Connect with us

Costume e Società

Merano, partito il count down per la 30esima edizione dei mercatini di Natale

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

Il villaggio tradizionale tirolese sarà riproposto in Piazza della Rena con un progetto tutto nuovo

In assoluto tra i più antichi d’Italia, i Mercatini di Natale di Merano festeggiano quest’anno il trentesimo anniversario e tornano in grande stile dal 25 novembre al 6 gennaio, con una suggestiva festa di inaugurazione il 24 alle ore 17.

Più di 60 casette in legno saranno protagoniste ai mercatini con il loro moderno design, ispirato alle vette che circondano la città, e ospiteranno un’attenta selezione di prodotti, espressione dell’artigianalità del territorio e della tradizione culinaria altoatesina. Tutto da vivere e gustare immersi in un’atmosfera autentica natalizia che probabilmente è la vera unicità dei Mercatini di Merano tra il fiume Passirio, i portici, le passeggiate, il Kurhaus, l’illuminazione della città e le montagne tutt’intorno.

Ecco una selezione delle cose più belle da visitare durante la prossima edizione

Il villaggio tradizionale tirolese sarà riproposto in Piazza della Rena con un progetto tutto nuovo, che porterà in città una tradizionale e accogliente “Almhütte” di ben 100mq, decorata secondo il gusto natalizio altoatesino, dove si potranno gustare le migliori specialità culinarie locali.
La Almhütte sarà anche sede del Goldys Club, il progetto di successo dedicato ai bambini dove anche gli adulti avranno possibilità di cimentarsi in laboratori pratici, come la preparazione dei canederli o la creazione di una corona d’avvento. Per gli amanti delle degustazioni ci sarà, inoltre, una speciale degustazione di gin. Non mancheranno i momenti musicali e un programma completo di laboratori, attività e musica, aggiornato sul sito ufficiale dei Mercatini di Merano.

L’Albero infopoint, già punto di riferimento nel cuore della manifestazione per farsi guidare tra i numerosi punti di interesse, quest’anno si arricchisce di piccole eccellenze dell’enogastronomia del territorio, attentamente selezionate tra le aziende altoatesine. Sempre al suo interno sarà acquistabile anche la tazza ufficiale dei Mercatini di Merano, che per il suo trentesimo anniversario avrà un prezioso design dorato, imperdibile per i collezionisti. In esclusiva saranno in vendita anche il berretto e la fascia “RE-BELLO x Merano”, 100% cashmere riciclato, 100% Made in Italy sviluppato in collaborazione con Rifo-Circular Fashion, oggetto testimone dell’impegno della manifestazione a rendersi promotore di attività sostenibili.

Da non perdere anche le visite guidate, momenti ideali per scoprire cultura, luoghi nascosti e aneddoti della città, dalla suggestiva visita guidata “A lume di lanterna” a quella naturalistica “I segreti di Merano giardino d’inverno”, per scoprire le storiche passeggiate che hanno reso Merano tra le più famose città-giardino.
Molto interessante anche la visita del Kurhaus, gioiello Jugendstil tra i simboli della città, elegante edificio che fa da sfondo ai Mercatini di Merano.

In Piazza Terme torneranno le colorate sfere, eleganti palline di Natale dove degustare ottime pietanze altoatesine accompagnate da una ricca carta vini.

È richiesta la prenotazione tramite app, maggiori info su www.termemerano.it. Inoltre, divertimento all’aria aperta con la pista di ghiaccio, il panoramico Skybar e i Christmas Aperitif ogni sabato mattina fino a Natale, con musica dal vivo.

Tra gli stand storici o interessanti:

  • “Dolciumi Dressel” l’immancabile stand degli spiedini di frutta ricoperti di cioccolato e di panpepato e “Schlossbeck”, un vero must della manifestazione, con le sue Dinnede preparate e cotte al forno sotto gli occhi dei visitatori;
  • Roman Perfler”, “l’oste del castello Pienzenau”, oggi anche scrittore, che vanta un’esperienza di più di 40 anni nella gestione di castelli dell’Alto Adige e ama trasmettere la sua passione per il medioevo e per le ricette autentiche altoatesine. Da lui ci si mette in coda per assaggiare il suo panino con arrosto affumicato.
  • “Al bosco incantato”, del giovane Matteo Menegotto, è una grotta di fate, gnomi e creature magiche realizzate in ceramica che prendono vita attraverso il racconto delle loro fiabe e saghe.
  • “By Mommy”, fondata da Kathi, sarta e mamma di tre bambini, che cuce a mano articoli per neonati e bambini utilizzando solo tessuti 100% certificati e 100% passione.
  • la new entry “Rescheralm – Hanslini”, il progetto culinario curato da Elin e Hannes. La giovane coppia porterà in città la vita alpina e in particolare saranno serviti piatti tradizionali realizzati con materie prime di produzione propria.
  • “Fischerhof”, punto di riferimento al mercatino per gli appassionati di distillati, con un’offerta di ben 45 diversi prodotti tra grappe premiate, brandy fruttati, liquori, gin e rum. La cultura della distillazione è propria del maso Fischerhof, a Cornaiano, da più di 100 anni e con la loro esperienza e professionalità guidano gli ospiti alla degustazione e all’acquisto.
  • “Hundebar” un angolo riservato ai cani attrezzato con ciotole d’acqua e cibo presso lo stand “Simon Schönweger”, che intende accogliere al meglio anche i visitatori a quattro zampe.

I Mercatini raggiungono quest’anno un altro traguardo altrettanto importante, ovvero, la decima edizione certificata “Green Event”. Insieme agli altri Mercatini Originali dell’Alto Adige, la manifestazione ha lavorato edizione dopo edizione al miglioramento della propria impronta ecologica e invita i visitatori a condividere i valori di eco-sostenibilità.

I Mercatini resteranno aperti da lunedì a giovedì, dalle ore 11 alle 19 (gastronomia fino alle 21); venerdì, sabato e festivi dalle ore 10 alle 20 (gastronomia fino alle 22.30); domenica dalle ore 10 alle 19 (gastronomia fino alle 21).
Aperture speciali: 24 e 31 dicembre, dalle ore 10 alle 15.30 (gastronomia fino alle 17). Il mercatino resta chiuso il 25 dicembre.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Costume e Società

Dal bagatelle del Re Sole ai flipper americani: come si sono evoluti i giochi elettromeccanici

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

La storia dei giochi moderni ha visto nel suo lungo percorso di sviluppo importanti scoperte e passi avanti che, nel tempo, hanno modificato e segnato le meccaniche di funzionamento degli stessi. A conti fatti, i giochi più in voga oggi (o la maggior parte di essi), altro non sono che evoluzioni dei primi esemplari e prototipi che secoli fa nacquero per allietare le corti aristocratiche del vecchio continente e, soltanto più in epoca più recente, le sale da gioco negli Stati Uniti.

Da una tipologia di funzionamento che sfruttava semplicemente le leggi della dinamica, si è passati nel giro di pochissimo tempo, con l’introduzione dell’elettricità, a nuove e più sofisticate varietà di gioco. Un chiaro esempio sono le meccaniche delle famose slot machine che si possono trovare oggi sui più importanti casinò online: in questo caso la tecnologia ha saputo sfruttare tutti i progressi in campo scientifico per restituire un prodotto antico ma allo stesso tempo al passo con i tempi.

La storia che ha portato alla diffusione dei moderni coin-op (ovvero ai videogiochi cabinati a gettoni popolarissimi nelle sale giochi degli anni ottanta e novanta in tutto il mondo) e, quindi, ai videogame contemporanei più famosi parte da molto lontano.

Nel XVI secolo, un’ampia varietà di passatempi e giochi da prato (che comprendevano l’utilizzo di palle, mazze, bastoni, birilli e archi) guadagnò popolarità nel vecchio continente, in particolare in Inghilterra e in Francia. Nel corso degli anni, poi, queste attività ludiche si sono “miniaturizzate”, diventando dei giochi da tavolo che potevano essere giocati al chiuso. Uno dei più famosi era il Bagatelle (chiamato così perché fu introdotto per la prima volta presso il castello di Bagatelle, residenza del fratello minore del Re di Francia Luigi XIV), gioco molto simile al moderno biliardo che prevedeva la presenza di un tavolo (anche inclinato) con buche, birilli, palline di argilla e bastoni dedicati allo spostamento delle sfere.

Il successo del Bagatelle ben presto travalicò i confini nazionali per volare oltreoceano, dove i soldati francesi impegnati nella guerra di indipendenza americana verso la fine del XVIII secolo al fianco del generale George Washington, si portarono dietro i tavoli di Bagatelle, di fatto introducendo quello che poi negli Stati Uniti sarebbe diventato il moderno flipper.

Nel corso della prima metà del XIX secolo, questa tipologia di gioco subì un nuovo ridimensionamento nella forma, dando così modo alla grande industria di poter riprodurre in serie questo oggetto e destinarlo alla vendita al dettaglio. Si deve, successivamente, al britannico Montague Redgrave (nel 1871) la prima meccanizzazione del gioco, con l’introduzione di uno stantuffo caricato a molla che serviva a colpire le biglie (ormai prodotte in vetro e non più in argilla).

Decenni più tardi, con l’arrivo dell’elettricità, David Gottlieb dell’omonima azienda statunitense specializzata nella produzione di flipper, affinò ulteriormente la giocabilità di questi dispositivi, aggiungendo una lastra in vetro a copertura dello spazio di gioco e le famose pinne (o alette), controllate da pulsanti esterni e con le quali era possibile rispedire la biglia di nuovo sul piano. Sempre a Gottlieb, inoltre, si deve l’introduzione della gettoniera (ovvero del dispositivo di pagamento automatico utile all’attivazione del gioco) e del totalizzatore del punteggio.

Il fenomeno, insomma, esplose in tutte le sale da gioco, guadagnando popolarità nei circoli privati e nei locali pubblici degli Stati Uniti e, nel secondo dopoguerra, anche nei bar e nei luoghi di ritrovo in Italia e nel resto d’Europa.

Il resto è storia nota. L’evoluzione di questi cabinati di gioco ben presto portò alla progettazione e alla nascita dei primi videogame arcade a gettone che, prima dell’avvento delle console di casa, segnarono generazioni di giocatori. Uno dei più fulgidi esempi in questo senso è stato PONG (una sorta di ping pong), pubblicato dalla americana Atari nel 1972. Dalla fine degli anni Settanta comparirono sul mercato decine e decine di altri coin-op come Space Invaders, Tetris e Pac Man, titoli che ancora oggi rappresentano un must per tutti gli appassionati.

Continua a leggere

Costume e Società

Conquistare una donna, ecco i passi da compiere

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Quando si conquista una donna, ci si immette in un processo che ha delle sfaccettature uniche. Praticare la seduzione significa avere carisma, ma anche rispetto nei confronti della propria interlocutrice. A prescindere dall’età, infatti, è importantissimo sedurre una donna o una ragazza con consapevolezza e spontaneità. Le chiavi del successo del vostro approccio alla conquista devono essere proprio queste, in modo da poter catturare l’attenzione dell’altra parte al meglio delle proprie possibilità, senza rischiare di essere eccessivi ed evitando curiosi strafalcioni.

Va detto, comunque, che sedurre una donna non sia parte di una scienza esatta ed è per questo motivo che anche i Casanova dal maggior successo, non riescono sempre a conquistare la ragazza dei loro sogni. Le persone più sicure in sé stesse, però, hanno modo di affrontare diversamente l’intero processo, non perdendosi d’animo e, quando ne vale la pena, trovando un modo per dar piacere all’interlocutrice o, altrimenti, andando avanti senza rimorso.

Insomma, sedurre una donna è una vera e propria sfida con sé stessi, tanto da diventare molto stimolante. Questo, però, non vuol dire essere grotteschi, trattando le conversazioni con superficialità per mero divertimento. In questi casi, infatti, si possono correre rischi anche grossi ai fini dell’approccio. In questa guida, comunque, vogliamo darvi alcune dritte utili per poter conquistare una ragazza step by step.

Parlare con degli esperti

La primissima cosa che vi consigliamo per conquistare una donna non riguarda l’approccio in senso stretto, ma l’aiuto che una persona con esperienza può offrire. Possiamo, sicuramente, affermare che oggi il Web sia colmo di consigli utili e articoli del genere in cui viene proposto il metodo completo per conquistare una donna. Starà a voi, poi, dare fiducia ad uno specialista a discapito di un altro, consapevoli, però, del fatto che neanche le guide più dettagliate possono fare miracoli e che la resa finale dell’incontro sarà di vostra completa disponibilità.

Essere spontanei e gentili per conquistare una donna

I primissimi approcci, le conversazioni nate per caso o i primi appuntamenti sono un momento importantissimo per rompere il ghiaccio e, nel caso degli interessi già appurati dai gesti, poter venire al sodo. In generale, però, vale la regola che bisogni essere gentili quando si parla con una donna, presentandovi predisposti al dialogo, allo scopo di sviluppare la conoscenza, liberi dalla flemma di bruciare le tappe. Si deve essere tranquilli, gentili ed accomodanti, in modo da fare una bella impressione, senza però essere eccessivamente calorosi.

La simpatia è un’arma vincente, ma dev’essere usata con moderazione, così come la componente misteriosa. Al di là di questo, però, il vero segreto per conquistare una donna è essendo sé stessi, evitando comportamenti edulcorati o complimenti eccessivi. Questo significa essere naturali, ma anche spontanei, chiarendo le proprie intenzioni non appena si avrà l’occasione di mettere le carte in tavola. Diciamo, però, che nel momento in cui le uscite non vengono già eseguite a sfondo amicale, chiarire la propria posizione può rivelarsi abbastanza inutile, visto l’epilogo quasi certo della serata.

Saper cogliere l’attimo

Essere precipitosi può essere altamente controproducente, ma allo stesso modo, dobbiamo segnalarvi di non adagiarvi sugli allori. Ad un certo punto, la conversazione e i suoi toni vi permetteranno di passare all’azione, cogliere quell’attimo fuggente in cui poter spostare l’intero motivo dell’incontro sul piano pratico. Anche qui, però, bisogna fare attenzione ai segnali, rimanere corretti e non eccedere, pur rimanendo coerenti con la vostra idea di non voler restare semplici amici con la propria interlocutrice. Diciamo, comunque, che nel caso in cui l’occasione dovesse palesarsi, allora saprete quando muovervi, ma fate attenzione a non lasciarvela scappare!

Continua a leggere

Costume e Società

“A cavallo della sostenibilità”: Fieracavalli promuove un turismo etico e green

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 3 minuti

image_pdfimage_print

Da Monaco a Verona, dall’Abruzzo alla Valle d’Aosta e dalla Toscana all’Austria: sono infinite le testimonianze di un nuovo modo di fare turismo, dall’alto di una sella, riscoprendo il piacere del viaggio in lentezza presentate nella nuova Area Forum AGSM AIM – A Cavallo della Sostenibilità | Dialoghi sul futuro sostenibile del mondo equestre. Ad apprezzare l’equiturismo, questa mattina, è l’attrice Matilde Gioli che ha percorso la prima ippovia urbana permanente in Italia patrocinata dal Comune di Verona



VERONA Con un ampio potenziale di sviluppo ancora da esplorare e valorizzare, l’equiturismo è protagonista della 124ª edizione di Fieracavalli che, anno dopo anno, si fa collettrice di testimonianze di associazioni, guide e trekker esperti chiamati a raccontare le proprie esperienze lungo le ippovie, più o meno battute, non solo sul territorio italiano.

Con l’intento di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di trekking a cavallo e promuovere i valori che il turismo equestre incarna, Fieracavalli propone – all’interno dell’Area Forum AGSM AIM – Il Viaggio che cambia | Cavallo, turismo e sostenibilità – interviste, incontri e tavole rotonde per mettere in luce la bellezza dell’Italia, ma non solo, da scoprire dall’alto di una sella.

Simbolo di un turismo etico e green, il viaggio a cavallo permette una scoperta consapevole del territorio, lungo itinerari lenti, a contatto con la natura, come le ippovie urbane e rurali presentate oggi da Linda Fabrello (ASD Horse Valley), Fabrizio Forsoni (UISP Nazionale) e l’atleta Carmine Calvanese nel talk a cura di Reverse. Tra queste anche la prima ippovia urbana permanente in Italia, patrocinata dal Comune di Verona, inaugurata l’anno scorso e percorsa, proprio questa mattina, da Matilde Gioli. L’attrice, amante del mondo equestre, non si è fatta sfuggire l’occasione di visitare la “città del cavallo” da una prospettiva diversa e soprattutto con un altro ritmo. Un itinerario di 15 km della durata di 4 ore, che rimarrà fruibile a tutti gli amanti del trekking a cavallo, con partenza dal Lungadige Attiraglio (Corte Molon), arrivo in Piazza Bra e ritorno al Parco dell’Adige Nord, alla scoperta di Verona e del fiume Adige che la attraversa.

Nello stesso talk è stato presentato anche il raid equestre Monaco – Verona, emblema del turismo slow, tornato dopo 17 anni dalla sua ultima edizione. Accompagnati da Horse Adventure, 4 cavalieri di Natura a Cavallo e 4 amazzoni del Circolo Ippico Valpolicella, hanno affrontato un itinerario di oltre 600 km, suddiviso in 25 tappe, che collega la capitale bavarese al comune scaligero. Il progetto – promosso da Fieracavalli, Veronafiere e l’Associazione di Promozione Sociale “Territorio, Sostenibilità e Inclusione” di Verona – mette al centro il cavallo come richiamo naturale tra uomo e pianeta e come mezzo per sensibilizzare su diversità e forme di disabilità. Grazie alla collaborazione dell’Associazione Nazionale Allevatori Cavalli di Razza Bardigiana e di ANAREAI, il Raid promuove anche l’allevamento e il patrimonio zootecnico italiano. Le amazzoni, infatti, hanno affrontato il viaggio in sella a quattro soggetti di cavalli Bardigiani che oggi verranno donati a centri dedicati ad Interventi Assistiti con gli animali per aiutare categorie fragili.

Tra gli ospiti più attesi dell’Area Forum c’è stata anche Paola Giacomini – l’esploratrice a cavallo arrivata a Veronafiere dalla Mongolia nel 2019 dopo aver percorso in sella 9 mila km – che, quest’anno, in occasione del centenario del Parco Nazionale dell’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, ha affrontato una nuova esperienza di viaggio partendo il 16 giugno dalla regione dell’Italia centrale per arrivare in Valle d’Aosta. Con i suoi due cavalli, Custode e Cigherè, ha percorso 1.000 km attraversando 8 parchi nazionali. Tema centrale del viaggio il cambiamento climatico: in ogni luogo Paola ha incontrato botanici, geologi e biologi con l’intento di riflettere su come il paesaggio sta cambiando.

Tra i racconti di viaggio anche quello di Angelika Schneider, “Ritorno in Austria a cavallo, sulle antiche vie romane, da Peccioli a Lech”. Arrivata in Italia nel 1983 dall’Austria, il sogno di Angelika – istruttrice di equitazione – è sempre stato quello di voler far ritorno a casa in sella ai suoi cavalli percorrendo 930 km tra la Toscana e l’Austria. Quest’anno, insieme alla sua allieva Giulia, è finalmente riuscita a realizzarlo con il progetto “Il viaggio è la meta”. Il 15 settembre, in sella di Gamma e Ares, sono partite da Peccioli per raggiungere Lech.

In 37 giorni di cammino hanno costeggiato 8 fiumi e percorso vie dei tempi romani e medievali: dalla Via Francigena fino alla Via Claudia Augusta, risalente a 2000 anni fa.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti