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Cronaca

MATERA: PRESTO IL PONTE SUL TORRENTE GRAVINA SARÀ REALTÀ

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Tempo di lettura 4 minuti Effettuata la gettata di calcestruzzo per i plinti di ancoraggio, con l'impiego di elicottero.

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di Domenico Leccese

Matera – E’ in arrivo un nuovo ponte nei Sassi di Matera. Si sperava con meno polemiche rispetto a quello di Via Commercio. Lo sperava l’Ente promotore dell’iniziativa che è il Parco Regionale delle Chiese Rupestri del Materano. Trattasi in realtà di una “Passerella sospesa” ubicata in corrispondenza dell’attacco del sentiero che risale dalla Gravina verso Murgia Timone, con una lunghezza complessiva di circa 35 metri e con altezza massima (in corrispondenza del punto più depresso dell’alveo) di circa 9,50 metri.

Il manufatto sarà realizzato con una struttura portante in funi/cavi di acciaio  ancorati alle pareti mediante ancoraggi formati da una doppia fune spiroidale, sempre in acciaio. L’opera è inserita nel progetto “Emozioni Rupestri: A Passeggio sulle Murge” che punta alla realizzazione di una sentieristica attrezzata nel Parco Regionale delle Chiese Rupestri del Materano ed è candidato al finanziamento nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale – Basilicata 2007/2013 Bando Misura 313  – “Incentivazione attività turistiche” Azioni A e B. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in  €. 99.998 oltre IVA .

Con questo progetto l’Ente Parco punta ad implementare la rete sentieristica esistente mediante la realizzazione di un percorso attrezzato che consenta il passaggio in alcuni dei punti di maggior interesse naturalistico che si sviluppano lungo le propaggini dei canyon carsici la cui rete determina il geosito della Gravina di Matera.

Di particolare interesse risulta il sentiero che partendo da Porta Pistola, collega i Sassi e quindi la città, con il Belvedere di Murgia Timone. Esso è, infatti, una valida alternativa alla strada carrabile per la visita alle numerose chiese rupestri presenti nell’area di Murgia Timone e Madonna della Vergini.
Negli anni la sua fruizione è aumentata considerevolmente. Ma pur presentandosi già tracciato e fruibile, risulta necessario elevarne la sicurezza e risolvere il problema del superamento dell’alveo del Torrente Gravina.E fu proprio per risolvere tale problema che il Parco costruì qualche anno addietro due passerelle in legno che, purtroppo, a seguito degli eventi alluvionali del 2013, furono distrutte dalla piena del Torrente.

Pertanto, al fine di realizzare un attraversamento sicuro e durevole, che tenga in debito conto l’importanza ecosistemica dei luoghi è stata prevista la realizzazione di una passerella del tipo a catenaria da allocare ad una quota in grado di garantirne la sicurezza idraulica. La scelta del sito dell’impianto è stata determinata dalle caratteristiche geologiche e geomeccaniche delle rocce affioranti  (gli speroni calcarei sui quali verrà agganciata la struttura offrono condizioni di sicurezza  statica soddisfacenti), dalle caratteristiche idrauliche del corso d’acqua (sulla base dello studio idraulico prodotto il tirante idrico al T500 in corrispondenza del punto in cui sarà posizionata la passerella è di circa 7 metri pertanto l’altezza del piano di calpestio è posto a quota di sicurezza per l’opera e per i suoi fruitori, nonchè dalle caratteristiche morfologiche dei punti di attracco (il sito individuato consente un agevole accesso alla passerella).
Il progetto, inoltre, prevede anche il ripristino e la messa in sicurezza  della  rete di sentieri esistente   permettendo l’accesso ai fruitori del Parco su entrambe le pareti di Murgecchia e Murgia Timone a Matera, migliorandone la percorribilità con degli interventi di ripristino e manutenzione su un tracciato di sviluppo totale di 300 metri.

Gli interventi di manutenzione consisteranno nella rimozione delle erbacce infestanti, rimozione e smaltimento dei rifiuti presenti, livellamento e ampliamento del piano di calpestio, la realizzazione di piccoli canali di scarico per la regimentazione delle acque piovane. Al fine di rendere sicura la percorrenza nei tratti a maggiore acclività, si provvederà all’installazione di parapetti in legno (50 metri di staccionata a croce di sant’andrea) e al disgaggio dei blocchi rocciosi pericolanti prossimi al sentiero. E’ prevista anche l’installazione di una segnaletica direzionale  che sarà realizzata secondo le specifiche tecniche indicate dal CAI e sarà installata mediante pannellino direzionale montato su palo in legno autoclavato. Le tabelle segnavia saranno realizzate in legno di pino o similare  con su incollato un pannellino  con stampa in quadricromia dell’oggetto della segnalazione.

Gli interventi del progetto, così come indicato nel crono programma, si espleteranno nel giro di un paio di mesi a partire dalla fase di cantierizzazione. Insomma, un intervento che punta a migliorare la fruizione di uno dei più spettacolari paesaggi rupestri d’Italia che testimonia l’antico rapporto tra natura e uomo. Con quell’enorme solco calcareo (venti chilometri di lunghezza) che è  la Gravina di Matera : un  canyon  sul fondo del quale scorre l’omonimo torrente il cui lento cammino delle acque prosegue verso sud costeggiando i Sassi di Matera, sfiorando l’abitato di Montescaglioso oltre il quale sfocia nel fiume Bradano.
Un Parco unico nel suo genere istituito per tutelare contemporaneamente una natura spettacolare e le opere realizzate dalle mani dell’uomo nel corso di migliaia di anni con il paziente lavoro della incisione.

Geograficamente esso comprende le aree delle Tufare, Murgecchia, Murgia Timone,Acito San Campo, Trasano Conca d’Aglio, Murgia Alvino, Bosco del Comune, SelvaMalvezzi, Bosco di Lucignano, l’Annunziata, Selva Venusio, Murgia Sant’Agnese,Lamaquacchiola, Agna Ofra, Murgia di S. Andrea e Madonna della Murgia. Le irraggiungibili pareti verticali delle rocce e la ricca vegetazione che si sviluppa al suo interno  determinano la formazione di ambienti naturali tali da permettere la presenza di specie volatili rarissime.
I bird-watchers più fortunati hanno l’opportunità di osservare specie come il biancone, il nibbio, il lanario, il capovaccaio. Altri rapaci come il falco grillaio (Falco naumanni), vivono affianco all’uomo e nidificano sotto i tetti delle case abbandonate dei Sassi di Matera o sotto le tegole dell’Abbazia Benedettina di Montescaglioso.

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Da Tor Bella Monaca ai paesi del reatino per rubare nelle auto in sosta: arrestata coppia di ladri

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CANTALICE (RI) – I carabinieri della Stazione di Cantalice hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Rieti nei confronti di due soggetti residenti a Roma nel quartiere di Tor Bella Monaca.

I due sono ritenuti responsabili di aver perpetrato cinque furti su autovettura e un prelievo fraudolento mediante utilizzo illecito di carte bancomat.

Il provvedimento arriva a conclusione di un’articolata indagine condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Cantalice e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti avviata nell’autunno del 2018.

L’indagine ha tratto origine da due denunce presentate nel mese di ottobre 2018 presso la Stazione di Cantalice a seguito del verificarsi nella stessa giornata di due distinti furti su autovettura.

Nel primo dei due casi, una donna aveva denunciato di aver subito il furto della propria borsa contenente circa 200 euro in contanti da parte di ignoti che avevano mandato in frantumi il finestrino della sua autovettura. Nel secondo caso, invece, un uomo aveva denunciato che ignoti, sempre dopo aver mandato in frantumi il finestrino della sua auto in sosta, si erano impossessati del telefono cellulare lasciato all’interno.

Entrambi i furti erano avvenuti lungo la via del Santuario, nei pressi del Santuario di San Felice all’Acqua.

Le primissime indagini hanno consentito di individuare il transito di un’autovettura sospetta, condotta da un uomo, risultata intestata invece ad una donna gravata da numerosi precedenti di polizia. L’analisi tecnica mediante interpolazione e confronto di numerosi dati riferiti alla rete telefonica mobile, la circolarità informativa tra i reparti dell’Arma ed altri dati estrapolati dalle banche dati in uso alle forze di polizia, hanno consentito ai militari della Stazione di Cantalice di appurare che nei mesi successivi si erano verificati ulteriori episodi analoghi, con modus operandi in tutto simili, indagando sui quali è stato possibile accertare la responsabilità dei due sospettati in complessivi cinque furti perpetrati anche in altri comuni del reatino, in particolare Frasso Sabino, Forano e nella stessa Rieti, sempre nelle immediate vicinanze di cimiteri e chiese.

Dalle indagini svolte, sono risultate chiare, quindi, le modalità d’azione dei malfattori che, partiti da Roma, si dirigevano vero la provincia di Rieti dove sceglievano i propri obiettivi prediligendo auto lasciate in sosta, anche per poco tempo, nei pressi di luoghi di culto e cimiteri. In una circostanza, avendo sottratto una borsa contenente oltre a 250 euro in contanti, anche una carta bancomat, i due sono riusciti anche ad effettuare un prelievo presso uno sportello ATM impossessandosi di altri 250 euro.

Complessivamente, gli autori dei furti si sono impossessati di una somma in denaro contante di circa 1.000 euro, oltre a telefoni cellulari, documenti ed altri effetti personali.

I soggetti tratti in arresto nell’operazione odierna con il supporto dei militari della Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rieti, nonché di quelli della Stazione di Tor Bella Monaca, sono due cittadini italiani domiciliati nella Capitale.

Legati tra loro da una relazione sentimentale, sono risultati entrambi già gravati da numerosissimi precedenti di polizia. Per loro, sulla scorta degli elementi di reità acquisiti e valutate le esigenze cautelari, il G.I.P. ha disposto l’applicazione della misura di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

Quanto accertato nel corso dell’indagine ricorda un’analoga attività investigativa condotta qualche tempo fa e conclusa nell’ottobre 2020 sempre dalla Stazione di Cantalice, che aveva consentito di individuare tre soggetti, anch’essi italiani, responsabili di ben 19 furti su autovettura e prelievi fraudolenti.

Anche in questa occasione, il suggerimento che è doveroso rivolgere a tutti è quello di non lasciare mai incustoditi denaro, documenti o altri beni come gioielli e telefoni cellulari all’interno delle autovetture, neanche se ci si deve allontanare per pochi secondi e nemmeno se si potrebbe pensare di trovarsi in luoghi sicuri, come nelle vicinanze di chiese o cimiteri. Il rischio, oltre alla perdita del denaro, è quello di dover far fronte a spese anche ingenti per riparare i vetri delle auto o per duplicare documenti o ancora per cambiare le chiavi di casa. In caso di furti di bancomat o carte di credito, procedere immediatamente al loro blocco e mai conservarle insieme al codice PIN.

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Latina, estorsioni intracarcerarie: entra in caserma in monopattino ed esce in “gazzella”

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Invitata dai Carabinieri per una notifica, non sospetta che invece si tratta di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere

LATINA – I militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, unitamente a quelli della Stazione di Pontinia e al personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria di Roma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Dott. Mario La Rosa, G.I.P. del Tribunale di Latina, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina, Dott. Andrea D’Angeli, nei confronti di una persona ritenuta responsabile dei reati di estorsione continuata in concorso.

L’operazione di polizia è il frutto di una ormai consolidata collaborazione fra Polizia Penitenziaria ed Arma dei Carabinieri voluta dal Comandante Provinciale di Latina, Col. Lorenzo D’Aloia, ed il Direttore del Carcere di Latina, D.ssa Nadia Fontana, che si sono avvalsi della collaborazione dei rispettivi organi investigativi.

Nello specifico, l’odierno arresto di A.V., latinense classe 1987, già nota ai militari  chiude il cerchio delle estorsioni intracarcerarie, per le quali già lo scorso 17 novembre vennero tratte in arresto altre due persone. Proprio le dichiarazioni rese da quest’ultimi nel corso degli interrogatori di garanzia hanno permesso di definire un quadro indiziario già grave a carico dell’odierna arrestata, che ha portato all’esecuzione della odierna misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le indagini hanno infatti permesso di appurare come anche la donna fosse stata il trait d’union tra il carcere, ove si trovava ristretto un suo familiare, e l’esterno, dove fungeva da emissaria del parente ristretto, tanto da essere stata l’unica, in un lungo arco temporale, ad accedere in carcere per far visita al detenuto, anche per definire i piani criminali già concordati: sarebbe stata lei, infatti, a gestire i proventi dell’estorsione posta in essere all’interno del Carcere di Latina da R.B., già tratto in arresto per lo stesso reato.

La donna, recatasi presso la Stazione Carabinieri di Pontinia per la notifica del provvedimento di carcerazione a bordo di un monopattino elettrico, espletate le formalità di rito, è stata tradotta, stavolta a bordo della “gazzella” dell’Arma, presso la propria abitazione, in regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria pontina.

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Magliano Sabina, lite furiosa in famiglia: da fuoco all’auto della sorella e del cognato

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I Carabinieri della Stazione di Magliano Sabina hanno arrestato, in flagranza, per atti persecutori, P.M. pregiudicato 53enne del luogo.

L’uomo, che dal mese di settembre è sottoposto al regime degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico poiché già tratto in arresto per aver aggredito i congiunti e i Carabinieri intervenuti in un precedente episodio di violenza domestica, nel pomeriggio di ieri, al culmine dell’ennesima lite familiare, ha dato in escandescenze ed ha incendiato l’auto della sorella e del marito di quest’ultima, parcheggiate nel cortile di proprietà dei due nuclei familiari.

Poi, barricatosi in casa, ha iniziato ad inveire contro i Carabinieri immediatamente intervenuti, iniziando ad insultarli e a minacciarli.

I militari, con grande perizia, sono comunque riusciti ad entrare nell’abitazione, dove l’uomo dopo averli aggrediti con calci e pugni, è stato immobilizzato e tratto in arresto. Ancora in forte agitazione è stato visitato dal personale del 118 e trasportato presso l’Ospedale di Viterbo.

Anche in questo caso, il tempestivo intervento dei Carabinieri ha scongiurato che il reato fosse portato a ben più gravi e irreparabili conseguenze.I Vigili del Fuoco si sono invece occupati di spegnere le fiamme, che hanno comunque danneggiato in modo irreparabile le due utilitarie, per un danno stimato intorno ai 5.000,00 euro.I Carabinieri hanno posto sotto sequestro una bottiglia contenente liquido infiammabile ed un accendino, utilizzati per appiccare l’incendio.

L’arrestato dovrà, ora, rispondere dei reati di atti persecutori, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento seguito da incendio. 

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