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Cultura e Spettacoli

Mazara del Vallo: Grande successo per la finale regionale del Cantagiro

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di Angelo Barraco

MAZARA DEL VALLO (TP) –Grande successo per la finale Regionale Sicilia 2017 del Cantagiro, tenutasi a Mazara del Vallo sabato 9 settembre nella splendida cornice di Piazza della Repubblica ed organizzata dall’Associazione 35mm. Un’imponente ed elegante palcoscenico adornato di luci e colori si incastonava perfettamente con le meravigliose architetture poste ad ogni angolo della piazza che, scavate da luci riflesse, creavano ombre dall’effetto sulfureo e quasi mistico, sotto un cielo ormai pronto a salutare gli ultimi timidi  d’estate.

E mentre a Mazara i tecnici montavano meticolosamente il mastodontico palcoscenico al calar del sole e le truccatrici correvano da una parte all’altra per rendere ancora più carine le piccole e le grandi star della serata, la confinante città Marsala si godeva il bel tramonto nella splendida cornice delle Cantine Fina che hanno accolto il segretario del PD Matteo Renzi, giunto appositamente sull’Isola per presentare il suo libro autobiografico. Un appuntamento che ha certamente stuzzicato l’interesse di molti, ma al calar della sera è stata indubbiamente la musica a far da padrona su tutto. Alle ore 21.00 le luci sul palco si sono improvvisamente accese e un fragoroso applauso ha accolto l’elegantissima Rosalba Pizzo, presentatrice della serata nonché agente del versante occidentale della Sicilia.

Tanti i talenti che hanno calcato il palcoscenico, mostrando ad una giuria attenta le loro abilità Nel corso della serata si sono susseguiti numerosi ospiti: il Duo hip hop Chiara Resta e Felicia Bulgarella, Chicco Coci cabarettista e attore teatrale, Enzo Sanchez e la sua Star Dance Academy, Riccardo Russo musicista/vocal coach e Federica Lamberti –Vocal coach- della The Vocal Accademy Silvia Mezzanotte;  Serena Manuguerra, in arte Sahira, danza del ventre, Ouiam cantante e la Kolaband. Il Cantagiro può essere definito una vera e propria istituzione perché dal 1962 ha lanciato artisti che, oggi, rappresentano dei veri e propri pilasti della musica italiana.  Proprio alla luce di questa importanza storia e culturale, i giudici hanno scelto con molta attenzione gli artisti per l’accesso alla fase nazionale ed internazionale della kermesse che durerà ben 15 giorni ed avrà luogo presso il Teatro Comunale di Fiuggi, dal 24 settembre al 8 ottobre 2017. Ecco i nominativi dei ragazzi passati alla semifinale nazionale. Categoria Baby: Arianna Giancontieri, Jasmine Mostacci, Carola Prudenza; Caterogia Junior, Viviana Angileri, Serena Lombardo, Anna Maria Modello, Clara Bonventre, Maria Antonietta Rubino, Giusi Candela, Federico D’Amico, Gloria Tumbarello; Categoria Cantaurore: Elena Conforto, Mariel Inglese, Marika Montalto, Simona Gandolfo; Categoria Interpreti; Melissa Perez, Chiara De Pasquale, Chiara Adamo, Silvia e Andrea, Alessia Lo Cascio, Serena Daidone. I giudici hanno decretato vincitrice Gloria Tumbarello della categoria Junior.

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Costume e Società

“Laggiù tra il ferro – storie di vita, storie di reclusi”: attesissimo il nuovo libro dell’avvocato Nicodemo Gentile

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“Laggiù tra il ferro – storie di vita, storie di reclusi”: questo il titolo del nuovo attesissimo libro dell’avvocato Nicodemo Gentile, l’illustre cassazionista natio di Cirò che da anni si occupa prevalentemente di diritto penale, disponibile dal prossimo 23 novembre in tutte le librerie

 

Nicodemo Gentile è ormai conosciutissimo per essersi occupato di vicende di rilevanza nazionale come il caso di Melania Rea o il delitto dell’Olgiata dove è stato legale degli imputati mentre come parte civile è stato difensore per l’omicidio della piccola Sarah Scazzi, per i fidanzati di Pordenone, Teresa e Trifone, per Guerrina Piscaglia e per Roberta Ragusa.  Quest’ultimi processi tutt’ora in corso. Nicodemo Gentile rappresenta un punto di riferimento per molte associazioni che da anni, si impegnano quotidianamente nel sociale.

 

Il carcere è un argomento di cui si parla tanto, spesso anche troppo e invita gli individui a molteplici riflessioni sulla vita che si svolge dietro le grate a seguito di una condanna. L’Avvocato Nicodemo non ha scritto “Laggiù tra il ferro – storie di vita, storie di reclusi” a scopo di lucro o per ottenere visibilità, ma lo ha fatto per pura passione, mettendo in calce le esperienze che lo hanno coinvolto direttamente o tramite colleghi, operatori di settore, cercando di descrivere quelle polaroid che la sua mente ha archiviato nel tempo, attraverso un percorso umano e professionale lungo e intenso. Un racconto fatto con la piena consapevolezza che quelle pareti bianche in cui si respira la sofferenza di una reclusione, quelle grate arrugginite e piene di dolore, quegli odori, quelle lacrime, quei rumori e quei giorni interminabili nell’attesa di una libertà possano essere descritti soltanto da chi li ha vissuti direttamente. L’Avvocato  ha deciso di raccontare questo aspetto così intimo e delicato  attraverso gli scritti che negli anni ha custodito e catturato, tramite i lunghi colloqui, le sensazioni e il malessere di chi vive quotidianamente il carcere. Massimo Picozzi, noto psichiatra e criminologo, ha scritto la prefazione del libro “ogni istituto penitenziario è un microcosmo con i suoi riti, le sue gerarchie. Non puoi conoscerlo, e non puoi conoscere chi lo abita, se non entrandoci , passandoci del tempo. Con l’umiltà di ascoltare e l’intelligenza di sospendere i giudizi. Questo è riuscito a fare Nicodemo Gentile, e questo racconta nelle pagine del suo libro. Un libro speciale, perché è un libro vero”. Non vengono raccontate le vicende processuali, sicuramente già note, e neppure viene avvalorata una tesi piuttosto che un’atra; il libro racconta il sistema carcerario e il suo funzionamento, le condizioni dei detenuti, come si svolgono le loro giornate, come impiegano le ore e soprattutto quali sono le emozioni ed i sentimenti che travolgono la loro anima in un micro mondo fatto di incertezze e anime desiderose di tornare a casa, anime e corpi che gridano la loro innocenza, affiancate spesso da spietati killer senza scrupoli. Un viaggio materiale e introspettivo dove i ciceroni saranno di volta in volta i suoi assistiti, da Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea a Manuel Winston Reyes, condannato per l’omicidio della Contessa dell’Olgiata; da Angela Birkiukova, condannata per l’omicidio del marito a Carmelo Musimeci, ex ergastolano. Nei diciannove capitoli del libro si parla inoltre di suicidio, custodia cautelare, permessi premio, 41 bis, ergastolo, ergastolo ostativo, malattia mentale, dei reclusi senza famiglia, di sovraffollamento carcerario, di Dio, con l’importante testimonianza del cappellano di Perugia che da oltre 25 anni si occupa delle detenute del carcere di Capanne, delle vittime dei reati, dei loro familiari e di misure alternative alla detenzione.

 

Abbiamo intervistato l’avvocato Nicodemo Gentile, che in merito all’imminente uscita editoriale ha detto:
“In questo libro c’è l’uomo e il professionista: l’uomo contiene il giovane Avvocato, lo studente, contiene l’Avvocato maturo che si ritrova di colpo a contatto con il dolore perché il carcere è un’esperienza umanamente molto difficile; il professionista che vive con una lente d’ingrandimento particolare. Ho bisogno di parlarne perché del carcere se ne deve parlare. Lo faccio io ma lo faccio fare soprattutto a chi, purtroppo, il carcere lo vive in prima persona perché, per colpa o senza colpa, si ritrova dentro a vivere un percorso più o meno lungo di detenzione. Attraverso vissuti di vita, con questo libro, si cerca di parlare di suicidio, di 41bis, di ergastolo, di parlare di una sfida che va vissuta e combattuta. Non a caso Papa Francesco va spesso nei penitenziari, non a caso l’ex Presidente della Repubblica Napolitano ha parlato in più occasioni di carcere, ha stimolato ad una riflessione moderna ed evoluta sul carcere e misure alternative alla detenzione. Si parla di primi permessi, di un carcere che funziona, di un carcere che rieduca; dentro ci sono i contributi di Carmelo Musumeci, ex ergastolano entrato in carcere che aveva la quinta elementare e adesso ha tre lauree e scrive libri sul carcere. Si parla anche di vittime di chi è in carcere e si parla di un carcere che funziona attraverso la rieducazione, attraverso i primi permessi, attraverso meccanismi che consentono poi al detenuto di poter essere qualcosa e una persona nuova”

 

Lei ha raccolto le testimonianze, a livello umano e non prettamente giuridico, legate a casi di cronaca ben noti come il delitto Scazzi, Rea, Ragusa, Olgiata, Piscaglia e Pordenone: com’è stato unire esperienze così differenti?
“Il percorso è estremamente difficile e doloroso perché quando si abbassano i riflettori, ti ritrovi uomini che per la legge sono assassini ma ti rendi conto che hanno gli stessi occhi, gli stessi visi puliti di chi invece vive la sua vita ordinaria e ti rendi conto di come il percorso umano di questi soggetti sia conflittuale, di grande solitudine perché poi con il tempo la loro vita è una metamorfosi dal punto di vista sociale e familiare, man mano si perdono pezzi e spesso e volentieri l’Avvocato è l’unico soggetto che per un tratto di strada più o meno lungo sta li insieme a loro a sopportarne il peso umano, oltre a quello giuridico e processuale di questo percorso estremamente sfuggente. Spesso e volentieri si tratta di soggetti che vengono allontanati dai figli, dalle figlie, che hanno divieti di incontro, anche di natura epistolare, quindi è evidente che l’Avvocato rappresenta la finestra sul mondo, non solo l’aspetto tecnico quindi ma anche l’amico e la persona sulla quale poggiare la testa e sfogarsi. Spesso e volentieri anche i singoli istituti sono tra loro diversi, ciò che è possibile in un istituto spesso non è possibile in altri. In alcune carceri è più facile studiare, in altri no; ho avuto contatti con gente che ha vissuto il 41Bis, che si tratta comunque di un regime carcerario particolare e unico dove anche avere un particolare cibo cotto può essere una grande affermazione, una grande battaglia vinta. Ci sono situazioni dove anche avere un po’ di aria fresca oppure avere una persona con la quale discutere può essere un momento di felicità. Ci si domanda se questo tipo di terapia è la terapia giusta per questi soggetti, il problema del carcere è che ancora oggi la cosiddetta istituzione totale, il percorso dove a soggetti con malattie diverse si somministra sempre la stessa cura. Il carcere è una istituzione che rende tutti uguali persone che non lo sono. Io ho cercato di descrivere questo mondo e la cosa che a me piace dire è che innanzitutto io non sono portatore di nessuna verità e di nessun concetto rivoluzionario sul carcere, racconto la mia esperienza attraverso chi la vive, dico le cose che ci sono, le cose che funzionano e le cose che non funzionano, le riforme inattuate, i buoni propositi rimasti solo propositi, ma tutto viene fatto, così come dice Massimo Picozzi nella sua prefazione, sospendendo giudizi e con l’umiltà di ascoltare. Quando si entra nel carcere bisogna sospendere ogni tipo di giudizio e bisogna avere l’umiltà di ascoltare”.

 

Ha dedicato il libro al suo Papà…
“E’ legato a mio padre perché se io sono Avvocato è grazie a lui e se io scrivo di carcere è perché lui mi ha sicuramente trasmesso l’assoluta forza nello stare vicino a chi ha bisogno, stare vicino nonostante le difficoltà. Una seconda chance la si deve a tutti. L’ho dedicato a mio padre perché mi ha insegnato ad essere onesto. Il libro è dedicato anche ad Enzo Fragalà, un penalista che io non ho conosciuto ma che ha sacrificato sull’altare dell’onestà la propria vita e a tutti i penalisti che pur di affermare la propria onestà hanno sacrificato la loro vita”.

 

Angelo Barraco

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Cronaca

Finale di Pollina: grande successo per la 41ma edizione della Sagra dell’Ulivo

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FINALE – FRAZIONE DI POLLINA (PA) – Sotto una pioggia intensa si è avviata la 41ma Sagra dell’Ulivo di Finale di Pollina in provincia di Palermo. “Durante la mattinata il sole ha fatto capolino tra le nuvole per poi conquistare l’intera volta celeste illuminando la natura vestita d’autunno.” Fa sapere Lucio Vranca portavoce dell’associazione culturale L’Approdo di Finale di Pollina, quest’ultima organizzatore dell’evento con il patrocinio del Comune di Pollina.

“Dunque, sotto l’azzurro e splendido cielo, circondati dalla classica visione delle piante d’ulivo che caratterizza la località Celsito, conquistati dal sottile odore di olio novello, si è conclusa nel migliore dei modi la prima giornata della 41ma Sagra dell’Ulivo. – prosegue il portavoce – L’onere organizzativo è stato affidato all’Associazione Culturale Ricreativa “L’Approdo”di Finale guidata dal Presidente signor Antonino Silvestri. Il nuovo direttivo, formato dai signori Mimmo Cipriano, Pino Madonia, Melchiorre Zito, Pietro Musotto, Salvatore Marchese e Giuliano Bisconti, ha affrontato le problematiche organizzative che sono apparse subito complesse ma, lo spirito di gruppo e la voglia di dimostrare che quando si vuole si possono fare miracoli, hanno fatto sì che tutto procedesse seguendo i dettami del buon senso, l’esperienza e la praticità delle azioni.”

La programmazione tradizionale, che ha reso famosa la Sagra nata nel 1973 grazie a Mimmo Ventimiglia, ha previsto due giornate di festa. La prima (Sabato 11 novembre) si è distinta per la visita guidata in C.da Celsito curata dal Dottor Giuseppe Di Noto che ha evidenziato e valorizzato l’aspetto naturalistico monumentale degli ulivi secolari. “Vedere, infatti, – prosegue Vranca -quegli enormi tronchi dalle svariate forme ha fatto pensare al mondo artistico della scultura. E’ stato come vedere la natura esaltare la bellezza, sposa della storia. L’incontro si è concluso con l’assaggio di pani cunzatu, alivi, cudduruna fritti e vino novello per la goduria dei numerosi presenti.”

 

Oltre all’Assessore Giovanni Nicolosi, erano presenti tutti i componenti del Direttivo dell’Associazione l’Approdo e le donne “approdiane” che hanno preparato alcune leccornie. Domenica 12 novembre si è svolta, come di consueto, la Santa Messa celebrata da Don Giuseppe Amato alla presenza delle autorità locali. E’ seguita la benedizione delle piantine di ulivo e la consegna delle stesse ai bambini nati dal13 novembre 2016 al 10 novembre 2017, consegna fatta dal Vicesindaco Angela Genchi e dal Presidente Silvestri.

Il gradevole contorno musicale è stato offerto dal gruppo Folkloristico di San Mauro C/de e dai piccoli di Finale. Alla fine della cerimonia è stata messa a dimora una piantina d’ulivo per ricordare la 41ma edizione della Sagra.

L’apertura degli stand alle ore 12,30 nel Cortile Carrettieri dove è avvenuta distribuzione dei prodotti della gastronomia locale come pasta, pane, vino, salsiccia grigliata, alivi scacciati, ha permesso agli ospiti di apprezzare le numerose specialità che “narrano” e simboleggiano, con i sapori, la festa popolare giunta, ormai, alla XXXXI edizione. Tutto si è svolto con ordine, senza gremire i corridoi transennati proprio perché la degustazione è durata fino alla conclusione della manifestazione. La sfilata dei gruppi folkloristici di San Mauro C/de, del gruppo “Trinacria bedda” di Monreale e dei piccoli di Finale, ha riempito il percorso di colore, musica e balli .Le coppie in costume, per la premiazione di Miss contadinella e Mister contadino, hanno incuriosito il giovane pubblico per l’abbigliamento caratteristico del mondo contadino d’altri tempi.

A conclusione della sfilata sono stati premiati, con delle targhe artistiche, gli alunni dell’I.C. di Pollina – San Mauro C/de, la signora Marianna Gaudio per il miglior costume di Miss contadinella e il signor Domenico Colantoni che, accompagnato dal suo asinello, ha meglio rappresentato la figura di Mister contadino.

 

I premi sono stati consegnati dal Dirigente scolastico professoressa Antonella Cancila, dal Presidente Silvestri e dagli Assessori Angela Genchi, Alessandra Musotto e Giovanni Nicolosi.

In mezzo ad un numerosissimo pubblico, si sono esibiti i gruppi folkloristici dimostrando una straordinaria capacità interpretativa dei gesti sincroni in una coreografia arricchita dalla padronanza della coralità e la capacità di emozionarsi ed emozionare.

La manifestazione, nella sua interezza, è stata arricchita dalla mostra fotografica allestita, all’interno della Torre del Marchese, dai professori Giacomo di Marco e Lucio Vranca, quest’ultimo anche portavoce dell’associazione, che hanno messo in sequenza le immagini dei dottori Giuseppe Di Noto, Roberto Cannizzaro e le foto dello stesso professor Giacomo Di Marco che ha rappresentato, con le immagini, il ciclo produttivo dell’Ulivo.

Il concorso grafico-pittorico ha permesso la partecipazione agli alunni dell’ I.C. Pollina – San Mauro C/de. I lavori premiati sono stati messi in mostra all’interno della Torre del Marchese.
Il Presidente dell’A.C.R. “L’Approdo” ha manifestato la sua soddisfazione per l’esito della manifestazione affermando: “La manifestazione è riuscita e ciò mi rende sereno e compiaciuto. Ma il successo dei vari momenti culturali, artistici e musicali è dovuto alla collaborazione del Consiglio Direttivo e ai soci con le relative consorti che hanno voluto dare una mano nella fase organizzativa e operativa nel preparare i pasti e le leccornie elaborate e distribuite agli ospiti. E’ importante -ha aggiunto – tenere viva la tradizione perché è una magnifica cartolina turistica che, sicuramente, sarà una sana pubblicità a favore delle nostre tradizioni, della comunità e di tutto il territorio.

 

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Cronaca

Finale, Frazione di Pollina: al via la 41ma Sagra dell’ulivo

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FINALE – FRAZIONE DI POLLINA (PA) – Al via, oggi e domani, la 41ma Sagra dell’ulivo organizzata dall’Associazione “L’Approdo” di Finale con il patrocinio del Comune di Pollina. Un appuntamento fisso che si ripete sin dal 1973, una kermesse che darà vita a due giornate intense all’insegna della tradizione.

Il primo appuntamento è fissato per oggi sabato 11 novembre. E’ previsto un itinerario naturalistico, guidato dall’esperto dottor G. Di Noto, con arrivo in Contrada Celsito luogo ricco di alberi d’ulivo secolari. La visita si concluderà con la degustazione di pane cunzatu, cudduruna fritti e vino novello.

Nella giornata di domani, domenica 12 novembre, i partecipanti potranno assistere alla sfilata equestre, visitare la mostra inerente al ciclo di produzione dell’olio e godere di momenti tradizionali come la sfilata dei gruppi folkloristici di San Mauro C/de, “Trinacria Bedda” di Monreale e dei bambini locali. Musica, balli, colori e allegria, faranno dal contorno durante l’apertura degli stand per la degustazione dei prodotti tipici locali: pasta , pane, salsiccia, alivi scacciati, vino ed altro, saranno le leccornie per la goduria del palato dei partecipanti. Per godere di tutto questo basta essere presenti.

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