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Marsala: un mare di rifiuti…ma va tutto bene

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“Rispettiamo insieme le regole, è un diritto vivere in una città pulita, è un dovere tenerla pulita”

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di Angelo Barraco
 
Marsala (TP)“Rispettiamo insieme le regole, è un diritto vivere in una città pulita, è un dovere tenerla pulita” è una frase riportata sul sito del Comune di Marsala nella sezione apposita dedicata alla raccolta differenziata dei rifiuti. Una frase che auspica senza alcun dubbio buoni propositi per una sana e corretta educazione del cittadino e che mira indubbiamente al rispetto delle regole che stanno alla base di una corretta evoluzione sociale e culturale, che rappresentano l’ossatura di un sistema che costituisce il proprio star bene con l’applicazione di norme costituite da una logica sistematica e presumibilmente capillare. Marsala, un tempo definita “la Piccola Parigi del Sud Italia”, quindi sinonimo di bellezza disincantata bagnata da un mare che modella le coste tanto amate dai turisti che abbandonano i loro sguardi attraverso gli scorci del centro storico che sembrano disegnati in una storia monolitica senza tempo.  Sembra però che tale incanto storico non trovi un’esatta armonia nell’odierna evoluzione culturale-sociale poiché la città non risulta essere in linea con un decoro urbano che dovrebbe valorizzare ulteriormente l’importanza storica del sito. Il sopracitato testo sembra non trovare riscontro oggettivo con la situazione vigente poiché Marsala si trova in una situazione di degrado urbano non indifferente agli occhi dei numerosi visitatori che varcano la soglia della Piccola Parigi e visitano l’entroterra. Cumuli di spazzatura si accatastano negli angoli delle strade e ai bordi delle strade in spazi aperti nelle zone periferiche, come fossero discariche. Spazi incontaminati che diventano betoniere a cielo aperto dove i ratti trovano riparo tra un piatto e una buccia di banana e dove l’indifferenza dinnanzi al gravoso danno arrecato alla natura sta negli occhi di coloro che di li a poco getteranno l’ennesimo sacchetto di spazzatura in quel medesimo posto.
L’Amministrazione Comunale ha predisposto un piano per la raccolta dei rifiuti e il Sindaco Alberto Di Girolamo, in data 29 luglio 2016, ha firmato un provvedimento in cui si stabilisce che: I rifiuti di qualsiasi entità debbono essere smaltiti con l’ausilio di sacchetti ben chiusi e posti dinnanzi alle abitazioni. Non è consentita altra forma di esposizione del sacchetto; non è consentita l’esposizione dei rifiuti la domenica, nonché l’abbandono indiscriminato sul suolo pubblico e nelle acque superficiali e sotterranee rifiuti differenziati e non; la raccolta di rifiuti solidi urbani avviene mediante il sistema “porta a porta” nelle macro aree periferiche, zone nord, zone sud. Per il centro storico compreso tra via Frisella a nord e la vie Bottino e Santa Caterina a sud, le vie Calogero Isgrò e via Grazia Vecchia ad est e la via Diaz ad ovest e la via Roma per il tratto compreso tra la piazza Matteotti ed il Largo Zerilli la raccolta viene effettuata dalle 6.00 alle 8 anziché dalle 20 alle 22. In merito al ritiro di rifiuti solidi quali elettrodomestici, televisori, materassi, divani ecc il comune ha predisposto un numero verde attraverso il quale i cittadini devono chiamarlo nei giorni feriali dalle 8 alle 14 e devono far ritrovare l’oggetto da smaltire davanti l’abitazione. Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo deciso di perlustrare diverse zone di Marsala, dalla periferia al centro storico, per verificare se effettivamente le predisposizioni adottate dall’Amministrazione comunale hanno un concreto riscontro oggettivo.
 
Abbiamo percorso Via Roma, una delle principali arterie della città che dalla Stazione ferroviaria portano al centro storico, vicino ad un istituto di credito situato vicino ad una piazza molto frequentata in qualsiasi orario del giorno e della notte abbiamo immortalato un cumulo di rifiuti. In questo caso però l’Aimeri ha posto un avviso rosso segnalando che i rifiuti non sono stati smaltiti correttamente quindi in questo caso spetta al cittadino adoperarsi nello smaltimento corretto dei rifiuti. Spesso però ciò non accade e i sacchetti con i rifiuti restano li per giorni o addirittura per settimane. Sempre in Via Roma abbiamo immortalato un altro cumulo di spazzatura posto sul marciapiede in attesa di essere raccolto ma questa volta senza avviso.
 
Proseguendo per le vie del centro ci siamo imbattuti in Via Calogero Isgrò, altra arteria del centro storico ben nota ai residenti per la presenza di un copioso numero di negozi. Un vaso in legno che accoglie una palma è diventato il punto di appoggio di due sacchetti di spazzatura ben chiusi in attesa di essere raccolti.
 
Il nostro viaggio in territorio marsalese si è dirottato successivamente in Via Mazzini, dove ci sono svariate attività commerciali, bar e studi medici. Come previsto dall’ordinanza, la spazzatura è abbandonata sul marciapiede in attese di essere raccolta: noi abbiamo immortalato un cumulo di carta d’imballaggio che ha subito le intemperie del tempo e l’irresistibile richiamo dei numerosi animali randagi che si trovano in giro per il territorio e che si apprestano ad aprire i sacchetti e quant’altro per disfare la spazzatura e tergiversarle in strada. Via Mario Nuccio è una costola di Via Mazzini ed è ben nota per la costante presenza di rifiuti accanto agli alberi.
 
Noi abbiamo immortalato sacchetti accumulati vicino ad un albero, rifiuti sparsi e un cumulo di calcinacci e rifiuti di vario tipo in una zona della città che si trova a pochi passi dal centro storico. Successivamente la nostra attenzione si è concentrata su Via Salvatore Angileri (nei pressi di un noto negozio di mobili) in zona Via XI Maggio: all’angolo abbiamo immortalato un comodissimo divano che si sorreggeva su due piedi e poggiato presumibilmente su una porta in vetro.
 
Il punto è critico per i residenti inoltre proprio in quella zona c’è una chiesetta ai più sconosciuta che si chiama Santa Maria della Catena, con un tetto crollato dal bombardamento del 43’. Sono stati gli animali oppure è stato il vento? È questa la domanda che ci siamo posti quando siamo passati da Corso Gramsci e abbiamo immortalato diversi sacchetti di spazzatura che intralciavano la viabilità del marciapiede presso cui si trovavano, posti in posizione e con la consequenziale fuoriuscita di materiale dai sacchetti. Gatti? Vento? È un mistero.
 
Lo stesso medesimo quesito ce lo siamo posti passando da Via Ugdulena, quando stavamo attraversando mestamente la strada e abbiamo dovuto fare un’interruzione di percorso a causa della presenza di spazzatura che ostruiva il percorso, inutile aggiungere che tale materiale si trovava anche fuori dai sacchetti presso cui doveva stare. Abbiamo allora deciso di lasciare il centro storico e dirigerci verso la periferia della città, per verificare com’è la situazione rifiuti e se tutto è sotto controllo. Siamo partiti dal passaggio a livello di Contrada Giunchi e con sorpresa notiamo cumuli di spazzatura accatastata sulle sterpaglie, ci siamo diretti allora in contrada Ventrischi e passando davanti ad una pista di cavalli ormai in disuso abbiamo notato cumuli di rifiuti laddove crescono i fiori. Recentemente il Comune di Marsala ha provveduto ad istallare un sistema di videosorveglianza in alcuni punti della città per contrastare quelli che sono gli incivili che si apprestano ad abbandonare la spazzatura laddove non la si dovrebbe abbandonare. Per quanto concerne il problema della raccolta rifiuti abbiamo parlato con diversi istituzionali che ci hanno spiegato come reputano il servizio raccolta rifiuti a Marsala. Secondo il Vicesindaco Agostino Licari, che abbiamo intervistato, il servizio raccolta rifiuti  “non buono, difatti abbiamo predisposto un nuovo piano di intervento che garantisca un sistema migliore per la raccolta dei rifiuti basato fondamentalmente sul discorso di individuare ogni cittadino quindi di informatizzazione del sistema con i microcip per ogni contenitore, con un sistema che riesca a monitorare costantemente la qualità dei rifiuti e la quantità dei rifiuti al fine di ridurre intanto la produzione di rifiuti e aumentare in maniera sensibile la differenziata che vogliamo portare almeno al 70/80% nel complessivo. Questo sistema è in grado di introdurre la cosiddetta bollettazione puntale cioè un sistema di pagare la tari in base alla quantità e alla qualità dei rifiuti. Questo dovrebbe comportare un’ulteriore riduzione di costi da sopportare da parte della famiglia e incrementare sensibilmente la raccolta differenziata quindi con la diminuzione dei costi, noi abbiamo preventivato nell’ordine di 3milioni di euro. Questo sistema informatizzato permette di avere maggior controllo anche sui rifiuti che vengono anche purtroppo abbandonati, nel caso si tratterebbe di avere un controllo più capillare dei rifiuti in città e quindi anche sullo spazzamento attraverso un sistema gps collegato alle spazzatrici avremmo un controllo costante e immediato del lavoro fatto. Adesso questo non c’è  e noi possiamo fare riscontro del servizio prestato e non sempre siamo soddisfatti del lavoro fatto”.
 
Il Comune ha avviato una misura di contrasto per il fenomeno increscioso degli incivili che gettano la spazzatura in luoghi non idonei: abbiamo parlato dei risultati di questa iniziativa con il Vicesindaco che ci ha riferito: “abbiamo un sistema di video sorveglianza in alcuni punti nevralgici della città per garantire maggiore sicurezza, per ora ne abbiamo sistemato 10 di telecamere al centro storico e che dobbiamo implementarlo ulteriormente. Poi abbiamo un altro sistema e sono state istallate altre 10 telecamere nelle periferie dove purtroppo spesso c’è questo malcostume di qualche deficiente concittadino che nonostante avesse un servizio di porta a porta dove gli vanno a togliere l’immondizia a casa, preferisce prendere l’immondizia e buttarla per strada. Questo sistema ha già prodotto intanto 30 verbali che sono stati notificati delle multe intorno agli 800 euro”.
 
L’Esper è una ditta che si occupa dello studio del territorio per capire le problematiche, in merito a tale aspetto il Vicesindaco ci ha riferito: “noi abbiamo verificato che l’attuale sistema di gestione dei rifiuti che ci siamo trovati non era uno dei migliori, aveva molte criticità nonostante tutti gli sforzi. Per programmare un buon piano dei rifiuti ci siamo avvalsi di esperti del settore, di società che fanno progetti sul piano rifiuti e piani d’intervento. Tra le migliori che ci sono in Italia, abbiamo visto un curriculum con risultati eccellenti dove loro hanno predisposto dei piani e poi sono stati affidati a diverse ditte. E’ una società che collabora soltanto con i Comuni, non ha mai collaborato e non intende collaborare con società che gestiscono i rifiuti per evitare condizioni che a volte involontariamente si può essere indotti a favorire una ditta piuttosto che un’altra. Questo codice etico che ha questa società ci ha garantito e ci garantisce moltissimo sulla trasparenza e sul fatto che quel piano è mirato solo per garantire un sistema migliore della raccolta dei rifiuti non certo per favorire una ditta piuttosto che un’altra”. Un’azione dura da parte dell’amministrazione in risposta a tutti gli incivili che si apprestano a danneggiare il territorio.
 
Il Consigliere Comunale Daniele Nuccio in merito alla situazione rifiuti a Marsala si aggancia a quanto detto dal Vicesindaco, ritenendo “Negativa” la situazione in città perché “Rispetto ad altre realtà è oggettivo che avere il 50% di differenziata è una cosa positiva, tuttavia noi qualche mese fa abbiamo approvato un piano di intervento, con la consulenza della società “Esper”, che a mio avviso ha significato qualcosa di importante.
 
Quando il piano sarà operativo potremo parlare di premialità per i cittadini ed i lavoratori, incrementando la quantità di differenziata si avrà il risparmio per l'utente. Il problema c’è stato dal punto di vista della tempistica che ha portato a far si che la Regione accentrasse tutto per quanto riguarda le gare d'appalto e questo ci ha portato ad un anno di proroga con Aimeri (Energetika Ambiente) che si poteva probabilmente evitare. Purtroppo, nonostante il piano e la discussione in Consiglio sia durata per diverse settimane, abbiamo sempre girato attorno al perché dei disservizi e quasi mai colpito nel segno. Oggi il mercato dei rifiuti in Sicilia rimane uno degli ultimi grandi business, tanto che l’emergenza rifiuti dura da vent’anni. Dal mio punto di vista un problema che dura per vent'anni non può più essere descritto quale “emergenza” ma finirà per avere le sembianze di una vera volontà politica nel mantenere lo status quo. Vi invito a leggere le risultanze della commissione eco-mafie che di recente ha fatto un po' il punto sulla situazione siciliana. Il quadro che ne emerge è qualcosa di assolutamente drammatico. Penso alla vicenda dell'Assessore Regionale Nicolò Marino, magistrato, che aveva deciso di mettere nero su bianco tutte le irregolarità del “sistema”. Ne veniva fuori un contesto di interessi da parte di Confindustria Sicilia (il Dott. Catanzaro, vicepresidente di Confindustria, è il titolare della discarica di Siculiana) e di pezzi importanti del panorama “antimafia”. Detto questo l'allora Assessore Marino è stato defenestrato. Per quanto riguarda il nostro territorio e l'appalto con Aimeri di sette anni fa nella relazione di cui parlavo prima emerge anche il ruolo del Senatore Nino Papania, la quale posizione in sede di procedimento giudiziario è stata archiviata ad onor del vero. Quello dei rifiuti è uno dei business più controversi in assoluto e questo sistema va scardinato, con decisione”. Una situazione che abbiamo approfondito  e con il Consigliere Comunale Calogero Ferreri che il merito al tema rifiuti e ci ha riferito: “Credo che l’amministrazione abbia superato abbastanza bene l’emergenza rifiuti di quest’estate in merito al discorso del caos del conferimento in discarica da Lentini e quant’altro e credo che al momento sta tenendo sotto controllo, sta monitorando le zone dove c’è l’abbandono dei rifiuti con l’istallazione delle telecamere quindi saranno contravvenzionate coloro che abbandoneranno in giro per la città sacchetti”, Chiediamo se tutto sommato la reputa positiva la situazione dei rifiuti e il consigliere ci risponde: “guardiamo le città vicine, considerando altri comuni che hanno avuto seri problemi e metri di rifiuti ai bordi delle strade io mi reputo fortunato in questa fase, l’Amministrazione si reputa fortunata in questa fase che ha saputo gestire l’emergenza. Per quanto riguarda l’inciviltà ripeto, l’amministrazione sta attuando tutte le nozioni per cercare di punire gli incivili”. Un punto di vista positivo, come quello del Sindaco di
 
Marsala Alberto Di Girolamo che ci ha concesso anche lui un’intervista in merito alla situazione rifiuti
 
– Come reputa il servizio raccolta rifiuti a Marsala?
Complessivamente buona
 
– Secondo lei non vi sono problemi per quanto riguarda la raccolta rifiuti? (sia Porta a Porta che la gestione generale)
Complessivamente buona insomma, si può migliorare ma complessivamente buona. Se i cittadini fossero più diligenti e facessero il loro dovere sarebbe ancora migliore.
 
– Per quanto riguarda le isole ecologiche: come reputa la gestione?
Isole ecologiche ne abbiamo due e anche la alcune vanno bene e altre potrebbero migliorare sempre se i cittadini rispettassero l’orario, rispettassero la differenziata come si fa nei paesi civili.
 
– Il Comune si è avvalso dei tecnici dell’Esper che hanno studiato il territorio e hanno analizzato bene le problematiche: ci vuole parlare un po’ di questa scelta e quanto è stata importante per voi?
E’ stato un supporto importante per fare la nuova gara come Aro quindi adesso però stiamo vedendo perché la regione in questo momento ha bloccato le nuove gare e quindi valuteremo…

– E’ stato istallato un sistema di videosorveglianza per contrastare il problema dell’abbandono dei rifiuti. Tale sistema ha comunque contrastato il problema?
Ha ridotto sicuramente questa brutta abitudine perché dove abbiamo messo le telecamere la gente non butta più rifiuti. Ha incrementato in altre zone dove continuano alcune persone a sporcare la città. 

– Quali saranno i prossimi obiettivi sul piano rifiuti del Comune di Marsala?
Portare la differenziata al 60% e oltre.
 
 
Ci siamo voluti spostare in un Comune limitrofo, quello di Petrosino. Recentemente l’azione di soppressione al fenomeno di abbandono rifiuti è divenuta virale a seguito della pubblicazione di un articolo di giornale in cui veniva spiegato come il Sindaco Gaspare Giacalore, ogni qualvolta i soggetti si apprestano ad abbandonare la spazzatura nelle aree in cui non dovrebbero, pubblica sulla propria pagina facebook il video del sistema di videosorveglianza in cui è immortalata la “scena del crimine”, in cui cioè si vede il soggetto che getta la spazzatura, ovviamente censurando il volto e la targa. In merito al tema rifiuti a Petrosino ci ha detto: “C’è una situazione di emergenza che riguarda tutta la Sicilia e se bene sia rientrata ma solo perché i quantitativi sono diminuiti, superata la stagione estiva, e considerato anche che siamo in una fase di transizione perché i comuni stanno espletando le gare d’appalto, il Comune di Petrosino è sicuramente molto avanti in questo, diciamo tutto sommato procediamo bene. Non sono ai livelli soddisfacenti che noi vorremmo perché quando entreremo a regime con il nuovo servizio, soprattutto la nuova impresa che si aggiudicherà la gara di appalto, possiamo fare un balzo in avanti, sia nel miglioramento del servizio, sia nella differenziata. Quando a Petrosino, all’inizio di quest’estate abbiamo capito che la Regione ha cominciato ad emettere ordinanze, con la media di 1,5 a settimana, limitando i quantitativi da conferire in discarica per i tumori, noi a Petrosino ci siamo immediatamente adeguati riducendo il quantitativo di RSU da portare in discarica e ci siamo in qualche modo mantenuti entro i limiti che ci sono stati assegnati, per fare questo abbiamo innanzitutto proceduto con un’ordinanza indirizzata a tutti i cittadini anche alle attività commerciali la differenziata dei rifiuti, seconda cosa abbiamo eliminato tutti i cassonetti, noi avevamo un sistema misto nel senso che nelle zone balneari c’erano i cassonetti, quest’anno abbiamo finalmente tolto tutti i cassonetti e in più abbiamo potenziato notevolmente la prevenzione sull’abbandono dei rifiuto ma soprattutto sulla repressione attraverso un sistema di controllo molto molto rigido e severo con l’ausilio di videosorveglianza, Polizia Municipale e Personale che provvedeva all’apertura dei sacchetti. Tutta un’azione coordinata insieme appunto al discorso di estendere il porta a porta in tutto il territorio comunale e questo ci ha portato nel giro di due mesi a superare il 50% di differenziata. Complessivamente il territorio è rimasto pulito, sia dall’abbandono dei rifiuti sia per quanto riguarda la raccolta vera e propria quotidiana. Chiaro che capitava qualche ritardo nel servizio, capitava che alcune zone non venivano completate nel giorno previsto ma l’indomani si recuperava immediatamente. L’unico disagio che abbiamo avuto è stato questo”. Quali sono gli effetti del sistema del sistema di videosorveglianza per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti? “devo dire che è stata assolutamente efficace. Un cittadino che vede comunque vede raccolta la propria spazzatura quotidianamente non ha alcun pretesto e nemmeno  bisogno di andare a buttare i rifiuti in giro. Va detto, ma senza spirito polemico e critico, che la statistica delle sanzioni elevate che ammontano anche a cifre considerevoli –abbiamo raggiunto credo 40mila euro nel giro di due mesi- dimostrano però che gli autori non sono cittadini di Petrosino, abbiamo risentito molto del fatto che l’emergenza generalizzata abbia portato a condotte reprensibili da chi si trovava di passaggio”.
 
(Foto: Claudia Marchetti, David Sciacca, Roberto Casano)

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A Roma riunita una piccola Europa

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Si è svolto, al palazzo del Quirinale in Roma, il 16° incontro dei Capi di Stato del “Gruppo Arraiolos”

Il Gruppo “Uniti per l’Europa” o “Gruppo Arraiolos” – che riunisce i Capi di Stato di Italia, Bulgaria, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Croazia, Lettonia, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia e Finlandia – prende il nome da una citatdina dell’entroterra portoghese dove, il 18 ottobre 2003, i Capi di Stato di Finlandia, Germania, Lettonia, Polonia, Portogallo e Ungheria si sono incontrati informalmente, su invito dell’allora Presidente portoghese Jorge Sampaio, per discutere attuali complesse questioni europee.

L’eterogeneità di uno schema che riunisce Paesi estremamente diversi per dimensione, situazione economica e localizzazione geografica è stata così ben accolta che, negli anni, il gruppo si è progressivamente ampliato fino alle dimensioni attuali. L’Italia partecipa agli incontri dal 2006, quando sono stati organizzati a Dresda, e ha accolto i Capi di Stato del Gruppo Arraiolos a Napoli nel giugno 2009.

Le due sessioni di lavoro, una la mattina e l’altra nel pomeriggio, hanno avuto come temi: “Unione Europea sulla via dell’autonomia strategica: responsabilità e opportunità” e “Il contributo dell’Unione Europea al multilateralismo nel mondo post-pandemia”. Al termine dei lavori i Presidenti hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa. Hanno preso parte alla riunione i Capi di Stato di Italia, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Croazia, Lettonia, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia e Finlandia.

Mattarella: l’Europa è al bivio

Molto apprezzato l’intervento del presidente Mattarella per il quale “Ci troviamo a un punto di svolta molto importante per l’Unione europea, un punto nel quale, a mio avviso, senza remore e senza temi intoccabili, dobbiamo prima di tutto impegnarci per completare tanti cantieri aperti nella nostra integrazione. La nuova fase ha bisogno di basi molto solide: lo dobbiamo alle nuove generazioni di europei. Come la pandemia ci ha dimostrato, nella drammatica tristezza del suo sopravvenire, le sfide di questi anni ci chiamano ad alzare il nostro livello di ambizione. Il Next Generation è il nostro orizzonte, la nostra strategia per il futuro. E il percorso per realizzarlo è l’autonomia strategica dell’Unione. Sul fronte della politica estera di difesa, la recente vicenda in Afghanistan sprona e dimostra ulteriormente quanto sia ineludibile compiere un passo avanti per costruire una credibilità maggiore dell’Unione in termini di sicurezza; una credibilità ovviamente complementare con la Nato e tesa al rafforzamento della cornice del reciproco sostegno e rispetto tra gli Stati. Di fronte a carenze e omissioni, vi sono tanti commentatori, tanti opinionisti e esponenti della società civile che si chiedono spesso dove sia l’Europa e come intenda muoversi. Sono interrogativi che chiedono una maggiore presenza dell’Europa. Il nostro impegno deve essere, allora, colmare questo divario tra le attese e la risposta che l’Unione europea è capace di dare per costruire un futuro nel quale l’Unione sia protagonista e possa parlare autorevolmente, con un’identità precisa. Credo che questo serva, fortemente, alla causa della pace internazionale e alla tutela degli interessi dei popoli dell’Unione europea”.

Significativa la battuta del presidente austriaco che ha detto, ringraziandolo, che “Mattarella costituisce per me un modello, anche se lui non lo sa”.

Per la Finlandia, necessario rafforzare i denominatori comuni

Anche il Presidente della Repubblica finlandese Sauli Niinistö ha partecipato alla riunione del Gruppo Arraiolos dei Presidenti Europei il 15 settembre 2021 a Roma., avendo anche un incontro bilaterale con Mattarella il giorno seguente. Nel suo discorso, Niinistö ha affrontato il ruolo globale dell’UE. Secondo il Presidente, il rischio per l’Europa è quello di passare da soggetto a oggetto nell’accelerata competizione delle superpotenze. La bussola strategica, che l’Ue sta attualmente preparando per definire le linee guida della sua cooperazione in materia di sicurezza e difesa, è un buon strumento, ma “deve anche essere sulla mappa”. Il Presidente ha osservato che tutti conoscono il paradosso per cui trovare soluzioni globali comuni diventa più difficile man mano che i problemi e le sfide comuni diventano più urgenti. Per superare questo paradosso sono necessari denominatori comuni. Secondo il Presidente, la Finlandia intende utilizzare il 50° anniversario della riunione della CSCE, Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione Europea per rivitalizzare lo ‘Spirito di Helsinki’ nel 1975 in tutto il mondo. “La conferenza originale di Helsinki si è distinta proprio per questo spirito: la volontà di dialogare tra avversari e concorrenti, costruire fiducia e cercare denominatori comuni, anche piccoli all’inizio”.

Nell’incontro bilaterale con Mattarella, sono stati approfonditi gli argomenti discussi nelle sessioni plenarie e nel confro0nto è stata riscontrata sintonia sull’estensione della sovranità a livello europeo. Tra Roma ed Helsinki c’è stata poi una comune adesione al piano di investimenti europeo su digitale e transizione ecologica.

La prossima riunione del Gruppo sarà ospitata a Malta l’anno prossimo.

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Ambiente

Premio Lago di Castel Gandolfo, la Commissione Europea protagonista: riconoscimento al dott. Daniel Calleja

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La Commissione Europea protagonista del Premio Lago di Castel Gandolfo attraverso il riconoscimento conferito al dottor Daniel Calleja, Direttore Generale del Servizio Giuridico a Bruxelles.

Calleja è stato destinatario del prestigioso Premio Castel Gandolfo dedicato all’”Acqua e la vita” in quanto simbolo e alto rappresentante di questo tema. Dal 2015 al 2020, Calleja è stato il Direttore Generale dell’Ambiente della Commissione Europea (DG ENV). Ha ricoperto quel ruolo dopo aver avuto la responsabilità di Direttore Generale per l’Industria, l’Impresa e poi anche del Mercato Interno (DG ENTR e DG GROW) dal 2011 al 2015. Dimostrandosi un leader europeo e mondiale nel settore Ambiente, che ben conosce anche quello dell’industria. Grazie a questa grande esperienza anche dell’industria, ha potuto essere protagonista di alcune tra le riforme più ambiziose nel panorama europeo, quale la direttiva quadro sull’acqua nell’U.E. e la stesura della proposta del Green Deal europeo.  Esperienze delle quali l’Unione Europea continua a beneficiare perché Calleja è oggi al vertice del Servizio Giuridico della Commissione Europea, guardiana dei Trattati e dello stesso stato di diritto Ue. Dei quali fanno parte le norme Ue a tutela dell’ambiente.

Calleja ha dedicato un video saluto a tutti i protagonisti del Premio Lago di Castel Gandolfo.

Importanti le sue parole: “Vorrei innanzitutto ringraziare gli organizzatori per avere pensato di dedicare il Premio all’Unione Europea, ne sono onorato. In secondo luogo vorrei dire alcune parole sul tema che è stato scelto: l’acqua, elemento fondamentale per il nostro pianeta, è per l’umanità fonte di vita purificazione ristoro e benessere da sempre, non a caso le città sorgevano vicino alle fonti d’acqua. E ne è esempio anche la bellissima città che ci ospita, Castelgandolfo e il suo splendido lago. Quando però gli equilibri del nostro pianeta vengono disturbati per colpa del cambiamento climatico o dell’inquinamento, l’acqua può trasformarsi anche in fonte di grandi disagi e disperazione. Sono ancora impresse nella mia mente le terribili immagini degli allagamenti che questa estate hanno colpito il Nord Europa in particolare la Germania il Belgio e l’Olanda. Così come l’eccesso d’acqua anche la carenza d’acqua può essere un grande problema, pensiamo ad esempio agli effetti della certificazione sulla nostra economia ma anche sulle popolazioni e sulle migrazioni. Per queste ragioni e per molte altre ancora l’implementazione del Green Deal europeo rappresenta una delle priorità della Unione Europea per implementare l’accordo di Parigi e limitare il surriscaldamento del nostro pianeta. Diverse azioni sono previste per preservare il delicato equilibrio del ciclo delle acque per garantire l’accesso all’acqua potabile di buona qualità e soprattutto per far sì che questa risorsa sempre più preziosa venga utilizzata e qualora possibile anche riutilizzata nel modo più efficiente possibile. La strategia di contrasto all’inquinamento recentemente adottata dalla Commissione Europea si basa su tre pilastri: terra aria e acqua. il tema dell’acqua è un tema molto vicino ai cittadini europei e vorrei infatti ricordare che il diritto all’acqua potabile è stato oggetto della prima iniziativa cittadina Europea presentata a Bruxelles, la raccolta di più di un milione di firme in tutta Europa ha portato infatti alla recente revisione della direttiva sull’acqua potabile di cui mi sono occupato in quanto Direttore Generale per l’Ambiente. Grazie a questa direttiva abbiamo garantito l’accesso, in particolare alle persone più vulnerabili, all’acqua con i più elevati standard di qualità a livello mondiale. Oltre a questo provvedimento, vorrei menzionare una legge europea molto importante per i paesi che hanno problemi di siccità come l’Italia la Spagna e molti altri che punta al riutilizzo delle acque per fini agricoli una iniziativa promossa da Simona Bonafè deputata Europea italiana e che si inserisce nell’ambito della strategia sull’economia circolare. Infatti Grazie a questo regolamento sarà possibile riutilizzare 6,6 miliardi di metri cubi d’acqua entro il 2025, evitando più del 5% di estrazioni diretta dai corpi idrici e dalle falde acquifere. Vorrei concludere il mio intervento sottolineando che l’acqua è anche uno strumento fondamentale per la lotta alle pandemie non solo come strumento per garantire il rispetto delle norme igieniche fondamentali come lavarsi la mani ma anche come strumento di allerta rapida e monitoraggio veloce. Infatti, grazie al monitoraggio delle acque reflue urbane è stato possibile monitorare gli sviluppi del covid 19 il nascere di focolai nelle diverse città europee e soprattutto la presenza e diffusione delle diverse varianti. L’Unione Europea ha promosso e finanziato lo sviluppo di un protocollo europeo e la creazione di una piattaforma digitale per lo scambio dei dati tra i diversi paesi che ha dato e continua a dare risultati veramente straordinari e l’Italia partecipa attivamente a questo programma anche grazie al supporto del centro di ricerca di Ispra e diverse città italiane sono state pioniere. Questa è l’ennesima dimostrazione dell’importanza vitale dell’acqua per tutti noi. Vi ringrazio per la vostra attenzione”.

Il PREMIO LAGO DI CASTEL GANDOLFO continua a perseguire la tutela dell’ambiente con una particolare attenzione alla prevenzione dell’inquinamento delle acque. Il tema permanente è “Acqua e Vita” e si declina attraverso gli ambiti: ambiente, economia, occupazione, territorio e cultura.

La manifestazione, mirando alla valorizzazione delle bellezze e ricchezze naturalistiche e storico-culturali del territorio, risponde anche alle aspettative del mondo dell’agricoltura, del turismo e delle attività produttive.

L’evento, ogni anno, coinvolge istituzioni, Amministrazioni, enti ed Aziende deputate a dare una risposta alle aspettative dei cittadini e imprenditori. Data e luogo della manifestazione possono variare in relazione ai temi sociali che vengono affrontati.

Per il 2021 la serata della premiazione si è tenuta venerdì  10 settembre con inizio alle ore 20,00 sulle rive del lago Albano a Castelgandolfo presso la location “I Quadri” in via dei Pescatori, 21.

Le personalità premiate sono state individuate tre quelle ritenute espressione di realtà virtuose o che si sono distinte per azioni di rilievo morale e istituzionale promuovendo i valori fondanti della Costituzione della Repubblica Italiana. 

All’interno della manifestazione sono stati altresì consegnati dei riconoscimenti speciali a realtà del territorio nazionale e locale.

Il Premio Lago di Castel Gandolo ritiene fondamentale la concertazione fra tutti i portatori d’interesse, al fine di progettare azioni sinergiche e mirate alla tutela e valorizzazione del territorio, accelerando i tempi decisionali e beneficiando dello snellimento delle procedure burocratiche. 

Temi come l’ambiente e l’energia, strettamente correlati a quello del climate change, sono da sempre elementi importanti nel panorama della sicurezza internazionale e fattori centrali nel confronto tra stati. Fondamentali nella loro dimensione geopolitica ed economica e, per questo, spesso oggetto di alleanze, rivalità o conflitti.

Nei prossimi anni intorno al tema della transizione ecologica, tecnologica ed energetica, si giocherà una parte considerevole della competizione geopolitica globale e la stessa sicurezza nazionale degli stati ne sarà fortemente interessata. Ma le nuove condizioni ambientali generate anche dalla crisi climatica (desertificazione, innalzamento dei mari, nuove rotte artiche, eventi meteorologici catastrofici) potrebbero rappresentare una sfida rilevantissima, sotto più punti di vista, per il loro impatto in alcune aree geografiche e le conseguenze sulle popolazioni e la vivibilità di certe regioni.

Da qui la necessità di essere sempre più resilienti, e reattivi, rispetto alle nuove tipologie di minacce emergenti, anche di origine ambientale sviluppando una strategia comune tra tutti i Paesi europei e gli alleati atlantici, che tenga conto sia degli aspetti più generali del problema, delle loro ricadute globali, ma ovviamente anche quelli più “regionali” derivanti dalla nostra posizione geografica tra regioni fortemente esposte a questi rischi come quella artica, il Mediterraneo e l’Africa.

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Cronaca

Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

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Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

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