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MELANIA REA: SALVATORE PAROLISI E QUELL'IMPRONTA CHE NON GLI APPARTIENE

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Tempo di lettura < 1 minuto La perizia si sta concentrando sull’analisi del reperto. Si tratterebbe di un’impronta non superiore al numero 40. Parolisi calza la 43

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di Angelo Barraco

L’Aquila – C’è una nuova perizia che potrebbe riaprire il caso di Melania Rea e della sua tragica e misteriosa scomparsa. Salvatore Parolisi, marito della donna ed ex caporale è stato condannato in appello a 30 anni per aver ucciso la moglie con 35 coltellate il 18 aprile 2011. Ma potrebbe esserci un elemento che potrebbe scagionarlo, come riferiscono i suoi legali. Nei pressi del chiosco di Casermette di Civitella del Tronto (Teramo), vicino al cadavere, fu trovata ed isolata l’impronta di una scarpa insanguinata. La Corte d’Appello de L’Aquila ha ritenuto di non dover dare troppa importanza a tale impronta in quanto risulta impossibile risalire al modello di scarpe indossato da Parolisi il giorno del delitto.

La perizia si sta concentrando sull’analisi del reperto. Si tratterebbe di un’impronta non superiore al numero 40. Parolisi calza la 43 e secondo tale dettaglio l’esclusione di Parolisi sarebbe ovvia.
Parolisi continua a ribadire che quell’impronte non è la sua, quell’impronte, tra l’altro, non è riconducibile a calzature indossate da Melania, né da altri soggetti che successivamente hanno transitato sulla scena del delitto.
Vi Terremo aggiornati su eventuali approfondimenti.

Frosinone

Roma, dimissioni Ruberti. Video shock del capo gabinetto di Gualtieri: “Se devono inginocchia’ e chiede scusa, io li ammazzo”.

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Una lite violenta a Frosinone, con urla e minacce, ha visto come protagonista Albino Ruberti, capo di gabinetto del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “Io li ammazzo…Devono venire a chiede scusa per quello che mi hanno chiesto… A me non me dicono ‘io me te compro'”. E ancora “do cinque minuti pe veni’ a chiedeme scusa in ginocchio. Se devono inginocchia’ davanti. Altrimenti io lo scrivo a tutti quello che sti pezzi de… mi hanno detto… Io li sparo, li ammazzo”. Il video ha scatenato una bufera di polemiche, e in mattinata Ruberti ha rassegnato le dimissioni.

“Ringrazio Albino Ruberti per aver offerto le sue dimissioni a seguito della diffusione di un video che riporta una sua violenta lite verbale avvenuta in occasione di una cena privata svoltasi a Frosinone due mesi fa.Le frasi contenute nel video sono gravi e non appropriate per chi ricopre un incarico di questa delicatezza.

Per questo, in attesa che venga chiarita l’effettiva dinamica dei fatti, ho preso atto delle dimissioni di Albino Ruberti e ho chiesto al Vicecapo di Gabinetto Nicola De Bernardini di assumerne le funzioni”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.”Al tempo stesso voglio rimarcare la straordinaria qualità del lavoro svolto da Ruberti come Capo di Gabinetto, la totale dedizione e l’impegno profusi, e ho sempre apprezzato la sua orgogliosa difesa dell’integrità e dell’autonomia dell’amministrazione comunale e delle sue scelte”, ha aggiunto Gualtieri, annunciando di aver accettato le dimissioni del capo di Gabinetto Albino Ruberti.

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Esteri

Truppe cinesi in Russia per esercitazioni congiunte

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Il distretto militare orientale della Russia, che ha in carico le manovre, include parte della Siberia e ha il suo quartier generale a Khabarovsk, vicino al confine cinese

Le truppe cinesi si sposteranno in Russia per un ciclo di esercitazioni congiunte con la Russia e altri Paesi tra cui India, Bielorussia e Tagikistan. A riferirlo è il ministero della Difesa di Pechino, precisando che la presenza cinese “non è correlata all’attuale situazione internazionale e regionale”.

Le operazioni militari fanno parte di un accordo di collaborazione con “l’obiettivo di approfondire la cooperazione pratica e amichevole con gli eserciti dei Paesi partecipanti, migliorare il livello di collaborazione strategica tra le parti e rafforzare la capacità di risposta a varie minacce alla sicurezza”, si legge in una nota. 

L’annuncio del ministero della Difesa cinese è maturato dopo giorni di tensioni crescenti tra Pechino e gli Usa a causa della visita fatta a Taiwan a inizio mese dalla speaker della Camera americana Nancy Pelosi.

La leadership comunista ha reagito con rabbia alla mossa considerata un assist alle forze indipendentiste di Taipei, ritenuta parte “inalienabile” della Cina da riunificare anche con la forza, se necessario. Per una settimana, l’Esercito di liberazione popolare ha organizzato manovre senza precedenti intorno all’isola, testando un blocco aereonavale e lanciando anche missili balistici. Attualmente, sono in corso “missioni di pattugliamento e prontezza al combattimento”.

A luglio la Russia aveva annunciato l’intenzione di tenere le esercitazioni militari ‘Vostok’ (Est) dal 30 agosto al 5 settembre, a dispetto dell’onerosa guerra in corso contro l’Ucraina, anticipando pure la partecipazione generica di forze straniere.

Il distretto militare orientale della Russia, che ha in carico le manovre, include parte della Siberia e ha il suo quartier generale a Khabarovsk, vicino al confine cinese. Le ultime manovre di questo tipo si sono svolte nel 2018, quando l’Esercito popolare di liberazione vi prese parte per la prima volta, nell’ambito di un accordo di cooperazione annuale bilaterale con Mosca che è pienamente operativo. Con il presidente cinese Xi Jinping e l’omologo russo Vladimir Putin, Pechino e Mosca hanno rafforzato sempre di più i legami bilaterali in vari settori, anche in campo militare. Xi e Putin annunciarono a Pechino lo scorso 4 febbraio, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Pechino 2022, la partnership “senza limiti”, poche settimane prima che Mosca – il 24 febbraio – iniziasse la sua “missione militare speciale” in Ucraina.  

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Cronaca

Marche, sì al farmaco per il suicidio assistito del 44enne Antonio

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La Commissione medica dell’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche ha dato il via libera per il farmaco da somministrare ad Antonio per il suicidio medicalmente assistito.

Antonio, 44enne, marchigiano tetraplegico dal 2014, ha iniziato da tempo la battaglia per l’aiuto al suicidio affiancato dall’Associazione Luca Coscioni.


    Dopo il riconoscimento dei requisiti per ‘applicare’ la sentenza Costituzionale Cappato-Antoniani (DjFabo) mancava il parere sul farmaco. Si era creata una situazione di stallo che aveva portato il 44enne a valutare il trasferimento in Svizzera per attuare la procedura che ora si è di fatto sbloccata’. 

“Stavo per riprendere i contatti con la struttura Svizzera che avevo contattato prima di questo percorso ma oggi, alla notizia della conferma del farmaco e delle modalità che potrò seguire, sono felice di poter avere vicino i miei cari qui con me, a casa mia fino all’ultimo momento”, ha detto il 44enne marchigiano, tetraplegico dal 2014.  “Inizio ora a predisporre ogni cosa – aggiunge “Antonio” – al fine di procedere in tempi brevi con il suicidio assistito”. 

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