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MARTE, SCOPERTA DELL'ACQUA: LA NASA CERCA LE PROVE DELLA VITA

Redazione
 
Nasa – L’acqua su Marte c’è, e non si tratta più di leggende o suggestioni alimentate da teorie prive di fondamenta, adesso ci sono le prove oggettive che dimostrano tutto ciò. Su Marte l’acqua scorre liquida e scivola sulla superficie attraverso piccolissimi ruscelli di acqua salata che però compaiono periodicamente e lasciano striature scure che, ad oggi, non davano chiarezza sulla loro origine.
 
La prova sconvolgente arriva dal satellite americano Mro (Mars Reconnaissance Orbiter). Enrico Flamini, il coordinatore scientifico dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha riferito: “E' la prima prova che dimostra l'esistenza di un ciclo dell'acqua sulla superficie di Marte”. Ma come quando appare l’acqua? L’acqua compare soltanto in alcune stagioni e sotto forma di goccia, poi si condensa in stretti canali larghi circa dieci centimetri, tali canali vengono indicati con la sigla Rsl (Recurring slope lineae) ma sin dal primo momento si è pensato che l’acqua scorresse nei mesi più caldi. Uno dei punti chiave riguardava le linee scure che erano lunghe fino a 5 metri e ricoprivano i pendii a latitudini molto differenti. La caratteristica di queste linee è che si allungano durante le stagioni calde e svaniscono durante le stagioni fredde. Inizialmente però non era possibile stabilire se tali striature era dovute all’acqua o a qualche fenomeno misterioso poiché le apparecchiature non lo permettevano, la prova è arrivata quando nel momento in cui comparivano le striature c’era presenza di Sali idrati.
 
E la vita su Marte? La presenza di acqua ha riacceso questa speranza e la Nasa afferma afferma che le condizioni del pianeta potrebbero essere addirittura migliori di quanto è stato ipotizzato. Alfred McEwen, che segue le operazioni del satellite Mars Reconnaissance Orbiter e autore di questa incredibile scoperta riferisce: “Non possiamo ancora dire se esiste vita extraterrestre ma seguire l'acqua è cruciale. Ora abbiamo la grande opportunità di trovarci davanti ai siti più adatti per cercare davvero le prove”. Giovanni Bignami che è il presidente dell’istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) riferisce invece: “Sarebbe interessante poter analizzare quella sabbia. Lì non sarebbe del tutto improbabile trovare tracce di batteri, fossili o viventi, adattati a vivere in condizioni estreme e capaci di nutrirsi di sali, proprio come quelli che vivono vicino a sorgenti simili nel deserto di Atacama in Cile, il luogo sulla Terra che più assomiglia a Marte”.  Aggiunge inoltre: “La presenza di acqua salata si sospettava già da tempo. In più dobbiamo sempre tenere a mente che i sali perclorati trovati su Marte sono diversi dai sali alla base della vita sulla Terra” e riferisce che ciò che dovrebbe sorprendere è la presenza di acqua salata “nella zona equatoriale, dove non pensavamo di trovare ghiaccio in prossimità della superficie. Il ghiaccio su Marte, sia quello fatto di acqua che di anidride carbonica, è più abbondante in corrispondenza delle calotte polari. Con l'arrivo della primavera si fonde e fa comparire acqua liquida che evapora subito.
Quest'acqua salata di cui abbiamo le prove oggi sgorga invece in prossimità dell'equatore e arriva da sotto la superficie: lì dovrebbe esserci del ghiaccio anche se la cosa rimane ancora misteriosa”.