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MARTE: LA VITA

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Le analisi hanno mostrato che il 20 e il 30 per cento della polvere consiste in un minerale argilloso chiamato smectite, che si forma in presenza di acqua.

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Alberto De Marchis

Su Marte c’è stata vita, prove su prove ne saldano la certezza. E se vita c’è stata, allora si può iniziare a sognare anche di cambiare pianeta. Pensare che c’è altro oltre alla terra è fantastico. Un ambiente sufficientemente umido, non particolarmente ossidante, né acido o salato. Un ambiente vivibile.
David Blake, responsabile dello strumento CheMin (Chemistry and Mineralogy) –  quello che insieme al Sam (Sample Analysis at Mars) ha analizzato la roccia perforata sul pianeta rosso ha clamorosamente asserito: “Si tratta probabilmente del solo ambiente abitabile che in definitiva abbiamo descritto e osservato”.

Anche i microbi vivevano su Marte. Siamo di fronte ad una scoperta storica in quanto pare che la NASA Curiosity Rover abbia trovato la prima prova definitiva che il Pianeta Rosso era un tempo adatto alla vita e, forse, la prima prova diretta delle condizioni di vita-friendly oltre la Terra.

Determinare se su Marte avrebbe mai potuto esserci vita era l’obiettivo principale del Rover quando è atterrato a Gale Crater nel mese di agosto 2012. La scoperta è arrivata dal primo campione del Rover dagli interni di una roccia marziana, forata il 9 febbraio nei pressi di un antico letto del torrente in una zona chiamata Yellowknife Bay. Una pallina di polvere è stata consegnata a bordo del laboratorio di chimica di Curiosity per analizzare la sua composizione.

Tre è stato il numero perfetto che ricercava la squadra. Sì, la squadra era alla ricerca di tre requisiti che insieme compongono l’abitabilità: un ambiente non acido, acqua sufficiente ai microbi per riprodursi e minerali che potrebbero agire come le batterie, consentendo agli elettroni di fluire e di portare l'energia a tutti i potenziali organismi. Hanno trovato tutti e tre i requisiti.

Le analisi hanno mostrato che il 20 e il 30 per cento della polvere consiste in un minerale argilloso chiamato smectite, che si forma in presenza di acqua. Ancora più importante, hanno trovato sali di solfato di calcio, che si formano in acqua non acida. Hanno anche trovato il biossido di zolfo e idrogeno solforato, due forme di zolfo che hanno rispettivamente perso e guadagnato elettroni e così avrebbero potuto agire come fonti di energia microbiche.

Tutti questi indizi indicano un Marte vivibile.

"Questa roccia appare francamente come un elemento tipico che avremmo potuto incontrare sulla Terra", dice lo scienziato John Grotzinger del progetto Curiosità. "Abbiamo trovato un ambiente abitabile benigno e di supporto della vita e probabilmente se trovassimo acqua sul pianeta, potremmo anche berla”.

Analisi dei campioni del Rover su Marte strumento (SAM) ha anche trovato l'anidride carbonica e accenni di altre molecole a base di carbonio nel campione forato. Parte della missione di Curiosity è trovare organici conservati, composti che includono sia di carbonio e idrogeno. Questo sarebbe un segnale diretto che qualcosa di realmente vissuto sul Pianeta Rosso. Questi nuovi accenni di carbonio sono allettanti
 
Grotzinger ha sottolineato che certi microbi possono produrre CO2 anche in assenza di sostanze organiche. L’entusiasmo è altissimo ma su questa verifica bisogna andarci cauti.

Grande curiosità consiste nell’identificare i sedimenti stratificati nel tumulo centrale del cratere, ufficialmente denominato Aeolis Mons ma doppiato Monte Sharp dal team Rover. Gli scienziati della missione vogliono confrontare gli strati con le rocce presenti a Yellowknife Bay per capire se c’è una corrispondenza, e chissà che il Monte Sharp non conservi ancora prodotti organici.

Nel futuro immediato, Curiosità andrà temporaneamente in silenzio. Marte sta per passare dietro il sole, perciò si bloccheranno le comunicazioni tra il Rover e la “torretta” controllo della missione. Nel frattempo, il team scientifico ha un sacco di dati per alimentare nuove scoperte – e sogni ad occhi aperti. "Ho un'immagine di un lago d'acqua dolce su una Marte con una atmosfera più spessa, forse un innevato Monte Sharp", ha detto John Grunsfeld amministratore di NASA scienza «Mi fa venire voglia di partire".

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Politica

Elezioni regionali, Astorre (Pd) e Ciocchetti (FdI) fanno il punto

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In totale saranno otto le regioni chiamate alle urne: Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche e Puglia.

Come avvenuto già per le regionali del 2019, non ci sarà però una data unica.

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La video intervista al Senatore Bruno Astorre Segretario del Pd Lazio e all’Onorevole Luciano Ciocchetti rappresentante di Fratelli d’Italia

In Emilia Romagna si voterà infatti il 26 gennaio, con anche la Calabria che alla fine si è unita per una sorta di election day.

Nelle altre sei regioni invece le elezioni ci saranno nella tarda primavera insieme al primo turno delle amministrative

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 23/01/2020

In totale in Emilia Romagna saranno sette i candidati in corsa

Il governatore uscente Stefano Bonaccini è nuovamente il candidato del centrosinistra, con i 5 Stelle che ci saranno e correranno per conto proprio puntando su Simone Benini. Il centrodestra invece ha scelto di puntare sulla senatrice leghista Lucia Borgonzoni.

In Calabria saranno quattro i candidati in corsa. Alla fine il governatore uscente Mario Oliverio non si è ripresentato, ricompattando così il centrosinistra con il PD che ha deciso di appoggiare l’imprenditore Pippo Callipo mentre la scelta del Movimento 5 Stelle è ricaduta sul docente universitario Francesco Aiello.

Nel centrodestra la scelta di Forza Italia di candidare la deputata Jole Santelli ha indispettito Mario Occhiuto, con il sindaco di Cosenza che dopo un appello di Silvio Berlusconi ha rinunciato a correre per conto proprio.

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In evidenza

Sistema elettorale maggioritario, la Corte costituzionale dice no al referendum leghista

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Il referendum sul sistema elettorale maggioritario è stato dichiarato “inammissibile” dalla Corte Costituzionale, che lo scorso giovedì 16 gennaio si è espressa, dopo otto ore di camera di consiglio.

Il referendum era stato proposto dalla Lega e sostenuto anche da otto Consigli regionali, fra cui quello ligure, con il presidente Giovanni Toti in testa.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 23/01/2020

Il referendum mirava a proporre ai cittadini di esprimersi a favore o contro l’abrogazione delle norme sulla distribuzione proporzionale dei seggi elettorali.

La Corte ha motivato il respingimento del referendum per una “assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario”.

Una decisione che ha scatenato le ire del leader leghista Matteo Salvini, che ha chiaramente parlato di una “difesa del vecchio sistema, con Pd e 5 Stelle che restano attaccati alle poltrone”.

Il ministro delle Riforme Federico D’Incà ha subito annunciato che il Governo andrà avanti “per superare il Rosatellum e dare al paese una legge elettorale proporzionale con soglia alta”.

E il proporzionale trova soddisfatti anche il pentastellato Luigi Di Maio e il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Per Giovanni Toti, invece, la decisione della Corte Costituzionale, “ci riporta indietro alla Prima Repubblica, in quanto con il sistema maggioritario, gli elettori avrebbero finalmente potuto scegliere i propri parlamentari, le alleanze, il Governo del Paese prima del voto”. Ora, sempre secondo Toti, “il rischio è che la maggioranza parlamentare voti una legge proporzionale, che ci riporterà alla Prima Repubblica, consentendo ai partiti di accordarsi dopo il voto, alle spalle dei cittadini, mandando a Roma una serie di raccomandati, senza nessuna esperienza sul territorio”.

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Cultura e Spettacoli

Piano bar e spettacoli di musica dal vivo, il permesso Siae non basta più: il direttore commerciale Soundreef spiega le nuove regole

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Aperte nuove frontiere per gli operatori del settore musicale italiano dopo la sottoscrizione di un accordo, dello scorso 10 aprile, tra SIAE e SOUNDREEF-LEA.

Un accordo arrivato a seguito del recepimento della Direttiva Barnier e dopo alcune battaglie legali tra le due società riguardo la liberalizzazione dell’attività di intermediazione dei diritti d’autore.

A spiegare nel dettaglio come funziona oggi la procedura relativa la richiesta dei vari permessi per quei utilizzatori che operano nel settore della musica dal vivo, il Direttore commerciale della SOUNDREEF dr. Massimo Scialò.

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L’intervista di Chiara Rai al dr. Massimo Scialò Direttore commerciale della SOUNDREEF trasmessa a Officina Stampa del 23/01/2020

In Italia con il Decreto legislativo 35/2017, è stata infatti riconosciuta agli autori la libertà di scegliere l’organismo di gestione collettiva a cui affidare le proprie opere.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 23/01/2020

Un accordo che ha visto terminare dopo oltre un secolo il monopolio della SIAE per la gestione dei diritti d’autore e che ha assistito quindi alla nascita di SOUNDREEF, società di diritto anglosassone, che in Italia riscuote i diritti d’autore dei propri associati attraverso l’associazione senza fini di lucro LIBERI AUTORI EDITORI (LEA).

L’accordo, per quanto riguarda le esecuzioni musicali dal vivo, prevede l’obbligo per gli organizzatori di munirsi di doppia licenza, SIAE e SOUNDREEF-LEA qualora durante l’evento siano eseguiti brani del repertorio tutelato da SIAE e quelli del repertorio tutelato da LEA-SOUNDREEF.

Ma il problema per gli organizzatori è quello di non poter sapere in anticipo cosa suoneranno i musicisti durante un evento

Non si può infatti prevedere durante una serata di piano bar, a titolo di esempio, se sarà suonato solo repertorio tutelato da SIAE oppure tutelato solo da SOUNDREEF/LEA o se tutelato da ambedue le società.

Molti brani musicali, infatti, sono tutelati sia da SIAE che da SOUNDREEF/LEA

Così come la famosa canzone cantata da Umberto Tozzi “Ti Amo” che è stata composta dallo stesso Tozzi iscritto SIAE insieme a Giancarlo Bigazzi il cui repertorio è tutelato da SOUNDREEF/LEA.

Così come altri brani che rappresentano dei veri e propri evergreen e che sovente si ritrovano nelle scalette musicali dei piano bar sparsi lungo la nostra penisola. Brani come “Gloria”, “I migliori anni della nostra vita”, “Almeno tu nell’universo”, “Quello che le donne non dicono” tanto per citarne alcuni, ma lista è molto più ampia ed è destinata a crescere esponenzialmente viste le ultime acquisizioni di grandi successi interpretati da celebri artisti come Laura Pausini, Vasco Rossi, Andrea Bocelli, Gianni Morandi, Ligabue, Francesco Renga, Eros Ramazzotti, Jennifer Lopez, Marco Masini, Gianna Nannini, Marco Mengoni, Robert Miles e molti altri.

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