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Cronaca

MESSINA: CI VORRANNO 12 ORE PRIMA CHE L'ACQUA ARRIVI NELLE CASE

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Tempo di lettura 3 minuti Intanto il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha inviato a Messina l’Esercito: “Ho dato disposizioni alle Forze Armate per intervenire a Messina e contribuire alla soluzione dell'emergenza idr

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di Angelo Barraco

Messina – Una settimana senza acqua a Messina, il Sindaco stamane aveva scritto sulla sua bacheca un messaggio incoraggiando per i cittadini “Entro le 13 l'acqua, immessa poco alla volta nella conduttura, dovrebbe arrivare nei nostri serbatoi cittadini che cominceranno a riempirsi e pompare l'acqua nella rete urbana”, ma l’acqua non è arrivata e i cittadini hanno manifestato sulla pagina facebook del Sindaco l’assenza di acqua la mancata promessa mantenuta nonché il disagio che li affligge da una settimana. In mattinata aveva scritto anche “Da Calatabiano: Da 35 minuti abbondanti l'acqua è stata aperta. Il flusso di acqua è continuo e senza ostacoli verso Messina”, i commenti di chi reclama l’acqua sono tanti. Intanto il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha inviato a Messina l’Esercito: “Ho dato disposizioni alle Forze Armate per intervenire a Messina e contribuire alla soluzione dell'emergenza idrica”. Leonardo Termini, presidente dell’Amam, azienda Meridionale Acque ha confermato che l’emergenza finirà a breve: “Nonostante la condotta di Fiumefreddo sia stata riparata e sia iniziata l'erogazione dell'acqua, ci vorranno almeno 12 ore prima che arrivi nelle case dei messinesi”. Il Sindaco Renato Accorinti è intervenuto anche all’assemblea nazionale Anci (associazione nazionale comuni italiani), specificando: “Dovevo venire ieri ma non mi sono mosso fino a quando non ho ho visto riuscire l’acqua dai rubinetti delle case di Messina. Non si è trattato di un tubo rotto ma di una grossa frana. Ecco perché serve un grande piano per il dissesto idrogeologico perché adesso i riflettori si spegneranno sul ‘funerale’ di Messina ma l’acqua è un diritto inviolabile che non può essere distrutto”. Il premier Renzi reputa vergognosa la situazione che si è venuta a creare a Messina e non accetta i ritardi che si protraggono e che portano il popolo messinese a rimanere senza acqua. 
 
Sei giorni senza acqua. Un guasto alla condotta di Fiumefreddo di Sicilia, causato da una frana avvenuta sabato scorso a Calatabiano (Catania), sta lasciando senz’acqua Messina da sei giorni. Disperati i cittadini che lamentano la condizione disumana che stanno vivendo poiché privati d’acqua per un lasso di tempo così lungo e invocano l’aiuto delle istituzioni, ma le notizie che giungono dai vertici dell’Anam che si occupano della gestione della rete idrica, non sono rassicuranti poiché passeranno altri sei giorni prima che il guasto venga riparato. ci sono stati altri smottamenti vicino alla condotta già danneggiata, a causa degli smottamenti i tecnici hanno dovuto interrompere i lavoro perché il fango ha ricoperto nuovamente tutto. Nemmeno le previsioni meteo dei prossimi giorni renderanno semplici i lavori poiché proprio nelle zone colpite, gli interventi saranno difficili. Intanto il Sindaco di Messina, Renato Accorinti ha chiesto allo Stato un intervento nonché ha dichiarato stato di calamità naturale. Il Sindaco tiene costantemente aggiornati i suoi cittadini tramite la sua pagina facebook e ieri aveva scritto che in zone come Giostra, Tremonti e Ritiro l’acqua comincia ad arrivare. Le zone maggiormente colpite sono quelle situate in alto rispetto il livello del mare. In mattinata comunque molte persone si sono rifornite di acqua nelle uniche cisterne e fontane funzionanti in città ma i problemi sono enormi, soprattutto per anziani,  disabili e bambini. Intanto sono state chiuse oggi scuole, università ed uffici pubblici per evitare problemi di natura igienico sanitaria. E’ in programma un vertice in Prefettura. 
 
Sui Social si è scatenata la gara di solidarietà, il famoso showman siciliano Rosario Fiorello scrive sulla sua pagina facebook: “Messina è senza acqua! Inaccettabile nel 2015! Si faccia qualcosa subito! Comune , Provincia, regione , governo. Sopratutto dimostriamo che i "social "servono a qualcosa. Domani la notizia deve essere su tutte le prime pagine dei gionali!!!fate girare a manetta “. Anche il famosissimo musicista siciliano Roy Paci ha mostrato la sua vicinanza scrivendo sulla sua pagina facebook: “Restare senza acqua, per cinque giorni, sta succedendo a Messina. Sono vicino in questo momento ai miei corregionali che devono far fronte a un simile disagio. Visto che si prospetta che per diversi giorni l’acqua continuerà a mancare, quello che possiamo fare è parlarne, condividere l'indignazione, sperando che serva a sollecitare interventi più rapidi e risolutivi. ‪#‎MessinaSenzaAcqua‬”. Maria Grazia Cucinotta lancia un appello al Governo centrale: “Nel 2015 non si può lasciare un'intera città senz'acqua per così tanto tempo. Immagino anziani, bambini, persone diversamente abili in preda al panico nel trovare rubinetti vuoti. Una situazione insostenibile, intollerabile, gravissima che merita attenzione e impegno serio e tempestivo da parte delle Istituzioni a Roma e Palermo”. Le parole che arrivano dritte al cuore di chi vive il disagio e di chi, seppur distante, è vicino alla popolazione, sono quelle del Sindaco di Messina, che scrive nella sua pagina facebook delle parole semplici ma che riassumono tutto ciò che stanno vivendo: “Acqua è vita! Acqua è diritto!”.

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Milano, filmano e diffondono in rete i pestaggi ai loro compagni di classe: ordinata la custodia cautelare per 6 sedicenni

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Nella giornata di ieri 18 gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Corsico (MI), coadiuvati dagli omologhi comandi di Rho, Abbiategraso e Sesto San Giovanni, all’esito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare per i reati di atti persecutori, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e lesioni personali aggravate, emessa dal Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Milano,  nei confronti di n. 6 sedicenni residenti nell’hinterland sud-ovest milanese, frequentatori di un Istituto scolastico sito nel comune di Rho.

L’attività investigativa trae origine dalle denunce presentate lo scorso ottobre presso la Stazione Carabinieri di Cornaredo (MI) da un compagno di classe degli indagati, il quale aveva segnalato di essere stato vittima di gravi e violente aggressioni, subite già a partire dal mese di giugno 2021.  Gli approfondimenti investigativi puntualmente svolti hanno permesso di accertare che gli indagati, in concorso tra loro, si erano resi responsabili di frequenti e sistematici atti di bullismo nei confronti della parte offesa (affetta da un disturbo di iperattività) e di un altro compagno di classe, posti in essere, anche senza una reale motivazione, mediante violente aggressioni (una delle vittima aveva riportato politraumi da percosse e giudicati guaribili in gg. 7), vessazioni e gravi ingiurie, sia all’interno (anche alla presenza del personale docente) che nelle vicinanze dell’istituto scolastico, per poi riprendere le azioni criminose e diffondere i video sul canale social “Telegram”. Le immagini diffuse allo scopo di ledere la reputazione delle parti offese, erano riuscite a raggiungere, in breve tempo, oltre 100 mila visualizzazioni. In seguito alla denuncia, uno degli indagati era anche stato espulso dall’istituto scolastico.

Al termine delle formalità di rito:

  • a carico di un indagato è stata applicata la misura del collocamento in comunità;
  • a carico di un indagato è stata applicata la misura della permanenza in casa;
  • a carico dei restanti destinatari, la misura cautelare delle prescrizioni ingiungendo l’obbligo di permanenza in casa in orari serali/notturni, di frequentare con impegno e profitto l’istituto scolastico e di mantenere un comportamento corretto con i compagni, gli insegnanti e in ambito famigliare.

Sono in corso ulteriori accertamenti volti ad accertare la presenza di ulteriori vittime delle azioni vessatorie commesse, con lo stesso modus operandi, dal gruppo di giovani indagati.

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Post con offese alla memoria di David Sassoli: la Polizia Postale identifica l’autore

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Si tratta di un 40enne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID

La Polizia di Stato, nell’ambito del monitoraggio informativo della rete internet effettuato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni a seguito della notizia della scomparsa del Presidente dell’Europarlamento David Sassoli, su diversi canali Telegram, profili Facebook e Twitter (con l’hashtag #nessunacorrelazione), ha riscontrato la pubblicazione di numerosi messaggi d’odio, inspirati da teorie complottiste “No Vax” secondo le quali l’Onorevole sarebbe morto a causa del vaccino.

Tra i vari messaggi che hanno acquisito il carattere della “viralità” per il contenuto particolarmente sprezzante e lesivo della memoria del defunto Presidente del Parlamento Europeo, ripreso anche dai principali organi di stampa, era emerso quello pubblicato dall’account “Ugo Fuoco”, che testualmente affermava “Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va mr. ‘Il green pass non è discriminatorio’ Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”.

Approfondite verifiche hanno permesso ai poliziotti di identificare l’autore del post in un quarantenne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID. L’indagato è risultato anche amministratore di un canale Telegram con più di 30.000 iscritti, sul quale l’interessato ha pubblicato numerosi messaggi di incitamento alla violazione delle disposizioni sulla gestione dell’emergenza pandemica da Covid-19.

Sulla base degli accertamenti informatici, il Compartimento Polizia Postale di Napoli, ha deferito il presunto autore del messaggio lesivo della memoria di David Sassoli e, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ha eseguito una perquisizione informatica, nel corso della quale sono state rinvenute tracce informatiche legate alla pubblicazione del messaggio d’odio nei confronti del defunto Presidente del Parlamento Europeo.

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Rieti, minaccia la moglie davanti al figlio minore: denunciato dai carabinieri

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Dalle prime indagini sembrerebbe che non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna

BORBONA (RI) – Una donna, di origini rumene, ha denunciato di essere da tempo vittima dei maltrattamenti da parte del marito. Esasperata dalle continue violenze e al culmine dell’ultimo litigio, ha deciso di rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri di Borbona.

Ai militari la donna ha dichiarato di essere stata oggetto di minacce, insulti ed offese da parte del coniuge convivente, anch’egli di origini straniere, il quale in uno stato di forte alterazione
dovuto all’abuso di sostanze alcoliche avrebbe infierito verbalmente su di lei, per di più dinanzi al figlio minore.

Le prime indagini hanno consentito di ipotizzare che, purtroppo, non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna.

L’uomo è stato quindi denunciato dai Carabinieri per maltrattamenti in danno della
moglie. Nel procedimento penale instauratosi, la sussistenza della responsabilità penale sarà
accertata dal Giudice.

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