consiglieri, assessori e coloro che hanno permesso tutto ciò, ovvero i protagonisti dello spettacolo teatrale. 
 
L’11 giugno del 2016, il “Parcobaleno” si è arricchito ulteriormente di una nuova struttura ludica, un nuovo gioco realizzato in memoria del piccolo Andrea Mistretta, un bambino di 3 anni che il 9 aprile scorso è venuto a mancare in modo tragico, gettando nello sconforto l’intera comunità. Durante i funerali del piccolo è stata lanciata una raccolta fondi dagli amici della famiglia, con lo scopo di lasciare un segno oggettivo in memoria di Andrea Mistretta. Sono stati raccolti 3.800 euro che la famiglia ha deciso di destinare alla costruzione di un gioco per il “Parcobaleno” in memoria del piccolo. Uno scivolo, una finestra dalla quale vi si può arrampicarvi attraverso una scala a corda, un balconcino e sulla fiancata una foto del piccolo con un messaggio “Ciao, mi chiamo Andrea, ho 3 anni e come te amo correre, sorridere, sentire il vento tra i capelli, giocare a palla, rotolarmi sul prato e raccogliere i fiori. Adesso che siamo amici devo chiederti un favore… usa anche per me tutte le parti di questo gioco, impara tutto, diventa bravo e veloce, metti tanta forza in quelle mani, non mollare mai la presa… e alla fine quando avrai completato il giro, fermati un attimo, guarda verso il cielo e sorridi… io sarò lì… e sarò sempre felice. Ciao, Andrea”. Un messaggio con ringraziamenti rivolti alle comunità di Marsala, Trapani e Pantelleria. 
 
La tragica vicenda del piccolo Andrea. E’ il 9 aprile e sono le ore 19,  il piccolo Andrea ha battuto il capo mentre stava giocando in casa. Il piccolo mostra subito segni di sofferenza, vomita e accusa sonnolenza. I genitori si recarono dal pediatra che però suggerisce loro di tornare a casa ma la situazione non migliora, il piccolo sta male e la sintomatologia precedentemente indicata persiste, allora decidono di portarlo immediatamente presso il Pronto Soccorso di Marsala. I medici che lo soccorrono si rendono conto della gravità della situazione e trasportato immediatamente a Palermo, presso l’Ospedale Villa Sofia. Tentano di  salvare la vita del piccolo attraverso un intervento chirurgico, ma l’emorragia cerebrale era molto estesa e successivamente viene dichiarata la morte cerebrale. La famiglia ha presentato una denuncia ai carabinieri con il fine di indagare in merito ai fatti di quella sera.
 
Abbiamo intervistato Giuseppe Sturiano, Presidente dell’Associazione “La Scintilla” che ci ha spiegato come è nata l'iniziativa. 
 
– Come nasce l’iniziativa di istallare un’altalena per disabili al “Parcobaleno”?
L’iniziativa nasce dal confronto con famiglie che hanno problemi di disabilità, poiché io faccio parte di un’associazione all’interno della quale ci sono famiglie di ragazzi disabili. Il principio fondamentale che segue l’associazione è quello di cercare di creare le condizioni per fare integrazione. Dal confronto con alcune famiglie è venuto fuori che è una cosa normale che dovrebbe esserci in qualsiasi città, in qualsiasi posto che ad esempio per i bambini in un parco giochi non c’era, un gioco per i bambini disabili. Questo crea una doppia discriminazione, questi ragazzini si ritrovano a non poter usufruire dei giochi e a non avere qualcosa che non possa essere utile per loro. Nello specifico l’idea dell’altalena è venuta da lì. Io mi occupo di eventi e da parecchi anni a Marsala viene organizzato un musical che è il “Morse et Vita” che io ho fatto. Quest’anno con la mia associazione l’ho ripreso. Il musical da sempre si è occupato di attività sociali e quindi grazie al contributo di tutti coloro che hanno partecipato al musical, abbiamo sposato questa causa da accorpare al musical stesso. Da li si sono avvicinate anche attività private, sponsor e assieme alla collaborazione di tutti siamo riusciti a fare questa cosa. 

– Chi ha contribuito nella realizzazione della struttura?
Materialmente è nata attraverso i contributi raccolti e con il musical. Il supporto di sponsor privati ci ha aiutato sicuramente a realizzare il musical e allo stesso tempo ad avere i fondi per avere l’altalena. 
 
– L’Amministrazione Comunale vi ha aiutati nella realizzazione dell’altalena? Ha contribuito?
L’Amministrazione Comunale ha contribuito nella realizzazione dello spettacolo e ci ha fornito gratuitamente il teatro.
 
– Non vi ha dato fondi per la realizzazione della struttura…
No, ma non ci interessavano nemmeno perché il fatto di averci dato il Teatro a titolo gratuito, per noi è come se avessero contribuito economicamente perché altrimenti avremmo dovuto pagare l’affitto del Teatro. Considerando il periodo di magra assoluta devo dire che questo piccolo aiuto ce l’hanno dato, l’altalena poi è stata posizionata in un parco comunale. E’ una sorta di dare-avere con l’Amministrazione stessa. Questi discorsi non ci interessavano più di tanto, era importante realizzare un progetto che portasse avanti i nostri obiettivi, ovvero eliminare quanto più possibile le barriere e creare integrazione.
 
– Chi gestisce il “Parcobaleno”?
Il Parco è gestito da un ragazzo che ha fatto parte del musical. Noi abbiamo chiesto all’Amministrazione di collocare l’altalena li al “Parcobaleno” perché pensiamo sia un luogo ideale, i gestori ci hanno aiutato fisicamente a posizionarla. 
 
– Come ha reagito la cittadinanza in merito a questa iniziativa?
Devo dire che ha reagito meglio di come io mi aspettassi. Io ho la consapevolezza e anche i ragazzi che collaborano con me, che noi non abbiamo fatto nulla di straordinario, abbiamo donato alla cittadinanza e ai ragazzi diversamente abili e a tutti i ragazzi, la possibilità di giocare in un parco, che è il minimo che ci dovrebbe essere e si potrebbe fare. Tantissima gente ci ha scritto, ci ha telefonato per farci i complimenti, come se avessimo fatto qualcosa di assolutamente straordinario, in realtà questa è una cosa normalissima quindi è bello che molta gente si sia accorta di questo e abbia apprezzato, dall’altro lato il fatto che abbia suscitato così tanto scalpore significa che dobbiamo fare ancora tanto scalpore affinché certe cose diventino cose normali, quello è il nostro obiettivo. 

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Svolta sulla morte dell’ex vigilessa nel Bresciano: arrestate due figlie della donna e il fidanzato della maggiore

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Svolta nelle indagini sulla morte di Laura Ziliani, la ex vigilessa di Temù, nel Bresciano, svanita nel nulla l’otto maggio scorso e il cui cadavere è stato trovato tra la vegetazione nel paese dell’Alta Vallecamonica l’otto agosto. Questa mattina sono state arrestate dai carabinieri di Brescia due delle tre figlie della donna e il fidanzato della maggiore.

Silvia e Paola Zani, 27 e 19 anni, e Mirto Milani, residente quest’ultimo in provincia di Lecco, sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Brescia.

Contestati i reati di omicidio volontario, aggravato dalla relazione di parentela con la vittima, e di occultamento di cadavere. Le indagini, avviate dai militari della Compagnia di Breno, parallelamente alle ricerche, avrebbero evidenziato numerose anomalie nel racconto fornito dai tre arrestati, “inducendo i carabinieri e la Procura a ritenere poco credibile la versione dell’infortunio o del malore in montagna” riferiscono gli inquirenti.

“Il proposito omicidiario è il frutto di una lunga premeditazione e di un piano criminoso che ha consentito loro di celare per lungo tempo la morte e di depistare le indagini”. Lo scrive il gip Alessandra Sabatucci nell’ordinanza di custodia cautelare di due delle tre figlie di Laura Ziliani e del fidanzato della maggiore. Secondo gli inquirenti il movente è di natura economica: “I tre indagati avevano un chiaro interesse a sostituirsi a Laura Ziliani nell’amministrazione di un vasto patrimonio immobiliare al fine di risolvere i rispettivi problemi economici”.

“Siamo davanti ad un quadro indiziario. Quattro mesi e mezzo di investigazioni serrate hanno portato però a ribaltare la versione originaria quella della scomparsa e della morte naturale”. Lo ha detto il procuratore capo di Brescia Francesco Prete, commentando gli arresti delle due figlie di Laura Ziliani e del fidanzato della maggiore. “Naturalmente il condizionale si impone nel senso che non abbiamo alcuna certezza. La nostra è un’ipotesi che al momento riteniamo fondata grazie anche al contributo che ha dato l’Istituto di medicina legale di Brescia che ha individuato delle tracce di sostanze che probabilmente hanno determinato la causa della morte o contribuito alla sua determinazione” ha aggiunto il procuratore capo di Brescia. Nel corpo di Laura Ziliani sono state trovate tracce di benzodiazepine.

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Censura a Fanpage per inchiesta Durigon, Stampa Romana: “Precedente gravissimo e inaccettabile”

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“La decisione del gip del tribunale di Roma di oscurare il video dell’inchiesta di Fanpage su Claudio Durigon e i 49 milioni di euro di evasione della Lega è incredibile e pone a rischio la libertà di stampa e il diritto dei cittadini di essere informati. – Fanno sapere attraverso una nota dall’associazione Stampa Romana – È incredibile – prosegue la nota – perché la stampa nelle sue varie forme e articolazioni non può essere sottoposta a censura e autorizzazioni salvo casi specifici per nulla rilevanti in questo caso. Se Durigon ritiene di essere stato diffamato ha modo di andare in giudizio per tutelare la sua onorabilità ma certamente non ottenendo la rimozione di una inchiesta. I cittadini hanno diritto di essere informati perché dalle corrette informazioni ne deriva la sostanza stessa di un paese democratico. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza alla direzione agli autori dell’inchiesta e alla redazione di Fanpage.”

La redazione tutta de L’Osservatore d’Italia esprime la massima solidarietà nei confronti di Fanpage.

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Rieti, in manette i Bonnie e Clyde dell’Italia centrale

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La coppia, che era solita spostarsi a piedi, in bicicletta ed in treno, rendendo così molto difficoltoso il loro pedinamento

RIETI – Arrestati e portati in carcere una coppia di ladri responsabile di numerosi furti aggravati perpetrati nel centro Italia. A mettere le manette ai polsi ai due malviventi gli Agenti della Polizia di Stato che hanno eseguito le ordinanze di custodia in carcere emesse dal Tribunale di Rieti.

Si tratta di I.D., del 1980 e della sua compagna. L.D., anch’essa del 1980, entrambi pregiudicati

L’indagine è partita nel mese di giugno quando, ignoti, erano penetrati all’interno di un negozio di materiali edili reatino ed avevano asportato denaro in contanti ed alcuni utensili di marca per oltre tremila euro di valore.

In quella circostanza, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Rieti, esaminando le immagini della videosorveglianza ed ascoltando le testimonianze di alcuni passanti avevano ricostruito la vicenda, individuando gli autori del furto ed identificandoli per il reatino I.D., di 41 anni, già conosciuto dalle Forze dell’ordine per aver commesso numerosi reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti e per la sua compagna coetanea L.D., residente a Spoleto.

Durante l’attività di indagine, gli Agenti della Polizia di Stato hanno ricostruito tutti gli spostamenti dei due ladri raccogliendo fondati elementi di prova relativi alla responsabilità dei due quarantunenni in numerosi furti in esercizi commerciali ed in danno di cittadini in tutto il centro Italia.

In particolare, la coppia, che era solita spostarsi a piedi, in bicicletta ed in treno, rendendo così molto difficoltoso il loro pedinamento, oltre al furto operato a giugno nel negozio di materiali edili reatino, hanno derubato, in tutta l’estate appena trascorsa, solo a  Rieti, 4 esercizi commerciali, due cittadini, nonché hanno perpetrato un furto in appartamento, in una autovettura in sosta ed all’interno della Cappella dell’Ospedale De Lellis di Rieti, dove avevano causato anche dei danneggiamenti. Per alcuni di questi episodi criminosi, avvenuti in provincia di Rieti, i due ladri erano stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria dai militari dell’Arma dei Carabinieri.

Ma le indagini effettuate dalla Polizia di Stato hanno evidenziato anche la commissione di altri reati contro il patrimonio in altre province del Centro Italia.

Gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Rieti, che hanno operato, anche liberi dal servizio, una serie di appostamenti e pedinamenti, oltre a numerose attività di tipo tecnico, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia Scientifica, hanno raccolto nei confronti dei due ladri una serie interminabile di elementi che hanno evidenziato le loro responsabilità in numerosi reati per i quali sono stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria che ha emesso, in considerazione della elevata pericolosità sociale dei due, le relative ordinanze di custodia cautelare in carcere che sono state eseguite nei giorni scorsi.

La donna è stata rintracciata a Foligno dagli Agenti del locale Commissariato di P.S. ed è stata condotta presso il carcere femminile di Perugia, mentre l’uomo è stato bloccato dagli Agenti della Squadra Mobile reatina ed associato presso la Casa Circondariale di Rieti Nuovo Complesso.

Nel corso dell’arresto operato dagli investigatori reatini, I.D. è stato trovato anche in possesso di un decespugliatore Makita che era stato asportato, sempre nel mese di giugno di quest’anno, da un locale laghetto di pesca sportiva e che è stato restituito immediatamente agli aventi diritto. Le indagini degli Agenti della Polizia di Stato e delle altre Forze di Polizia, in particolare del Lazio, dell’Abruzzo e dell’Umbria, interessate dagli investigatori reatini, proseguono per accertare le responsabilità della coppia in ulteriori furti commessi nei mesi scorsi.

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