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METEO: ITALIA NELLA MORSA DEL MALTEMPO, DA NORD A SUD

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Tempo di lettura 2 minuti La giornata di domenica 17 gennaio si prospetta ricca di venti gelidi di Tramontana e Grecale che in interesseranno lo stivale

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di Angelo Barraco
 
Roma – Il fine settimana rappresenta per molti italiani il momento unico di svago dopo un’intensa settimana lavorativa, ma molti probabilmente dovranno rimandare, accendere il camino e cambiare decisamente i programmi poiché nella giornata di sabato 16 gennaio è arrivata un’ondata di freddo che partirà dalle Marche fino alla Puglia con piogge diffuse. Anche il bel sud Italia, che tanto ama il sole, il mare e la tintarella estiva deve stringere i denti in questi mesi poiché questo sabato sarà all’insegna della pioggia moderata o forte, anche in Sardegna la stessa medesima cosa. Al centro sud invece ci sarà neve fino a quote basse, fino in pianura e sulle coste di Abruzzo, Molise. Soleggiato al Nord Italia, neve sui confini delle alpi e venti di Tramontana. La giornata di domenica 17 gennaio si prospetta ricca di venti gelidi di Tramontana e Grecale che in interesseranno lo stivale, sarà tanta la neve che cadrà, precisamente su Marche, Abruzzo, Molise e persino sulle coste ovvero in Puglia, a bassa quota. Ancora piogge in Sicilia, precisamente nella zona Nord.
 
 Ma come sarà il meteo da lunedì in poi? La mattina di lunedì 18 vede sole e schiarite in gran parte dello stivale, deboli nevicate su Abruzzo e Molise, deboli precipitazioni nel Messinese e nel Palermitano. Nella giornata di martedì 19 il tempo peggiorerà a Nordovest, in Toscana e Sardegna. In Liguria ci saranno precipitazioni nonché neve sopra i 200 m. Tra Piemonte e Lombardia ci sarà neve, anche in Emilia Romagna. Bel Tempo al sud Italia. Mercoledì 20 invece si apre con forti precipitazioni nel trapanese, piogge in Campania e in Calabria. Nevicate in Appennino. In Toscana, Lazio e Marche invece ci saranno precipitazioni. Buono al Centro Nord. Giovedì 21 ci saranno poche piogge al sud, inizialmente il tempo sarà buono al Centro-Nord, ma ne pomeriggio peggiorerà in Liguria, Piemonte ed Emilia sotto la pioggia, . anche in Sardegna ci sarà pioggia, bel tempo in Sicilia. Venerdì 22 le piogge si concentreranno principalmente sulle isole maggiori, temporali e neve dai 400 ai 1000 metri in Sardegna. Pioggia in Liguria, Sicilia.

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Primo piano

Calenda: “L’accordo con Renzi è raggiunto”

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Un incontro con Matteo Renzi “non è fissato, ci siamo visti i scorsi giorni, ora stanno andando avanti gli staff a lavorare ma ci sentiamo. Sulle questioni di fondo però l’accordo è raggiunto e ora si discute su altre cose rilevanti”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda a Omnibus su La7.Il sondaggio che darebbe Iv-Azione al 4% “non mi preoccupa. Il 4% ce lo dà il sondaggista del Pd e Più Europa… l’ho visto in azione alle amministrative… In questo momento i sondaggisti seri non stanno rilevando perchè la gente è al mare”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda a Omnibus su La7 contestando alcune rilevazioni demoscopiche di ieri peraltro sottolineando che “altri ci danno al 6%, al 15%, al 75%… Poi arriverà il 25 settembre e se gli italiani voteranno, voteranno. Sennò è un’altra storia”

INTANTO BERLUSCONI

“Penso che mi candiderò al Senato, così faremo tutti contenti, dopo aver ricevuto pressioni da tanti, anche fuori da Forza Italia”.Lo annuncia il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a “Radio Anch’io” su Rai Radio 1.

“Non mi interessa la lotta sulla leadership, i nomi imi appassionano poco. Mi interessano di più le cose da fare, la battaglia contro l’oppressione fiscale, contro l’oppressione giudiziaria”.

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Cronaca

Covid e varianti: a settembre i nuovi vaccini

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“Per garantire al meglio la nostra preparazione comune” contro il Covid in autunno e inverno, “gli Stati membri devono disporre degli strumenti necessari. Ciò include i vaccini adattati alle varianti, come e quando saranno autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali” (Ema).

Lo afferma la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, sottolineando che l’accordo tra l’Ue e Moderna per ri-programmare le consegne dei vaccini contro il Covid-19 a settembre “garantirà che i paesi abbiano accesso alle dosi di cui hanno bisogno al momento giusto per proteggere i cittadini”. L’intesa riguarda anche i vaccini adattati alle nuove varianti BA.4 e BA.5 Omicron, in attesa di autorizzazione da parte dell’Ema. “Ciò garantirà alle autorità nazionali di avere accesso ai vaccini nel momento in cui ne avranno bisogno per le loro campagne nazionali”, annuncia Bruxelles in una nota.

“L’accordo – spiega la Commissione europea – garantisce che, se uno o più vaccini adattati ricevono l’autorizzazione all’immissione in commercio, gli Stati membri possano scegliere di ricevere i vaccini adattati nell’ambito del contratto attuale” e prevede anche la consegna di “ulteriori 15 milioni di dosi” dei vaccini adattati “previa autorizzazione all’immissione in commercio entro tempi che consentirebbero l’uso di queste dosi per le loro campagne di vaccinazione”.

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Ambiente

ANBI, all’indomani del del decreto “Aiuti bis” prosegue il paradosso di non permettere lo scambio elettrico sul posto

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Vincenzi: “Far pagare, a prezzi di mercato, l’energia necessaria alla gestione idraulica per la salvaguardia dalle alluvioni e la distribuzione irrigua per produrre cibo, è come far pagare l’acqua ai vigili del fuoco per spegnere gli incendi.”

La bolletta dell’energia elettrica, a carico dei Consorzi di bonifica (e quindi dei cittadini) sta assumendo dimensioni insostenibili: in media, il sistema consuma annualmente 600.000 MegaWattora, ognuno dei quali sul mercato libero, nel 2021, costava € 125,46, oggi invece è salito a € 441,65!

A ciò si aggiunge un incremento del 30% nei costi e nei consumi per il 2022, dovuto alla necessità di contrastare siccità ed alte temperature nelle campagne; il che significa una previsione di spesa complessiva pari a € 344.487.000, cioè circa 269.211.000 euro in più rispetto all’anno scorso!

Così, all’indomani del decreto “Aiuti bis”, ANBI torna a proporre la paradossale vicenda del cosiddetto “scambio elettrico sul posto”.

“L’esempio che segue è quanto mai esemplificativo, – precisa Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) –considerato l’interesse pubblico di entrambe le attività: far pagare, a prezzi di mercato, l’energia necessaria alla gestione idraulica per la salvaguardia dalle alluvioni e la distribuzione irrigua per produrre cibo, è come far pagare l’acqua ai vigili del fuoco per spegnere gli incendi.”

“Non solo – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono produttori di energia rinnovabile, idroelettrica e fotovoltaica, ma ne possono utilizzare solo la minima parte necessaria all’esercizio dell’impianto in loco; il resto della produzione la devono cedere ad un ente gestore per poi riacquistarla ad un prezzo maggiorato. La nostra richiesta, già prevista in un emendamento al precedente Decreto Aiuti ma mai arrivato in Aula, è di poter utilizzare l’energia autoprodotta per la gestione di tutti gli impianti dell’ente consortile.”

La vicenda ha assunto contorni di straordinaria importanza di fronte ad una bolletta quadruplicata nel giro di un anno.

“A questo punto – aggiunge il Presidente di ANBI – è bene ricordare che i costi della gestione ordinaria dei Consorzi di bonifica sono suddivisi fra i consorziati, che sono proprietari di immobili e, nel caso dell’irrigazione, aziende agricole. E’ evidente che le amministrazioni consortili, che non hanno scopo di lucro e non possono chiudere i bilanci in rosso, riverseranno i maggiori oneri sull’ammontare dei contributi consortili con scontate conseguenze sui bilanci familiari e sul costo dei prodotti agricoli. Questo, nonostante ci sia la palese possibilità di abbassare sensibilmente i costi energetici!”

“Quello elettrico è un onere (a carico della comunità anche attraverso un inevitabile aumento dei costi dei prodotti alimentari), che potrebbe essere in larga parte abbattuto permettendo, ai Consorzi di bonifica ed irrigazione, l’utilizzo dell’energia autoprodotta per tutti i compiti d’istituto e non solo a servizio dell’impianto di produzione. La soluzione – conclude il DG di ANBI – è talmente lapalissiana e nell’interesse collettivo che la domanda sorge spontanea e la risposta è pressoché scontata: a chi giova non permetterlo?”

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