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Ambiente

Marsala, raccolta differenziata raggiunge quota 55%: si riduce la tassa sui rifiuti

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MARSALA (TP) – Nell’anno in corso, il Comune di Marsala risparmierà quasi 450 mila euro – rispetto al 2017 – per il servizio di raccolta differenziata. Risorse che saranno ripartite tra cittadini (utenze domestiche) e operatori economici (utenze non domestiche), producendo così una riduzione sulla Tassa Rifiuti (TARI) per famiglie (-5% cica) e attività commerciali (-3% circa).

Questo, in sintesi, il dato amministrativo più significativo della seduta del Consiglio comunale conclusasi nella tarda serata di ieri

Per arrivare a questo risultato, l’Assemblea di Sala delle Lapidi ha approvato due importanti atti – così come proposti dalla Giunta Di Girolamo – quali il Piano Economico Finanziario (PEF) e la TARI 2018 (tariffe e rate). Entrambe le delibere, con la collaborazione dei funzionari Francesca Sardo (Tributi) e Giacomo Tumbarello (Servizi pubblici locali), sono state illustrate in Aula dal vicesindaco Agostino Licari: “Continua a diminuire la spesa per la raccolta differenziata, passata dai quasi 15 milioni ereditati all’atto del nostro insediamento agli attuali 13 milioni e mezzo. Un risultato che è frutto del senso civico della stragrande maggioranza dei cittadini rispettosi delle regole, unito ad una oculata azione di controllo e rimodulazione del servizio operati da questa Amministrazione. Tutto questo ha consentito a Marsala di raggiungere il 55% di raccolta differenziata – eravamo al 38% nel 2015 – primo comune siciliano tra quelli con oltre 50 mila abitanti. Dati positivi che contiamo di migliorare con il nuovo Piano di Raccolta che potremo avviare non appena la SRR ci consegnerà i verbali di aggiudicazione della gara d’appalto all’Ente gestore”.

Riguardo ai numeri contenuti nel PEF, si evince che il costo del servizio è stato ridotto di 435 mila euro (13.970.000 nel 2017; 13.535.000 nel 2018); che nuove entrate, sono arrivate nell’affidare il conferimento di alcune tipologie di rifiuto (vetro, plastica, legno, tessile…) mediante gare d’appalto, generando così ricavi a beneficio della collettività.

Altro dato positivo è venuto per la tipologia organico, la cui raccolta è diminuita grazie al controllo su quelle utenze che avevano in carico le compostiere: usufruivano dello sconto sulla tassa, ma non utilizzavano le compostiere. Ma un risparmio notevole viene anche dalla riduzione del rifiuto indifferenziato conferito in discarica, passato dalle 22 mila tonnellate del 2015 alle circa 15 mila del 2017. Se si considera che lo smaltimento di una tonnellata di Rsu attualmente costa 140 euro, si capisce che la riduzione del costo è corposa.

Resta la criticità delle microdiscariche sparse nel territorio, che viene fronteggiata quotidianamente con gli operatori ecologici ma su cui si stanno incrementando i controlli collocando nuove telecamere. Dopo un ampio dibattito, con richieste di chiarimenti da parte di alcuni consiglieri (Galfano, Gandolfo, A. Rodriquez, Sinacori, Arcara, Vinci, L. Alagna), la “delibera PEF” è stata approvata con 16 voti favorevoli e 3 astenuti. Unanimità (18 favorevoli), invece, per la votazione della “delibera TARI” – hanno chiesto chiarimenti i consiglieri Sinacori, Licari, Ferreri, Genna – che ha stabilito le nuove tariffe per il 2018. Queste, come dicevamo, si riducono nell’ordine del 5% per le famiglie e del 3% per le attività, con possibilità di versare l’importo dovuto in tre rate con scadenza 30 giugno, 30 settembre e 30 dicembre.

Per la cronaca va detto che la seduta si era aperta con la lettura – da parte del presidente Enzo Sturiano – di una nota con la quale i consiglieri Angelo Di Girolamo e Antonio Vinci dichiaravano di autosospendersi dal Gruppo consiliare del Partito Democratico. È seguita la dichiarazione del consigliere Vinci, in cui ha motivato la sua scelta e che di fatto ha aperto un lungo dibattito politico in cui sono intervenuti quasi tutti i consiglieri.

Prima di chiudere la seduta, il presidente Enzo Sturiano ha dichiarato: “Il senso di responsabilità di questo Consiglio ha consentito di portare a buon fine una deliberazione che è importante per i cittadini. Non approvando l’atto oggi, le famiglie marsalesi non avrebbero potuto beneficiare della riduzione della TARI, grazie al risparmio dei 435 mila euro. Comprendo che è legittimo, per ciascun consigliere, approfondire gli atti e presentare emendamenti; ma ciò avrebbe comportato un aggiornamento dei lavori con grossi dubbi sull’approvazione dell’atto entro il termine del 31 marzo. Pertanto, prendendo atto dell’alto senso di responsabilità dell’Aula che ha deciso di deliberare l’atto così come proposto dall’Amministrazione comunale, si diffida quest’ultima a far pervenire gli atti in Consiglio in tempo utile. Ciò, al fine di consentire a questo Organo istituzionale di lavorare con serenità nell’interesse della collettività”.

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Ambiente

Bracciano, il Comune si riappropria del terreno di 20 mila metri quadri ceduto alla Bracciano Ambiente

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Il Comune di Bracciano riesce a riappropriarsi di un terreno di 20 mila metri quadri in località Campo delle Monache che era stato dato alla fallimentare società Bracciano Ambiente.

L’amministrazione comunale ha vinto e il ricorso riuscendo a tornare proprietaria del terreno che era affidato impropriamente alla ex municipalizzata. Così è sostanzialmente scritto  in un decreto del Tribunale di Civitavecchia ammesso il 10 luglio 2019: “Una grande vittoria per il Comune di Bracciano che restituisce un bene alla collettività – ha commentato il Sindaco Armando Tondinelli – perché abbiamo presentato opposizione avverso un provvedimento di luglio 2017 con cui il Giudice fallimentare nella formazione dello stato passivo della società Bracciano Ambiente ha rigettato la domanda di restituzione del bene immobile perché il Comune è unico socio di quel terreno che tra l’altro è gravato da uso civico. Pertanto il Tribunale ha accolto in pieno il ricorso e dichiarato nullo in contratto con cui il Comune trasferiva il terreno alla società Bracciano Ambiente. Queste sono le azioni che seminiamo giorno per giorno e che stanno dando i loro frutti e sono risultati che pian piano stanno risollevando Bracciano in un percorso di gestione del buon padre di famiglia”. 

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Bracciano, alberi pericolanti: al via operazione di potatura e conservazione

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“La sicurezza e l’incolumità dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa ma è importante anche conservare il verde che abbiamo cercando di non eliminare gli alberi ritenuti pericolosi ma di potarli e monitorarli per evitare un drastico abbattimento. Se gli alberi fossero stati monitorati e curati nel tempo non verserebbero in questo stato di malattia e deperimento ma adesso cercheremo di occuparcene prevedendo interventi a medio lungo termine”. 
È con queste parole che il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli annuncia delle operazioni di potatura di gran parte dei platani che si trovano sul territorio comunale a bordo strada e che sono stati ritenuti altamente pericolosi.
Infatti, sono state effettuate delle indagini sulle condizioni, biologiche, fitosanitarie, sulla stabilità e sul rischio degli alberi e i maggiori problemi sono stati individuati nei filari di platani radicati a lato di alcune strade.
Sui platani è stata accertata carie e degenerazione del legno soprattutto a livello delle branche di primo ordine.
Decenni di interventi distruttivi sulle chiome hanno generato malattie con insorgenza di carie. Allo stato attuale i platani presentano un pericolo estremo con classe di propensione al cedimento D (Abbattimento) e un rischio valutato con il metodo Q.T.R.A. (Quantified Tree Risk Assessment) come intollerabile con classe da 1/1 a 1/1000.
“Tenendo questi parametri le alberature dovrebbero essere abbattute – ha aggiunto il Sindaco Tondinelli – ma siamo lieti che l’approccio alla valutazione degli alberi effettuato dai tecnici incaricati sia stato però di tipo conservativo. Tranne, ovviamente, gli alberi che non hanno più vita, sono irrecuperabili e quindi verranno abbattuti e al loro posto ne verranno piantati . In pratica, per la maggioranza delle piante, è stato valutato che il rischio più elevato è legato alla possibile rottura di branche. Quindi per evitare l’abbattimento di molti esemplari di platano, è necessario ridurre il pericolo e spostarlo da estremo a moderato e il rischio da intollerabile a tollerabile, riducendo il peso delle branche almeno del 70 per cento, eseguendo un intervento di potatura  intenso, rientrando quindi sul primo taglio di capitozzatura, tentando una riconversione a  testa di salice con rientro a raso da effettuarsi ogni 2 anni sul taglio di conversione”.
Il dottore Forestale Gian Pietro Cantiani che ha presentato una puntale relazione tecnica ha fatto sapere che il monitoraggio verrà comunque effettuato ogni 2 anni come il taglio di rientro sul capitozzo: “Questa modalità di gestione – ha concluso il primo cittadino –  è l’unica possibilità che si ha per evitare l’abbattimento degli alberi, chiaramente nel preciso rispetto delle prescrizioni descritte. Mi auguro che l’aver aggiornato la cittadinanza sullo stato dei nostri alberi e le future azioni di potatura servano a rassicurare i cittadini che la sicurezza degli automobilisti e pedoni verrà garantita e allo stesso modo faremo il possibile per abbattere il minor numero possibile di alberi che cercheremo invece di preservare e curare”

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Trento, città a misura d’uomo: iniziati i lavori per tredici nuovi postazioni di Bike sharing E-motion

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Nell’ambito del bando del Ministero dell’Ambiente “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”, la Provincia ha deciso che le risorse saranno destinate al potenziamento del servizio di bike sharing “e-motion” nelle città di Trento e Rovereto e
all’estensione dello stesso nei Comuni limitrofi con l’acquisto di installazione di ciclostazioni e di biciclette a pedalata assistita e a trazione muscolare.
Per quanto riguarda nello specifico il Comune di Trento, sono iniziati ieri i lavori per l’approntamento di 13 ulteriori ciclostazioni da affiancare alle attuali 19 attive sul territorio comunale. Il contributo della Provincia si limita all’acquisto delle stazioni (colonnine) e delle relative biciclette in parte a pedalata assistita e in parte a trazione muscolare. Sono pertanto a
carico dell’Amministrazione comunale la messa a disposizione delle aree, gli oneri per la predisposizione compresi i relativi allacciamenti elettrici e l’alimentazione, per un costo totale di 100.000 €. L’intervento – che si concluderà a settembre – riguarda quindi la sola predisposizione dell’allaccio elettrico con scavo di ridotte dimensioni, posa tubazione, quadro elettrico, palina contatore e predisposizione ove necessario del terreno di posa.
L’allestimento delle ciclostazioni con le colonnine e totem annesso sarà a cura del Servizio opere stradali e ferroviarie della PAT.

Elenco stazioni:
1 Corso degli Alpini (c/o Campo Coni)

  1. Corso Buonarroti (c/o incrocio via Lampi)
  2. via Degasperi (c/o intersezione via Anna Frank)
  3. viale Verona (c/o rotatoria via Fermi)
  4. Viale Rovereto (c/o ponte dei Cavalleggeri)
  5. via Barbacovi (c/o incrocio via Brigata Acqui)
  6. cicloparcheggio ex Zuffo
  7. parcheggio ex Zuffo
  8. via Paludi (parcheggio campo sportivo)

Servizio Gabinetto e pubbliche relazioni
Progetto Comunicazione – Ufficio Stampa
via Belenzani, 20 I 38122 Trento
tel. 0461 884199
ufficio_stampa@comune.trento.it

  1. via Feininger (c/o piazzale Groff)
  2. via Maccani (c/o rotatoria )
  3. p.zza di Piedicastello
  4. via del Brennero (c/o area ex Frizzera)

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