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Ambiente

Massimo Gargano direttore generale dell’Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica a “Ci vediamo a via Veneto”: le nuove sfide ambientali nell’era post Covid

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Quali sono i fattori che incidono di più sui cambiamenti climatici e che cosa si può fare? Per la difesa del suolo e la lotta agli allagamenti il Governo sta facendo abbastanza? La sfida del Lazio nel Green New Dial, che cosa significa in parole povere?

Interrogativi ai quali risponderà Massimo Gargano Direttore Generale dell’ANBI, l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Bonifica, ospite nella trasmissione condotta da Chiara Rai in diretta dalla prestigiosa location dell’Harry’s Bar di Roma sabato25 luglio alle ore 18.

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Ambiente

Regione Lazio, ambiente: aggiornato il piano di risanamento della qualità dell’aria

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La Giunta Regionale del Lazio, su proposta dell’Assessore Enrica Onorati, ha adottato l’aggiornamento del Piano di Risanamento della qualità dell’aria (A-PRQA), che sarà presentato pubblicamente nel mese di settembre 2020. L’aggiornamento del Piano, realizzato con il supporto dell’ARPA Lazio, rende aderente la situazione reale del territorio allo stato della qualità dell’aria, al fine di adottare la pianificazione e le misure necessarie per garantirne la qualità.

Il piano adottato è anche frutto del processo di partecipazione attivato dalla Regione Lazio, a partire dal 2018, nell’ambito delle fasi di consultazione previste dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS); una consultazione che ha coinvolto oltre 80 soggetti competenti in materia ambientale, i cui contributi sono stati valutati e, in parte, recepiti.  Con la pubblicazione a settembre dell’aggiornamento si aprirà una nuova fase di consultazione pubblica, che permetterà di acquisire ulteriori osservazioni e suggerimenti a tutela degli interessi legittimi e della trasparenza nel processo decisionale.

L’aggiornamento ha individuato un nuovo scenario emissivo che ha come obiettivo principale il raggiungimento entro l’anno 2025 dei valori limite indicati dal D.Lgs.155/2010 sull’intero territorio regionale.

L’obiettivo potrà essere raggiunto attraverso una serie di misure articolate in 42 azioni: 16 per il settore dei trasporti, 13 per il settore della combustione civile, 4 per il settore dell’industria, 6 per il settore dell’agricoltura e zootecnia e 3 per il settore delle emissioni diffuse.

Le azioni includono quelle definite dall’accordo di programma sottoscritto nel 2018 tra il Ministero dell’ambiente e la Regione Lazio per l’adozione coordinata e congiunta di misure volte al miglioramento della qualità dell’aria sul territorio regionale.

Le modalità di attuazione delle misure sono definite nelle norme tecniche di attuazione che contengono i provvedimenti per il mantenimento e il risanamento della qualità dell’aria, con un’attenzione specifica rivolta all’agglomerato di Roma e ai Comuni della zona della Valle del Sacco, le due zone più critiche della regione. In relazione ad alcune modifiche piuttosto significative previste dall’aggiornamento del piano, anche l’ARPA Lazio ha sviluppato un nuovo portale per l’aggregazione dei dati raccolti dalle stazioni di monitoraggio e per la loro comunicazione al pubblico: https://qa.arpalazio.net/.

Il Piano prevede inoltre il controllo dello stato di avanzamento delle diverse misure ed il monitoraggio dei risultati, così da verificare il raggiungimento degli obiettivi e l’efficacia delle azioni intraprese per raggiungerli. In questo modo sarà possibile individuare tempestivamente gli interventi correttivi eventualmente necessari. Il piano sarà ora sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica per poi essere inviato all’approvazione del Consiglio Regionale.

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Ambiente

Europa Verde Albano: l’educazione alimentare e all’ambiente parte dai banchi di scuola

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L’importanza dell’educazione alimentare nella scuola di oggi ha acquisito un peso maggiore soprattutto in relazione al fenomeno che assiste, ormai da diverso tempo, ai casi di obesità infantile. Stili di vita e abitudini alimentari errate che generano spesso rischi sanitari e rappresentano sempre più una minaccia per bambini ed adolescenti.

Per questo è essenziale che i ragazzi imparino sin dai banchi di scuola l’importanza di una nutrizione corretta, recuperando i valori della tradizione mediterranea e apprendendo quelle che sono le buone pratiche alimentari dentro e fuori le mura di casa.

Officina Stampa del 16/07/2020 – L’intervista a Elisabetta Rossi e Giorgio Simonetti (Europa Verde Albano)

E le attività di educazione alimentare nelle scuole vengono svolte in gran parte dagli insegnanti di area linguistico-umanistica che secondo la ricerca effettuata dalla Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare rappresentano il 26 percento, seguono poi quelli di area logico-matematica (23%), scientifico-tecnologica (18%), educazione fisica (5%) e nello specifico i docenti di scienza e cultura dell’alimentazione il cinque percento.

La ricerca ha messo in evidenza il fatto che il momento della ristorazione scolastica è una occasione educativa importante ma allo stesso tempo, però, la ristorazione a scuola è spesso indicata dai docenti come un momento problematico, che si evidenzia quando si tentano di mettere in pratica le nozioni di educazione alimentare trasmesse agli studenti durante le lezioni.

Officina Stampa del 16/07/2020 – Il video servizio su Alimentazione e ambiente

La principale ragione è che quasi sempre l’occasione quotidiana di convivialità, per mettere in pratica quanto appreso in classe sull’alimentazione sana e sostenibile, offerta dal momento del pasto collettivo non è adeguatamente valorizzata. E in relazione agli appalti delle aziende di ristorazione, molti docenti hanno fatto notare che spesso i cibi proposti non sono sempre in linea con i principi trasmessi in classe e in alcuni casi, addirittura, sembrano contro corrente. Come emerso, agli insegnanti e alle scuole spesso risulta molto difficile intervenire nella scelta operate dalle società appaltatrici del servizio di ristorazione scolastica, poiché in questi casi il loro potere d’intervento è molto limitato.

L’attenzione al tema della salute resta la motivazione principale che spinge i docenti a realizzare queste attività, seguita dall’attenzione al tema ambientale, all’economia circolare e allo spreco e ai corretti stili di vita.

Resta il fatto che la Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’Unesco nel 2010 quale perfetto stile di vita, mette insieme salute, sostenibilità ambientale, prodotti e ricette locali, gusto e convivialità. Oggi più che mai dobbiamo quindi educare le nuove generazioni a tutto questo per ridurre i rischi di danni alla salute e all’ambiente.

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Ambiente

Allarme ambiente: diminuisce la portata del fiume Po

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Osservatorio Anbi: “Servono interventi strutturali per tutelare agricoltura Made in Italy”

Come annunciato, è bastata una settimana senza piogge significative per ridurre cospicuamente la portata dei principali vettori idrici nel Nord Italia.

Tra i grandi bacini calano i livelli dei laghi di Garda e d’Iseo (entrambi 96,4% del riempimento e comunque sopra la media storica), mentre crescono Maggiore e lago di Como, unico sotto media (rispettivamente 93% e 80% del riempimento); tali invasi fungono da cisterna per le esigenze idriche della Pianura Padana e per questo saranno progressivamente svasati nelle settimane a venire, rispettando gli accordi in essere.

Come previsto, diminuiscono rapidamente le portate del fiume Po, ora sotto media seppur ancora superiori allo scorso anno; nel tratto emiliano, in una settimana, il Grande Fiume è calato di 600 metri cubi al secondo.

Tutte in calo le altezze idrometriche dei principali fiumi veneti (Adige, Piave, Brenta, Livenza) ad eccezione del Bacchiglione; diminuiscono nettamente anche le portate dei corsi d’acqua piemontesi (Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo).

Se i fiumi lombardi (Mincio, Brembo, Adda, Ticino, Chiese), pur con forti escursioni, restano sostanzialmente in linea con lo scorso anno, si registrano significativi cali idrici negli alvei dell’Emilia Romagna (Savio, Taro, Trebbia); il fiume Secchia è tornato a sfiorare il minimo storico (mc/sec 2,01) dopo aver perso, in un paio di settimane, una portata di quasi 17 metri cubi al secondo.

“Gli allarmanti dati sulla Romagna, dove nel 2020 è finora piovuto il 70% in meno di quanto caduto su un Paese tradizionalmente siccitoso come Israele, sono corollario ad una situazione complessiva, bisognosa di interventi strutturali per non sacrificare uno dei più importanti areali agricoli d’Italia” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI)

L’acqua contenuta nei principali bacini marchigiani è calata, in 7 giorni, di circa 800.000 metri cubi, mentre la diga di Penne, in Abruzzo, pur rimanendo vicino alla massima capacità d’invaso (mc. 8.800.000) ha visto, in un mese, ridursi le proprie disponibilità di circa 400.000 metri cubi.

Si conferma migliorata la situazione del laziale lago di Bracciano rispetto ad un anno fa; altrettanto può dirsi del fiume Volturno in Campania dove, invece, l’altezza idrometrica del fiume Sele è ridotta del 75%.

Continua, infine, inesorabile la discesa delle riserve idriche in Puglia (- 4 milioni di metri cubi nei recenti 7 giorni per toccare un deficit complessivo di oltre 106 milioni sul 2019) e in Basilicata (piogge pressoché a zero nella settimana scorsa con quasi 5 milioni di metri cubi in meno nelle riserve idriche ed un deficit d’acqua complessivo, pari a 71,94 milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa).

“Nel momento, in cui si chiudono gli Stati Generali dell’Economia, non possiamo che allinearci con quanti hanno chiesto interventi concreti per la infrastrutturazione irrigua del Paese, un’opera strategica per l’economia agricola italiana” sottolinea Massimo Gargano, Direttore Nazionale ANBI.

Permane, infine, critica la situazione idrica in alcune zone della Sicilia, mentre è quasi tornata in media nella Calabria ed è più che soddisfacente in Sardegna.

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