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MAURIZIO LUPI: DIMISSIONI IN SOLITUDINE

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Un'aula semi deserta. A fianco a lui Angelino Alfano. Renzi è a Bruxelles

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di Chiara Rai

Maurizio Lupi ha iniziato l'informativa alla Camera al termine della quale annuncerà ufficialmente le sue dimissioni già anticipate ieri nel salotto di Vespa a "Porta a porta": "Sono qui per le mie responsabilità politiche, non certo giudiziarie". Con queste parole Maurizio Lupi comincia, nell'Aula di Montecitorio, l'informativa. "Sono qui per un atto di estremo riguardo verso il Parlamento di cui sono membro da 14 anni. Il Parlamento è il luogo delle responsabilità dove rendere conto dell'esercizio" delle funzioni affidate", ha detto Lupi. "Le accuse che mi sono state mosse sono immotivate e strumentali", ha detto durante l'informativa in aula alla Camera. "A fronte di tanto materiale investigativo i pm non hanno ravvisato nulla che dovesse essere perseguito. Sento il dovere di assumermi la mia responsabilità politica ma anche di spiegare quel che ho fatto in questi mesi al ministero". "La legge obiettivo non è una legge criminogena", ha aggiunto Lupi. "Nessun problema dunque? No, non sono così ingenuo, c'è bisogno di una nuova legge obiettivo, ripensando la figura del general contractor come già in parte è stato fatto, la struttura tecnica di missione è lo strumento tecnico operativo per lavorare, l'alta velocità ha cambiato la vita degli italiani. Ma la mia difesa della struttura di missione non era acritica, è migliorabile. Non ho rimosso Ercole Incalza dal suo ruolo perché dopo una approfondita istruttoria ho verificato che non ha subito alcuna decisione di condanna né azioni disciplinari da parte dei ministri che mi hanno preceduto".
 
Una informativa in un'Aula della Camera semivuota. A fianco a lui, nei banchi del Governo, il ministro dell'Interno e leader Ncd, Angelino Alfano. Fra i rappresnetanti dell'esecutivo i ministri Madia, Lorenzin, Galletti. Il premier Matteo Renzi non è in Aula, è impegnato a Bruxelles per il consiglio Ue. Lupi è tornato a parlare del caso di suo figlio Luca: "Non ho mai fatto pressioni per procurare un lavoro a mio figlio", ha sottolineato Lupi. Quanto alle intercettazioni che riguardano l'incontro con Incalza, "ho proposto a lui la possibilità di incontrare una persona di grande esperienza che potesse consigliarlo", ha detto. La telefonata a Perotti non è nella "mia responsabilita'", ha poi osservato, ricordando di conoscerlo da tempo. "Che bisogno avrei avuto di chiedere a Incalza di intercedere per lui, avrei potuto farlo molto più facilemente io". "E' evidente a tutti, quanto è inverosimile che un amico di famiglia da quaranta anni abbia potuto accreditarsi a me regalandomi un vestito". E poi ha aggiunto: "Sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica" nella guida del Paese, "non sono qui per difendermi da accuse che non mi sono state rivolte", ha detto Lupi. "Mi ritengo obbligato a non far cancellare in 3 giorni tutto ciò che ho fatto in questi 22 mesi", ha detto ed ha aggiunto: "Non invoco garantismo nei miei confronti".

Per Lupi gli affetti vengono prima della poltrona: "Non mi sono dimesso da padre o marito, gli affetti vengono prima di tutto, anche prima di una poltrona". E sulla sua iniziale decisione di non mollare la carica ha detto: "All'inizio ho pensato 'non ho fatto nulla, perchè dovrei dimettermi, proprio nel momento in cui il lavoro sta cominciando a dare frutti?' Con il passare delle ore la scelta che dovevo fare non poteva che essere quella sempre fatta: scegliere il vero motivo per cui ho fatto politica e cioè il bene comune". "Siamo uomini politici -sottolinea- l'uomo agisce sempre per uno scopo e lo scopo della politica è il bene comune. Se faccio questo passo indietro è per avere una nuova rincorsa, un nuovo inizio per Ncd e per il governo".
Poi il ministro dimissionario si rivolge ai giovani deputati che in questi giorni lo hanno messo alla gogna: "Mi rivolgo a voi, giovani deputati, che urlando e agitando demagogia a brandelli mi avete insultato in questi giorni: vi auguro dal profondo del cuore di non trovarvi mai dentro a bolle mediatiche difficili da scoppiare.Vi auguro di non avere mai qualcuno che con potenza di fuoco entra dentro la vostra vita, nei vostri affetti familiari e nella vostra intimità. Vi auguro di non avere mai nessuno che entra dentro la vostra famiglia".
Arrivato al momento di pronunciare ufficialmente le sue dimissioni, Lupi ha detto che proseguirà il suo lavoro in Parlamento e che le sue dimissioni le presenta "con dignità, a testa alta".
 
La solidarietà di Brunetta. «Esprimo solidarietà alla sua persona colpita senza scrupoli". Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo in Aula a Montecitorio dopo l'informativa del ministro Lupi. "Abbiamo assistito a una battuta di caccia mediatica diretta a ferire la sua famiglia con intercettazioni centellinate ad arte, osservata senza scandali dal premier Renzi, come se fosse normale che un ministro sia intercettato per due anni, con la tecnica della dissimulazione, per cui per sottrarsi all'articolo 68 della Costituzione è sufficiente mettere sotto controllo i telefoni di tutti coloro che sono nella cerchia tecnica, politica e amicale del ministro. No, signor ministro, questa non è giustizia, questa non è ricerca della verità". "Noi siamo garantisti. Lo siamo sempre. Ci siamo trovati isolati in questa posizione. Renzi, questo governo, questa maggioranza applicano un'etica di circostanza, una morale daltonica, funzionale alla sistemazione degli affari politici del presidente del Consiglio. Non sono stato io ma è stato Fabrizio Cicchitto a rilevare ancora stamane che si tollera tranquillamente che cinque sottosegretari siano sottoposti a indagine o abbiano subito il rinvio a giudizio, e siano lasciati tranquillamente al loro posto. Il ministro Lupi non ha ricevuto neppure un avviso, non che questo a nostro giudizio avrebbe implicato l'obbligo di dimettersi, ma non si può che constatare la diversità di trattamento riservato da Renzi agli amici rispetto ai meno amici e rispetto anche a se stesso", ha sottolineato Brunetta.
 
Di Battista (M5S):
"Lupi sacrificato da squali travestiti da amici". Maurizio  Lupi è stato sacrificato dai finti amici che hanno solo pensato a salvare la propria poltrona. Lo ha sostenuto il deputato M5S, Alessandro Di Battista, parlando alla Camera nel dibattito sul dimissioni di Maurizio Lupi dal ministero delle Infrastrutture. "Ministro – ha detto il componente del direttorio Cinquestelle – l'ho osservata in questi giorni, osservato il suo volto segnato dagli eventi. Avrà provato un grande dolore pensando a suo figlio, finito in questa vicenda. Avrà avuto difficoltà a prendere sonno, voglia di fuggire, senza sapere dove". "È brutto sentirsi senza una via d'uscita, abbandonato da tutti gli amici, che poi amici non sono ma squali, pronti a sacrificarla, pur di mantenere un posto al governo. Alcuni sono seduti accanto a lei (alla destra di Lupi era seduto il ministro dell'Ambiente Galletti e alla sinistra il ministro dell'Interno Alfano, n.d.r.) e le avranno dato pacche sulle spalle ma senza indugio – ha concluso il deputato M5S – hanno venduto le sue dimissioni per mantenere in piedi il sistema. Lei è una pietra che rotola e non proviamo alcuna soddisfazione".
 
Gasparri (FI):
"Ncd rifletta,Renzi ha una doppia morale come i vecchi capi Pci". Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, esponente di Forza Italia critica Ncd e attacca Renzi: "Le dimissioni di Lupi, al di là delle specifiche vicende da cui emergono il cinismo e l'ipocrisia di Renzi, confermano una volta di più il fallimento politico dei progetti neo-centristi o di velleitaria rifondazione di nuovi centrodestra. Lo dico senza astio e facendo un'oggettiva analisi. Tanti, con rotture, scissioni, proclami, hanno lanciato sfide finite male: da Fini a Montezemolo, da Monti a qualche suo scalpitante ministro. Dobbiamo rilanciare, nel bipolarismo insuperabile, una sfida competitiva del centrodestra. Con lealtà, chiarezza, coerenza, senza pugnalare il suo leader Berlusconi, con il quale costruire la presenza di oggi, la prospettiva generazionale di domani. Dico ai colleghi del Ncd di riflettere su quanto avviene. Sul progetto politico, su cui non aggiungo altro. Su Renzi, che si tiene quattro sottosegretari indagati, candida il condannato De Luca, interviene sulle banche tra conflitti di interesse e indagini su eventuali speculazioni di Borsa, aveva la residenza in una casa pagata da altri, ha una condizione previdenziale criticabile causa fulminee assunzioni da dirigente in aziende di famiglia finite in bancarotta. Renzi ha voluto Lupi fuori dal governo, ma ha una doppia morale come i vecchi capi Pci".

 

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Editoriali

L’Italia e l’urlo di Munch: gigante salvaci tu!

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Una fra le varie analisi della celeberrima opera “L’Urlo di Munch”, quella di Sonia Cappellini per Storia dell’Arte, ha il pregio di suscitare nel lettore nuove interpretazioni ed una nuova simbologia del dipinto di Edward Munch.

Per chi scrive, quell’urlo ben sia conforme con il grido dell’Italia pensando al suo angoscioso futuro, grida per paura, per dolore e urla per rabbia. L’autrice dell’analisi nel farci notare il volto umano sfigurato, simbolicamente in quel volto non può che esserci il volto del “Belpaese”, completamente anch’esso sfigurato, deturpato, umiliato e vilipeso.

Quando, sempre l’autrice, descrivendo il dipinto dice che la figura “sembra a malapena mantenersi in posizione eretta, quasi non avesse spina dorsale” a noi il pensiero va a un’Italia depauperata, divisa tra mille interessi lobbistici, le numerose correnti, frazionismi e fazioni di partiti senza alcuna reale conoscenza del paese reale, i tanti carrieristi in lotta eterna per il potere, un fiume carsico di corruttori, corrotti ed evasori attraversando il sottosuolo della penisola e colate di lava di malcontento e conclamata povertà che si accumulano nelle periferie sia al nord che al sud pronti a divampare.
Per finire con la simbologia, il dipinto mostra “quell’essere umano” che mentre sostiene la testa sembra chiudere le orecchie e Sonia Cappellini commenta: “come se la stessa persona non fosse in grado di sostenere il grido che lei stessa sta emettendo”.

E’ proprio così, l’Italia chiude le orecchie perché, ahinoi, non è in grado di supportare oltre perchè l’Italia ha rotto gli argini e la “cloaca massima” nazionale ha invaso puri e duri.
Soccombono le istituzioni e gli organi di garanzia, langue la vita sociale e agonizza la giustizia. Anela la democrazia ed il diritto sta venendo mortificato.

La libertà di opinione si mette in forse, quella personale è in quarantena ed il variegato mercato dell’informazione si arricchisce sempre più di multiformi bancarelle di tg, riviste, giornali e talk show e carrozzoni vari. A questo punto è d’obbligo la riflessione: cosa s’intende veramente con neutralità e obiettività della stampa? In che misura c’entra la collocazione politica dei telegiornali?
Dice Paolo Del Debbio: “mille ragioni, mille opinioni” al che ci si sente autorizzati a dire: tanti telegiornali, tante collocazioni politiche e tante versioni dei fatti di cronaca.

E’ così? Più che la pandemia l’Italia teme il collasso delle istituzioni, il degrado ed il decadimento del sistema, della vita sociale. Il famoso dipinto dell’artista norvegese mostra un cielo al tramonto con linee di rosso sangue e sullo sfondo ci si intravedono due figure. Queste non vedono, non sentono, non accorrono. A questo punto l’Italia grida: Gigante pensaci tu. Draghi risponde: ci penso io; il cielo sorride e la speranza rinasce nei cuori di tutti.

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Primo piano

Spinta sulle Riaperture: si punta finalmente sul Turismo? Il coprifuoco con i giorni contati

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Dalla seconda metà di maggio l’Italia riapre ai turisti grazie a un “pass verde nazionale” simile a quello introdotto con l’ultimo decreto legge. Intanto si lavoro a un protocollo per le vaccinazioni anti Covid nelle aziende. Secondo una prima ipotesi, la vaccinazione potrebbe partire nella seconda metà di maggio. Il ministro del turismo Massimo Garavaglia assicura: sono fiducioso sulla possibilità di una revisione delle regole sul coprifuoco.

Il pass sarà dunque in vigore dal 15 maggio, in attesa che entri in vigore quello europeo a metà giugno, con l’obiettivo di offrire a chi vuole venire in Italia regole chiare e semplici per garantire la massima sicurezza. Ma come sarà il pass per gli stranieri? La linea è quella già indicata nel decreto attualmente in vigore per le “certificazioni verdi” che consentono agli italiani di spostarsi tra Regioni di colore diverso: l’attestato di avvenuta vaccinazione, con entrambe le dosi e solo con i vaccini autorizzati dall’Ema, il certificato di guarigione o un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Per uniformare modalità e durata delle certificazioni dei vari Paesi ci sarà un incontro dei ministri della Salute a livello Ue ma è già chiaro che il 15 maggio si partirà con i documenti cartacei per poi passare all’utilizzo della piattaforma tecnologica europea sulla quale verrà caricato il green pass e che verrà testata per la prima volta il 10 maggio.

L’apertura al turismo costringerà il governo a rivedere alcune regole attualmente in vigore. La prima è l’ordinanza che definisce l’ingresso in Italia per chi proviene dall’estero e che scade il 15 maggio: ad oggi è previsto un tampone in entrata, quarantena di 5 giorni e un nuovo tampone per chi proviene dall’Unione europea e dalla Gran Bretagna mentre per gli arrivi dal resto del mondo – ad eccezione dei Paesi per i quali è vietato l’ingresso in Italia – la durata della quarantena è di 14 giorni.

Il nuovo provvedimento escluderà la quarantena per chi proviene dall’Ue ma anche da Stati Uniti e Israele, dove le vaccinazioni sono molto avanti. Resteranno, invece, le limitazioni per i Paesi inseriti nella black list. L’altra novità riguarda il coprifuoco ora fissato alle 22, questione che ha diviso la maggioranza e che il governo affronterà nel tagliando di metà maggio. “C’è l’intenzione di rivedere le misure sulla base dell’andamento dei contagi e sono ragionevolmente fiducioso che la misura in tempi brevi possa essere rivista favorevolmente”, dice il ministro del Turismo Massimo Garavaglia soddisfatto per l’esito della riunione del G20.

Oltre due milioni di dosi di AstraZeneca “chiuse” nei frigoLa possibilità di vivere un’estate il più vicino possibile alla normalità, in buona parte dipenderà dall’andamento della compagna vaccinale. E al momento uno dei nodi maggiori sembra essere legato alle forti resistenze che si incontrano nella somministrazione di AstraZeneca. In Sicilia sono 250mila le dosi del siero di Oxford ancora chiuse nei frigoriferi mentre in un hub a Napoli alcuni sessantenni hanno minacciato i medici, pretendendo di essere immunizzati con Pfizer o Moderna, invece di ricevere il vaccino anglo-svedese.

In tutto il Paese sono oltre due milioni gli shot di Astrazeneca ancora nei congelatori e pronti ad essere utilizzati. Una parte deve essere destinata ai richiami che inizieranno la settimana prossima per chi è stato vaccinato a metà febbraio, ma anche esaurendo tutte le “seconde dosi” ne resterebbero fuori oltre 500mila.

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Ambiente

Focus sul corretto ciclo di recupero dei rifiuti per la sicurezza ambientale, sanitaria e alimentare

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Proseguono gli “Itinerari della sicurezza” dell’ANCRI. Un viaggio condiviso con l’ANFP per promuovere la cultura della sicurezza condivisa anche in ambito di sicurezza ambientale, sanitaria e alimentare.
Anche di recente sono venuti alla luce clamorosi sviluppi di indagine sul tema del corretto ciclo di recupero dei rifiuti e, di conseguenza, sulla concreta sostenibilità del modello di circolarità nel nostro paese che riguarda anche il tema delle discariche abusive e della loro bonifica o messa in sicurezza.
Basilicata, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana sono solo alcune delle ultime Regioni che si trovano a interrogarsi sulle fragilità del complesso sistema di gestione e recupero dei rifiuti e della loro possibile seconda vita e della minimizzazione del loro smaltimento in discarica come l’ultima Direttiva europea prevede.
L’Associazione nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) ha promosso un approfondimento tematico nel corso della puntata di martedì 4 maggio del programma Monitor condotto da Gaetano D’Arienzo grazie alla disponibilità dell’Editore di Italia 7 Giovanni Sciscione e del direttore generale dell’emittente e regista Fabrizio Manfredini.
Per trattare un tema così complesso sono stati coinvolti autorevoli relatori: dalle istituzioni europee a quelle italiane, dal mondo della Comunicazione alle Forze di Polizia, dal Mondo della Ricerca alle Aziende di Servizi Ambientali.
Attraverso contributi multidisciplinari, saranno tracciate le possibili relazioni tra gli indirizzi normativi, i cicli di gestione, il controllo pubblico e i ruoli tecnici operativi sul mercato, ma anche il grande business prodotto dalla gestione dei rifiuti speciali e le indesiderabili “attenzioni” del malaffare che si possono creare in un contesto fragile.
Un corretto ciclo di gestione dei rifiuti, soprattutto speciali, e un virtuoso sistema di controllo pubblico e privato, sono alla base di un patto solidale tra le Comunità che se intriso di illegalità, può avere dirette ripercussioni sulla sicurezza ambientale, sanitaria ed alimentare.
Sarà anche una opportunità per conoscere lo spessore professionale e l’impegno dei rappresentanti delle varie articolazioni nell’azione di prevenzione e contrasto del traffico delle ecomafie.

Interverranno il dott. Carlo Corazza responsabile e portavoce del Parlamento europeo in Italia, il dott. Daniele Fortini Presidente di Reti Ambiente SPA gestore unico del ciclo rifiuti dell’ATO costa (Pisa, Livorno, Massa Carrara e Lucca), l’ingegnere Valeria Frittelloni Responsabile del Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare dell’ISPRA  e consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti,  l’ingegner  Paolo Ghezzi, responsabile scientifico del Master in Gestione e controllo dell’Ambiente: economia circolare e management efficiente delle risorse (GECA) alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il Generale della Guardia di Finanza Ignazio Gibilaro, comandante interregionale dell’Italia meridionale che ha competenze su Campania, Puglia, Basilicata e Molise, Prefetto Stefano Laporta Il presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Giuseppe Linares Direttore del servizio Centrale Anticrimine che si occupa della lotta economica alle mafie, coordinando tutte le attività di prevenzione e sequestro dei beni, il dott. Giuseppe Sardu Presidente di Acque Spa un’azienda che ha oltre 500 dipendenti, estesa in 55 Comuni in cinque aree provinciali (Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze e Siena), la giornalista  Fiorenza Sarzanini vice direttore del Corriere della Sera, il Prefetto Francesco Tagliente,  Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale e il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove, il Sindaco di Bracciano Dott. Armando Tondinelli, esperto in diritto dell’Amministrazione.

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